Cosenza è tappezzata

FieraEdile3

Ho deciso di titolare il mio post in questo modo dopo la segnalazione della mia collaboratrice Pina, la quale mi informa che Cosenza è tappezzata da questi volantini.

La Fiera dell’edilizia di Cosenza si pubblicizza con un’immagine femminile sessualizzata e ammiccante che nulla a che fare con la fiera ma molto con la pornografia.

Purtroppo si sa che in Italia le donne non vengono nemmeno assunte come muratori, in quanto vige quella discriminazione che ancora lo vede come un lavoro prettamente maschile, ragion per cui chiunque si sente legittimato a pubblicizzarsi in questo modo aggravando le gravi discriminazioni contro le donne sul lavoro.

Si tratta di svilimento professionale che ci colpisce quando andiamo a cercare lavoro e quando ci troviamo rappresentate in questo modo.

Nel nostro Paese le donne vengono svilite in tutte le professioni, anche quelle considerate femminili: dalla dottosessa sexy, che trova largo immaginario nelle fantasie erotiche maschili e che purtroppo sono andate a creare quella cultura che vede le dottoresse come dei corpi da abusare come testimoniano le tante denuncie, alla maestra ammiccante dei film di Pierino fino ai “lavori prettamente maschili” e allo sport.

Insomma, pare impossibile immaginare che la donna lavori senza essere rappresentata come un oggetto sessuale alla mercè di chiunque, come una prostituta (perchè nella mentalità occidentale, se una donna esce di casa per cercare lavoro viene automaticamente bollata come una puttana).

Non è un caso se l’unico “mestiere” che in pubblicità (non parlo di porno e di milf) non ci rappresenta come oggetti è quello della mamma o la casalinga, perchè secondo l’immaginario collettivo la mamma/moglie è sacra e non può avere una sessualità da ostentare, non perchè ha una dignità propria da difendere ma per difendere l’onore del marito.

Intanto direi che bisognerebbe contattare i comuni (chedendogli di impegnarsi a promuovere l professioni femminili e arginare le discriminazioni di genere), l’azienda e lo Iap. Ora basta!

Mary

15 commenti

  • non mi sembrano scarpe antinfortunistiche quelle che indossa la signorina…
    scherzi a parte, sono d’accordo al 100% con il post.

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    • se lavora con quelle come minimo di ammazza…che svilimento

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      • io pagherei per vedere un muratore standard, di quelli con la panza e i pantaloni calati che quando si chinano mostrano il solco delle chiappe, a lavorare abbigliato cosi’…… e sono disposta a fargli uno sconto sul tacco 16……

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  • mary…volantini…sono ovunque…cartelloni non lo so…ma di volantini c’è pieno!
    ps: non riesco ad accedere a wordpress….per questo sono in incognito….

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  • “perchè nella mentalità occidentale, se una donna esce di casa per cercare lavoro viene automaticamente bollata come una puttana”

    Sinceramente credo che la mentalità più diffusa in Occidente non sia questa, le donne lavorano e nessuno se non dei decerebrati le chiama puttane per questo.
    e non criminalizzerei le fantasie dei maschi sulla “dottoressa sexy”(e il dottore non è lavoro considerato femminile, ti confondi con l’infermiera), fantasticare non è reato, l’importante è sapersi comportare rispettosamente nella vita di tutti i giorni
    Il manifesto non mi piace, se è fiera dell’edilizia allora si dovrebbero vedere dei muratori e delle muratrici (sono poche, ma ci sono come del resto ci sono anche infermieri maschi anche se pochi) e non una modella vestita da simil-muratrice sexy

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    • Magari non lo dice espressamente ma inconsciamente una donna quando esce di casa diventa un oggetto di dominio pubblico su cui disporre…le rappresentazioni ad esempio che paragonano la donna a prostituta sono tante quando svolgequalsiasi lavoro…non so sericonosci lo stereotipo dei mestieri al corrispondente femminile:

      Libero professionista uomo= avvocato
      Libera professionista donna= puttana

      eccc

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      • sì sì conosco..però dai non mi pare proprio che la società occidentale nel suo complesso consideri puttane le donne che lavorano fuori casa, un po’ di passi avanti mi pare che li abbiamo fatti.
        Adesso mi sembra un’esagerazione dire che una donna appena esce di casa diventa un oggetto..ripeto maschilisti decerebrati purtroppo ci sono ma non è un motivo per rinchiudersi o per descrivere la situazione peggiore di come è.

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      • Mmm… no, forse nel senso che non appena una ragazza esce di casa tutti si sentono in dovere di giudicarla come se fosse in una sfilata di moda o fosse un prodotto da decidere se acquistare o meno. Hai presente, no? “e a quella che voto daresti?” “45” la pubblicità. U.U Ogni volta che camminiamo non possiamo non sentirci come in un palcoscenico, con tutti che ci osservano.

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      • io sarò ingenuo, ma francamente non posso credere che specie nelle grandi città dove tutti sono indaffarati, hanno tutti fretta di andare da qualche parte, stiano là a guardare e giudicare, poi certo se vedo passare una bella ragazza io la guardo, ..non ci posso fare niente, ma cerco sempre di non essere fastidioso, non faccio commenti nè manco di rispetto. Poi credo che pure le donne guardino gli uomini.

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      • Paolo…gli occhi sono fatti per guardare…alla fine guardare un* bell* ragazz* non c’è nulla di male…il problema purtroppo è che non tutti la pensano come te …ti farei essere ragazza giusto il tempo di una passeggiata da solo per i fatti tuoi….in molti sentono proprio l’esigenza di gridare ad alta voce ciò che pensano…e se una volta ti gridavano un semplice “ah bona”ora spesso cadono nel volgare…e ti posso dire che ne ho sentiti di commenti schifosi….

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      • Esatto. U.U

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  • Oddio pornografia mi pare troppo. Certo, non c’entra nulla col messaggio pubblicitario (poi dev’essere comodissimo lavorare nell’edilizia coi tacchi)

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  • Nelle fiere in generale, si sviluppano delle dinamiche a volte veramente grottesche, al limite dell’adescamento da night, dico questo perchè spesso come lavoro per mantenermi gli studi da fuorisede, faccio l’hostess anche nelle fiere (infatti più in là volevo parlarne di questi tipi di lavori).
    La maggior parte delle fiere vedono (come al solito) solo gli uomini come consumatori finali e come gli unici interessati a quello che stanno esponendo, quindi usano delle immagini o delle hostess che si prestano a ruoli più svilenti (visto che comunque ci sono diversi profili da hostess) che devono svolgere una funzione attira-maschi!

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