Fresche dal Giurì

Avete recentemente dato un occhiata al sito del Giurì, Lo Iap?

Per il mese di maggio arriva una valanga di ingiunzioni, tra cui la maggior parte ritenute lesive all’articolo 10 (dignità della persona).

Ho notato che anche questa volta la rassegna delle pubblicità ritirate dal Giurì sono lesive alla dignità femminile. Eccole.

1) Sognilandia Materassi, ingiunzione risalente al 9 maggio.

Il Presidente del Comitato di Controllo, visti i messaggi pubblicitari Sognilandia Materassi “Ti aspetto… a letto” e “Provami… mi porterai a letto!!!!“, rilevati su cartelloni mobili nella città di San Bonifacio nel mese di aprile 2011, ritiene gli stessi manifestamente contrari agli artt. 1 – Lealtà della Comunicazione Commerciale – e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. I messaggi, diffusi su affissioni mobili, mostrano il corpo seminudo di una donna sdraiata sul materasso pubblicizzato, sormontato dalle headline “Ti aspetto… a letto” e “Provami… mi porterai a letto!!!!”.
Tali comunicazioni, ad avviso del Comitato di Controllo, si pongono in manifesto contrasto con l’articolo 10 del Codice, che impone il rispetto della “…dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione.”. È infatti evidente la carica offensiva della dignità della donna, che viene strumentalizzata quale mero oggetto di piacere. È evidente l’allusione sessuale riferita dalle headline, per la quale il corpo della donna viene ridotto a passivo oggetto di desiderio, mercificato al pari del prodotto pubblicizzato, entrambi associati come strumento di svago e piacere.
Null’altro sembra giustificare la scelta creativa se non l’intento di raggiungere il maggior impatto possibile presso i destinatari della comunicazione; configurando altresì il contrasto del messaggio con l’art. 1 del Codice, essendo lo stesso idoneo a provocare discredito sulla comunicazione pubblicitaria nel suo complesso considerata.

 
 
 
Ne avevamo parlato sul blog e qualcuno di voi l’avrà segnalata allo Iap. L’immagine viene da Spotanatomy.
 

Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “Meglio due che Una“, relativo ai telefoni cellulari “Onda Mobile Communication”, rilevato su affissioni diffuse nella città di Milano nel mese di aprile 2011, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 1, 10 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, nel pubblicizzare telefoni cellulari “dual sim”, riporta l’immagine di un uomo che bacia avidamente una donna, mentre un’altra si protende per baciarlo sul collo. Il claim recita “Meglio due che Una”.
Ad avviso dell’organo di controllo una simile comunicazione non può che risultare offensiva della dignità della persona. Le due ragazze vengono infatti equiparate ai prodotti che si pubblicizzano, trasferendo su di esse l’appetibilità dell’offerta e la facile accessibilità all’una e all’altra, con una commistione di piani che conduce alla mercificazione della persona e al degrado della sua dignità. Tutto ciò in spregio a quanto espressamente previsto dall’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”. Tale svilimento è peraltro insito nell’headline, dove la donna viene intesa come “preda” da accumulare nel “carniere” di un uomo.
La diffusione del messaggio, tramite affissioni di grandi dimensioni esposte ad un pubblico indifferenziato, amplifica inoltre la violazione del Codice contestata. Il veicolo in questione si presenta infatti come uno dei più invasivi in quanto la visione del messaggio viene imposta indistintamente a chiunque, non rispondendo ad una precisa scelta dei fruitori. In tal senso la comunicazione non risponde a quella cura particolare richiesta agli operatori nella predisposizione dei messaggi che possono essere recepiti da bambini ed adolescenti. La comunicazione colpisce infatti anche quei minori non ancora pronti ad una corretta elaborazione critica del messaggio, potendo rimanerne negativamente influenzati. Ciò comporta la violazione anche delle prescrizioni dell’art. 11 del Codice.
Il Comitato rileva, infine, che la gratuità della rappresentazione, per niente giustificata da quanto si intende pubblicizzare, si risolve in un forte impatto emotivo e “scandalistico” al solo fine di favorire la memorizzazione del marchio. Si configura, pertanto, anche il contrasto del messaggio con l’art. 1 del Codice, in quanto esso è tale da suscitare nel pubblico risentite reazioni di rifiuto capaci di riflettersi sulla comunicazione pubblicitaria come istituzione.

