Deumanizzazione, un libro da leggere

deumanizzazione

Fonte: Donne della realtà

E’ uscito in questi giorni nelle librerie il libro di Chiara Volpato “Deumanizzazione. Come si legittima la violenza” (Laterza). Grazie all’autrice, che è ordinario di Psicologia sociale all’Università di Milano-Bicocca, pubblichiamo una sintesi del capitolo dedicato al tema dell’oggettivazione sessuale.

L’oggettivazione sessuale

di Chiara Volpato – Università di Milano-Bicocca

L’oggettivazione è una forma di deumanizzazione che riduce l’individuo a oggetto, strumento, merce. Si parla di oggettivazione sessuale o sessualizzazione per indicare le situazioni in cui il valore di una persona risiede nella sua capacità di attrazione sessuale, a esclusione di altre caratteristiche. La persona è allora vista come uno strumento del piacere altrui, piuttosto che come un essere capace di agire e decidere in modo autonomo e responsabile. Secondo MacKinnon (1989), “le donne vivono nell’oggettivazione sessuale come i pesci nell’acqua;” per loro, l’oggettivazione costituisce un’esperienza quotidiana alla quale è impossibile sfuggire, ma che, proprio per la sua pervasività, è difficile da concettualizzare e alla quale non è semplice resistere.

Le conseguenze dell’oggettivazione sessuale

Nella società occidentale, il corpo femminile è spesso ridotto a oggetto sessuale, minimizzato in una sorta di gigantesca sineddoche, in cui una parte è sufficiente a indicare l’intera persona, che perde così la sua integrità psicofisica. Analisi di film, annunci pubblicitari, programmi televisivi, video, giornali e periodici concordano nell’indicare che i corpi femminili sono i soggetti privilegiati dell’oggettivazione.

La sessualizzazione dell’immagine femminile comporta serie conseguenze per la vita delle donne. Per spiegare tali conseguenze, Fredrickson e Roberts (1997) hanno proposto la teoria dell’oggettivazione sessuale. Secondo le autrici, l’oggettivazione sessuale si verifica quando, invece di considerare una persona nella sua completezza, ci si concentra sul suo corpo, o su parti di esso, che vengono separati dalla persona, ridotti a meri strumenti a disposizione di altri. L’oggettivazione si esprime in una grande varietà di forme, che lasciano però trasparire una malinconica monotonia di fondo: alle donne vengono richieste pochi atteggiamenti stereotipati, ruoli limitati, corpi e volti identici. Oggettivare significa quindi ridurre le donne a oggetti di consumo, uguali, interscambiabili, privi di individualità.

Quando sono oggettivate, le donne sono trattate come corpi disponibili per l’uso e il piacere degli altri. Il mezzo privilegiato di oggettivazione sessuale è lo sguardo oggettivante, che porta le persone a interiorizzare la prospettiva dell’osservatore, vale a dire a trattare se stesse come oggetti da valutare sulla base dell’aspetto fisico. L’auto-oggettivazione è il processo chiave mediante il quale donne e ragazze imparano a pensare e a se stesse come a oggetti del desiderio altrui. Storicamente, l’auto-oggettivazione deriva dal ruolo subordinato riservato alle donne nella maggior parte delle società e dal fatto che la bellezza fisica è tradizionalmente stata, e in parte continua a essere, uno dei pochi mezzi disponibili al genere femminile per acquisire potere e mobilità sociale. Fare attenzione al modo con cui ci si presenta agli altri, interiorizzare il loro sguardo è quindi una strategia antica che permette di controllare le relazioni sociali nella speranza di migliorare la qualità della propria vita. Si tratta però di una strategia che induce a focalizzare pensieri e comportamenti sull’aspetto fisico, sottraendoli ad altri possibili interessi. Se l’oggettivazione è stata funzionale nel passato, quando le donne avevano poche possibilità di sottrarsi ai ruoli loro imposti, risulta penalizzante nella società attuale, come illustrano vari studi sull’impatto negativo della sessualizzazione sulle prospettive di carriera.

I costi più alti dell’oggettivazione sono però quelli che incidono sul benessere psico-fisico: l’oggettivazione conduce all’auto-oggettivazione, che scatena emozioni negative, fa diminuire le esperienze motivazionali di picco, riduce la consapevolezza degli stati interni. Questa catena di relazioni contribuisce alla diffusione degli stati depressivi, delle disfunzioni sessuali, dei disordini alimentari.

La prima conseguenza dell’auto-oggettivazione è l’aumento delle esperienze emozionali negative legate al corpo. Nella società contemporanea, le donne sono continuamente esposte a modelli irraggiungibili di corpi femminili levigati, magri, perfetti; il confronto con tali immagini provoca sentimenti di ansia, vergogna, disgusto per la propria inadeguatezza. Si tratta di emozioni che sorgono quando si percepisce la propria incapacità a conformarsi agli standard culturali generalmente accettati. Tali emozioni generano uno stato di tensione, di analisi ossessiva del proprio aspetto, unito al desiderio di sfuggire allo sguardo altrui, e a uno stato di confusione, caratterizzato dall’incapacità di pensare e agire con chiarezza.

Altra conseguenza dell’auto-oggettivazione è la riduzione delle esperienze di stati motivazionali di picco, vale a dire di quei momenti in cui siamo completamente assorbiti da un’attività mentale o fisica che ci impegna al massimo, ci procura la sensazione di essere vivi, ci regala soddisfazione e gioia. Si tratta di momenti, purtroppo rari, in cui percepiamo la nostra creatività e una certa libertà dal controllo altrui. Il continuo richiamo esercitato da uno sguardo, esterno o interno, sull’aspetto fisico interrompe la concentrazione e diminuisce la possibilità di provare tali momenti. Le donne sperimentano una minore consapevolezza dei propri stati interni, che si traduce in una ridotta capacità di individuare e interpretare correttamente le proprie sensazioni fisiche perché troppo concentrate sull’aspetto esteriore.

L’oggettivazione al maschile

La teoria dell’oggettivazione, nata dall’interesse per la sessualizzazione del corpo femminile, si può applicare anche al genere maschile. Finora, i dati empirici indicano che uomini e ragazzi riportano livelli minori di auto-oggettivazione rispetto a donne e ragazze. Emergono però anche alcune somiglianze tra i generi; per esempio, l’auto-oggettivazione è negativamente correlata con la stima per il proprio corpo, con l’autostima globale, con comportamenti che promuovono la salute sia negli uomini sia nelle donne. Inoltre, come per le donne, anche per gli uomini la vergogna del corpo è legata a una maggior preoccupazione per il proprio aspetto durante gli incontri sessuali e a livelli più bassi di eccitazione e piacere. Tali somiglianze sono probabilmente dovute al fatto che anche per gli uomini si assiste attualmente a un incremento di modelli oggettivanti. Secondo dati statunitensi, la percentuale di uomini che sperimentano insoddisfazione per il proprio corpo è triplicata in meno di trent’anni. Anche in questo caso è rilevante il ruolo giocato dai mass media, che veicolano, in molte occasioni, messaggi machisti, che sottolineano aspetti legati alla forza fisica, alla negazione delle emozioni, alla dominanza sessuale. Iper-sessualizzazione della donna e iper-mascolinizzazione dell’uomo vanno di pari passo e si rinforzano reciprocamente. Una conseguenza negativa del nuovo modello è stata descritta come “anoressia al contrario” (reverse anorexia), vale a dire ossessione per la potenza muscolare.

L’oggettivazione degli adolescenti

Sessualizzazione e auto-oggettivazione riguardano praticamente tutte le donne e una porzione crescente di uomini. Anche i bambini sono sempre più sessualizzati, come testimoniano alcune campagne pubblicitarie che mostrano piccoli di pochi anni in atteggiamenti da giovani adulti. Sempre più spesso si trasmettono ai bambini messaggi relativi alla sessualità prima che abbiano sviluppato la capacità di farvi fronte dal punto di vista cognitivo, emotivo e fisico.

La fascia di età in cui più pericolosa risulta l’esposizione a questi fenomeni resta comunque l’adolescenza, un periodo delicato durante il quale si verificano frequenti abbassamenti dell’autostima, più profondi e duraturi nelle ragazze che nei ragazzi. Il rapporto con il corpo e le sue trasformazioni incide profondamente sull’identità degli adolescenti; autostima e percezioni fisiche sono strettamente legate; sono proprio le ragazze con una bassa autostima quelle maggiormente colpite dal fenomeno dell’auto-oggettivazione.

Durante la pubertà il corpo delle ragazze diventa “pubblico,” viene guardato, valutato, commentato, fatto segno di richieste, molestie, a volte abusi sessuali. In una cultura che propone in modo ossessivo modelli inarrivabili, le ragazze imparano presto che il loro corpo appartiene sempre meno a loro e sempre più agli altri e che molti, troppi, intorno a loro, valutano l’aspetto fisico, non la persona. Le adolescenti vengono così iniziate alla cultura dell’oggettivazione sessuale: le esperienze precoci conducono all’interiorizzazione della prospettiva dell’osservatore e ai fenomeni ad essa collegati, con particolare rilevanza per l’emozione della vergogna.

