La “Slut Walk” è in Europa

In un articolo Fabiana ha parlato dello “Slut Walk”, una manifestazione organizzata in Canada da un gruppo di donne che sono scese in piazza contro le parole sessiste di un poliziotto che accusò le vittime di vestirsi da puttane e attirare gli sguardi dei molestatori, che ora è sbarcato in Europa e in Australia.

Il movimento che nasce come forma di protesta contro un retaggio culturale che tende a giustificare uno stupro o una molestia sessuale, colpevolizzando la vittima per aver indossato una scollatura o una gonna troppo corta e istigando così l’aggressore.

La notizia fece il giro del mondo scatenando così le reazioni delle donne che sono scese in piazza, vestite con abiti provocanti per rivendicare il diritto di vestire come vogliono, senza che questo sia un motivo per assolvere chi usa violenza sessuale, come spesso accade.

La marcia di Cardiff  fu organizzata da due studentesse universitarie che hanno creato una pagina Facebook dal titolo “Cardiff SlutWalk”, appropriandosi del termine sessista, “puttana o zoccola”, utilizzato dal poliziotto come da secoli contro le donne e ottenendo tantissime adesioni anche da parte di tantissimi uomini sotto lo slogan di  “un vestito non è un sì” e ha coinvolto anche l’america latina tra cui stati come il Messico, Brasile, Honduras, Nicaragua e Inghilterra.

Ora mi chiedo se anche in Italia sarebbe successa la stessa cosa, dal momento che qui è accaduta una cosa simile con le affermazioni di Monsignor Bertoldo, di Don Paolo Cecere (di Catellammare di Stabia), quelle recenti di un giornalista de Il Foglio e sentenze varie, senza scatenare alcuna polemica da parte delle donne.

Non capisco appunto cosa stiamo aspettando a organizzare uno “slut walk” anche nel nostro Paese e perchè tutto taccia, come se la cosa non ci riguardasse, manco fossimo il Paese più evoluto del mondo in materia di genere e dei diritti delle donne, come se non sapessimo che siamo in realtà il Paese più arretrato del mondo occidentale.

Abbiamo paura infatti, che sia difficile che le donne italiane possano organizzare uno Slut Walk contro una mentalità troppo diffusa nel nostro Paese.

Purtroppo, malgrado si avverta un cambiamento positivo che equivale ad una presa di coscienza maggiore da parte delle donne come da tempo testimoniamo, l’Italia è molto più indietro del Canada e del Regno Unito, un Paese, dove tra l’altro viene spesso veicolato un nudismo femminile forzato ad uso e consumo maschile, ragion per cui non solo è normale che l’abito succinto non venga trattato come un diritto ma come una sorta di attenuante verso chi ci molesta, ma avendo introiettato per troppo tempo questa cultura del velinismo, le donne italiane, non riuscirebbero a  far passare il messaggio, senza essere considerate “ridicole femministe” o fraintese e accusate di far passare un messaggio maschilista che rischia di giustificare anche il modello di “donna oggetto” veicolato dai mass-media. Forse per questo le italiane hanno paura o non sono consapevoli che vestirsi come vogliamo non significa per forza rendersi oggetto di compiacimento maschile come la nostra cultura “velinista” ci ha inculcato, rafforzando anche i pregiudizi contro le vittime di stupro, ma un diritto fondamentale da difendere.

Ci scandalizziamo tanto quando vediamo passare una donna in burka o con il “velo” sulla testa ma poi non riusciamo ancora a comprendere nè rivendicare che una scollatura non è un biglietto da visita per nessun genere di molestia sessuale, nemmeno quelle “più lievi”  dello stupro (senza ricordare che il burka è nato proprio a causa della medesima mentalità).

Speriamo che le mie sono soltanto parole troppo affrettate dovute al mio pessimismo, in ogni caso chiedo venia e spero che anche l’Italia organizzi la sua “marcia delle puttane”, ne abbiamo bisogno!

Mary

18 commenti

  • Slut and Ugly walk in Italia *_* Organizziamo una data.

