Tu con chi guidi?….Io con Manal!

“è tardi…devo scappare a lavoro…dove ho messo le chiavi della macchina?”

Per noi donne occidentali, avere una macchina e poterla guidare è una cosa più che naturale, quante di noi ne possiedono una o usufruiscono di quella di famiglia, del fidanzato  o del fratello? Che male c’è per una donna nel guidare una macchina? è una cosa normale… a parte i soliti stereotipi che ci dipingono imbranate alla guida e incapaci di parcheggiare, siamo libere di gironzolare con la nostra utilitaria.

 Ma non per tutte le donne è così!

 In Arabia Saudita non è così!

 Esiste addirittura una fatwa (un precetto religioso) che recita : «Permettere a una donna di guidare significherebbe provocare un miscuglio di generi che metterebbe la donna in serio pericolo, e porterebbe al caos sociale».

Le donne quindi non possono mettersi al volante e Manal Alsharif è stata addirittura arrestata per questo grave crimine e per aver spinto altre donne a guidare! Manal non è stata “beccata ” al volante , ha fatto una cosa ben più plateale: si è ripresa alla guida dell’auto e ha postato il video su YouTube!

È stata rilasciata su cauzione dopo aver chiesto ufficialmente scusa, ed aver promesso che non si sarebbe più macchiata di una tale colpa!

Ma la nostra eroina (perché tale è) cosa ha fatto? Tramite l’aiuto del noto social network Facebook, ha lanciato una sfida : una giornata di “disobbedienza di massa al volante”, il 17 giugno, per spingere la famiglia reale ad abrogare il divieto.

La sfida è stata accettata da molte donne, è nato così il “Wonen2drive”,ed  in molte si sono messe al volante per accompagnare i figli a scuola o per andare semplicemente a fare la spesa al supermercato a volte sostenute dai propri mariti i quali hanno denunciato pubblicamente (sempre tramite diversi social network ) di essere stati complici di questi efferati delitti.

Gli organizzatori di questa campagna fanno sapere che l’iniziativa andrà avanti finché non vi sarà una pubblicazione di un decreto reale che autorizzerà le donne a guidare.

Queste donne hanno trovato anche il sostegno di Amnesty International che ha lanciato un comunicato rivolgendosi alle autorità affinché smettano di trattare le donne come dei cittadini di seconda classe.

Mi sento inoltre in dovere di citare un commento fatto dall’attivista Mohammed al Qahtani, riportato da Arab News nel quale dice: «Le donne mediamente sono molto più coraggiose degli uomini e da tempo stanno dimostrando questo coraggio sfidando i divieti imposti dai vertici sauditi. Non mi sorprenderebbe se avesseroun ruolo determinante nella nostra battaglia per le riforme».

Numerose sono le persone che sostengo questa protesta anche qui da noi (trovate qui alcune foto), anche solo esponendo un semplice cartello sulla propria macchina con scritto “io guido con Manal”.

Sono delle donne forti che nonostante vivano in un paese profondamente misogino hanno trovato il coraggio di ribellarsi e di essere considerate qualcuno all’interno della loro società.Bisognerebbe prendere esempio da queste donne!  

Beh….tu con chi guidi!? Io con Manal!

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fonti 

5 commenti

  • Mi sembra assurdo quello che succede in Arabia Saudita…è l’unico paese al mondo che tratta le donne in una maniera tale da non permetterle nemmeno di guidare e votare..manco si trattasse di bambine o di non cittadine sottoposte all’autorità di un uomo indicato come fosse una sorta di tutore e genitore (come se le donne fossero delle handicappate che hanno bisogno di protezione)…isolare socialmente le donne è una cosa disumana..secondo me hanno paura che le donne sfuggano al controllo del marito e scappino molto lontano..basta piggiare sull’acelleratore…

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    • sono donne che non possono far nulla…vengono semplicemente viste come degli strumenti…fanno figli e li crescono…e accontentano il marito…
      per fortuna ci sono donne come Manal che cercano in qualche modo di tirarsi fuori da queste situazione trascinandosi anche le altre donne e soprattutto anche altri uomini che le sostengono!!!

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      • Nella cultura araba le donne sono viste come bambine, che non raggiungono un’autosufficienza dal punto di vista mentale e che quindi devono essere controllate dai mariti che devono prendere decisioni al posto loro, in quanto esse non ne sono in grado.
        Questo sembra assurdo in una società come la nostra, in cui sono le donne a mandare avanti intere famiglie mentre gli uomini sono visti come eterni bambinoni che sfuggono alle responsabilità.

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  • piena solidarietà a Manal e alle donne saudite

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