Molte evidenze empiriche indicano come, in adolescenza, la sessualizzazione provochi accentuati effetti negativi sul funzionamento cognitivo, la salute fisica e mentale, la sessualità, gli atteggiamenti e le credenze. Una delle conseguenze più insidiose dell’auto-oggettivazione è la frammentazione della coscienza, che incide sulle prestazioni cognitive e fisiche. Pensare ossessivamente al corpo, confrontandolo con gli standard culturali dominanti, lascia poche risorse cognitive disponibili per altre attività mentali e fisiche. La sessualizzazione contribuisce quindi ad abbassare interessi, risultati scolastici, aspirazioni delle ragazze nei campi cognitivamente più impegnativi, limitando le opportunità di formazione e affermazione professionale.

L’esposizione alle immagini sessualizzate della donna, ma sempre più anche degli uomini, veicolate dai media, influenza il concetto che i giovani hanno di sé e della propria sessualità, aumentando l’auto-oggettivazione e diffondendo una visione più stereotipica dei ruoli di genere. Grandi consumatori di televisione fin dall’infanzia, i ragazzi sono continuamente esposti a immagini sessualizzate che insegnano a pensare alle persone come a oggetti sessuali. Tra i tanti lavori che hanno analizzato la cultura della sessualizzazione nei media, citiamo quelli di Fouts e Burggraf (1999, 2000), che hanno analizzato i dialoghi di serie televisive di successo, come Friends, ponendo in luce il ruolo di rinforzo del modello dominante effettuato dai commenti maschili a proposito dell’aspetto delle protagoniste femminili, commenti sottolineati dalle risate e dagli applausi del pubblico. I commenti – positivi per le protagoniste con un fisico sottile, negativi per le altre – rinforzano in modo duplice il modello dominante: insegnano alle ragazze che per essere attraenti è indispensabile essere magre, ai ragazzi che fare apprezzamenti sul corpo delle compagne è lecito, anzi serve a essere popolari.

Le ricerche hanno mostrato che l’esposizione ai modelli idealizzati e irraggiungibili del corpo femminile correla, nelle adolescenti, con l’abbassamento dell’autostima, disturbi dell’umore, sintomi depressivi, disturbi alimentari. Anche la salute fisica risente negativamente della sessualizzazione: le ragazze insoddisfatte del loro corpo tendono per esempio a fumare di più. Altre conseguenze negative riguardano la sfera della sessualità. Il benessere sessuale, che ha bisogno di intimità, autostima, bassi livelli di stress, diminuisce quando le ragazze guardano a se stesse con uno sguardo oggettivante. Come per le donne adulte, l’auto-oggettivazione risulta legata a minore assertività e maggiori comportamenti a rischio: le ragazze meno sicure di sé sono meno consapevoli dei loro desideri e fanno minore uso di mezzi anticoncezionali (per una rassegna si veda il prezioso: Report of the APA Task Force on the Sexualization of Girls 2007)

Gli effetti negativi dell’oggettivazione adolescenziale si prolungano nell’età adulta, influenzando negativamente la vita affettiva e sessuale di donne e uomini. Quando una persona tratta un’altra come un oggetto, è difficile che provi per questa dell’empatia, sentimento necessario perché le relazioni intime siano soddisfacenti e stabili. Se donne e ragazze sono viste come oggetti sessuali invece che come persone complete – con interessi, talenti, specificità – uomini e ragazzi avranno difficoltà a stabilire con loro relazioni diverse da quelle meramente strumentali.

Il problema dei problemi: i media

I massa media giocano un ruolo decisivo nella cultura dell’oggettivazione sessuale: propongono infatti le immagini femminili e maschili che saranno poi mutuate da gran parte degli attori sociali. Sono soprattutto le donne a essere oggettivate e sessualizzate dai media attraverso un modello definito da pochi tratti stereotipati. La donna che appare nei media è giovane, sottile, levigata. Ogni scarto dal canone è bandito come imperfezione intollerabile. Ne risulta una compressione che cancella il fluire del tempo; le età della donna si concentrano nella giovinezza: le bambine sono sessualizzate, le donne adulte innaturalmente bloccate. La proliferazione di immagini femminili sessualizzate nei media è talmente pervasiva che è impossibile sfuggire al suo impatto. Il fenomeno, comune a tutti i paesi occidentali, è particolarmente accentuato in Italia, come denuncia il documentario Il corpo delle donne di Zanardo, Cantù e Malfi Chindemi (http://www.ilcorpodelledonne.net/). Nei nostri media, soprattutto nella televisione, il modello sessista, anziché ridursi parallelamente ai cambiamenti avvenuti nella condizione della donna, è in crescita. Il corpo femminile è ossessivamente sessualizzato, usato per vendere, oggettivato in modo quantitativamente e qualitativamente diverso dal corpo maschile. Le immagini pubblicitarie, per esempio, si concentrano sul corpo femminile, o su alcune sue parti, come mostra l’impressionante archivio di immagini costruito da Ico Gasparri, che dal 1990 ha fotografato i cartelloni pubblicitari che, nelle strade di Milano, oggettivano la donna. Si tratta di una documentazione preziosa che mostra il progressivo degrado dell’immagine femminile (http://icofotografico.blogspot.com/).

L’oggettivazione delle donne contribuisce al mantenimento dell’ineguaglianza tra i generi e alla diffusione di atteggiamenti e comportamenti sessisti. L’esposizione a immagini mediatiche che oggettivano le donne influenza i giudizi sulle donne in generale e causa una più accentuata tolleranza degli stereotipi di genere, del mito dello stupro (la credenza che le donne provochino lo stupro con il loro comportamento), delle molestie sessuali, della violenza interpersonale. Infine, l’esposizione a immagini oggettivanti influenza le interazioni tra uomini e donne. Ad esempio, dopo aver visto contenuti oggettivanti, gli uomini sono più pronti a pensare alle donne come a oggetti sessuali, a trattarle di conseguenza e a non riconoscere il loro contributo allo sviluppo della società.

Cosa si può fare per contrastare le conseguenze dell’oggettivazione? Bisogna insegnare a giovani e adulti a fare attenzione a parole e immagini, guardando i media in modo critico. Le ragazze, in particolare, dovrebbero essere aiutate a divenire consapevoli dei rischi dell’auto-oggettivazione. Si può insegnare a individuare l’oggettivazione del corpo esibita dai media e a controllare in modo consapevole le reazioni.

Imparare a decodificare i messaggi mediatici non è comunque l’unica via da perseguire. Bisogna intervenire direttamente sui media, imponendo la diversificazione delle immagini femminili, sottraendo spazio alle donne dell’apparenza a favore delle “donne della realtà”, per citare uno dei siti che tentano in Italia di diffondere la consapevolezza su tali problemi: http://donnedellarealta.wordpress.com/

Perché si possa vincere la battaglia è essenziale l’impegno delle istituzioni. Sarà possibile ridurre l’oggettivazione sessuale solo se autorità, istituzioni, società civile mostreranno volontà ed efficacia nel sanzionare le condotte sbagliate, nell’individuare appositi strumenti legislativi e nel promuovere interventi specifici di formazione e informazione.

– American Psychological Association. Task Force on the Sexualization of Girls (2007). Report of the APA Task Force on the Sexualization of Girls. Washington, DC: American Psychological Association. www.apa.org/pi/wpo/sexualization.html

– Fredrickson, B. L., & Roberts, T.-A. (1997). Objectification theory. Toward understanding women’s lived experiences and mental health risks. Psychology of Women Quarterly, 21, 173-206.

– MacKinnon, C. (1989). Toward a feminist theory of the state. Cambridge: Harvard University Press.

  La relazione costituisce una breve sintesi del quarto capitolo, L’oggettivazione, del volume di Chiara Volpato, Deumanizzazione. Come si legittima la violenza, Laterza, 2011.

49 commenti

  • Mi ricordo anche un episodio di Dawson Creek che ho visto girando canale su fox un po’ di tempo fa… Il protagonista (Dawson?) faceva un film e vi faceva partecipare le sue amiche, perchè “una bella ragazza vale più dell’oro/dei soldi” (non ricordo la frase), solo per quello. A una dava una maglietta biancha semi trasparente, mettendola sotto la luce per fare l’effetto trasparente. ” si, è fatto apposta. è questo il bello…”. Poi ho cambiato perchè non lo sopportavo più, ci mancava il regista (uomo sui 40/50, brutto) che diceva a un’altra amica (bella, Dawson ha “solo amiche belle”.) una cosa del tipo: “dai, fammi un massaggio. Vedrai com’è toccare un vero regista!”. O “un vero vecchietto/regista vecchietto”. Comunque diceva anche qualcoisa sul fatto di essere un “vecchietto”, solo che non mi ricordo se la frase era quella o in quella diceva solo “regista”.