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  • io all’europride a roma ho visto un gruppo di ragazze con cartelli e varie dove c’era scritto slut women walk :) era un collettivo femminista di roma…magari è solo l’inizio

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    • allora è un buon segno, un timido accenno di una presa di coscienza femminile anche nel nostro Paese perchè le donne italiane sono le più oppresse del mondo occidentale ma c’è molta disinformazione e dovremmo già capirlo da quello che subiamo sulla nostra pelle.

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      • ma veramente ci sono fior e fior di collettivi femministi e lesbici donne e varie che da anni sui territori fanno…dal nord al sud dell’Italia…forse manca una connessione e un uso dei media più forte e consapevole..ma il gap tecnologico che piano piano le nuove generazioni di donne stanno colmando non è cosa semplice da superare. c’è una grandissima attezione alla produzione dell’immaginario, ai media…
        personalmente sono settimane che al Martedì Autogestito da Femministe e Lesbiche di Radio Onda Rossa…stiamo facendo un ciclo di trasmissioni su Gender/ Media e stereotipi…
        Poi la mia lettura è sempre stata laica…le donne sono oppresse. punto. in ogni parte del globo, chi più chi meno, chi un modo chi in un altro…è il sistema patriarcale che sottende e alimenta il sistema economico capitalistico a rafforzare, generare e contribuire all’oppressione delle donne…..ovunque.
        e infatti non credo mai alle battaglie per liberare le altre donne che vivono chissà dove…se non a quelle che liberano tutte le donne me compresa in ogni luogo….
        e potrei andare avanti per altre due ore ma non mi sembra il caso :)))

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      • ecco prendete l’ utente “cla” spiega sempre perche il femminismo non potra espandersi e come lo fanno diventare un cavallo di troia dice se non se ne va il capitalismo e subentra il comunismo le donne saranno sempre oppresse , qualcuno spiega a questo utente che il comunismo e morto da 20 anni , e cosi tutti gli uomini e le donne che non sono comunisti non gli aiuterranno mai.

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      • Alessio, la peggiore oppressione femminile è sopraggiunta proprio negli anni del capitalismo…

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      • “Alessio, la peggiore oppressione femminile è sopraggiunta proprio negli anni del capitalismo…” se vuoi puoi andare in vietnam,corea del nord,laos e poi dimmi come stanno le donne , e poi non mi sembra che in america nel cuore del capitalismo le donne stiano cosi male .

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      • Come ideologia il comunismo è per la parità ma poi è vero bisogna vedere diversi contesti e come viene applicato, mentre il capitalismo tratta le donne come degli oggetti nche nell’ideologia. In Vietnam male sono al 72 esimo posto nel mondo per uguaglianza di genere…che malgrado fossero indetro si trovano due punti più in alto dell’Italia che si trova al 74°posto (paese capitalista e del g8). http://www3.weforum.org/docs/WEF_GenderGap_Report_2010.pdf

        Cuba però è comunista e la condizione femminile è al 24esimo posto per uguaglianza di genere e Cina al 61esimo (quindi molto più avanti di noi), poi è ovvio che ci sono dei paesi capitalisti più evoluti (e sono la maggioranza, anche perchè ce ne sono di più) ma bisogna vedere che si tratta anche di paesi poveri e quindi come stanno male tutti stanno male anche le donne..ma non è colpa del comunismo ma del capitalismo che ha sempre sfruttato questi paesi.

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      • Mary la cina è un paese finto-comunista e dalla fine della guerra del vietnam ha cominciato ad avere buoni rapporti con gli usa , in cina c’ è la propieta privata la liberta d’ impresa , compra i debiti delle altre nazioni (quindi fa parte del sistema economico mondiale),mary una piccola cosa tu ti lamenti in italia per la liberta di stampa e ok che ci sono paesi occidentali migliori ,ma in quei paesi comunisti se la pensi come il regime ok ma se non la pensi come il regime come minimo ti mettono in carcere , e non è bello pensare chissenefrega di quelli che non la pensano come me se vanno in carcere e poi vengono torturati.

