La morte ti fa sexy

calendario-cofani-funebri-2011-settembre

E’ stato segnalato allo Iap (e non siamo state noi questa volta!) il “calendario dei morti” realizzato dall’azienda Cofani Funebri (il sito è demenziale) che ritrae delle modelle seminude in stile dark  e pose osè per pubblicizzare delle bare.

La pubblicita’ e’ stata sospesa dal Comitato di Controllo dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap), su segnalazione della consigliera regionale del Lazio e membro dell’Ufficio di Presidenza, Isabella Rauti, in quanto ritenuta lesiva alla dignità femminile (oltre che al senso religioso, ma a noi importa poco di questo aspetto), mettendo così fine alla lunga serie di calendari realizzati dall’azienda ogni anno.

L’azienda che si occupa della realizzazione artigianale di cofani funebri e urne cinerarie ha realizzato la nuova edizione del calendario e come ogni anno l’ha messa in vendita all’interno del proprio sito Internet.

Noi di Un altro genere di comunicazione infatti non ne sapevamo nulla, altrimenti ci saremmo unite anche noi a segnalare quest’ennesima pubblicità sessista e stereotipata in quanto riduce la donna a mera “merce di consumo” e pare rivolga i prodotti solo ad un pubblico di clienti di sesso maschile, come se le donne non avessero diritto ad un corredo funebre.

Questo genere di pubblicità in una società che da una parte ci vuole dentro le bare morte ammazzate per mano di “uomini” che non hanno accettato che fossimo noi a mettere fine ad una relazione e dall’altra ci vuole sopra le bare (in veste di vedova) ad adempiere a quel dovere che ci è sempre spettato da vive, mi fa accaponare la pelle e non poco.

Perchè mai dovremmo occuparci a sedurre pure i morti e/o ad essere sexy anche da morte?

A me questa trovata pubblicitaria mi fa imbestialire perchè è una presa in giro per tutte quelle donne che dentro le bare ci finiscono davvero ogni giorno e spesso per violenza di genere. E’ una mattanza quotidiana che ha registrato più di 60 donne uccise solo quest’anno (e siamo al primo di giugno).

Perchè mai la nostra morte dovrebbe essere resa più piacevole se nemmeno veniamo rispettate in vita? il risultato è questa schifosa trovata che potete vedere su dei link riportati dall’articolo di Giornalettismo.

Il risultato effettivo è che non solo i pubblicitari non riescono a svincolarci dallo stereotipo della moglie/ vedova (perchè dobbiamo identificarci sempre come mogli o vedove di…?) o dell’oggetto-sessuale, nemmeno da morte riescono a rappresentarci con i nostri veri corpi, che nella realtà sono tutt’altro che piacevolmente patinati e sessualizzati, in quanto sempre più spesso martoriati dalle violenze.

Vi invito comunque a scrivegli: INFO@COFANIFUNEBRI.COM

Mary

16 commenti

  • al peggio non c’ è mai fine.

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  • davvero non ho parole per esprimere il disgusto che provo…non si rispetta neanche la morte più…

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  • La cosa è una schifezza sopratutto pensando alle donne uccise, se volevano fare “umorismo macabro” non ci sono riusciti. Lo IAP ha fatto bene a sanzionare (del resto il caso è eclatante), ma la vedova non è un “dovere”, è una cosa triste che ti capita se muore tuo marito (poi vabbè se la vedovanza è più o meno triste dipende dal marito che avevi!) e per le donne è pure una condizione comune visto che in media gli uomini campano qualche anno in meno.

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    • Per dovere intendevo doveri di moglie ;) poi per ironia ci ho messo doveri da vedova (assistere al morto ed eccitarlo sessualmente accanto alla bara)

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  • Il calendario sexy di Cofanifunebri.com c’è da anni ed è piuttosto famoso… non pensavo che potesse esser sanzionato come pubblicità.
    Cioè… lo so che viene fatto a scopo pubblicitario, ma pensavo però che rientrasse nella categoria dei vari calendari osè…

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    • Ho visto adesso il sito perché mi aveva incuriosito l’aggettivo “demenziale” associato al sito internet, ma lo trovo più che demenziale… è grottesco… è paradossale… surreale, che tocca le sfere più perverse dell’universo adolescenziale!
      Come dice Lara il calendario “Belle e Bare” è una realtà che esiste da diversi anni ma, mi chiedo, a parte qualche adolescente che si sta avvicinando, in modo sbagliato, alla conoscenza del sesso e con il gusto del macabro, c’è veramente qualcuno che compra questi calendari? E gli altri gadget..?
      Trovo tutto il sito molto ridicolo e sconcertante (e non lo dico per l’aspetto religioso: non sono né cattolica né musulmana e né niente!), lesivo non solo per la dignità delle donne, ma per la società tutta!
      Fortuna alla pagina che avrebbe dovuto far vedere l’anteprima adesso si legge: <>. Ma attenzione, dice “dignità delle modelle ritratte”, quasi come se fossero state mostrate delle foto venute male o che accentuino difetti delle modelle, non accenna nemmeno al fatto che qui si tratta di un attacco alla dignità delle donne tutte! SCHIFO SCHIFO SCHIFO!!!