    Mah…

    Poi, ecco una pubblicità che ho visto in questi giorni, su una marca di patate che non mi ricordo. Non ho trovato il video, sia perchè è recente sia perchè non ricordo la marca. XD Ma dice: “prima assicuratevi che siano italiane… poi chiamate gli amici… (nome della Marca, che non ricordo), più la patata è buona più si diventa intelligenti”.

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  • Ottime considerazioni.
    Ultimamente mi é capitato tra le mani un opuscolo scritto da studenti dell’Art Center di Pasadena, vecchio di alcuni anni (scuola di arte e design molto all’avanguardia, da quel che ho capito).
    In particolare mi aveva colpito un articolo dove si analizzavano le produzioni artistiche di noti disegnatori di fumetti. L’autore sosteneva che ‘laddove l’artista usa il fallo per le sue creazioni, la qualitá artistica crolla’: evidenziando come, mentre “i personaggi maschili mostrano una grande varietá di espressioni, caratteristiche somatiche, razziali, di etá”, i personaggi femminili sono tendenzialmente tutti uguali, hanno la stessa faccia/espressione facciale, sono ritratte in pose volte a mostrare il sesso, l’abbigliamento é minimale anche quando fa freddo o vi sono situazioni di battaglia”. L’autore sosteneva che questi artisti in definitiva “ritraggono sempre e solo un’ipotetica donna con cui vorrebbero sollazzarsi”. Donna oggetto, appunto.
    Siccome mi interesso di arte digitale ultimamente, noto che infatti in tutta l’industria dell’intrattenimento (film, cartoni per bambini, fumetti, giochi elettronici), con pochissime eccezioni, c’é una stereotipizzazione impressionante della figura femminile, che appare spesso con ruoli accessori, di scarso prestigio e poco differenziati; le pose sono sempre molto sessualizzate, la varietá dei personaggi molto scarsa in confronto a quella dei ruoli maschili. Le donne sono quasi sempre belle e giovani, e le eccezioni a questa regola appartengono per lo piú a personaggi infidi ed orridi.
    Si arriva a rappresentazioni grottesche in cui donne guerriere/soldate sono sprovviste di scarsissime protezioni per il corpo, anche in parti anatomiche sensibili, perché per l’appunto devono mostrare deretani tette cosce.
    Messaggi propagati:
    -il ruolo femminile non é importante
    -il ruolo femminile é quello di essere sessualmente disponibile e sessualmente attraente
    -i destinatari di questi prodotti saranno sempre e solo maschi
    -le donne che non aderiscono a certi standard sono figure negative e disprezzabili

    Quando si é bombardati in questo modo con queste immagini e concetti, vedi un po’ che lavaggio del cervello ne viene fuori.

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    • Io sono un appassionato di serie tv e fumetti e film, e tutta questa stereotipizzazione negativa non la vedo..delle fiction ho già parlato, limitandomi al fumetto italiano le donne di Diabolik (fumetto creato da due donne, le sorelle Giussani) e Dylan Dog sono sì molto belle (con eccezioni e non si tratta di personaggi orridi),ma stereotipate proprio no.
      Poi trovo che molte fiction comiche utilizzino gli stereotipi con ironia e intelligenza, penso a come The big bang theory ha trattato lo stereotipo del nerd timido con le ragazze
      L’episodio di Dawson di cui parla Hailey non lo ricordo (ho smesso di guardare Dawson dopo le prime serie, stava diventando troppo simile a una soap), ma bisogna vedere se quel regista era un personaggio negativo o positivo.
      Poi vabbè le serie tv sono prodotti artistici complessi, non basta una singola scena per giudicarli.

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  • io ho notato molti stereotipi anche sui programmi di disney channel… Ci sono varie serie prodotte in America, tra cui raven, lizzie mc.guire, i gemelli zack cody , Jins, i maghi di new york, buona fortuna charlie, la vita con derek, hannah montana, life bites, a casa di tinelli etc… (le ultime due sono italiane)
    Vorrei un attimo soffermarmi sulle rappresentazioni della famiglia in questi show… Il padre dei ragazzi protagonisti di solito è o grassottello e calvo (buona fortuna charlie, raven, jinx, i maghi), o magro ma bruttino (tinelli, life bites), non certo un adone ma nessuno gliene fa un problema. Le mogli di questi uomini invece sono SEMPRE delle belle donne, stra-truccate, nemmeno mezza ruga, vestite bene per far risaltarre le forme, ma sempre con decoro… I padri invece sono vestiti normalmente, con vestiti larghi e comodi, oppure in abito da lavoro, non devono mostrare i muscoli o simili. Tutti i padri in queste serie lavorano (tranne quello di hanna, che penso viva della rendita della figlia). Quasi tutte le madri di queste serie NON lavorano: o sono casalinghe fissate con le pulizie (casa di tinelli, lizzie mcguire), o che hanno lasciato il lavoro per badare ai figli (raven), o che aiutano nella paninoteca di famiglia, e magari per questo hanno pure rinunciato al loro precedente lavoro (jins, maghi new york) , o che se anche lavorano nella serie non ci sono riferimenti di sorta (life bites). Le altre, le poche che lavorano e viene detto che mestiere fanno, hanno avuto più di una volta un ondata di sensi di colpa per avere tanti figli e hanno lasciato il lavoro per un po’ per badare alla famiglia (vita con derek, buona fortuna charlie), perchè avevano paura che i figli sarebbero venuti su come teppisti. Alla fine riprendono a lavorare, ma solo perché ci sono le figlie femmine che con un raro guizzo di orgoglio femminile ricordano alla famiglia di dare il sostegno alla madre, che così potrà riprendere a lavorare.
    L’unico esempio di madre che si è fatta da sola e quella di zack e cody, che fa la cantante e ha molte soddisfazioni nella sua carriera, si è separata da un marito un tantinello irresponsabile e ha cresciuto su da sola due gemelli scalmanati… Però si deve portare la sua croce ed essere definita vecchia almeno una volta a episodio, e vorrei sottolineare che di ruga non se ne vede nessuna, ha un bellissimo fisico e tuttavia nessun uomo se la fila, forse perché essere single donna nell’universo disney è una brutta cosa (basta vedere l’insegnante rossa di zack cody sulla nave, è una bella donna eppure se ne rendono conto solo quando si veste da show girl con gambe e sedere di fuori…)… Il padre dei gemelli invece è un belloccio che dimostra tutti gli anni che ha ma ha sempre qualche tresca amorosa in atto, neanche a dirlo con donne stra-fighe…
    Queste più o meno sono le famiglie nell’immaginario disney: padri bruttarelli ma nessuno gliene fa una colpa, del loro lavoro si parla spesso. Le madri sono tutte nessuna esclusa delle strafighe, o casalinghe, o con un lavoro di cui non si parla mai, oppure lavorano nella paninoteca del marito (i maghi, Jins), della serie che se non ci fosse la paninoteca di famiglia non si sa se ce l’avrebbero un altro lavoro.
    Nelle generazioni giovanili le cose vanno un po’ meglio, ma le protagoniste femminili sono sempre alte, magre e carine, mentre i protagonisti e/o co-protaginisti maschili possono anche essere bruttini, ma sono sempre circondati da belle ragazze… Un’ultima cosa da sottolineare è come le protagoniste carine siano corteggiate solo da bei ragazzi, e se si mettono con uno più bruttino è solo o per beneficienza (lizzie mcguire, hannah montana, raven) o per dare un’aura di santità alla protagonista, della serie, ragazzi bruttini che state guardando lo show, c’é speranza anche per voi di beccarvi una stra-figa.
    Le ragazze bruttine in questi show o sono secchione asociali o maniache stalker o invidiose acide. O al massimo sono simpatiche ma il loro aspetto è più enfatizzato di tutte le altre qualità.

