Lo sport non è roba per donne?

petra-kvitova

Possibile che nel mondo occidentale ogni cosa che non sia lavare i piatti, stirare eccc.. non è “roba da donne”?

Questa è la domanda che mi sono fatta nonappena ho notato che quando si parla di ciò che fa una donna passa in secondo piano al proprio aspetto estetico. Ovviamente quanta tendenza si manifesta maggiormente quando si tratta di occupazioni o passioni che generalmente vengono considerate prettamente maschili. Ne viene fuori una forte svalutazione del ruolo femminile, come se quest’ultima debba valere solo ed esclusivamente per il suo corpo, giudicata secondo un’ ottica maschile, che ne inibisce la sfera “competitiva” di quest’ultima, in quanto a causa di stereotipi di genere radicati da millenni, è considerata cosa non adatta alle donne, anche se esiste una prova contraria.

Le donne nello sport cercano ogni giorno di rompere questi pregiudizi ma esiste una “grande lobby” mediatica che fa di tutto per svalutare l’immagine femminile in queste discipline, mostrandoci interi editoriali sportivi che si concentrano sulle mutandine indossate dalle giocatrici piuttosto che sulla bravura delle atlete.

Ha fatto polemiche pochi giorni fa uno spot che ritraeva alcune tenniste in una mise che valorizza più il sex appeal che le loro capacità (linko da GQ perchè sono presenti alcuni video) mandato in onda dalla WTA (Women’s Tennis Association), che anzichè valorizzare la figura femminile ci mostra queste immagini che poco mirano a valorizzare i talenti femminili. Ho ritenuto necessario parlarne sul blog perchè questo episodio pare non abbia fatto scalpore in quanto stereotipato e sessista ma perchè “softpornografico” o almeno come riportano le fonti.

Mi chiedo che effetto possa fare nelle ragazzine sentire da una parte che lo sport non è roba per donne e dall’altra dei mezzi di comunicazione (come le testate e i tg) che non sono in grado di spiegare che “questo è un linguaggio sbagliato e totalmente contrario alla dignità della persona”, facendo passare per bigotto chi non è d’accordo con questo modo di rappresentare le donne.

Una mia lettrice ha seguito un servizio trasmesso su un TG del servizio pubblico, che parlando della vicenda, pareva giustificare il modo in cui il videogioco rappresentava le tenniste. In base alla sua testimonianza, pare che il Tg abbia “bollato” di puritanesimo chi sosteneva la tesi che fa dello spot “una trovata di cattivo gusto” in quanto pubblicizzato con gemiti che assomigliano ad un orgasmo, abbigliamento poco sportivo e pose osè, insomma un mix perfetto che sessualizza l’immagine femminile rendendola stereotipata e svilita.

E non solo. Pare che l’editoriale abbia preso come esempio la Schiavone, una campionessa del tennis e l’abbia svilita per il fatto di non essere conforme al modello estetico dominante, lo stesso su cui si basava l’intero spot del videogame. In base alla testimonianza della mia lettrice, emerge in modo subdolo, come il servizio si fosse posto in modo del tutto favorevole agli spot contestati; del resto si sà in un Italia al 74° posto per uguaglianza di genere che possiede una tv dove immagini del genere sono dominanti ad ogni ora del giorno.

Le donne dello sport sono state prese di mira con recenti proposte allucinanti mirate a rendere le loro divise più sexy e femminili, come se essere femminili significa apparire seminude a tutti i costi. Accade alle tenniste  e alle giocatrici del basket sottoforma di leggi che entreranno in vigore tra pochi giorni e che vedranno le giocatrici, nonostante abbiano polemizzato, costrette ad indossare un gonnellino corto per attirare un pubblico maschile. A mio avviso questa deriva mi da l’impressione di un “burqa all’occidentale”e una forma di schiavitù contro le donne,  costrette ad essere sempre sexy anche quando dovrebbero optare a mostrare il loro lato competitivo, grave quanto l’esclusione delle donne negli sport in alcuni paesi islamici, poichè mentre nei paesi islamici si tende ad isolare la donna sessualmente, in occidente la si svilisce facendola apparire come un oggetto sessuale.

