il caso Silvian Heach

collection_11

Abbiamo discusso tempo fa su un caso di cartellonistica pubblicitaria sessista apparsa nelle nostre strade e davanti ad una scuola elementare di Milano.

Silvian Heach è stato denunciato allo Iap tramite un passaparola su Facebook, un mio evento e qui sul blog. Il Giurì ha preso in esame questo caso e in unariunione del 29 marzo scorso ha reputato la campagna contraria agli articoli 9, 10,11 del codice di Autodisciplina pubblicitaria, ordinandone la cessazione.

 L’inserzionista però ha proposto opposizione contro il provvedimento del Comitato di Controllo ed il caso è stato quindi trasferito al Giurì per una decisione nel contraddittorio orale fra le parti.

Ma non finisce qui, perchè una mia lettrice mi segnala un catalogo per bambini, dove essi appaiono patinati, photoshoppati e resi apetibili nelle pose e negli sguardi per chissàquale perverso interlocutore.

 E per fortuna che hanno risparmiato il trucco!

Possiamo vedere però il sessismo di questo marchio: il rosa che domina la vita delle bambine in modo esasperato, le pose delle bambine che rimarcano quelle delle donne-oggetto della moda quindi: bambine sempre sopra il letto, abiti sempre succinti e gambe posizionate in modo che si intraveda quello che c’è sotto.

Ovviamente in giro ce ne sono di peggiori, come abbiamo visto nelle campagne di Vogue Francia, che mostrava bambine truccate, con tacchi a spillo e sessualizzate in modo estremo, ma non possiamo dire che Silvian Heach sia proprio priva di stereotipi di genere (e lo abbiamo visto sorpatutto nella comunicazione rivolta alle donne).

Che ne pensate?

17 commenti

  • Non ho bambini ma ho tre nipoti piccoli. Se dovessi scegliere di comprare qualcosa tramite pubblicità sarei tentata più da quelle con bambini sorridenti, buffi, con vestiti comodi per giocare…insomma semplicemente veri.
    Il rosa non mi fa tanta impressione: nessuno in casa mi asi veste di rosa eppure la nipote più grande vuole tutto rosa, violetto, fucsia, infiocchettato e da bambolina, l’altra nipote (sono sorelle) adora il rosso e il nero, le cose sportive, le gonne corte (non le danno noia quando si siede)…Suppongo che sia carattere e gusti.

    Mi piace

  • è inquietante questa pubblicità… sembrano due adulte

    Mi piace

  • nella mia città si vedono le pubblicità di varie case di moda per bambini… beh, la silviana heach è l’unica in cui le bambine sembrano delle statue di cera, in tutte le altre le bambine ridono, saltano, ballano, non se ne stanno in posa come manichini… Direi che la comunicazone più efficace è senza dubbio quella che si ispira alla realtà, perchè nella realtà raramente i bambini se ne stanno fermi immobili e non penso che una bambina si immedesimi molto nelle modelle di Heach…

    Mi piace

  • Inquietante anche per me.
    Io sui bambini e gli spot ho idee radicali: secondo me non si dovrebbero proprio fare spot indirizzati a chi ha meno di sedici anni.

    Mi piace

    • poi ‘ste bambine.fanno paura
      Mi ricordano le gemelline di Shining: “Danny..vieni a giocare con noi..per sempre!!!”

      Mi piace

  • le avevo notate anche io queste campagne di heach…. sulla strada che faccio ogni mattina sono affiancati due cartelloni…. su di uno spiccano un bimbo e una bimba con pose da adulti e un’aria annoiata… di fianco ci sono due donne vestite da ragazzine che passeggiano mano nella mano…… stridono queste due immagini….. i bambini sono gia’ vecchi e le donne sono bambine….. il nonsense assoluto…..
    mai metterei alle mie figlie questi abiti da vecchie signore annoiate…. mai indosserei io vestiti da ragazzina tralaltro senza alcun gusto nel modello, nei materiali, nello stile…… non basta la foto patinata a far passare roba scadente per merce preziosa….. il signor heach, se esiste, farebbe meglio a spendere i suoi soldi nei contenuti non nella pubblicita’……
    paolo anche secondo me la pubblicita’ non dovrebbe essere indirizzata ne’ fatta da bambini

    Mi piace

    • Scandaloso, le hanno affisse anche per strada?

