Uno spot gender-friendly per l’Italia

Una mia lettrice mi segnala uno spot trasmesso in questi giorni in tv. Si tratta della campagna pubblicità di “CampariSoda Piacere di Conoscersi”, dove il ruolo della protagonista (finalmente un’interlocutrice donna per spot che non ha nulla a che fare con prodotti per la casa, lingerie, cosmesi e abbigliamento femminile/infantile….) viene rappresentato distante dai soliti stereotipi che caratterizzano il femminile nella comunicazione commerciale.

La giovane donna dello spot afferma che non vorrebbe fare la ballerina ma cambiare il mondo e viaggiare (prerogative che in pubblicità vengono spesso ed erroneamente considerate maschili).

Scopriamo che CampariSoda mette in onda due spot diversi tra loro ma molto significativi in quanto sfatano due luoghi comuni:

-Nel primo viene rotto lo stereotipo della donna graziosa che frequenta corsi di danza classica, mostrandoci una protagonista che vuole cambiare il mondo uscendo da quelle quattro mura nelle quali il femminile viene spesso relegato. Improvvisamente viene rapita da un principe azzurro che interrompe il suo impegno sociale, ma questo non impedirà alla ragazza di “riconquistare il mondo” fuggendo su un cavallo bianco, una mongolfiera e a bordo di un side-car;

-Nel secondo vediamo una giovane donna che prende parte di una rock band.

Tutti e due gli spot terminano in un bar davanti ad un bicchiere di CampariSoda con la protagonista che parla con un uomo. Si intuisce che il ragazzo è il suo interlocutore e ho apprezzato il fatto che la donna parli apertamente e in modo privo di stereotipi e tabù ad un individuo del sesso opposto, il quale apprezzerà sicuramente il fatto che nel caso dovesse diventare sua moglie, resterà una donna libera e indipendente (o almeno si spera!).

Mary

10 commenti

  • Si intuisce che sia il suo interlocutore e ho apprezzato il fatto che la donna parli apertamente e in modo privo di stereotipi e tabù ad un individuo del sesso opposto, il quale apprezzerà sicuramente il fatto che nel caso dovesse diventare sua moglie, resterà una donna libera e indipendente (o almeno si spera!).

    dai l’ ultima parentesi la potevi evitare sembra il finale del film di godzilla dove si sciude un uovo di dinosauro alla fine.

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  • Concordo con l’apprezzamento, qualcosa sta cambiando. la cosa migliore dello spot forse è la frase finale: “siamo mondi da esplorare”, che sembra una dichiazione di anti-stereotipismo, se ognuna/o di noi è un “mondo” diverso dagli altri, allora non sono possibili gli stereotipi. Buona, no?

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  • Piace molto anche a me, proprio l’idea dei mondi da esplorare, inoltre è buono anche il casting: lui è piacevole ma non è un fotomodello inespressivo né un macho residuato degli anni ottanta, lei è carina ed elegante (in fondo si svolge in un bar!) ma non è la classica bellona senza personalità, anche l’acconciatura ricorda un po’ (ma forse è una mia impressione) Carmen Consoli che decisamente non è una che si fa incasellare negli stereotipi!

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  • molto bello! questa pubblicità è quasi perfetta, pare proprio strizzare l’occhiolino a questo blog! (e simili) :D
    brinderò a questo spot con un campari ;)

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  • sinceramente quello spot non mi sembra nlla di eccezionale. certo, non scade nel solito stereotipo. sarà che ormai lo stereotipo è dappertutto, e basta girare uno spot in cui lo stereotipo non ci sia per farci sembrare lo stesso spot un capolavoro. non è così, è uno spot come tanti altri, senza infamia e senza lode. la conclusione a cui arrivi è un pò tirata per i capelli. io non andrei tanto in là con la fantasia. la ragazza racconta la sua vita e poi conclude dicendo: ‘e poi tu mi hai invitata a bere un campari soda’, o qualcosa del genere. non è che questa frase voglia sottintendere nulla di più. il fatto che lui “apprezzerà sicuramente il fatto che nel caso dovesse diventare sua moglie, resterà una donna libera e indipendente” è pura fantasia, ci piace pensarlo. ma non penso che gli autori si siano posti il problema (del resto perchè avrebbero dovuto?). possiamo girare la cosa dicendo che comunque è lui che l’ha invitata come nelle più classiche storie d’amore stereotipate. oppure si può interpretare dicendo che forse lui apprezza anche la vita libera e indipendente che lei ha avuto fino a quel giorno, ma ora che l’ha incontrato ‘metterà la testa a posto’. del resto tutto finisce nel momento in cui lui la invita a prendere un campari soda.
    dico tutto questo semplicemente per dimostrare che non sono 30 secondi di pubblicità così profondi da poterne trarre chissà quale insegnamento. possono voler dire tutto e niente e forse non vogliono dire proprio niente, solo mostrare un prodotto ‘appetitoso’. certo alcuni spot sono marcatamente sessisti, volgari, offensivi, ma non è che siccome una volta tanto uno di loro non lo è che dobbiamo osannarlo come se fosse un colpo di genio…

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    • Mah, io nvece sarei d’accordo con l’interpretazione data. Una donna che parla del suo passato,racconta le sue avventure la sua libertà di scegliere……beh, si presenta ad un amico o futuro compagno come una donna non stereotipata che sarà così anche nel futuro (come a dire, io son così, ora tocca a te scegliere che donna vuoi). Lo stereotipo dell’invito non lo credo più tanto tale; da anni oramai film, pubblicità e articoletti di para-psicologia spiccia non fanno che dirci che le donne, valchirie prevaricatrici quasi virili, sono loro a invitare l’uomo e a dirgli cosa vogliono. Insomma, su questo tema ci sono doppi-stereotipi, secondo me.

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  • Complimenti a chi ha creato i due spot, davvero un ottimo lavoro! Sono felice che il lavoro di questo e degli altri blog porti a così tanti risultati. Gli spot Gender-Friendly stanno aumentando sempre di più e ne sono davvero felice. Quando avevo visto la scena del principe azzurro ero rimasta così male, ma poi ho capito dove volevano andare a parare quando è scomparso e lei ha continuato a viaggiare. ;)

    Complimenti :)

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