Mistificazione dello stupro

stupro

Tra le tante immagini che sviliscono l’immagine femminile ci sono anche queste: quelle più pericolose che rimandano (o normalizzano) ad un vero atto di violenza.

Una mia lettrice mi segnala questa pubblicità, presa da un blog . L’immagine è inequivocabile.

E’ a via Monte Cervialto di Roma non pò passare inosservato, il cartello pubblicitario di Andrea Morelli.

E proprio in questo clima che avvengono le più efferate violenze contro le donne, quando chi dovrebbe educare al rispetto invece fa il contrario, normalizzando simili episodi e pizzandoteli su 3×6 anche a chi non vorrebbe o dovrebbe vedere.

Nello stesso clima, dopo l’ennesimo stupro (che anche se non è accaduto a Roma, è importante ricordarlo) l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Forlì è una delle poche persone che non collega affatto lo stupro alla mancanza di sicurezza o all’immigrazione clandestina ma dà piena responsabilità al degrado culturale che ne agevola l’humus:

“e’ necessaria una grande azione di educazione culturale a partire dalle scuole, per sviluppare relazioni di pari dignita’ e rispetto tra i sessi […] Benche’ la legge in Italia punisca la violenza sessuale, con aggravanti in caso di minori, l’immagine oggettivata della donna che permea la pubblicita’ e piu’ in generale i media, puo’ indurre ad una forma indiretta di tolleranza verso questi fenomeni. Se la donna infatti viene considerata soprattutto un corpo da ‘ottenere’, diventa moralmente lecito ogni mezzo: dall’acquisto in forma di transazione monetaria fino all’estremo dell’uso della violenza, quando la donna non e’ consenziente […] e’ necessaria percio’ una grande azione di educazione culturale a partire dalle scuole, per sviluppare relazioni di pari dignita’ erispetto tra i sessi”

Facciamo girare la pubblicità su Facebook e segnaliamo in massa perchè veramente non si capisce perchè come mai due persone dello stesso sesso che in una pubblicità si amano e si prendono per mano facciano scandalo mentre uno stupro può essere rappresentato tranquillamente. Questo Paese è malato, molto malato!

3 commenti

  • che poi dico, andando sul sito del marchio ci sono altre foto con gli stessi modelli, in pose normali, dove lei non sembra costretta e lui un violento, perché non hanno scelto quelle da mettere sui cartelloni? Perché metterci questa foto equivocabile? Cercavano lo scandalo per farsi conoscere in giro, sempre sulla pelle delle donne?

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  • A voi soci Elisabet s.r.l,

    Non ho parole per esprimere il mio disappunto e la mia rabbia riguardo alla vostra scelta di aver diffuso una campagna così svilente nei confronti delle donne (una di queste apparsa A Roma in via Monte Cervialto).

    Sono venut* a conoscenza della campagna che avete realizzato grazie alla segnalazione dei lettori al blog http://comunicaziondigenere.wordpress.com, nato per raccogliere tutte le segnalazioni degli utenti che ledono la dignità di genere, operando ai fini di contrasto degli stereotipi sessisti nella comunicazione commerciale, collaborando con una vasta rete di donne.

    Questa vostra campagna ha suscitato anche la mia indignazione. Pertanto in qualità di …. ovvero di persona e in qualità di collaboratrice/tore con le più importanti associazioni femminili e con una vasta rete di donne/uomini che si stanno impegnando da tempo nel contrasto di ogni forma di pubblicità sessista, vi chiedo di riflettere su quello che sto per dirvi e di iniziare a comprendere che la vostra scelta rappresenta per noi un grave oltraggio, l’ennesimo.

    Sono convint* che il vostro modo di comunicare sia volutamente offensivo nei confronti delle donne. Questa convizione potrebbe rafforzarsi in caso di mancata risposta da parte vostra. Scegliere una forma di comunicazione così sessista che non solo incita la più vergognosa forma di riduzione della donna a mero oggetto sessuale, utilizzando stereotipi lesivi alla dignità femminile, ma veicolerebbe messaggi pericolosi e inequivocabili che rimandano ad uno stupro.
    E’ assai pericoloso diffondere messaggi simili in un contesto come l’Italia, dove le violenze contro le donne hanno raggiunto livelli allarmanti a causa di una percezione distorta del ruolo femminile nella nostra società.

    In quanto donne e e consumatrici [potete cambiare se siete uomini] non abbiamo gradito la vostra provocazione, in quanto l’abbiamo percepita come l’ennesimo sopruso che ha come fine rafforzare stereotipi pericolosi, pertanto come consumatrici vi boicotteremo.
    Cordiali saluti
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