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    • No, ragazzi e ragazze, non toccatemi le serie tv: allora di questi telefilm ho visto solo poche puntate ma un po’ di cose mi sento di dirle: il padre di hannah montana (che è il vero padre di Miley Cyrus) non è bruttarello manco per niente. Dipingere una donna casalinga o che si sente in colpa vuol dire descrivere cose che sono reali per molte donne e quindi non si può parlare di sessismo (tanto più che alcune tornano al lavoro)..e comunque una donna casalinga non è detto che sia sottomessa o debole solo perchè ha scelto di dedicarsi alla famiglia..l’importante è che sia stata una decisione sua.
      Comunque mi viene in mente la Lynette di Desperate Housewives, mi pare che nella prima serie fosse ben descritta la voglia di lei di tornare al lavoro, e quanto fosse stufa di stare in casa con quei figli terribili.
      In zack e cody c’è una brava e bella signora che da sola è riuscita a crescere due figli, e si è separata da un irresponsabile quindi il sessismo non so dove sia (per le battute sull’età? Ma è una serie comica! In queste serie i personaggi femminili sono di solito oggetto di battute quanto quelli maschili).
      Lei che lavora nella paninoteca del marito? Embè? forse non esistono donne che lavorano nella bottega di famiglia? E allora perchè non se ne dovrebbe parlare in una fiction?
      L’unica domanda da farsi è: sia pur trasfigurati e inevitabilmente “romanzati” i personaggi delle serie tv USA sono simili a donne uomini ragazzi e ragazze americani e in genere occidentali? Secondo me sì ed è giusto raccontarli.
      Ancora una cosa: io sono un ragazzo bruttino (diciamo che non sono il classico “figo”) quindi non toglietemi la speranza..ricordo anche che nella serie di MTV, Life as we know it una ragazza cicciottella (Kelly Osborne) s’innamorava ricambiata di un bel ragazzo. E una delle protagoniste femminili della soap tedesca Tempesta d’amore nelle passate edizioni era Emma Strobl, interpretata da Ivanka Brekalo, attrice carina ma certo non una bellezza convenzionale e pure lei alla fine convolava a nozze con un bell’uomo (il lieto fine è d’obbligo)
      Lasciatemi poi dire che molti siti anti-femministi e misogini accusano le serie tv USA di essere anti-maschili e di rendere ridicoli gli uomini…quindi queste accuse velate di anti-femminismo mi lasciano molto perplesso, così come mi lascia perplesso l’approccio “militante” ad opere di questo tipo che secondo me andrebbero valutate con criteri artistici ben diversi.
      Poi insomma ci sono fior fior di polizieschi e medical-drama che mostrano un’ampia varietà di personaggi maschili e femminili per carattere, etnia, tendenze sessuali, professioni..insomma parlare di “modello unico” umiliante all’interno di prodotti artistici di tale varietà e complessità..non mi trova affatto d’accordo.
      Scusate, ma io così la penso.

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      • Il problema, secondo me, non é tanto che esistano rappresentazioni di donne non in carriera, o che ci siano donne che preferiscano dedicarsi alla casa: esistono, e sono scelte piú che legittime, e va benissimo rappresentarle.
        Il fatto é che questa é la rappresentazione dominante che si fa delle donne nei media. La madre di Zach e Cody é un’eccezione.
        Il personaggio femminile, come protagonista di una storia o di una serie, nella maggior parte é circoscritto a storie sentimentali, dove é soggetta al giudizio dell’uomo, e in cui la perfezione estetica é requisito fondamentale (le protagoniste di sex and the city, o di desperate housewifes sono comunque molto belle, e innaturalmente magre). Altrimenti la donna é comunque personaggio di secondo piano.
        Per Hollywood sono le attrici a dover essere sempre giovani, magrissime e belle. Un attore uomo puó trovare ingaggi in ottimi film nonostante rughe, incanutimento, o panzetta.
        Ci sono ottime eccezioni, ma restano eccezioni.

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      • @Morgaine le Fée : le protagoniste di sex & the city sono delle lobotomizzate… sto ancora cercando qualcuno che mi spieghi cosa c’e’ di bello in quella serie…..

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      • Se guardi Zac e Cody, e a causa di mia cuginetta io lo vedo spesso, di battute sessiste ne sentirai eccome!!! è pieno, praticamente. Insegna ai ragazzi quanto le ragazze siano oche e che per essere figo devi essere un playboy e stare con molte ragazze contemporaneamente.
        Ora, è vero che in realtà è totalmente diverso il messaggio che sembra vogliano dare, perchè questi personaggi sono presi in giro per il loro comportamento, ma ai bambini o ragazzini il vero messaggio non arriva e ciò che arriva è “prendi in giro Cody perchè si comporta da ragazza, dunque non è macho, dunque allontana le ragazze” (l’hanno detto molte volte, l’allontana le ragazze che ho scritto), e “prendi a esempio Zac che piace a tutte perchè è un play boy”. Poi, in una puntata, Zac insegna a Cody a essere figo per piacere e lui scopre che piacciono anche quelli non fighi. Bene. Ma la ragazza di Cody prende lezioni da London per essere stupida e piacere. E scopre che piacciono anche le intelligenti. ma… ma… come “anche”!!! O.O è strano che ai ragazzi piacciano le intelligenti???

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      • @paolo114: ammetto che magari ho generalizzato un po’ , visto che non ho visto tutte le serie al completo, per esempio buona fortuna charie ho visto solo il primo episodio… Quello che volevo sottolineare non è il sessismo delle singole serie, non ho mai parlato di sessismo… Tutto il discorso che ho fatto era rivolto al fatto che mi ha sorpreso scoprire come la rappresentazone delle famiglie sia tanto stereotipata…
        Poi non ho mai detto che il padre di miley è brutto, dove l’hai letto? XD Anzi, a quel poveraccio dicono sempre che è grasso, anche se a me non sembra..
        E poi certo che se prendi caso per caso neanche io ci trovo nulla di male in una casalinga, in una che lavora nella paninoteca di famiglia, in una che ci tiene alla casa etc. Però se il discorso lo lasci generale, come lo intendevo io fin dall’inizio, ed eviti di spezzettarlo, nel complesso, noterai che le madri che hanno un lavoro tutto loro, per cui hanno studiato e sudato come gli uomini, sono 3-4, e del loro lavoro si parla poco, a parte quella di zack cody

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    • maria, se vuoi una serie tv con protagonista una ragazza “brutta” ti consiglio Ugly Betty che fin dal titolo intende rovesciare i cliches (che comunque in una serie tv non sono proprio il Male Assoluto, e magari ci si può giocare, riderci su, decostruirli, ribaltarli, molte serie tv USA sono ottime nel decostruire lo stereotipo, penso per esempio a The big bang theory)

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      • Si, ma il requisito fondamentale di Ugly Betty è che Betty è brutta. Il punto è questo. Quando c’è un uomo brutto, giustamente, l’essere brutto non è ciò che lo caratterizza, o almeno non è l’a cosa che viene fatta notare al telespettatore. Nei film ci sono uomini belli e brutti come ce ne sono nella realtà. C’è magari un idraulico magro e bello (boh, mi viene in mente Desperate Housewife, ma solo perchè me ne state parlando, non per usarla come esempio) e un insegnante grasso, uno studente brutto, un attore bello. Ma ciò che li caratterizza non è il loro aspetto. Sono persone, e l’avere aspetto differente è tipico dell’essere umano.

        ma le donne sono sempre e solo belle, salvo rare eccezioni che hanno però l’unica utilità di essere “le brutte” di turno. O per ribaltare clichè o perchè serviva una brutta. Ma sono brutte. Stop. Non sono persone con aspetto differente da altre.

        *Ugly Betty non l’ho mai visto, ma mi piace l’idea di ribaltare i clichè, comunque :)

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      • Ah, ecco, per tornare alla Disney… C’è adesso il telefilm In Tour, dove c’è un gruppo maschile rock, i protagonisti esprimono forza, voglia di divertirsi, tutto ciò che è rock. E il gruppo femminile? Ovvio, gente, è pop. “sono bella?” “sei fa-vo-lo-sa” o una cosa del genere. Le battute erano queste, comunque. Mentre i ragazzi: “siamo i più forti, siamo i migliori!”.

        Ovviamente nel gruppo delle ragazze c’è anche un ragazzo. Si, ma pensa solo alla moda, è abbinato al gruppo.

        Come mai l’unico gruppo in cui ci sono ragazze pensa solo alla moda? E non ce ne sono di ragazze che amano il rock? Potevano mettere una ragazza anche nel gruppo rock, ma per la Disney esistono solo ragazze che pensano solo alla moda e all’essere belle e sexy. Ma mai a divertirsi.

        C’è anche un’altra serie, inventata adesso. Stessa trama musicale. Ragazze ossessionate dalla moda. Al solito.

