La poca coerenza di Vogue

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Vogue lancia un’iniziativa: far chiudere tutti i siti pro-ana e tutti i blog che incitano all’anoressia. La direttrice di Vogue Italia, la signora Sozzani, trova su Facebook il capro espiatorio di tutti i mali.

E’ proprio Facebook però che viene usato da un gruppo di donne, la donne ultraviolette, per divulgare a scopo di denuncia alcune foto che vengono dal sito Vogue che mostrano quanto la rivista di moda i contraddica. Le modelle sono tutte magre, di una magrezza malsana, innaturale e quindi anoressiche.

il blog Donne e basta che, chiede alla signora Sozzani di dare  più credibilità alla petizione che ha lanciato abolendo dalle pagine di Vogue i BMI 16 e 17 e impegnandosi:

1.  a Rifiutare le pubblicità con modelle sottopeso
2. a Evitare di fare e rilanciare servizi di moda che esaltano modelli malati e silhouette irraggiungibili

La battaglia di Vogue italia è un altro esempio di poca coerenza italiana sul rispetto del corpo femminile, nata dal fatto che quando ci sono interessi economici si passa sopra alla dignità femminile, streumentalizzando il corpo femminile solo perchè in questo periodo se ne parla parecchio. Il problema è che a farlo è gente che poi si contraddice, come è successo con Striscia la Notizia e le testate giornalistiche.

Perchè come dice Giorgia, la tutela del corpo delle donne non è una moda. Coerenza! coerenza! coerenza!

45 commenti

  • Quando ci sono interessi economici si passa sopra ogni cosa, non solo sopra il corpo femminile.
    Penso alla campagna pubblicitaria di Toscani, quella con la modella anoressica, morta pochi mesi fa.
    Ha fatto scalpore, ha fatto pensare ma come sempre non ha prodotto alcun frutto.
    In Spagna, appena insediatosi, Zapatero chiese un incontro con i grandi stilisti, non so se del suo paese o internazionali e chiese esplicitamente di eliminare dal mercato le taglie 42 perchè ree di essere la causa di tanti problemi tra le giovani donne.

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  • danzatriceorientale

    Mamma mia che impressione la ragazza a sinistra: ma viene dal terzo mondo?

    Questa è comunque la stessa coerenza di Miss Italia, che quest’anno sembra avere aperto alla tg 44, ma già immagino che 44 cercheranno: la “formosa” che di formoso avrà solo seno, glutei, fianchi e cosce, ma panza zero, perché, come dico sempre, la pancia che sporge rispetto al resto è ben accetta solo se sei incinta.

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    • Anche perché la statura-tipo delle partecipanti a Miss Italia è molto superiore alla media nazionale, quindi è una 44 ben diversa dall’idea di morbidezza che questa taglia suggerirebbe.

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    • Già..è allucinante quella modella è di una magrezza malata. e questa Sozzani predica bene e razzola male. Peserà 30 chili quella ragazza.

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  • L’anoressia è una patologia che esiste ed è esistita indipendentemente dalle mode (ne parlo per conoscenza familiare molto risalente nel tempo) ma certo l’imperativo della magrezza come lasciapassare per l’accettazione collettiva, imposto dall’industria della moda femminile, contribuisce oggi alla sua diffusione, e dirlo è una banalità: attribuirne la causa a facebook corrisponde, ovviamente, a scambiare l’effetto con la causa. Del resto, non pretendiamo che chi campa con l’industria della moda possa attribuirne a questa la causa.

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  • Alcuni psichiatri nel 2009 sono stati capaci di incolpare le mamme che, secondo loro, con la “fissazioni per le diete” sarebbero un cattivo esempio per le piccole figlie. Gli psichiatri proponevano l’istituzione del TSO (trattamento sanitario obbligatorio) pronto per l’uso.

    Ora, sarà pur vero che molte mamme sono fissate per le diete ma chissà perché? sono forse nate con le fissazioni per le diete?

