Slut Walk : la marcia delle sgualdrine!

Il 4 giugno  a Cardiff , molte donne, seguendo l’esempio canadese dello “Slut Walk”, hanno marciato per rivendicare il diritto di vestire liberamente come preferisce senza preoccuparsi della mentalità maschilista che da sempre attribuisce  alle scollature a ad una  minigonna la causa delle violenze sessuali.

La Slut Wlak, più precisamente “marcia delle sgualdrine” nasce in Canada come risposta al poliziotto Michael Sanguineti che a gennaio tenne una lezione agli studenti dell’università di York a Toronto, su come prevenire i crimini.
In quell’occasione il poliziotto canadese si lasciò sfuggire un commento oltre che di pessimo gusto, quasi giustificatorio con chi ha usato violenze sessuali sulle donne, con questa frase : “Se le donne non vestissero da sgualdrine, non correrebbero il rischio di essere violentate”.  Dopo essersi accorto dell’errore fatto tentò di scusarsi, ma nel frattempo il paese e tanti altri Stati tra i quali molti europei, hanno iniziato ad organizzarsi con manifestazioni e sfilate di donne di tutte le età –spesso accompagnate anche da compagni, mariti, fidanzati fratelli perché appunto la situazione di noi donne riguarda tutti e non solo noi- vestite in abiti succinti per dire basta alle giustificazioni su chi usa violenza su di noi e soprattutto di riappropiarci del nostro corpo e quindi di vestirci come ci pare.

La marcia di Cardiff è stata organizzata da due studentesse universitarie che incuriosite da questo movimento, quasi per caso lo hanno organizzato nella loro città , aprendo anche una pagina Facebook annessa (Cardiff SlutWalk),ottenendo un interesse e una partecipazione sbalorditivi.

Questo indica che noi donne stiamo riprendendo coscienza di noi stesse,dei limiti che la società ci impone, dei diritti negati da sempre, e siamo stufe della mentalità piena di stereotipi come quella del poliziotto canadese e di molti altri, per i quali una gonna un po’ più corta è indice di provocazione e istigazione alla violenza sessuale.

Pensieri e frasi di questo tipo sono offensivi e dannosi per noi donne ma altrettanto per gli uomini, considerati a questo punto animali senza autocontrollo, senza ragione e sentimenti dove una scollatura potrebbe annebbiare la loro ragione e scatenare una specie di belva primitiva.

Queste organizzazioni sono una boccata di aria fresca e di ottimismo per noi donne. E mentre guardiamo queste immagini di donne combattive con ammirazione e stima, aspettiamo che arrivi anche in noi donne italiane la voglia di creare questa ” marcia” , considerando che il nostro paese purtroppo è anche più indietro e stereotipato di quelli della Slut Walk quindi la nostra lotta potrebbe portare cambiamenti significativi in questo paese che ci relega ad un “burqa di nudità”, ovvero una nudità quasi forzata e soprattutto non sinonimo di liberazione dei corpi e delle menti ma di solo compiacimento maschile.

25 commenti

  • Davvero una grande notizia! Quattro giorni fa hai detto? Già, sarebbe stupendo, anche qui dobbiamo organizzarci per altre manifestazioni :)

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  • Da qui si vede che almeno le donne sono più avanti di noi..quante in italia farebbero lo stesso quando ci accusano di attirare a noi i nostri violentatori?
    Eppure frasi del genere le si sentono ogni tipo..pure da alcuni esponenti della chiesa (sapete a chi mi riferisco) ma nessuna ha manifestato dopo accuse simili.
    Perfino in Turkia scesero in piazza contro un professore che affermò la stessa identica cosa…in Italia si dorme troppo…Prendiamo questi paesi come esempio una volta per tutte.

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  • Grandissime le studentesse di Cardiff: dovremmo organizzarla anche noi una Slut Walk!!!

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  • In Italia dovremmo stare attente a darle un nome appropriato, o rischiamo di suscitare un interesse eccessvio in alcuni esponenti del governo…scherzi a parte, è davvero un’iniziativa sensata perché si appropria del linguaggio sessista per svuotarlo di senso, e farlo apparire nella sua pochezza e inutilità.

