Non abbiamo scampo

Ci sono aziende che sfruttano l’immagine infantile per promuovere un ruolo femminile arcaico, un pò anni ’50. Bene, questo non è uno spot vintage ma uno spot che va in onda in questi giorni sulla tv pubblica e comerciale.

La rappresentazione femminile dello spot è tipica di un Paese che si trova al 74° porsto nel mondo per uguaglianza di genere (ogni tanto fa bene ricordarlo).

, perchè secondo il mondo mediatico è solo la donna ad occuparsi dei lavori domestici. Nessuno si spiega come mai i maschi italiani si siano talmente abituati al concetto che non aiuterebbero mai la moglie in casa, per carità non è roba da macho!

Il punto più bello è che la ricerca bolla i nostri uomini come “dei pigroni” ma penso che qui la pigrizia non c’entri nulla. Il problema è che nel nostro Paese c’è ancora una visione tradizionalista dei generi, se o non si spiega come mai abbiamo quel 74° posto nel Global Gender Gap  e come mai il modello femminile alternativo veicolato dalla televisione è quello della bambola sexy. Non abbiamo scampo.

Sembra che il posto delle donne italiane -almeno come viene dipinto dai massmedia- sia quello di stare ai fornelli o in camera da letto. Vogliamo davvero essere rappresentate in questo modo?

Non abbiamo scampo, anche perchè secondo voi lo Iap farebbe mai ritirare lo spot?

Scriviamo all’azienda.

8 commenti

  • Qui oltre allo stereotipo della donna-casalinga c’è anche quello della donna-chioccia: non è un po’ angosciante sentire tutti questi bambini che ringraziano le mamme per le loro scelte eco-sostenibili? Come se l’intera responsabilità educativa dei figli fosse insindacabilmente affidata alle mamme! E poi ci si stupisce se una donna alle prese con un figlio si sente inadeguata! I papà qui non compaiono manco di striscio: saranno troppo occupati a conquistare il mondo? Tagliati completamente fuori dal menage familiare e dalla vita dei figli…eterni bambini anche loro.

    Mi piace

  • danzatriceorientale

    Io, dopo aver letto le ultime esternazioni di Gabriella Carlucci riguardo i suoi figli che hanno Berlusconi come mito perché racconta le barzellette ed è un macho, inizio a credere che non ci siano rimaste più molte speranze: come si fa a combattere stereotipi e maschilismo se questi sono fomentati dalle stesse madri, specialmente da madri di figli maschi?

    Mi piace

    • Gabriella Carlucci e i suoi figli non rappresentano tutta l’Italia, per fortuna, anche se, ripetiamolo, il potere di persuasione collettiva che la signora detiene, in quanto dipendente mediaset, è incommensurabilmente superiore a quello di qualsiasi altra madre italiana, è sempre questo il punto.
      Non desistiamo.

      Mi piace

    • Che cosa???????????????????????? O____________________________O

      Ok, ora le ho sentite tutte.
      Perdonatemi per i miliardi di punti interrogativi e quello smile enorme, so che sono fastidiosi, stanno dando fastidio anche a me, adesso. Ma penso che li lascerò, esprimono appieno il mio disappunto. U.U

      è assurdo, non ho sentito questa storia, sopratutto perchè guardo poco rai e mediaset, anzi, si può dire che non li guardi proprio. Ma credo che ci siano poche persone che hanno figli che adorano Berlusconi. Fortunatamente io conosco solo ragazzini che lo odiano e lo reputano un’idiota com’è realmente. E vedere che già a 12 anni i ragazzini capiscono che tipo di persona sia in realtà è un’ottima cosa, a parer mio.

      Mi piace

  • Sono stata io a segnalare la pubblicità a Mary, e ho già scritto all’azienda. Fatelo anche voi.
    Mi infastidisce anche lo sfruttamento sfacciato dei bambini per fini commerciali.
    Sono sicura che se critichiamo questa pubblicità ci accuseranno di essere insensibili nei confronti dei bambini e dell’amore tra madre e figlio (…e il padre dov’è??)
    Per tirarvi su di morale posso dirvi che tra le coppie giovani che conosco io non ce n’è nessuna in cui faccia i lavori di casa solo ed esclusivamente lei. Qualcosa sta cambiando.

    Mi piace

  • Disperatamente-E-

    Che orrore! Ma perchè!?

    Mi piace

  • Dobbiamo cercare di cambiare anche questo stereotipo della mamma come unica ed esclusiva affidataria del lavoro domestico e di cura: a differenza delle pubblicità così platealmene sessiste da apparire evidenti a tutti ( da “Montamo” a “brava Giovanna”), quelle che giocano sull’equazione donna=casalinga sono più subdole e pericolose: lavorano sull’inconscio del pubblico rappresentano figure femminili premurose e affettuose che, a differenza delle femmine oggetto, non possono generare ostilità e reazione negative. Chi se la prenderebbe mai con una mammina stucchevole? è una battaglia ancora più dura di quella sul corpo delle donne.

    Mi piace