      Mi piace

      • ovvio…. volevi non esporre simili capolavori fotografici? con tutti i soldi che hanno speso?
        e si che sono truccate le bimbe…. non da gran soiree’ ma un trucco leggero da mattino….. d’altronde vestite cosi’ dove vuoi che vadano? al lavoro no?……
        se mai le mie figlie assumessero quelle pose e quelle espressioni comincerei a preoccuparmi seriamente e le porterei al piu’ vicino parco giochi, vestite con una tuta da battaglia, e dopo averle rimpinzate di gelato le farei rotolare tra le foglie secche…… e non si torna a casa se non siete sporche e sorridenti……
        ….e la cosa piu’ triste e’ che ci sono mamme, le ho viste, che le figlie le vestono davvero cosi’ per la vita di tutti i giorni…. e quelle povere creature devono pure stare attente a non sporcare il vestito….. una vita d’inferno……
        restituiamo l’infanzia all’infanzia!!!

        Mi piace

      • Il tuo commento mi ha fatto venire in mente una cosa: gli stereotipi di genere. Nelle pubblicità le bambine non sorridono mai, sono sempre pulite (perchè la mamma ha sempre tempo anche quando lavora..se lavora) e non devono mai sporcarsi. In quanto femmine devono vestire in buffi abiti rosa confetto che oggi purtroppo sono rosa nel colore ma riprendono le sembianze degli abiti di donne adulte.
        Le bambine hanno sembra le labbra truccate: qui non sono truccate sono photoshoppate però, così anche i maschi (tristi pure loro e adagiati sul letto) e hanno le labbra che sembrano truccate perchè carnose e rosse rossetto.
        Purtroppo le mamme hanno introiettato qeusta cultura tristissima. Insegnano alle figlie che sono oggetti e che si devono proporre come tali salvo poi condannare le ragazzine di oggi “troppo lolite” dopo che il mondo degli adulti le ha rovinate. Perfino le barbie di oggi sono sempre sexy e seducenti!

        Mi piace

  • @Mary
    “Purtroppo le mamme hanno introiettato qeusta cultura tristissima. Insegnano alle figlie che sono oggetti e che si devono proporre come tali salvo poi condannare le ragazzine di oggi “troppo lolite” dopo che il mondo degli adulti le ha rovinate. Perfino le barbie di oggi sono sempre sexy e seducenti!”

    E’ il solito problema della doppia morale. A otto anni, età in cui nessuno ha ancora raggiunto la pubertà, devi essere sexy e seducente, poi quando finalmente raggiungi la pubertà / prima adolescenza e sei in piena tempesta ormonale e per un po’ di tempo il tuo unico pensiero e interesse è il sesso (credo che ci siamo passate tutte) ecco che diventi una gran troia e che “alla tua età dovresti giocare con le bambole”.

    Dobbiamo essere seducenti, compiacere l’uomo, ma al solo scopo di aumentare il nostro punteggio sul mercato del matrimonio, non certo per rimorchiare (cosa che fa crollare la nostra quotazione di 10000 punti…)

    Mi piace

    • Certamente Margherita. Il problema è che nulla è cambiato. I pregiudizi purtroppo restano sempre e se le bambine di oggi sono sessualizzate non significa che siano più lbiere di vivere la propria sessualità e il proprio sviluppo sessuale durante la pubertà.
      Mercificare non significa liberare, anzi, sono gabbie sociali. Le bambine vengono proposte come oggetti per gli sguardi altrui e la nsotra società non tiene conto dei cambiamenti sesusali di questa bambine. Tutto ciò è pericoloso perchè quello è un periodo delicatissimo e il martellamento compromette la serenità sessuale delle bambine e future donne.
      Il vero problema di questa doppia morale sono i vecchi pregiudizi che persistono mascherati da libertà. La pubblicità sdogana un modello femminile che si è “emancipato” solo per poter esprimere autonomamente il suo desiderio di subordinarsi all’uomo, niente di più niente di meno. La sessualità femminile veicolata dai mass-media è accessoria e ha ben poco a che fare con i desideri femminile e molto a che fare con quelli maschili (compresi i pedofili). Dai messaggi mediatici pare che la donna abbia imparato a conoscere il suo corpo solo per utilizzarlo come oggetto del desiderio maschile. E’ normale che si ha paura che la ragazza o donna svilippi una sessualità propria e venga “mutilata sessualmente” con epiteti simili che provengono dall’immaginario maschile. Si ha paura della sessualità femminile appropriata dalla donne ma non di quella sfruttata e mercificata dagli uomini adulti che detengono il potere mediatico.