 
3) Marinucci srl
 

Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario Marinucci “Grande concorso Ti prendo”, diffuso su cartellone mobile nella provincia di Macerata nel mese di aprile 2011, ritiene lo stesso manifestamente contrario all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, volto a pubblicizzare una manifestazione a premi, organizzata dalla società Marinucci srl, che mette in palio una “Fiat Punto Mylife”, riporta l’immagine dell’auto in questione affiancata da una donna in bikini posta di tre quarti seduta sulle ginocchia, con lo sguardo rivolto allo spettatore, mentre il claim recita in evidenza “Ti prendo”.
L’organo di controllo rileva come una simile comunicazione non possa che risultare offensiva della dignità della persona. Il corpo femminile, ingiustificatamente esposto al pubblico come in vetrina, viene equiparato al premio messo in palio dal concorso. Il messaggio trasferisce sulla donna ed il suo corpo l’appetibilità dell’auto in premio e la facile accessibilità all’una e all’altra, esplicitata nel claim “Ti prendo”, con una commistione di piani che conduce alla mercificazione della persona e al degrado della sua dignità. Tutto ciò in spregio a quanto espressamente previsto dall’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni”.

5) Antonio Leuzzi Parrucchieri&Benessere
 
 

Anche questa segnalata da noi.

Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “Bastasse solo questo nella vita”, rilevato su affissioni diffuse nella città di Crotone nel mese di aprile 2011, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 1 e 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
L’affissione, volta a pubblicizzare l’attività commerciale di Antonio Leuzzi Parrucchieri&Benessere, mostra in primo piano il sedere di una donna con indosso uno slip ridotto, mentre l’headline recita: “Bastasse solo questo nella vita”.
Ad avviso del Comitato l’uso strumentale ed enfatizzato di una parte anatomica intima, completamente svincolata dalla necessità di reclamizzare l’attività commerciale del salone di bellezza in questione, determina una gratuita ed inaccettabile mercificazione del corpo femminile, dunque una lesione della dignità della persona, in contrasto con quanto previsto dall’art. 10 del Codice – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona.
Palese è la strumentalizzazione del corpo della donna, al fine unico di attirare l’attenzione del pubblico. La diffusione per cartellonistica nelle strade cittadine peraltro amplifica la decodifica descritta, ponendo la scelta comunicazionale nel suo complesso in contrasto anche con l’art. 1 del Codice, essendo il messaggio idoneo a provocare discredito sulla comunicazione commerciale generalmente considerata.

Come avrete notato, molte pubblicità non sono state citate sul nostro blog perchè non sono state segnalate. Immaginatevi quante pubblicità di questo genere si aggirano sui muri delle città.  Il dato positivo è che nonostante questo queste campagne sono state segnalate allo Iap, ciò significa che la rete che si sta mobilitando contro questo genere di rappresentazione va oltre i nostri blog. Cerchiamo di immaginare quante altre invece (e purtroppo) sono passate inosservate.

Mary

6 commenti

  • Beh un passo alla volta… non male!

    Mi piace

  • ormai per quella dei twice è tardi, almeno qui a roma sta dappertutto, l’avrà già vista mezza città…

    Mi piace

  • se si potessero segnalare anche gli editoriali di certi tg… Ieri parlavano di un video sulle tenniste che ha fatto scalpore in america perché presentava le tenniste per la loro bellezza più che per le loro doti… Quasi non riuscivo a credere che un tg parlasse davvero dell’argomento… E infatti l’hanno definito puritanesimo. Però hanno omesso bellamente di riferire che il video in questione è su un videogioco di tennis con protagonise le ragazze, e che è pubblicizzato con gridolini simil-orgasmo e mossette da porno-soft che non ci azzeccano nulla col gioco.
    Comunque la cosa che mi ha dato davvero fastidio dell’editoriale è che prima hanno incensato la schiavone, dicendo che è stata brava, poi però lo speaker fa tipo ”però quando si parla di tennis femminile si parla soprattutto di bellezza” (e chi lo dice?), e allora parte con le tenniste che hanno recitato nel video, come a voler in qualche modo penalizzare la schiavone solo perchè non è truccata e vestita in modo sexy… Chissà perchè invece quando parlano di calcio (cioé sempre) al tg nessuno speaker si sogna mai di dire che il calciatore taldetali è bravo MA bruttino…

    Mi piace