Creatività nelle mutande

tbonestation

L’anno scorso sono state denunciate quasi mille pubblicità sessiste. Per sessismo noi intendiamo (e teniamo a ripeterlo a chi per l’ennesima volta non vuole capire) un certo tipo di comunicazione che lede la dignità di genere rappresentandola all’interno di stereotipi spesso anche offensivi. Questo è il caso delle mille pubblicità denunciate l’anno scorso e speriamo che anche quest’anno faranno una statistica sulle nostre denunce. Quest’anno o meglio quest’estate nonostante alcuni scandali legati proprio ad alcuni atteggiamenti sessisti, pare che il modo di rappresentare le donne sia anche peggiorato dal momento che si sta diffondendo lo stereotipo della donna ridotta ad un sedere senza testa.

Tra ieri e oggi me ne hanno denunciate altre due:

Questa apparsa a Rimini rappresenta l’emblema ella donna ridotta a sedere che marchiata su una chiappa ci rimanda all’ultimo minuto del documentario della nostra amica Lorella che ci mostrava una delle immagini più lesive tratta dalle nostre televisioni. Questo infatti è un modo tipicamente televisivo di rappresentare le donne che purtroppo si è diffuso anche in pubblicità, trasformandolo in stereotipo lesivo perchè riduce la donna a mero sex toy senza alcuno status umano. Deumanizzata, appunto.

Questa invece diffusa a Verona sui mezzi pubblici racchiude lo stesso messaggio. La publbicità che dovrebbe rivolgersi alle donne sembra voglia comunicare che l’unica aspirazione delle donne dovrebbe essere sexy per essere guardate. Il messaggio che in realtà è stato realizzato come un uomo vorrebbe sembra voglia spingere gli uomini a mandare in palestra le proprie compagne, come dire “donne, il vostro posto nella società è solo quello di essere sexy e disponibili con noi“. Questo è uno dei modelli che sono partiti dalla nostra televisione e che negli ultimi anni hanno conquistato la pubblicità. La donna è oggetto, è velina dev’essere solo bella e non deve avere la testa, parola di pubblicità.

Qui la donna è rappresentata come un essere inferiore e ridotta a passatempo sessuale ed è un problema italiano dal momento che perfino a 5 anni veniamo viste come oggetti e sono in aumento perfino pseudo concorsi di bellezza che sostituiscono la parola donna con “patata” riducendoci ad una sola parte del corpo, non è un caso, appunto, non so per voi quanto conviene mantenere l’idea che queste sono cazzate nascondendovi dietro false accuse di moralismo nei nostri confronti.

Queste pubblicità non devono passare inosservate, ragion per cui chiedo di diffonderle su facebook e far partire una mail action contro di esse, perchè la nostra dignità, soggettività sono sotto attacco e questa per me è discriminazione, perchè le donne vengono violentate, maltrattate e discriminate perchè si pensa che siano solo oggetti e che valgano davvero poco.

Mary

3 commenti

  • Se per chi giudica, pretendere il rispetto e la giusta considerazione, significa essere bigotte… l’unica cosa che mi vien da pensare è che: O la gente non conosce il vero significato delle parole che usa, o è “semplicemente” intollerante oltre che stupida.

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  • in palestra ci si va per la propria salute e anche per migliorare il proprio aspetto fisico per stare bene con se stessi/e e con gli altri, non ci vedo nulla di male così come non vedo nulla di male a frequentare centri estetici la cui pubblicità ovviamente punta a solleticare il desiderio di essere belli/e (nel senso di esteticamente gradevoli) della potenziale clientela..è un istituto di bellezza non una biblioteca
    Il punto è un altro: per pubblicizzare un centro estetico o tantomeno un servizio internet non è assolutamente necessario mettere il solito pezzo di donna (sempre lo stesso: il culo), non ha attinenza alcuna col prodotto e denota inoltre una creatività pari a zero, potrebbero metterci una donna tutta intera e anche un uomo visto che internet è unisex e nei centri estetici cominciano ad andarci pure gli uomini ormai

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