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      • Infatti io sono contraria ai regimi…volevo solo farti notare che la condizione femminile è meglio di quella italiana. A me piace l’ideologia comunista ma non come sono state applicate (vedi Urss).

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      • io non ho mai parlato di comunismo. ma sono anticapitalista. non credo che i profitti di pochi e per pochi possamo migliorare lo stato attuale del mondo senza amplificare le disuguaglianze. a me la retorica dicotomica capitalismo/comunismo non interessa è fglia di questi media, di berlusconi…
        che questa struttura di produzione/riproduzione rafforzi i meccanismi di divisione dei generi e di prevaricazione di un genere sull’altro per me è abbastanza ovvio…
        mi da fastidio che mi si mettano in bocca cose che non ho detto…io la mia analisi me la sono costruita sulla pelle…

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      • “A me piace l’ideologia comunista ma non come sono state applicate (vedi Urss).” aspetta ora mi dirai che sei antimilitarista ,pacifista,ecologista ecc…. ma da quando un regime comunista ha applicato queste cose mi spiego meglio ,la parata militare russa che dimostrava tutta la loro potenza e dove mostravano pure le armi nucleari,poi di certo non sono mai stati pacifisti “invasione sovietica dell’ afghanistan 1979-1989”, poi ecologisti neanche reattori nucleari a tutta forza e pure ora basti pensare a chavez.
        P.S. allora dovresti odiare gli USA una nazione fondata sul capitalismo e sul anticomunismo.

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      • cla non mi è sembrato che tu volessi un cambiamento del capitalismo come quello di roosvelt negli anni 30, ed essendo che le vie in politica sono tre , e se sei contro il capitalismo e ovviamente contro il fascismo non rimane che il comunismo.

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    • dipende di cosa parliamo quando parliamo di comunismo. la cina non è comunista. oggi ancora meno di ieri. la russia è stata comunista per qualche anno dopo la rivoluzione (dove tra le altre cose la condizione delle donne era di gran lunga migliorata) poi si è persa in una dittatura feroce. mi piacerebbe pensare altre cose, l’idea infondo è un po’ quella dell’acqua della possibilità di condvisione delle scelte che riguardano tutte e tutti, di una ricchezza distribuita e di conseguenza ( o prima ) di un potere ridistribuito…più il potere è diffuso e meno si corre il rischio di gerarchie…poi se vogliamo chiamare questo comunismo facciamolo pure, per me non è un problema. e certo non ho problemi a sostenere che dopo oltre un secolo marx c’aveva e c’ha sempre ragione :)

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  • mary però non mischiare troppe cose,perche comunque anche negli altri paesi esistono le showgirl,poi tu parli di compiaciamento maschile,ma un bel abito anche se lo sceglie la donna può sempre far piacere ad un uomo.

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  • Pingback: In Italia le donne forti sono considerate “ridicole femministe” « WOMAN's JOURNAL

  • mischia Mary mischia e non ti curar di loro, non dobbiamo fare nulla per compiacere gli uomini ma solo quello che ci va…
    rimango sempre stupita dei commenti maschili, sono talmente senpre gli stessi in tutti iblog che mi fanno tenerezza, caro Alessiox, spero che tu sia giovane giovane,,
    A mio parere, causa l’indignazione che si è espressa bene il 13 febbraio, è presente tra le giovAni e giovanissime una sorta di “moralismo reattivo” per cui credo che la propensione al vestire “ardito” o “slut walk” non abbia attecchito molto nella nuova sedimentazione e politicizzazione femminista che stiamo vivendo:
    Spero, come sempre, di sbagliare, perchè il moralismo non è amico del femminismo e del lesbismo
    un caro saluto geni
    CDT

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    • “mischia Mary mischia e non ti curar di loro, non dobbiamo fare nulla per compiacere gli uomini ma solo quello che ci va” stavo solo dicendo che una donna può vestirsi come meglio crede.

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