Le sviste del Giurì

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Una mia lettrice ha denunciato il catalogo di “Eman” allo Iap ma il comitato di controllo archivia il caso in quanto si tratterebbe di “un innocente gioco di imitazione”.

Ci sono dei bambini fotografati con pose da “adulti” richieste da fotografi adulti, dove sta il gioco?

Sopratutto perchè lo Iap non si è scandalizzato all’orribile visione della bambina a gambe divaricate e sguardo ammiccante?

C’è ancora molto da fare…

Intanto ecco il comunicato:

Catalogo pubblicitario “Eman Beachwear”

rilevato sul sito internet http://www.eman.it nel mese di aprile 2011

Con riferimento alla sua segnalazione dell’8 aprile scorso, desideriamo informarLa che la pubblicità da Lei segnalata è stata sottoposta alla valutazione del Comitato di Controllo.

L’organo di controllo autodisciplinare, pur consapevole del massimo rigore da adottare nell’applicazione dell’art. 11 del Codice, dato che la norma persegue lo scopo di tutelare i bambini e gli adolescenti da tutto ciò che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente, non ha ravvisato elementi atti a determinare un proprio intervento.

Le immagini infatti si limitano in alcuni casi a rappresentare i minori in pose “da grandi”, ma più per un semplice gioco di imitazione, senza indulgere su aspetti maliziosi o che possano trasmettere sensazioni di affettività non naturali ed innocenti.

Il caso pertanto è stato archiviato.

RingraziandoLa per la considerazione, porgiamo cordiali saluti.

8 commenti

  • io sono sempre più convinta che dovrebbero vietare pe legge di utilizzare bambini nella pubblicità e nello spettacolo. ci sono altri mezzi, tecnologici e creativi, per pubblicizzare un prodotto. è proprio necessario esporre un bambino? e poi, non è lavoro minorile anche questo?

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    • Sulla pubblicità sono d’accordo. Ma escludere i bambini da ogni forma di spettacolo inclusi film e telefilm non mi convince e non credo sia fattibile: secondo me possono recitare, ovviamente i baby attori vanno tutelati in maniera particolare (niente riprese di notte, ad esempio)

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    • si ma se sono vestiti per bambini e un pò complicato

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  • danzatriceorientale

    Da quel che ho potuto constatare finora, lo Iap interviene solo in presenza di tetteculi di donne adulte e solo quando si trova di fronte a slogan espliciti che non lasciano adito ad interpretazioni soggettive… poi, quando si tratta di andare oltre e leggere tra le righe, non si dimostrano molto all’altezza (secondo me eh)

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    • Appunto. Secondo me è un’associazione solo di facciata, alla fine. Fanno qualcosa solo quando sono messi con le spalle contro al muro e non possono far altro che ammettere che il sessismo, in quella pubblicità, c’è.

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      • è sempre così quando un circolo ristretto di persone (struttura fragile) ha molta autonomia decisionale e interpretativa. questo è un problema perché l’alternativa è creare regole molto rigide che però rischiano di essere vessatorie. il problema esiste e credo che se si mettessero sotto i riflettori le decisioni dei gruppi ristretti si scoprirebbero molte situazioni critiche e contraddittorie.

        affidarsi a gruppi ristretti non è garanzia di libertà e pari opportunità, è indispensabile il controllo dei cittadini, la consapevolezza, il senso critico, la libertà di critica anche nei confronti delle gerarchie di potere che non dovrebbero essere considerate alla stregua di sacerdoti

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  • E assolutamente indegno che dei bambini vengano usati in tale maniera, si dovrebbe sì agire come suggerito da alcuni commenti precedenti!
    Mi pare ovvio che nel realizzare pubbicità con bambini come protagonisti bisognerebbe attuare le maggiori attenzioni possibili… ed evitare casi quali quello esposto.
    I bambini non devono vedere o fare cose che non siano adatte per la loro età e questa chiaramente non lo è….
    Bravi!

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