Occhio alle segnalazioni!

Per segnalare le campagne lesive alla dignità di genere, ci rivolgiamo molto spesso allo Iap e abbiamo con gran sorpresa scoperto che sono state segnalate alcune campagne che il nostro blog non conosceva, come quella della Tecnogen srl (prodotto Blindocar), la pubblicità più sessista che c’è ma sconosciuta a noi. Come vedete c’è qualcuno fuori di noi che segnala le pubblicità lesive alla dignità femminile. Una nuova consapevolezza?

Abbiamo però scoperto inoltre che c’è qualcuno che segnala allo Iap anche le poche pubblicità che riprendono i claim da celebri aforismi femministi come quello di Fontana Pelletterie spa che si pubblicizzava con il famoso claim Nè puttane nè madonne“. Opera di qualche maschilista? o qualche donna che non ha accettato vedere uno slogan storico associato ad una borsa?

E’ ovvio che usare uno slogan femminista per pubblicizzare una borsa, ossia a fini commerciali, non è proprio il massimo, ma ritenerlo lesivo (poi per chi?) E’ molto meglio un claim femminista che vedersi la solita donna-oggetto semi nuda e ammiccante davanti ad una borsa, perchè le borse vengono acquistate dalle donne e quindi il messaggio deve rivolgersi a noi e deve parlare alle donne ed è meglio sia femminista che anti-femminista come la maggior parte delle pubblicità.

Come la Relish che cavalcando l’onda del vento che cambia ha pubblicizzato la sua collezione invitando le donne ad essere libere; a me queste pubblicità paiono un pò “paracule” molto meglio di tante altre che rappresenta le donne ancora come oggetti e così come tante manifestazioni politiche di cui abbiamo le palle piene, perchè se è grave che la comunicazione commerciale lede la dignità femminile ancora peggio è se lo fa la politica.

Voi che ne pensate? Vento che cambia o strumentalizzazione?

Mary

4 commenti

  • Bhè credo che questa più che ledere la dignità di noi donne è fortemente consumistica: associare uno slogan femminista, quindi fatto dalle donne e per le donne, ad un oggetto non fa che sottolineare l’importanza che la nostra società affida agli oggetti… soprattutto beni di lusso, che più la crisi avanza più sembrano essere appetibili! Credo che la critica da muovere sia piuttosto questa!

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  • Assurdo, cioè associare uno slogan femminista per pubblicizzare una borsa non c’entra molto, ma addrittura ritenerlo offensivo o nocivo è ancora più assurdo!
    Purtroppo io penso che il vento non sta cambiando per niente, sono solo paraculate, ma una cosa è certa iniziano a temerci e quindi modificano i loro modi di pubblicizzare, questo è già un buon segno!

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  • Penso che usare slogan femministi o strizzare l’occhio alla voglia di libertà delle donne siano tutti tentativi mal riusciti di marketing “emozionale”. Il punto è che la credibilità non si costruisce con slogan associati ai prodotti di consumo (che magari dicono tutt’altro!) ma con un modo di fare etico a 360°. Sulla politica è ancora peggio perché vedere simili comunicazioni da chi vorrebbe rappresentarci è triste.

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  • hahahahahahahah che cosa assurda usare uno slogan femminista per pubblicizzare un prodotto. Forse alcuni pensano che manchiamo di consapevolezza, forse pensano che basti così poco per prenderci per il culo. Il fatto che sia stata segnalata è davvero ridicolo: non è lesiva.Questa pubblicità comunque mi sembra solo un tentativo malriuscito di farci credere che il vento stia cambiando. Magari cambierà prima o poi… speriamo, ma per ora possono anche scordarselo che basta così poco per tapparci la bocca.

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