Non sarebbe meglio valorizzare gli sport femminili, organizzando piani per ridurre quel divario tra donne e uomini che contribuisce a rendere gli sport femminili poco interessanti, anzichè ridurli a spettacoli voyeuristici?

Tornando a noi o meglio all’Italia, un’altra mia lettrice mi segnala di aver assistito in prima persona allo svilimento della figura femminile classico di alcuni spot dove le donne vengono addiritura escluse come atlete e impiegate come ornamenti decorativi per intrattenere il pubblico.

Queste foto  sono state scattate durante la tappa del giro d’italia sull’Etna. Mi chiedo cosa c’entrano playboy e le conigliette con il Giro d’Italia, domanda che si è fatta pure la mia lettrice che ha segnalato le foto.

A mio avviso questa è una cosa ancora più grave perchè pare che le donne vengano escluse anche come spettatrici presentando l’evento come se fosse riservato solo agli uomini. Infatti, la canzone della Carovana del Giro “abbiamo le ragazze sempre in testa… “.  sembrache voglia attirare un pubblico maschile.

Concludendo il post, ci chiediamo perchè in occidente si faccia ancora fatica a valorizzare le donne e più in generale il femminile. Si spara a zero contro i Paesi islamici senza attuare politiche che valorizzino le donne in tutti gli aspetti della società, anzi al contrario, facendo di tutto per svalorizzare l’immagine femminile in tutti i campi.

Mary

33 commenti

  • per quanto riguarda le conigliette, CONFERMO, pure nel mio paese quando è passato il giro c’era uno stand dove c’era ragazze vestite in quel modo, e che si fermavano a far foto con chi chiedeva, e sinceramente la cosa non mi è piaciuta molto!!!

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  • che tristezza! Anche nel badminton hanno obbligato le donne a portare gonne o abiti con la motivazione di “rendere lo sport più attraente”…. Le foto del Giro sono le più tristi di tutte. Veramente uno squallore. Lo sport dovrebbe portare avanti valori di dignità, lealtà, parità e invece… :( E lo dico da grandissima amante dello sport e del Giro!

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  • ho ritrovato l’editoriale, ecco il link

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-468f478b-7851-47bf-9d1f-48ece3ae869e-tg2.html

    la speaker è donna, non me lo ricordavo, e dice che quando ”il tennis è forza e potenza muscolare, e quando è declinato al femminile, quando può, è anche bellezza…”

    il video di cui parla l’editoriale è questo

    non è la pubblicità del videogioco che pensavo io, quella con gli urletti (http://www.corriere.it/sport/11_marzo_21/burchia-serena-williams_3ba87742-53b9-11e0-9775-d7937a6c081d.shtml che si può vedere a questo link): è solo un video in cui le ragazze giocano a tennis a rallenty e mostrano la loro tecnica e abilità, abbigliate però in modo appariscente e sexy, coi glitter, come a dire che il tennis femminile è potenza E bellezza, come dice il claim ”strong is beautiful”…
    Da una parte sono d’accordo col claim, che ci fa intendere che una donna forte e brava non è deplorevole, al contrario, però dall’altra mi chiedo perchè non mostrare semplicemente le ragazze che giocano a tennis e basta, senza agghindarle e renderle sexy… Non penso che avrebbero perso in popolarità mostrando il lato sportivo e basta…