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    • Maria é molto interessante quello che scrivi.
      Io queste serie non le ho viste, ma in compenso, avendo un bambino piccolo, mi capita di vedere in Tv un sacco di cartoni animati della Disney/Pixar e altri. Lo schema é molto simile.
      Non sto parlando di Biancaneve o altri film molto vecchi perché c’é l’influsso della mentalitá dell’epoca, ma di altri film e serie animate di nuova produzione dove nelle famiglie i figli maschi sono quelli dediti ad attivitá interessanti, inventive, avventurose, mentre le sorelle si limitano ad occuparsi d’argomenti estetici e a struggersi per storie d’amore piú o meno sfortunate (vedere le serie come the Replacements, Phineas e Ferb, ecc). Anche nei casi in cui le presenze femminili sono piú ‘cool’, esse sono comunque destinate a passare in secondo piano rispetto ai protagonisti maschi. L’aspetto estetico é comunque sempre un requisito se si tratta di femmine, ed é soggetto al giudizio maschile (dei fratellini, dei fidanzati, dei genitori). L’aspetto estetico dei protagonisti maschi in genere non viene discusso.
      Sui film, vediamo un po’ :
      Up, Finding Nemo, Ice age, cars, Rattatouille, Monsters&Co, Madagascar, Kungfu Panda, Bee Movie(si, pure con le api, che sono femmine), eccetera: i protagonisti sono invariabilmente personaggi maschili. Quelli femminili, quando ci sono, sono presenze accessorie o di minoranza praticamente in tutti i casi.
      Andando su film piú adulti, penso ai viaggi di Gulliver con Black jack: lui é bruttino, grasso, sfigatello. Alla fine ha successo. Si mette assieme alla bellona di turno. Quando avviene una battaglia tra lui -gigante- e una specie di robot, la sua morosa non interviene e sta a guardare (perfetta donna passiva), sebbene nella situazione abbia la stazza e la capacitá fisica per aiutare il protagonista.

      Saró anche paranoica, ma da quando ho cominciato a vedere i cartoni con mio figlio, queste cose mi sono saltate agli occhi. trovare dei prodotti mediatici con un po’ di equilibrio tra i sessi é veramente difficile

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  • Mary,
    Grazie della segnalazione di questo libro, la parte che riporti mi sembra molto interessante.

    La frase più notevole mi sembra questa:
    “Il mezzo privilegiato di oggettivazione sessuale è lo sguardo oggettivante, che porta le persone a interiorizzare la prospettiva dell’osservatore, vale a dire a trattare se stesse come oggetti da valutare sulla base dell’aspetto fisico.”

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  • pucca… e’ l’unico cartone dove il vero supereroe e’ lei…..

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  • Interessantissima la ricerca di su disney mi piacerebbe concentrarmi anche su questa cosa e poi magari denunciare su libera infanzia per gli steroetipi che questi programmi veicolano nell’infanzia e nell’adolescenza.

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  • No scusate, ma sui film Pixar sbagliate ancora: in Finding Nemo c’è Dory che ha un ruolo importante e anche in Cars, Ratatouille, Madagascar, Kungfu Panda, Wall-E e anche Bee Movie (che non è Pixar, credo) ci sono figure femminili importanti e tutt’altro che sottomesse e remissive (anche se non sono protagoniste). Sì, Margaine mi sembri un po’ paranoica con tutto il rispetto
    Up, è universalmente riconosciuto come un capolavoro molto innovativo visto che per la prima volta il protagonista è un vecchio (insieme ad un bambino grasso quindi tutt’altro che “figo”) e si parla esplicitamente del tema della morte e del lutto, tra l’altro il personaggio della moglie di lui anche se compare poco (è morta) in realtà è il vero “motore” della storia, è una figura comunque importantissima
    Ricerche di mercato comunque dimostrano che se il protagonista è maschio il film lo vanno a vedere bambini d’ambo i sessi, se è femmina principalmente ci vanno solo le bambine..ora queste sono cose che possiamo disapprovare ma di cui la Pixar non può non tenere conto, il che non significa che non si possa realizzare anche Rapunzel (sempre targato Disney) dove la protagonista è una lei e pure là un bel po’ di stereotipi sono stati ribaltati. E faccio notare che in Ice Age 2 c’è un mammuth femmina che diventerà la compagna di Manny. insomma anche se i protagonisti sono maschi ciò non significa che non ci siano ruoli femminili importanti e belli. I personaggi femminili di cars, finding nemo, ratatouille, wall-e sono tutt’altro che “accessori”.
    Ma a ribaltare definitivamente gli stereotipi disneyani e delle fiabe classiche c’ha pensato la Dremworks con la saga di Shrek e Fiona dove il cattivo è il principe azzurro e sua madre la fata madrina e il buono è l’orco che sposa la principessa che in realtà è un’orchessa (scusate lo spoiler).
    Anche la Disney stessa ha dimostrato di sapersi prendere in giro con Come d’incanto in cui la classica e iper-stereotipata principessa disneyana si trova catapultata nella New York di oggi.
    Hailey: Di Betty viene sottolineata la “bruttezza” proprio perchè fa parte del ribaltamento di cui parlavo prima, tieni conto che Betty lavora in una rivista di alta moda dove tutti sono tenuti ad essere strafighi e strafighe, è sul “contrasto” tra lei e il suo ambiente di lavoro e di come lei gradualmente sarà accettata che si gioca tutta la serie oltre alle solite storie d’amore tra i personaggi e anche Betty avrà i suoi amori. Tra l’altro tra i personaggi di Ugly Betty c’è anche una transessuale interpretata da Rebecca Romijin Stamos quindi anche come identità sessuali c’è una bella pluralità. E Betty che io sappia è tra le prime se non la prima latino-americana protagonista assoluta di un telefilm USA.
    Vabbè..In Tour non l’ho visto, ma mi viene in mente su zack e cody che là vediamo comunque un esempio di ex marito ed ex moglie che non si fanno la guerra tra loro (come anche in La complicata vita di Christine dove sono proprio rimasti amici) e questo è un esempio molto positivo.
    Poi sentite..che vi devo dire..a me è proprio l’approccio militante (non importa il tipo di militanza) che non mi va giù davanti a prodotti come questi che poi specie nel caso della Pixar e delle serie tv come Sex & the city le cui protagoniste non sono affatto nè lobotomizzate nè sottomesse (unsortable, ma cos’hai visto?)..sono quattro donne single di Manhattan intelligenti, indipendenti, benestanti che vivono le loro storie d’amore e/o di sesso con relative complicazioni a volte buffe a volte serie..insomma il punto è: esistono donne dolci e romantiche come Charlotte, disincantate e ironiche come Miranda, sessualmente disinibite come Samantha (la adoro!) e riflessive come Carrie? Certo che sì. e allora che problema c’è? Così come non vedo il problema se i protagonisti di zac e cody scoprono che all’altro sesso non piacciono solo le oche o i “fighi”..mi pare anche questo un messaggio positivo..tu dici che non viene colto? Bè insomma dipende dall’età media di chi guarda lo show, io penso che un/una undicenne o anche un bambino o una bambina di 9/10 anni può coglierlo benissimo..i bambini, se sono educati come si deve dai genitori, non sono così cretini come si crede.
    Mi dispiace molto ma io sul tema delle serie tv (per non parlare dei film) non vi seguo. Non riesco proprio a fare mio il vostro tipo di approccio. Sarà perchè si tratta di prodotti artistici che amo, ma proprio penso che il vostro sguardo sia sbagliato e semplicistico (si parla di cinema non di pubblicità)..ecco io penso che parlare di modelli femminili umilianti nelle serie tv (e non parlo della singola serie tv o di quelle disney, ma di tutte le serie nel loro complesso) sia assurdo…la pluralità c’è, dire che la casalinga è il “modello dominante” in tv semplicemente non sta in piedi con tutti i medici donna, gli avvocati donna, le poliziotte, i militari donna e pure i criminali donna che ci stanno, con tutte le donne che recitano sia in ruoli positivi che negativi..se poi non vanno bene neanche loro perchè sono quasi tutte fisicamente “belle”..bè insomma pure gli uomini dei polizieschi e dei medical-drama non mi paiono in maggioranza racchi e la cosa sinceramente non mi disturba. In quante guarderebbero Dr House, Grey’s anatomy e Nip/Tuck se gli attori protagonisti oltre che bravissimi non fossero anche bellocci assai? E il Clooney di ER ve lo siete scordate? E si tratta di serie tv di alta qualità tecnica e artistica che poi è quello che conta.

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    • Oh, avanti, su Sex And The City siamo d’accordo, non mi sembra sessista, affatto. Ma poi è vero che i pareri sono diversi per tutti. Io non semplifico, guardo in modo oggettivo. L’arte è arte, ma considerare un prodotto commerciale come Zac e Cody arte mi sembra un po’ troppo. La Disney, ormai, pensa solo al successo dei suoi prodotti, e utilizza sempre più stereotipi. Ciò che volevo dire sul figo che viene mostrato che non è l’unico che piace è che mostravano, per i ragazzi, che il modo in cui in molti attirano l’attenzione delle ragazze è mostrandosi forti, mentre per le ragazze mostrano che per attirare l’attenzione dei ragazzi si debba fare le stupide.
      Io dico: tu conosci realmente ragazze che fanno le oche per piacere? No, io non ne conosco e non ne voglio conoscere.
      Zac e Cody, come ho detto, sembra quasi voler dare modelli diversi da quelli che si vedono, perchè Zac il “playboy”, London “l’oca” ecc, ecc, sono presi in giro. Ma sono presi in giro dai personaggi che il resto dei personaggi del film considera “sfigati”, gente con cui nessuno vuole uscire, per cui i bambini si soffermeranno sul fatto che è l’invidia a far parlare questi personaggi.
      Io AMO i telefilm. Amo Scrubs, in un modo che neanche immagini (un giorno gli dedicherò un altarino. XD Scherzo), adoro Sex and The City, mi piacciono i Maghi di Waverly, perchè anche se qui è stato criticato a parer mio è uno dei pochi telefilm in cui la protagonista (Alex) non pensa MAI all’essere bellissima e sexy ecc… ma pensa a divertirsi, mangia molto, mangia hotdog e cibo spazzatura, cibi che nei film sembrano essere prerogativa dei maschi, le femmine sono sempre per diete e cibi sani. Alex è più vera di molti altri personaggi e molto, molto poco stereotipata.

