Pubblicità sessiste l’invasione!

Guardo poca tv ma non basta guardarla spesso per accorgermene come durante le pause pubblicitarie ci sia un invasione di pubblicità sessiste.

Purtroppo vi comunico che non è possibile segnalare tutte queste pubblicità allo Iap perchè ancora oggi certe pubblicità malgrado siano palesemente sessiste perché lo IAP non membri formati a fare questo lavoro.

Il Giurì italiano è diverso da quello della Gran Bretagna che ha fatto ritirare una campagna pubblicitaria di prodotti cosmetici perchè le testmonial erano photoshoppate e compromettevano l’autostima delle donne che ogni giorno sono costrette ad avere a che fare con modelli patinati e irraggiungibili, per questo c’è ancora da fare.

Questo perché gli organi di molti Paesi europei vantano una reale formazione per quanto riguarda gli stereotipi di genere nella pubblicità. 

Accendendo la tv ho accolto con tristessa la nuova campagna di Cif o e quello dei fastidiosi pruriti intimi Vagisil.

Nel panorama italiano le donne o sono sexy o casalinghe o hanno varie malattie. Ovviamente puzzano anche.

Lo spot di Vagisil  è quello che non sopporto proprio. Qui c’è una ragazzina di 13-13 anni con una voce petulante da far venire prurito a chi la ascolta . La ragazzina pigola alla madre con tono imbarazzato che ha un fastidioso prurito intimo. 

E’ brutto utilizzare il corpo di una ragazzina per pubblicizzare un farmaco che non indica nemmeno la causa di quei sintomi. Magari anche volutamente. 

Perché l’idea che passa dallo spot è che questi problemi debbano essere affrontati con imbarazzo. 

Perché le ragazze dovrebbero affrontare con imbarazzo la loro condizione clinica o i loro problemi intimi?

E’ triste che si rappresentano i normali imbarazzi di un’adolescente per censurare volutamente la sfera intima delle donne. 

Stessa cosa accade nello spot Tantum rosa. In questo spot si esce dallo stereotipo della donna di casa. Le protagoniste sono tutte lavoratrici ma il messaggio è lo stesso : non si parla dei problemi intimi. Non si affronta l’intimità femminile.

Perché parlare dell’intimità femminile crea più imbarazzi che mostrare un corpo perfetto come un oggetto sessuale in modo volgarissimo e quasi pornografico.

Ma l’angoscia continua sale assistendo l’alternanza tra uno spot che rappresenta le donne come oggetti e in successione un altro che ci rappresenta come donnine di casa che si fidano del rosa e viceversa: prodotti intimi pubblicizzati con ragazze candide che si lavano la faccia nel bidè, donnine alle prese con la lavatrice,  tette al vento e donne alle prese con la cucina come lo spot di Findus che mette in atto uno scenario sessista classico degli spot anni ’50 che pubblicizzano prodotti alimentari: l’uomo fuori di casa e la donna in casa con il figlio che ha lo stesso sogno del padre: fare l’astronauta. La madre nello spot non ha altra aspirazione che preparare il pranzo al figlio e aspettare il marito come Penelope.

E poi ho spento la tv perché cominciava Studio Aperto e sono esausta.

Mary

3 commenti

  • No comment, no comment davvero. Ormai stiamo superando il limite. :(

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  • Ciao Mary,
    anch’io non ho più parole e, non solo, mi sento impotente dinanzi a queste pubblicità sessiste e volgari.

    Quante volte abbiamo segnalato allo IAP e altrettante volte, salvo casi sporadici,ci ha risposto che non poteva intervenire! Purtroppo la legge in Italia su questi temi è ancora molto indietro!

    Noi continuiamo a fare divulgazione, anche se sono veramente disgustata per l’uso che si fa della nostra immagine!
    Paola

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  • Ho appena visto un manifesto di Intimissimi che boh…pubblicizza la linea uomo ma i boxer li indossa la solita modella ammiccante. Non so se sia proprio sessista, per me si perche’ il contrario non riesco proprio a immaginario… Domani se riesco faccio una foto

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