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    • aggiungo anche che secondo me quello che lo spot avrebbe dovuto esaltare è la bellezza dello sport femminile nella sua essenza, la potenza, la competitività, la tecnica, l’abilità. Invece sembra quasi che il tennis femminile sia bello perchè le ragazze sono belle, truccate, glitterate, che sia bello per come appare e non per come è… Per fare un parallelo: il calcio piace a molti perché c’è potenza, che metodo, c’é una certa dose di spettacolarità a vedere questi 22 giocatori che corrono su un grande campo verde, che tirano lontano, con la palla in perenne movimento…. E di conseguenza anche gli spot esprimono potenza, tecnica, spettacolarità, ma mica vediamo i giocatori agghindati da machi di spot intimo.
      Finisco dicendo che secondo me è anche per questo che lo sport femminile è poco popolare rispetto a quello maschile… Perchè siccome sono donne molti si soffermano sul loro aspetto, parlano delle atlete come parlerebbero di modelle di intimo (guarda GQ e l’articolo sul roland..), alcune delle stesse atlete sono ben felici a volte di attirare pubblico col loro corpo più che col loro talento (vedi serena williams e lo spot peril videogioco)… Facendo così pensano di dare maggior visibilità allo sport femminile, e lo fanno, ma penalizzando il lato serio, agonistico, quello per cui moltissime atlete si sfiniscono con ore e ore di allenamenti per essere riconosciute principalmente come brave sportive, e non come ‘belle fighe’

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      • riaggiungo un ultima cosa: per me una può fare quello che le pare di se e del proprio corpo, non ho problemi: se serena williams vuole essere un’icona sexy più che una sportiva è liberissima di farlo… Però il videogioco è un normalissimo gioco di tennis, senza contenuti porno che giustifichino la pubblicità soft-porn, quindi una si chiede che cavolo ci azzecca la tizia urlante con un normalissimo gioco di tennis…
        La pubblicità della women’s association invece non parla di una sola atleta, sta promuovendo il tennis femminile in generale, si fa portavoce mondiale di tutte le atlete, e lo fa proponendo un’idea di tennis che si distacca dalla reale dimensione del gioco per finire in una dimensione a metà tra il talento e la bellezza, in un fifty fifty che non rende giustizia secondo me alla passione e all’impegno di tante sportive, alimentando una diffusa percezione dello sport femminile che ha portato la schiavone sull’editoriale di un tg come esempio di ragazza talentuosa ma che non rispecchia in pieno lo spirito del tennis femminile, dato che poi le sono affiancate ragazze brave e truccate che invece sarebbero il simbolo del vero tennis femminile, potente E bello. Secondo me invece la schiavone è la perfetta incarnazione dello sport femminile, bravura e determinazione, al di là del suo aspetto, perché ciò che conta nello sport che lei fa è il talento e non la bellezza.
        ok, ho fatto un papiro ma avevo molto da dire!

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  • Secondo me non c’è nessun bisogno di accorciare i vestiti delle giocatrici..comunque ho visto nell’articolo i nuovi abiti delle giocatrici di basket non mi sembra nulla di indecente…sono vestiti adatti per quel tipo di sport.
    Le conigliette di Playboy al Giro non mi scandalizzano (non lo guardo lo stesso)..mi auguro che nelle gare di ciclismo femminile mettano dei bei fustaccioni, però
    Dopodichè, io penso che ogni atleta, uomo o donna, vada valutato per le sue capacità quindi sono contrario a spot che mettano in risalto cose che con lo sport non c’entrano, ma ammetto una cosa: io non sono appassionato di sport però seguo con piacere le gare di tuffi femminili, ho gioito per le vittorie di Tania Cagnotto..le seguo perchè ammiro le figure flessuose di queste donne, le carpiature il tuffo in acqua senza schizzi..e non lo nego, le atlete in particolare le nostre Tania Cagnotto e Francesca Dallapè mi piacciono anche esteticamente e bè ammetto che i tuffi maschili non mi appassionano allo stesso modo. Sinceramente non mi sento un maiale per questo.
    poi bè è risaputo che le tenniste quando lanciano emettono per darsi la carica delle grida che possono ricordare l’orgasmo..non c’è nulla di male, credo sia una cosa spontanea.