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    • Il calendario sexy di Cofanifunebri.com c’è da anni ed è piuttosto famoso…

      circola impunemente da anni e ha pure successo… se qualcuno aveva ancora dei dubbi sul livello infimo a cui è arrivata l’immagine femminile in Italia, questo chiarisce tutto. o_O

      grazie per l’info Lara, ma tu come eri incappata (x tua sfortuna) in questo calendario?

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      • Beh, si sapeva… quando facevano vedere i calendari più bizzarri, questo saltava sempre fuori.
        E immagino che, come forse ormai avrete capito dai miei precedenti commenti, io non riesco a vedere del male in queste cose. E’ un calendario trash con le donnine nude che fanno le sexy con delle bare. Io non riesco nemmeno a concepire che ciò possa influenzare il pensiero di alcuno, sarebbe come vedere un film di zombie e uscire fuori a sparare alla gente o chiudersi in casa per paura dei morti viventi.

        Ogni volta che apro questo blog, la mia fiducia nel genere umano scende un po’. Cosa che NON è assolutamente un’accusa al blog, anzi! Da quanto leggo sempre qui, il problema c’è eccome!

        Ma per me, per come la penso io, per come sono cresciuta io, in un modo che io pensavo fosse normalissimo ed identico a quello della maggioranza dei quasi trentenni attuali, per me pensare che un calendario con le bare o un “rasa il pratino” possano avere una qualsivoglia influenza sulla società equivale a dire che si rende necessario scrivere “questo costume non permette di volare” sui vestiti da carnevale di Superman.

        Scusate lo sfogo… spero che si capisca che non è una critica, è solo che sono frustrata: credevo di essere “normale”, passatemi il termine, e capire invece di essere “avanti”, in questo caso, non è certo incoraggiante :/

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      • io sono d’accordo con te, Lara. E’solo che lo IAP si occupa di sanzionare le pubblicità lesive della dignità r questa secondo me lo è. La pubblicità non è arte, è comunicazione commerciale quindi ha altre logiche e altri limiti.

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      • @Paolo1984: sì, capisco. Da ignorante, semplicemente non sapevo che se il calendario sexy lo fa una ditta (come può essere cofanifunebri o una salumeria o un elettrauto) è pubblicità, mentre se lo fa una rivista (tipo Max, GQ, ecc.) allora è “arte” (per quanto discutibile ecc.), insomma, pensavo che fosse la stessa cosa. O forse semplicemente non ho mai fatto caso ad eventuali sanzioni a calendari “da rivista”, e quindi *sono* la stessa cosa, da questo la mia confusione :)

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      • a questo punto non so se la ripetizione martellante di un certo immaginario sia la causa o l’effetto del sessismo… quel che so è che questo calendario, seppur di pessimo gusto, non mi farebbe ne’ caldo ne’ freddo se solo vedessi quotidianamente una rappresentazione ampia e variegata di donne di tutti i tipi – dalle casalinghe alle donne indipendenti, dalle sexy a quelle in sneaker perenne, dalle rifatte alle nature … e vorrei soprattutto che le pubblicità e i programmi che mostrano le donne a tutto tondo non venissero accusati di essere “troppo politically correct” e buonisti solo perché osano pensare che le donne non vivono solo per essere sexy e perfette…

        ma faccio anche un altro esempio: fino a qualche anno scherzavo tranquillamente sul fatto che “tutte le donne hanno qualche complesso”, “nessuna ragazza si piacerà mai al 100%” e oggi non ci riesco più… perché ho capito che non è la natura che ci impone i complessi, e non ci sto più a farmi imporre un ideale unico e castrante.

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      • semmai si può dire che tutti, uomini e donne, abbiamo le nostre insicurezze non solo legate all’aspetto esteriore, ma anche a quello. Quanto al “naturale”, la natura umana è variegata e complessa, siamo animali sociali e culturali, del resto.

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  • Folle. Questa le supera tutte. O_O

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  • certe volte davvero si resta senza parole, per dirla alla Boris “F4″….veramente BASITA…….

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  • Sì, Hailey, folle. sembra di vedere uno di quei film americani sul tema dell’industria del caro estinto. Sono d’accordo con tutti i commenti che hanno detto che questa cosa allucinante (-ata) non è soltanto lesiva della dignità delle donne, è anche lesiva della dignità umana. Per vendere ciò che siamo costrettii ad associare all’evento catastrofico della vita umana, la morte, a ciò di cui dobbiamo servirci per ritualizzare, e quindi controllare, il momento più angosciante e insensato della vita, ci viene spruzzato sopra un po’ di sesso in forma di corpi femminili. Si rendono conto che stanno mettendo in scena i due rimossi? O meglio, quello che il dottor Freud pensava, all’epoca sua, fosse il grande rimosso, cioè il sesso, ma che oggi scopriamo, dopo un’abboffata di pseudo permissivismo ad uso maschile, essere solo un espediente diversivo. Eccolo, dunque, il grande rimosso della cultura umana: la morte. La coscienza della morte che ha messo in moto la costruzione di tutte le culture umane. E ce la volete vendere? Magari spruzzandoci sopra un po’ di tettaculismo? Poveretti. sapete che c’é? Pensate che dovrete morire pure voi.

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