      Mi piace

      • Perdonami Mary, ma uscendo dal discorso su pubblicità e minori dove la penso come te, ma se nella vita vera una persona adulta vuole suscitare il desiderio dell’altro sesso cioè di altri adulti o coetanei perlomeno che le interessano, anche attraverso il suo corpo, certe movenze, certi sguardi.non è mica detto che quella persona agisca così perchè è manipolata dai media.
        Che poi le donne facciano fatica a sviluppare una propria sessualità bè questo può dipendere dalle cose di cui parlava Margherita, il pregiudizio maschilista e bigotto secondo cui se sei donna e ti piace il sesso sei…..Comunque una ragazza che “rimorchia” per me non perde punti (sopratutto se mi piace e ho voglia di farmi rimorchiare da lei, nessuno dei due è davvero passivo quando si parla di “tecniche di approccio”)..anzi magari trovassi una che prende l’iniziativa…
        sul matrimonio..mah..se sei innamorato/a non dovrebbe importarti di quanto lui o lei ha “rimorchiato” prima di mettersi con te. Forse sono ingenuo, ma la penso così.

        Mi piace

  • Mary, non eri tu che l’avevi spiegato? Questo genere di pubblicità in cui i bambini non ridono o giocano spensierati è pedofilo: i bambini sono rappresentati imbronciati, seri, tristi, spaventati proprio perchè è così che sono con il pedofilo, perchè sanno cosa li aspetta… Per forza li troviamo inquietanti!

    Mi piace

  • Mary,
    Sono completamente d’accordo con te. Credo che il pezzo di Chiara Volpato che tu hai recentemente proposto e che parla di oggettivizzazione sessuale spieghi perfettamente il meccanismo (anzi, intendo comprare presto questo libro). All’antica repressione delle donne si somma questa necessità di “piacere all’uomo”, anche nell’infanzia, che può creare una vera e propria schizofrenia.

    Poi io nella pedofilia vedo l’espressione massima dell’imposizione del proprio volere sull’altra persona, che si riduce ad oggetto; ho la sensazione che i pedofili spesso siano persone che hanno una gran paura delle donne e che solo con i bambini si sentono a proprio agio perché non si sentono giudicati. Lo stesso forse vale anche per l’anoressia: quando l’oggetto sessuale è ridotto a un essere senza forze che pesa 30 chili, è molto più facile imporre il proprio volere perché non fa paura. Secondo me tra filoanoressia e pedofilia potrebbe esserci un nesso…

    Paolo,
    Insomma si vede che non sei una donna! Noi ci sentiamo INGABBIATE in questa parte che vogliono costringerci a RECITARE COSTANTEMENTE per compiacere uomini manipolati dai media. Tant’è che a seconda dei media e del complesso di valori a cui un uomo è esposto, bisognerebbe cambiare tattica! Ma basta tattiche, che palle! Noi chiediamo solo di poter essere noi stesse!

    Mi piace

    • Che non sono una donna è senz’altro vero, neanche tu sei un uomo, del resto.
      non ho nulla in contrario, che ognuno sia se stesso..ma un giorno mi spiegheranno cosa bisogna fare per “essere se stessi” dato che qualunque cosa fai o dici c’è sempre chi sosterrà che sei “manipolato dai media” o da chissà che altro ma non riapriamo la polemica su quanto siano libere le scelte che facciamo che già ne ho discusso e credo di aver chiarito come la penso. Quanto ai “sistemi di valori” bè ogni cultura ha i suoi e variano a seconda delle epoche e anche a seconda delle persone singole, e vale per ambo i sessi quindi credo che tutto stia nel trovare una persona con valori simili ai tuoi…ed è pure questione di fortuna.
      Se vuoi essere te stessa, sii te stessa, sinceramente questo è l’unico modo che conosco (don’t dream it, be it! cantava Frank ‘n Furter in The Rocky horror picture show)..troverai sicuramente chi ti apprezzerà e chi no come succede a tutti/e..certo per “essere se stessi/e” bisogna prima capire che persone siamo.ora ci si potrebbe domandare se è possibile davvero sapere chi si è, se mai è davvero possibile conoscersi sino in fondo..ma questa è una questione su cui da secoli si sono lambiccati filosofi, scrittori, psicologi, intellettuali e ancora non hanno finito..non vedo perchè dovremmo venirne a capo noi.

      Mi piace

      • “ma non riapriamo la polemica su quanto siano libere le scelte che facciamo che già ne ho discusso e credo di aver chiarito come la penso”
        Per riassumere: credo che ogni nostra scelta, dalla più piccola alla più grande, sia condizionata da una miriade di fattori ambientali, culturali,sociali, economici, anche psicologici e caratteriali, dovuti all’educazione ricevuta, alle nostre esperienze a tante altre cose, insomma vivere nel mondo vuol dire stare immersi nei condizionamenti ed è sempre stato così altrimenti saremmo come gli animali selvaggi che sono condizionati solo dal loro istinto naturale (magari sarebbe meglio, chissà), mai condizionamenti non ci privano della responsabilità personale se siamo adulti

        Mi piace