Ribaltare i ruoli

Ultimamente la Renault si è dimostrata veramente innovativa mettendo in discussione alcuni stereotipi di genere, se ovviamente non consideriamo quell’orrendo spot di Twingo Miss Sixty adattato per il mercato italiano. Sempre che la Renault abbia cambiato modo di comunicare con i clienti, almeno speriamo che si mantengano su questa linea.

Abbiamo visto che spesso la voglia di ribaltare un pò i classici schemi di genere venga spesso da paesi stranieri (mi sembra sia stato realizzato in Francia ma mi vorrei informare di più). Giovanna Cosenza ha dedicato un post all’ultimo spot della Renault Megane Coupé trasmesso in Italia.

In questo spot la donna viene ritratta come soggetto di desiderio. Considerando che il 90% degli spot trasmessi nel mondo occidentale (quindi anche fuori dall’Italia) ritraggono la donna come un mero oggetto sessuale, sopratutto negli spot di motori dove spesso i sexy car wash li fa lei ma nuda, mostrando incapacità a voler mettere in discussione i ruoli di genere, mi sembra un timido passo avanti perchè non vi è alcuno svilimento dei ruoli (lui rimane vestito, la pubblicità non è volgare e non c’è alcun messaggio che accosti il prodotto alla figura maschile) ma una certa ironia e complicità.

Sopratutto se messea paragone con le bruttissime pubblicità della Mercedes classe a (2008) dove per l’8 marzo di invitavano a tornare ad essere donne msotrandoci un ambiente pieno di donne mascolinizzate e stereotipate, la pubblicità della Bmw che ci invitava a diventare maschie per poter guidare un auto e quella recente della Mercedes classe A con la messa in onda dei più diffusi stereotipi sulle donne, mi sembra un passo avanti.

Che ne pensate?

Mary

10 commenti

  • francamente? lo trovo orrendo: come se l’emancipazione consistesse nell’arrivare finalmente a poter scimmiottare il peggior maschile?
    trovo che in realtà non faccia che perpetuare uno stereotipo maschile, strizzando l’occhio e dicendo il solito “così fan tutti”

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    • No assolutamente. Questa pubblicità non scimmiotta un ruolo maschile perchè lo fa in modo ironico e non volgare. Ci siamo così tanto abituati da anni alla donna oggettificata che vedendo spot innovativi come questo dove la donna almeno una volta viene rapprsentata come soggetto e non oggetto che ci sembra una cosa poco femminile, come se alle donne non piacessero gli uomini e non avessero desideri o debbano essere sempre oggetti. pensa un attimino se la versione fosse al maschile. La lavavetri sarebbe stata nuda, inquadrata in zone intime e paragonata al prodotto, il che mi sembra che non stia perpetrando alcun stereotipo maschile.

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      • ma perche secondn o me , questa pubblicita è stata fatta da una donna, mentre una come dici tu, sarebbe fatta da un pubblicitario uomo.

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      • Non saprei…ma secondo me non c’entra, potrebbe anche essere stata fatta da un uomo consapevole delle diversità.
        Comunque sia credo che non c’è da giustificare una pubblicità sessista dicendo “vabbe l’ha fatta un uomo” perchè credo che gli uomini come le donne devono mostrare profonda sensibilità verso i generi e non offendere nessuno.

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      • mary non mi sono spiegato, ad un uomo la pubblicita come dici tu sarebbe piaciuta molto.

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    • manuela , lo sai che la sessualita e le fantasie erotiche fra uomini e donne sono profondamenti diversi.

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      • Sono diverse tra tutti gli esseri umani, nessuno ha le stesse fantasie sessuali di un altro, tantomeno c’è uno scompartimento “fantasie maschili” e “fantasie femminili”. A me una situazione come quella descritta in pubblicità risulta eccitante: ciò non significa che la trovi adeguata per pubblicizzare un prodotto, ma una cosa positiva ce l’ha, quella di prendere in giro gli stereotipi ribaltandoli. Questa è l’ironia: non è ironia quella di mettere una ragazza muta e ignuda per prendere in giro il fenomeno delle ragazze mute e ignude, come i cari amici di Striscia (semmai è paraculaggine)

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  • una bella pubblicita.

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  • Assolutamente d’accordo, Mary.
    Io non lo vedo affatto uno “scimmiottare” il peggior (?) maschile, ma appunto un riconoscere finalmente una soggettività del desiderio femminile. L’effetto non è certo di legittimare il maschile dicendo “così fan tutti”: piuttosto dice occhio che anche le donne guardano e apprezzano – non esistono solo per farsi guardare passivamente come nella quasi totalità delle pubblicità.

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  • Concordo, una stupenda pubblicità! :D

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