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      • Il tuo amore per Scrubs difficilmente può superare il mio…è il mio telefilm preferito in assoluto., lo trovo assolutamente geniale…vorrei essere uno di loro solo per godermi i monologhi di Cox! Mi commuovo e rido ancora guadando gli spezzoni su Youtube.Lasciamo stare.
        Di Zac e Cody ho già detto che ho visto poche puntate non è tra le mie cose preferite a dire il vero, ho parlato di quel poco di cui mi ricordo, certamente è un telefilm commerciale e non è di grandissima qualità (ma i film Disney anche nella fase Pre-Pixar, riescono a coniugare la qualità con l’attirare il grande pubblico,che non è fatto solo di bambini, film come Il Re Leone, Pocahontas, Il gobbo di Notre Dame, Toy Story, Finding Nemo e Ratatouille credo possano essere apprezzati anche dai più grandicelli)
        Per fortuna nemmeno io conosco ragazze che attirano i ragazzi fingendosi oche e sono contento di non averle mai conosciute (ciò non significa che un telefilm non debba parlarne magari per criticare questo atteggiamento)..ora che ci penso però pnon ho mai conosciuto nemmeno un tipo strambo come l’Inserviente per tornare al mio adorato Scrubs, e lui sì mi piacerebbe conoscerlo (ma non vorrei essere oggetto delle sue vendette!)..mi piacerebbe conoscerli tutti, quelli di Scrubs, li adoro! (e un po’ mi rivedo in J.D.) e al secondo posto ci sono i protagonisti di How i met your mother a pari merito con Friends..ma sto divagando.
        Insomma quel che mi interessava fare era un discorso complessivo sulle serie tv che continuo a considerare, nel complesso, dei prodotti validi e artisticamente interessanti.
        E non scordiamoci dei telefilm horror: Buffy non era certo una tipa remissiva!
        Vabbè..come al solito divago, è che io non guarderei altro se potessi..

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      • è vero! Buffy, ad esempio, è nato per screditare proprio lo stereotipo sia della bionda oca che della principessa in difficoltà. :)
        Io lo adoravo. E i monologhi di Cox sono onnipresenti nel mio mp4, yeah, yeah XDD
        Però io non ho niente contro il Re Leone. E Cars e Finding Nemo… boh, il secondo l’ho visto, ma il primo no. è vero, i protagonisti sono sempre ragazzi… ma forse è proprio per la storia di ciò che ha più successo che hai detto prima, che se il protagonista è maschio vanno persone di entrambi i sessi e se è femmina no.

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      • ” Per la miseria..mi pagano più o meno quanto uno che spacca sassi con un sasso e lavoro solo 3-400 ore la settimana quindi direi che non posso davvero lamentarmi…” mitico Cox, mitici tutti/e loro e mitici pure i doppiatori italiani!

        Poi nei film Disney..anche quando i protagonisti sono maschi, ci possono essere comunque personaggi femminili importanti e non marginali: in Cars c’è Sally, ad esempio, che farà da avvocato difensore a Saetta, in Wall-e c’è Eve. Comunque in uno degli ultimi film Disney, Rapunzel, la protagonista è una fanciulla.
        Hailey, mi pare che siamo d’accordo alla fine sui “fondamentali”..grazie per la conversazione che mi ha permesso di parlare di tanti telefilm e cartoni che m’han fatto compagnia. è stato bello
        Al di là di tutto credo siano ottimi prodotti

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  • Comunque su In Tour, non l’ho visto però già il fatto di mostrare un ragazzo che s’interessa alla moda è una rottura di stereotipi, certo mi sembra strano che non abbiano pensato anche ad una ragazza appassionata di rock (dato che esistono eccome, esistono pure ragazze metallare ma forse per Disney è troppo).
    Comunque, mamme e papà all’ascolto, in ambito cartoon non esiste solo disney e non esistono solo gli USA (che pure ci hanno dato dei capolavori) esistono anche i cartoni di Myazaki come il castello errante di Howl, la città incantata oppure Krikù e la strega Karabà di Michel Ocelot, con il piccolo Kirikù che prima ancora di sconfiggere la strega vuole capire perchè la strega Karabà è cattiva.io non ho visto questi cartoni però si tratta di film molto apprezzati dalla critica, forse potrebbero interessarvi.

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  • Poi pensando sempre alle serie tv in generale mi viene in mente che di solito ci sono episodi in cui gli antagonisti, i personaggi “negativi” mostrano delle sfaccettature nuove, più complesse. Sempre tornando all’amato Scrubs, il dottor Kelso, partito come personaggio “cattivo” ,nel corso delle stagioni mostrerà aspetti di sè meno odiosi senza però perdere del tutto le caratteristiche originarie..è sempre Kelso, però non è “solo” un cattivo…così come non è totalmente “cattiva” Jordan…va pur detto che trovare personaggi totalmente negativi in quello che è principalmente un telefilm comico (sia pure con aspetti seri e drammatici) è raro… Mostrare la complessità caratteriale dei personaggi compresi quelli meno “simpatici” è una cosa apprezzabile.
    E poi in un cartoon giapponese che guardavo da piccolo “il mistero della pietra azzurra” mi aveva colpito molto che coloro chec all’inizio erano gli antagonisti (Rebecca e i suoi due aiutanti) in sefguito diventassero alleati, amici dei due protagonisti Nadia e Jean.
    E sempre dal Giappone come dimenticare le tre abilissime (e bellissime, perchè negarlo?) ladre di Occhi di gatto?
    Conte Dacula, Pelleossa..andavo matto pure per loro! Vabbè..ora sto divagando di nuovo. La smetto.

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    • Ti supplico, non parlarmi della Pietra Azzurra. Non sono mai riuscita a vederlo tutto, mi bloccavo sempre allo stesso episodio e per una ragione o per l’altra non riuscivo a vedere i successivi. Ancora adesso non so il segreto della pietra azzurra. Non sai che rabbia. XDD Scherzo, ma se me lo spiegassi in un minuscolo OT te ne sarei grata **
      Comunque per i cartoni giapponesi è diverso, ci sono meno stereotipi e meno trame simili, infatti i fumetti da cui prendono spunto sono scritti da ragazzi le cui età possono andare dai 12 in poi. E anche da adulti.
      E per quanto riguarda Scrubs… beh, quello è un capolavoro. Mentre Zac e Cody e quelli di D Channel servono solo per intrattenere e guadagnare, per cui usano stereotipi e non approfondiscono i personaggi. Ciò è mostrato palese anche dal fatto che gli episodi, nel canale, non sono uno seguente all’altro ma sono messi a caso. Puoi vedere due episodi, uno dopo l’altro, e notare come il primo appartenga alla prima serie e il secondo alla quarta, magari. E mica perchè sono repliche! è così da quando li pubblicizzano come nuove serie!

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  • Non ho letto tutti tutti i commenti.
    Però volevo dire a Paolo1984 che io, se un film o telefilm, ha degli attori non belli o perfetti… lo guardo più volentieri! Perchè è più realistico.
    Non che debbano essere tutti brutti, ma nemmeno tutti rifatti e patinati.
    :-)

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  • Il primo post è stato messo in moderazione lo rimando di nuovo senza i link così spero di evitare la messa in moderazione. ci tengo che si possa leggere subito
    E’ che vedete…nelle serie tv ci sono molte scene d’amore..e non so voi..ma io preferisco vedere una scena d’amore tra due attori di aspetto gradevole che tra due racchi..e badate non è che devono essere per forza giovani: passando al cinema, le scene d’amore tra Meryl Streep e Clint Eastwood nei Ponti di Madison County sono romanticissime e bellissime e non sono certo due giovani, ma comunque sono di bell’aspetto. Pure Dennis Farina e Bette Midler in Questo pazzo sentimento erano belli da vedere insieme
    Sarò limitato, ma tornando a ER se invece di mostrare George Clooney che bacia con passione Julianna Margulies (era Carol Hathaway) avessero fatto vedere Danny De Vito in una appassionata scena d’amore con Kathy Bates….ecco magari sarebbe stato ugualmente fantastico (sono entrambi grandi attori) ma francamente io non so immaginarmi una scena del genere..in effetti non riesco a immaginare quei determinati momenti con attori diversi da Clooney e dalla Margulies
    Forse sono andato un po’ OT…spero di non aver scritto fesserie.
    Comunque serie tv con attori dalla bellezza non convenzionale o comunque “imperfetta” non mancano: ho già citato Ivanka Brekalo in Tempesta d’amore
    e anche Chandra Wilson, la Miranda Bailey di Grey’s anatomy
    Non sono brutte, ma nemmeno bellezze stereotipate, e le scene romantiche e sexy le hanno recitate eccome!