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    • e che soltanto le donne fanno i versi simil-orgasmo? o magari li fanno anche i maschi però i loro non ricordano l’orgasmo ma solo lo sforzo del colpo…? Che poi si guardi l’atleta solo perchè è bello è una libertà dello spettatore, che può pensare quel che gli pare…
      Quello che per me non va bene è propagandare l’amore per uno sport passando dalla bellezza delle atlete o dalla loro sensualità anzi che dal loro talento… Prima di tutto bisognerebbe dar risalto al talento e alle abilità di gioco, cosa che lo spot fa solo a metà: poi se le atlete sono belle, durante il gioco se ne ammira tranquillamente l’avvenenza anche senza l’ausilio di vestitini succinti e trucco e glitter. Almeno io la vedo così.

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      • Anch’io la penso così.
        Sinceramente non mi pare che i tennisti urlino nello stesso modo, ma non lo giurerei. Ci starò più attento.
        Poi per me vale questo principio: se trucco e abitini succinti sono imposti dalla Federazione e solo alle donne è sbagliatissimo, gli atleti e le atlete possono vestirsi come vogliono compatibilmente con il loro sport.

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  • Scusa Mary, ma non capisco perchè tirare in ballo i Paesi islamici: là di sicuro conigliette non ne vedi (in pubblico). perchè come minimo verrebbero minacciate di morte. Sono contento che da noi non sia così.
    oltretutto sono convinto che alle feste degli sceicchi le conigliette ci siano eccome.
    Questa cosa che i Paesi musulmani sono la patria del rigorismo dei costumi che si contrappone alla decadenza occidentale m’è sempre sembrata vera solo fino a un certo punto

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    • Li ho citati per dire che siamo due facce diverse della stessa medaglia: qui la sottomisisone delle donne avviene “svestendola” , là invece “vestendola”.

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      • bè in occidente se le donne decidono di coprirsi nessuno le minaccia di morte.
        Comunque le conigliette mi risulta siano tutte maggiorenni, hanno fatto una determinata scelta e io le rispetto
        Semmai è opinabile che le mandino al giro d’Italia mentre nel ciclismo femminile non ho mai visto “coniglietti”

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      • Ma infatti non ho nulla contro le conigliette..ma contro il fatto che sono state messe lì per cosa?

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  • in occidente se le donne decidono di coprirsi nessuno le minaccia di morte

    è vero Paolo, ma non basta evitare la morte fisica per sentirsi vive… in Italia chi è troppo vestita (o, sia mai!, bruttina) RISCHIA la morte sociale.
    così come chi è bella RISCHIA la morte intellettuale (ovvero: sei bella? fai la velina o la grechina o la coniglietta… o sposati uno ricco (cit.))

    è giusto volere di più da questa Italia!

    e la soluzione non è svilire anche una parte degli uomini trasformandoli in velini-oggetti-fustacchioniseminudi… la soluzione è smetterla di considerare le donne in primis corpo e poi (forse, magari, quasi fosse un optional) mente.

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    • e con mente intendo tutte quelle qualità che esulano dalla bellezza – comprese tenacia, dedizione, impegno, costanza e competitività richiesti dal mondo dello sport (visto l’argomento del post)

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    • “e la soluzione non è svilire anche una parte degli uomini trasformandoli in velini-oggetti-fustacchioniseminudi… ” non concordo penso che cosi non ci sarebbe più il discorso della donna oggetto.

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      • devo confessare che a me in quanto uomo, i “velini” non mi offenderebbero. Sarebbe comunque un segno di “parità”. Ho già fatto su questo blog la proposta a Ricci di far condurre Striscia a due comiche donne e mettere due fustaccioni in mutande al posto delle veline..quella sì che sarebbe provocatorio

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      • Però se inserisci l’uomo oggetto non elimini la donna oggetto, aggiungi sono un altro oggetto. Non credo che sia la soluzione. C’è una parità, ma di svilimento.
        Non dico di eliminare completamente le belle ragazze in televisione, ma di non concedere alle donne solo quel ruolo.