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    • Grande Alessandra vero =D !
      Scherzi a parte secondo me in Italia la parola “puttana” è rivoluzionaria, perchè troppo spesso ultimamente al posto di questa parola ha preso piede il termine “escort”, secondo me pessimo e ipocrita, perchè molta gente non capisce il vero significato di escort e troppo spesso lo associa a ragazze piacenti che si avvicinano a uomini più grandi e benestanti, quando in realtà l’escort è una prostituta a tutti gli effetti con la sola differenza che frequentano ambienti più lussuosi e benestanti!

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  • ma come si fa ad affermare una cosa del genere e allora le donne nudiste , che poi e pure offensivo per noi uomini.

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  • Beh è da apprezzare che gli uomini abbiano collaborato a questa marcia, la questione donne interessa tutti, ogni uomo avrà almeno una madre o una sorella, una moglie o una figlia, quindi se tiene a cuore i suoi affetti di sesso femminile dovrebbe tenere a cuore pure le condizioni di vita e i diritti di quelle persone!

    Per quanto riguarda la parola “puttana” per me è rivoluzionaria perchè (l’ho spiegato nel commneto di prima) le prostitute sono puttane, che non è un insulto ma questo termine è stato introiettato dalla società maschilista che da’ della puttana anche a una poveraccia che sbaglia parcheggio o che fa male il calcolo della spesa alla cassa!
    Ripeto ha preso piede in modo ipocrita la parola escort, e la gente crede sia una cosa diversa dal fare la puttana (ovvero offrire prestazioni sessuali a pagamento), quando invece è la stessa identica cosa, anzi le puttane almeno non vengono ricambiate con favori edilizi o posti in politica e in tv, le escort si!

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    • e dobbiamo pure dire che il termine puttana e stato utilizzato dai maschilisti per insultare le donne molto sessualmente attive , comunque se fossi stato li ci sarei andato pure io alla manifestazione vestito come quel signore perche come hai detto tu gli stupri sono un problema per tutti.

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  • Tempo fa, su facebook, mi sono state mosse delle critiche perché le mie foto con labbra truccate e unghie curate secondo queste persone erano incongruenti con le opinioni anti sessiste che esprimo… immagino se vedessero il resto ;)

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    • Idem fanno la stessa identica cosa con me, con la foto che ho come profilo su fb!Come se una persona per pretendere gli stessi diritti e dignità debba vestirsi da suora e non curarsi…che ignoranza e soprattutto che becero provincialismo maschilista!

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  • per quel che può valere, sono solidale con le donne che hanno manifestato, niente giustifica uno stupro.

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  • Paolo vale molto invece, se tutti gli uomini provassero un minimo di interesse e solidarietà per noi, beh forse la nostra società non starebbe messa così male!

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  • poi gli uomini devono solidarizzare perche esiste la violenza sessuale sulle donne ma non il contrario.

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  • beh diciamo tutte che dovremmo organizzare la marcia anche in Italia, allora muoviamoci! quali gruppi possiamo contattare?! arcigay? gruppi femministi? associazioni di donne? facciamo una lista e stendiamo una lettera da mandare chiedendo di organizzare una marcia e diffondere l’idea!

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    • Stella piacerebbe molto farlo in Italia anche a me , infatti mi sto interessando (personalmente aldilà del blog) su cosa bisogna fare e a chi rivolgersi per organizzarlo, e soprattutto in che città farlo! =)

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  • quando inserisci le foto (a parte che non potresti), cita anche la fonte, in questo caso L’Espresso, Ngalula Beatrice Kabutakapua. Grazie

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    • Grazie per il “consiglio”, mi scuso per la mia dimenticanza, ma mi sa che il giro di avvisi da fare è abbastanza lungo, visto che un po’ chiunque prende delle foto dalla rete, io personalmente sono andata su google immagini, forse anche per questo non ho citato l’Espresso!

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