CARA REPUBBLICA.IT, PER UN’ORA QUANTO?

Noi donne del web torniamo di nuovo a lottare contro l’incoerenza di alcune testate che malgrado appartengano all’opposizione sostenendo le iniziative femminili contro una società sessista radicata ancora oggi nel nostro Paese, continuano a pubblicare gallery che rendono poca giustizia alle donne.

L’opposizione ha sempre peccato di incoerenza, la quale esibisce corpi seducenti per comunicare che il vento è cambiato (ma a quanto pare non per noi donne) e dove (nonostante le polemiche del neo movimento SNOQ) esibisce altrettanti quarti di donna nudi nelle  loro feste organizzate da chi recluta donne per dei corsi di seduzione come se lo scopo delle donne fosse solo quello di sedurre, in modo tra l’altro innaturale e impostato da una società maschilista (perchè si sa che se organizzano corsi non considerano etico che una donna possa sedurre in modo del tutto libero e autonomo), infatti avete mai sentito corsi di seduzione per uomini? eppure a volte in certi casi almeno per insegnare che il NO di una donna è sacro ci vogliono eccome. Gli organizzatori hanno poi tra l’altro offeso le donne, perchè non solo non le hanno ascoltate ma ci hanno piazzato il contentino insserendoci anche uomini nudi, come dire “state zitte ipocrite!”.

Per lamentare l’incorerenza di un giornale appartenente a quella opposizione che spesso critica il sessismo di destra e poi non si fa scrupoli ad usare il corpo delle donne, la mia amica Giorgia, blogger di Vita da Streghe, ha una proposta: inviare questo testo alla redazione de La Repubblica online:

 PER UN’ORA QUANTO?

Cara redazione di Repubblica.it,
quanto guadagni con la pubblicazione on line di articoli softporno come quelli
sovente presenti nella tua “mitica” gallery di destra
dell’homepage?

Di sicuro non abbastanza da sacrificare la tua
coerenza editoriale: da una parte sembri dare visibilità e sostegno alla
mobilitazione delle donne (come le iniziative di Se non ora quando), mentre
dall’altra proponi gallery di donne seminude, in costume, etc etc… E
soprattutto non abbastanza da sacrificare il lavoro di sensibilizzazione e di
crescita culturale che molte donne con tanta fatica stanno costruendo
nonostante il bombardamento mediatico di infinite rappresentazioni della donna
come un oggetto sessuale. Bombardamento a cui anche tu, Repubblica.it,
purtroppo dobbiamo constatare ancora contribuisci.

Cara
Repubblica.it, noi abbiamo deciso di stare dalla parte della cultura del
rispetto dei generi. Tu? Deciditi: o de qua, o de là. Se non ora
quando?

Immagine di Val. Clicca x ingrandire

Se anche tu vuoi mandare questa mail a repubblica.it per chiedere coerenza alla redazioni, puoi scrivere a v.zucconi@gmail.com e repubblicawww@repubblica.it.

Mary

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