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    • Paolo,

      Hai detto una cosa molto significativa su cui invito tutti a riflettere:
      “se avessero fatto vedere Danny De Vito in una appassionata scena d’amore con Kathy Bates….ecco magari sarebbe stato ugualmente fantastico (sono entrambi grandi attori) ma francamente io non so immaginarmi una scena del genere..”

      Il problema è proprio questo! Lo spettatore è talmente assuefatto all’idea che il sesso riguardi solo persone che incarnano gli ideali estetici del momento, che non riesce nemmeno a immaginarsi una scena assolutamente NORMALE: due persone assolutamente normali, come quelle che si incontrano per la strada, che fanno sesso.

      E’ chiaro che poi, se uno ha questa assuefazione, si sente “inadeguato”, pensa che non potrà mai trovare nessuno se non assomiglia alle star della televisione ma è semplicemente un uomo normale, una donna normale.

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      • Proprio ieri ho visto Lo stravagante mondo di Greenberg con Ben Stiller e Greta Gerwig, secondo me loro due in questo film sono un altro buon esempio di bellezza “normale” e non patinata (Stiller si è pure smagrito e un po’ abbruttito per interpretare il problematico e solitario Roger Greenberg).
        Anche il mio adorato maestro e genio assoluto Woody Allen da’ speranza a chi non è bello, e le sue due principali muse nonchè compagne di vita Diane Keaton e Mia Farrow (con la Keaton sono rimasti amici, con la Farrow no per le note vicende..) mi sembrano donne normali come aspetto fisico..ma anche Julianna Margulies non mi pare certo “anormale”…è una bella signora matura come per strada si possono incontrare benissimo
        Del resto in Scrubs, telefilm che nasce pure per parodiare le serie tv “serie” come Er e Dr (lo nomino sempre, scusate ma amo qil telefilm!) alla fine anche il timido, bruttino e iper-complessato Ted trovava l’amore (con grande stupore del resto dei personaggi)
        Ecco, su De Vito e la Bates..vorrei chiarire, non volevo assolutamente dire che chi è come loro non può fare sesso…il sesso per fortuna non è un’esclusiva di chi è “bello” secondo i canoni estetici del momento (fermo restando che ognuno ha i propri canoni di bellezza) …è solo che sarò assuefatto ma al posto di Doug Ross e di Carol Hathaway faccio fatica a vederceli tutto qua..poi rimangono due grandi attori e razionalmente penso che potrebbero benissimo girare una scena d’amore..ma Carol e Doug per me hanno i volti di Clooney e di Margulies.
        Comunque va da sè che la qualità di cinema e telefilm non andrebbero giudicati secondo l’aspetto fisico degli attori.

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      • Margherita ha colto il punto. Perfettamente.
        Tu, Paolo, hai perfettamente ragione riguardo i telefilm che hai citato, e non a caso sono anche i miei preferiti, però credo siano un po’ eccezioni.
        Di solito i protagonisti sono belli o molto belli. (beh, ai protagonisti maschi è permessa qualche eccezione, perchè lo sfigato che conquista la bellona piace sempre… mentre la sfigata che conquista il bellone in realtà era già bella ma non sapeva di esserlo)
        Ciò induce lo spettatore, assuefatto, a pensare che solo le ragazze belle possono essere protagoniste della loro. Non mi vergogno di dirti che lo so perchè sono racchia. :-D
        Okay, ci sono eccezioni, ma sono eccezioni e sono novità dell’ultimo periodo, dato che il pubblico di un certo genere non si accontenta più delle favolette e vuole qualcosa di nuovo.
        E meno male.

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      • Elena, se sei quella della foto non mi sembri racchia. Può darsi che sia anche tu una bella ragazza che non sa di esserlo come nei teen-movie (vedi che non sono tutte favolette anche se si ispirano alla fiaba del brutto anatroccolo?) comunque non so se gli esempi che ho fatto siano tutti recenti (ci metto pure Christine Baranski e Alyson Hannigan che era Willow in Buffy, Michelle in American Pie e Lily in How i met your mother, e Camryn Manheim che era Eleanor Fruit in The Practice e Melissa McCarthy che era Dena in Samantha chi?)) ma meglio tardi che mai..Diane Keaton e Mia Farrow non sono proprio recentissime..ma il cinema è sempre stato un po’ più “avanti” della tv
        Poi vabbè..io sarò ingenuo o assuefatto , ma questo modello femminile unico nel cinema e nelle fiction tv non lo vedo, lo vedo poco dal punto di vista fisico, e non lo vedo affatto dal punto di vista caratteriale. mi pare che ci sia una bella pluralità di personaggi maschili e femminili come etnia, carattere, temperamento, tendenze sessuali (vedi fiction come Will & Grace, The L. World, in Dr House c’è un personaggio bisex e anche in Grey’s mi pare ci sia, poi anche la fiction italiana Mio figlio ha mostrato un poliziotto omosessuale, fiction come JAG hanno affrontato il tema scottante in USA dei gay nell’esercito), ruoli sociali e professionali…io un modello unico non lo vedo…ma sarà un limite mio.
        Il modello unico lo vedo più nella moda, in certa pubblicità e in certi programmi della tv generalista italiani, se devo essere sincero.
        e non è detto che a tutti gli uomini piaccia il tipo di canone estetico femminile della moda, a me le modelle troppo magre che si vedono le ossa non attraggono..io credo che non piacciano a nessuno.

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  • danzatriceorientale

    Resto sempre del parere che la donna potrà essere considerata libera dagli stereotipi quando potrà ostentare orgogliosamente la sua panza (e i suoi altri difetti) senza dover essere necessariamente incinta.

    La vedo molto lontana, come liberazione.

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    • Nè Melissa McCarthy nè Camryn Manheim sono magre e fanno le attrici.
      Nel mondo della musica punk Beth Ditto fa concerti ed è acclamatissima..e de panza ce n’ha parecchia e non è incinta. eccezioni si dirà..però esistono e mi piace segnalarle..anche per dare coraggio a chi non si accetta.
      c’è pure il musical Hairspray (il titolo italiano è Grasso è bello)…non che questo risolva tutto, saper accettare il proprio aspetto come anche decidere di volerlo modificare immagino che non sia per niente facile.

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      • Mah, non so che dirti, Paolo, prova a guardare i telefilm con più attenzione, noterai che mentre c’è una grande pluralità di bellezze, bruttezze, età, corporatura tra gli uomini ce n’è di meno per le donne. Non pensare a capolavori come Scrubs, mira più in basso. O a film che anche se sono capolavori magari non pensano di uscire dai canoni estetici.

        In america, ultimamente, anche per gli uomini c’è poca scelta, per quanto riguarda la bellezza, sono spesso anche loro concordi ai canoni, ma spesso solo i protagonisti principali, mentre i secondari sono grassi, vecchi, brutti, vestiti male…

        Ah, ecco, guarda le telenovelas argentine, anche il mondo di Patty, dove c’è si Patty brutta (mi sa tanto una copia di Betty, già dal nome… scusate, piccolo OT :P), che passa il tempo a lagnarsi perchè è brutta, che poi viene amata dal solito ragazzo-più-bello-della-scuola ( notare: in queste storie il brutto o la brutta piangono perchè gli altri non vedono la loro bellezza interiore ma nel partner cercano quella esteriore), si, ok.

        E questa mi sembra una buona cosa. Almeno non scopre che in realtà era già bella. Ma se Patty è brutta e il fulcro della storia è che sia brutta, l’attenzione di tutti si punta sul fatto che sia brutta e le altre ragazze sono tutte molto belle, invece per i ragazzi c’è una pluralità che arriva subito all’occhio dello spettatore.

        Nella storia non c’è, a parte Patty, una ragazza brutta, ma di Patty viene fatto notare sempre che sia brutta.
        Nella storia i ragazzi sono quasi tutti brutti, ma le ragazze non fanno che sbavargli dietro ripetendo quanto siano belli.

        Ragazzi che sono molto, molto brutti. Uno aveva anche i capelli sporchi e appiccicati alla faccia. Se una ragazza in un film apparisse così nessuno porterebbe ciò in secondo piano, o lo farebbe sparire del tutto.

