Ci fanno la festa

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Belle, sode e profumate. Questo è il claim della locandina che annuncia la “festa delle fragole” finanziata dal comune di Cassibile e dalla Provincia!. Questa locandina  stata segnalata sul social network più famoso del mondo.

L’immagine è palesemente sessista: c’è un corpo femminile frammentato e tagliato a fettine per essere affiancato ad un prodotto alimentare o meglio merce e sfacciatamente esposto anche davanti agli occhi dei più piccoli.

Chi ha segnalato l’immagine chiede che sia fatta una denuncia allo Iap per ritirare quest’immagine e sono più che d’accordo.

Lorella Zanardo in un suo post ricorda che c’è ancora molto da fare non c’è nulla da ridere quando assistiamo allo svilimento dell’immagine femminile nei mezzi di comunicazione.

C’è molto da fare appunto. Se pubblicità e la tv si pongono dei limiti a rappresentare le donne senza alcuna presa di posizione da parte delle associazioni c’è qualcosa che non va, una percezione distorta del corpo e del ruolo delle donne.

L’unica arma che ci rimane è unirci per dire no a questa cultura. Le proteste funzionano. Ad esempio è stato cancellato il reality che umiliava i lavoratori precari, una mossa del Governo atta a svilire le proteste della suola pubblica che ha privato dei fondi.

La dittatura di Berlusconi utilizza il suo grande potere mediatico per manipolare i cittadini. Le tv di Stato e comerciale offendono tutti ed sono sempre più violente. Non è un caso se appena dopo la cancellazione di quel triste reality ha ricominciato ad attaccare con toni fascisti la scuola pubblica, eppure la scuola sarebbe l’unico mezzo che salverebbe il nostro Paese.

Con che coraggio parla di famiglia essendo il primo ad aver distrutto la sua a suon di bunga  bunga?

C’è poco da parlare di famiglia nel nostro Paese. Le famiglie non vengono agevolate, vanno allo scatafascio e le famiglie diventano sempre iù luogo di violenza e sopraffazione.

Sarebbe bello se proteste simili si fossero estese anche contro quei programmi che offendono la dignità di genere. Non facciamoci fare la festa.

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