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      • elena ascoltami si dice che ci sono solo donne nude in televisione perche gli uomini le guardano e perche le donne le mettono come modello mentre se ci fossero pure i “velini” pensa che questo discorso cambierebbe,
        P.S. indipendentemente da questo delle donne che non facciano solo le showgirl ci vogliono lo stesso.

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  • mi chiedo cosa c’ entrano le conigliette al giro d’ italia ,forse andavano bene per una gara di macchine tuninig , poi nello sport al primo posto dovrebbe contare la bravura riguardo al fatto per le donne di usare costumi più sexy perche non fare lo stesso con gli uomini.

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    • e perchè? non sarebbe meglio vedere una donna gareggiare su una macchina? Non credi che la presenza di donnine nude anche li possa contibuire ad alimentare il pregiudizio della donna incapace al volante ragion per cui è meglio piazzarla semi nuda a strusciarsi sopra creando il binomio “donne e motori gioie e dolori”?

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      • ascoltami lo so che ci sono donne che gareggiano con le auto,basti pensare che il ring (nurburing la pista più grande al mondo) dove se vuoi fare il passegero dentro ad una bmw m5 la guidatrice è una donna, ma in questi contesti quindi autotunnig e saloni automibilistici e motociclistici mondiali le donne in genereale non sembrano interessarsi tanto alle macchine, la presenza e quasi interamente maschile ,poi ok che il prodotto sara pure per donne ma nei saloni le donne come spettatrici non vengono.

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      • Ma questo non giustifica certamente l’uso struentale che si fa al corpo femminile..un pò come il silicone Saratoga, tu giustificheresti la presenza di Giovanna per pubblicizzare il silicone solo perchè si tratta di un presunto prodotto maschile?
        Sai quanti prodotti “da donna” vengono publbicizzati ma certamente in nesusno di quuesti appare il fustacchione di turno a parte uno che mi ricordo mi pare quello della Coloreria Italiana.
        E poi ci sono anche donne che amano i motori (io ad esempio sono una di quelle). L’uso di modelle davanti ad una ferrari è completamente fuori luogo ed è pure banale visto che non aiuta certo ad apprezzare la bellezza dell’auto dal momento che molti frequentatori vanno lì solo per vedere le modelle. Quindi mi viene da pensare: ma agli uomini piacciono i motori? perchè la modella accanto mi fa pensare che non siano attratti dalle auto, non ce n’è bisogno.
        Io penso che la presenza delle modelle semi nude alle fiere automobilistiche producono l’effetto contrario: allontanano le visitatrici donne e targettizzano il prodotto riducendolo ad interesse maschile. Forse ci sarebbero più visitatrici donne se non fossero pubblicizzate con modelle nude e seminude. L’uso delle modelle e conigliette non è altro che sessista perchè produce l’allontanamento delle donne consumatrici che eprcepiscono il prodotto come “maschile”.
        Mi metto anche nei panni loro come donna e visitatrice dal momento che vorrei tanto andare a visitare un salone e mi vergognerei parecchio a sentirmi gli occhi addosso degli altri avventori che sicuramente penseranno “che ci fa una donna qui? sarà mica lesbica?” solo perchè ci sono le modelle nude e mi sentirei come se entrassi in un night club.
        Quindi per me che amo le auto e così come me tante equivale ad un “vietato l’ingresso alle donne”

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      • mary ma la quasi totalita delle donne considerano l’ auto un ammasso di ferraglia per andare da un punto a ad un punto b,poi riguardo al saratoga su quello non concordo perche quello e un prodotto da usare stop,mentre qui parliamo di gente appasionata di qualcosa in questo caso dei motori ,io se ne avessi la possibilita andrea ad uno di questi saloni internazionali e non per le modelle.

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      • Ma perchè usi stereotipi? come se a tutti gli uomini piacessero le auto e alla totalità dell’universo femminile facessero schifo…
        Ciò non toglie che le modelle non ci fanno nulla nei saloni visto che si va lì per apprezzare le auto e tutti hanno diritto di andare avederle senza sentirsi dire che è roba da maschi solo perchè l’atmosfera che si crea è da locale lap dance.