        Tralasciando poi il fatto che è abbastanza disgustoso, ma di solito chi se ne va in giro coi capelli così unti ha problemi e fantasmi che si porta dietro che hanno distrutto il suo amor proprio. Ne ho conosciuto di persone così, che si sono totalmente distrutte per esperienze passate. Ma questo personaggio non si portava dietro niente, era allegro e tranquillo. Un ragazzo normale coi capelli oleosi e barba e sopracciglie incolte. A una ragazza non sarebbe permesso. ( tralasciamo la barba, parlo di capelli e sopracciglia XD)

        Insomma… i film italiani invece sappiamo come sono e non ti dico neanche di guardarli perchè li conosci.
        Non parlo di fictions, però, ho visto solo Tutti Pazzi per Amore, per il resto non le seguo… :( Per cui non so quanta pluralità ci sia, voi dite che ce n’è e mi sembra ottimo.

        Non vogliamo mica una tv dove tutti sono brutti ma vogliamo che ci siano:
        Uomini belli e brutti, donne belle e brutte. Si, ce ne sono, magari c’è la ragazza grassa, ma la sua caratteristica è appunto essere grassa. Mentre se c’è il ragazzo grasso non è detto sia quello.

        Insomma, vogliamo personaggi belli e brutti le cui caratteristiche non si incentrino solo sull’aspetto, com’è nella realtà.

        P.S. Ah, per quanto riguarda Zac e Cody, noti che le ragazze sono tutte belle (anche quelle prese in giro dicendo che sono brutte) e i ragazzi tutti bassi, grassi, brutti. E escono con ragazze bellissime e cercano ragazze bellissime. Ragazze la cui personalità è spesso da oca o mai espressa, si vedono solo tutte uguali e vestite da modelle. Infatti sono sempre modelle.

        I ragazzi, invece, sono brutti. E sono sporchi. Sempre.

        C’è quel tipo, quello con gli occhiali, che fa le puzze a tempo di rock, nasconde le patatine nei capelli, ha la stanza un casino. E anche Zac è così.

        Lo so che è una storia comica per bambini, che spesso si concentrano su queste cosette, ma è come se volesse insegnare, visto che tutti i ragazzi dei film di Disney Channel sono molto sporchi e considerati dei trogloditi, che una ragazza, quando uscirà con un ragazzo, deve accettare che la sua igiene faccia pena.

        Ora… questo non è vero!! Tu, che sei un ragazzo, conosci realmente ragazzi così sporchi, così “trogloditi”? Non lo trovi offensivo? Ti ci rivedi nello stereotipo Disney?

        C’era una puntata di Hannah Montana in cui lei voleva uscire con un ragazzo, ma poi ha scoperto che era basso e non c’è più uscita. Alla fine della puntata comprenderà che è la bellezza interiore che conta, che non puoi lasciare da sola una persona solo perchè il suo aspetto non è consono ai canoni di bellezza. E io ho pensato: “stupendo, finalmente una puntata in cui si dice qualcosa di intelligente!”.
        Ma nella stessa, ecco come mostrano subdolamente che il guardare la bellezza interiore vale solo per le ragazze nei confronti dei ragazzi:
        Una donna vuole uscire con il padre di Hannah, e poi lui scopre che è grassa. Fa un “bleah” davanti alla sua faccia assieme al figlio e le sbatte la porta davanti.
        ” non ne vale la pena!” <- dice il padre
        "hai fatto bene!" <- risponde il figlio.
        E la donna va via assieme al fratello e alla sorella magra, che viene derisa dai due grassi dicendo che "tu non hai quello che piace agli uomini, era inutile presentare anche te a Robby Rey". Arriva al volo la battuta. Se avessero presentato lei sarebbe piaciuta, perchè bella, ma i due grassi credono di essere loro i belli.

        Ora, perchè in una puntata in cui si mostra l'importanza della bellezza interiore di un ragazzo viene mostrato che se una ragazza deve guardare oltre la bruttezza un ragazzo "fa bene" a guardare solo la bellezza?

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      • No non conosco ragazzi così “trogloditi” e non mi ci rivedo nello stereotipo disney e credo che la cura della propria persona e l’igiene sia importante pure per i maschi però nella comicità succede che certe caratteristiche vengano enfatizzate per far ridere, e certamente è giusto che un programma indirizzato ai giovanissimi se pretende di dare insegnamenti positivi insegni anche ai maschi a guardare oltre l’aspetto esteriore..A dire il vero non so dirti moltissimo sui telefilm di Disney Channel perchè li ho visti poco e non avendo la tv satellitare ho potuto vedere solo quello che mandarono in onda in chiaro su Italia 1, comunque non mi sono piaciuti molto..di solito guardo cose un po’ più “adulte”..tu conosci i telefilm disney perchè immagino hai una bambina in casa (non ricordo il grado di parentela)..io no quindi non so giudicare,..però sul mondo di Patty..mostrare che anche una ragazza bruttina può far innamorare un bel ragazzo dovrebbe essere bene..o no? Non lo so..il mondo di Patty mi pare sia una soap per bambini e già il fatto che si faccia una soap indirizzata ai bambini e alle bambine mi lascia perplesso…se vuoi vedere un bel film sulla bellezza interiore ti consiglio Amore a prima svista dei fratelli Farrelly (con Jack Black che grazie ad una magia riesce a vedere, per l’appunto, solo la bellezza interiore delle donne e s’innamora perdutamente di una ragazza obesa che però lui vede snella e bellissima, interpretata, in entrambe le versioni, da Gwyneth Paltrow )..non sarà un capolavoro però è divertente.
        Di Eleanor Fruit (The Practice) e Delia Banks (Ghost Whisperer) interpretate entrambe da Camryn Manheim non si insiste sempre ossessivamente sul fatto che sono grasse anche se ogni tanto se ne parla, non può essere ignorato., ma si tratta di serie tv non comiche e per adulti e sono di qualità..io quelle conosco di più.
        Ho anche scoperto che Kathy Bates in USA è protagonista di una serie tv (harry’s law) ancora inedita in Italia. Comunque Hailey, ci rifletterò su, grazie come sempre per la conversazione

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      • Si, ma infatti, è una commedia per bambini e punta su ciò che fa ridere loro, ma i ragazzi vengono mostrati sempre stupidi, sporchi, sempre degli sfigati. Lo trovo offensivo per i ragazzi, sopratutto perchè indirizzato a bambini che crederanno sia vero.
        Comunque io ti adoro, ho appena scoperto grazie a te How I met your Mother XDD
        Perdonami se ogni volta ti faccio scrivere papiri, ma è interessante leggere ciò che scrivi, per cui mi viene automatico continuare a rispondere XDD

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      • danzatriceorientale

        Conosco solo Beth Ditto e purtroppo quando dico che siamo ben lungi dalla liberazione degli stereotipi, mi riferisco soprattutto alle persone che leggo commentare sotto le sue immagini… poi c’è chi come lei se ne frega e chi no (anche se non ha la sua stessa corporatura)…

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      • Ti ringrazio molto, Hailey, per le tue parole di stima, stima che ovviamente ricambio.

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      • Grazie :D

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      • Propongo una rubrica di Paolo sulle serie tv gender friendly :-)

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  • Ce lo dicono i risultati delle ricerche che hanno analizzato i processi di oggettivazione…I media giocano un ruolo fondamentale nel far vedere il corpo femminile come un mero oggetto sessuale da guardare e giudicare esistente per luso e il piacere altrui. Loggettivazione sessuale si verifica quando delle parti sessuali o delle funzioni di una donna sono separate dalla sua persona ridotte allo stato di mero strumento guardate come se fossero capaci di rappresentarla Bartky 1990 p. Cio che e piu preoccupante e il dilagare dei processi di auto-oggettivazione linteriorizzazione della prospettiva dellosservatore esterno sul se.

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  • Deviando per un attimo il discorso dalle serie televisive al titolo del post, a me la deumanizzazione fa pensare ai campi di concentramento nazisti (per fare un esempio), in cui i prigionieri venivano trattati come bestie in modo che gli aguzzini non potessero più riconoscerli come umani e potessero sentirsi in diritto di torturarli e ucciderli.
    Lo stesso avviene con le donne. Pensate alla tratta delle schiave per la prostituzione. Vengono chiuse in capannoni, incatenate, violentate, picchiate, uccise, marchiate a fuoco, tenute senza cibo e acqua.
    Vengono viste come oggetti, peggio che animali.
    E’ questa deumanizzazione della donna, che ha radici profonde nella storia ed ora sta assumendo nuovi ed inquietanti paradigmi, a fare in modo che gli aguzzini non provino pietà.
    Non capisco perchè ci siano tantissime persone che protestano per animali maltrattati ma nessuno per donne maltrattate. In parte perchè vogliamo far finta che queste cose non accadano… ma è tutto qui?

    [Per Paolo: la foto è piiiiiccolaaaa ;-) ]

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