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      • ma tutte le donne che conosco la pensano cosi.
        mary ma le modelle (che non sono svestite non esageriamo ) dei saloni internazionali, ci sono in tutte le nazioni dove avvengono questi eventi,occidentali semmai dovrebbero dire qualcosa alle modelle sulle macchine in modo che ne sappiano parlare cosi non si potrebbe dire che sono donne-oggetto.

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    • Si vede che conosci quelle sbagliate…non capisco perchè l’opinione di una o due donne vale quella dell’intera popolazione femminile..non succede lo stesso per gli uomini…
      Beh non è perchè siano più vestite che non sono comunque donne-oggetto e poi in certi saloni sono proprio quasi nude…

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      • ma cmq se li dicessero qualcosa sulle macchine in questione avrebbero un ruolo, cosi potrai entrare tranquillamente senza che ti prendano per una lesbica.

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  • copia questa parte di un articolo”Ci sono inoltre dei bei video che esaltano il carattere di queste leggiadre fanciulle, prese in gruppo o da sole. Nel primo, una voce ci dice “Di cosa sono fatte le ragazzine? Di zucchero, spezie, sudore, furia, coraggio, forza… ecco di cosa sono fatte le ragazzine”, mentre in questo la Wozniacki comincia dicendo “Quando ero una bambina, a Copenhagen…” e altre voci si sovrappongono citando varie città e paesi del mondo “tutto quello che volevo essere… era la migliore del mondo”. Poi ce ne sono altri che raccontano le storie particolari di singole giocatrici, con le loro voci e le loro lingue, da Kim Clijsters (“Prima di avere una bambina, dedicavo tutto il mio tempo al tennis. Poi ho dovuto fare dei compromessi. Ora dedico il 100% del mio tempo alla bambina, e il 100% al tennis”) a Serena Williams (“Prima di ogni slam, scelgo sette completi. Sette… uno per ogni match che devo vincere. Non ne sceglierei sette, se non giocassi indossandoli tutti”), Victoria Azarenka (“Mi piace colpire forte la palla. Spaccarla. E se torna indietro, sta cercando di dirmi qualcosa… che ne dici, un po’ più forte?”). Poi c’è Li Na (“La Cina è un Paese con 1.300.000.000 di abitanti, ma non abbiamo mai avuto un n.1 o un campione di Slam. Nessuna pressione”) e per finire la storia forte di Ana Ivanovic (“Durante la guerra in Serbia, ci bombardavano tutto il giorno e tutta la notte. Ma se mi alzavo abbastanza presto, potevo allenarmi prima che arrivassero gli aerei”). Per finire, il dietro le quinte, con l’intervento anche di Billie Jean King per promuovere la WTA da lei fondata insieme alle altre magnifiche nove.

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  • danzatriceorientale

    Poi quando dico che arriveremo al punto in cui ci verrà richiesta la quarta di reggiseno anche per fare le donne delle pulizie non è un’affermazione peregrina!!!

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  • …a leggere un articolo come questo uno potrebbe pensare che il problema della mercificazione del corpo sia un problema esclusivamente femminile,eppure non è così (..e uno come Pasolini l’aveva intuito – basti pensare ai vari Beckam,Cristiano Ronaldo o ai personaggi dei reality).Credete veramente che l’uomo comune in qualche modo non sia bombardato e sovrastimolato da certe forme di comunicazione visiva che non si fa alcuno scrupolo pur di attirare l’attenzione a tutti i costi?E la scelta delle donne che decidono di lavorare valorizzando e sfruttando il proprio corpo non era una conquista di cui le società civili oggi si possono vantare?Se la risposta è ovviamente affermativa,la libera scelta di chi si veste da coniglietta o posa seminuda per un cartellone pubblicitario non dovrebbe forse comportare un assunzione di responsabilità scevra da anacronistiche forme di vittimismo ?

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