    La madre di Isabelle Caro, la fotomodella morta di recente per anoressia, fotografata nel 2009 da Oliviero Toscani per la campagna pubblicitaria che fece ipocritamente scandalo, si è suicidata lo scorso gennaio.

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    • Come al solito la colpa è sempre o delle donne o dei genitori. Ma non sarà che quelle mamme sono fissate eprchè condizionate dai media?
      Incolpare un sistema non è comodo per la società occidentale perchè metterebbero a rischio il mercato della moda che si basa su questi modelli.
      Quella donna si è suicidata per colpa di questo sistema.
      Ha nno preferito che una donna si suicidasse, significa anche da qui quanto valiamo poco nell’occidente.
      E il tso è incostituzionale, veramente illegale. Perchè non va costretta una persona a curarsi. I pro-ana sono nati anche dopo l’istituzione del tso da quanto leggo da alcuni blog pro-ana che ho visitato per curiosità.

      Il tso ha peggiorato la situazione perchè ha fatto dell’anoressia una moda alternativa da seguire proprio per andare contro ad una società che prima ti fa diventare anoressica e poi ti costringe a curarti.

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      • La maggior parte dei malesseri\malattie mentali sono dovute al comportamento errato dei genitori. Nella mia esperienza la maggior parte dei “problemi mentali” degli adulti si potevano ricondurre all’infanzia ma ciò non deve essere visto come un colpevolizzare i genitori perchè ci si deve ricordare che nessuno è perfetto, la perfezione non esiste. Poi c’è modo e modo di dire che una componente importante dell’anoressia è il rapporto con i propri genitori (da notare che non è solo per l’anoressia ma per tutte le malattie).

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      • Infatti, il sistema non si tocca, la colpa è sempre degli altri, leggendo l’articolo di resoconto di quel convegno psichiatrico non ho trovato traccia di una riflessione sulle cause sociali dell’anoressia. Nessuna parola di attenzione per l’essere umano inserito in un contesto sociale ostile che pretende di uniformare gli individui agli stereotipi imposti dall’alto con l’utilizzo dei media.
        Ma la parte davvero assurda è proprio il colpevolizzare le mamme fissate con le diete, ma dico… uno psichiatra non sente di lasciare un vuoto scientifico se non si interroga sul fenomeno “fissazione dieta”.
        Il tso è incostituzionale, molte leggi sono incostituzionali, ma è applicabile poiché è legge e lo è in modo soggettivo, al bisogno, per questioni che non sono oggettivamente rilevabili come non so… il diabete.

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      • danzatriceorientale

        No, giammai incolpare il sistema: la colpa è del singolo individuo che si lascia influenzare, perché il sistema ti lascia “libero” di scegliere e di pensare…

        Quanto a psichiatri e professionisti della mente, sono giunta a una conclusione: loro non ti curano i problemi mentali, loro servono solo a farteli venire (complici di questo sistema), dandoti poi l’illusione che saranno loro a risolverteli.

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      • Ma se un genitore vuol fare una dieta alla figlia si rivolge ad un dietologo (e se la figlia è piccola consulta anche il pediatra), un medico comunque una persona esperta.
        Se il genitore fa di testa sua e mette a dieta un figlio che non ne ha bisogno credo che si possa dire perlomeno che si comporta in maniera discutibile.
        Comunque la madre di Isabelle Caro non era fissata con le diete..a quanto ho letto, era iperprotettiva con la figlia e non voleva che crescesse…nella vicenda di Isabelle Caro e della madre, non è il caso di attribuire colpe (mi chiedo però il padre di Isabelle dove stava) c’è solo da avere profondo rispetto per queste due persone, madrei e figlia, evidentemente molto, troppo fragili..

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      • @danzatriceorientale
        è proprio come dici, hanno studiato un sistema per cui si ha l’illusione di essere liberi, se non vedi le catene non ti muovi neanche per toglierle, geniale…

        @giu-chan
        la vita delle persone non è in bianco e nero, è a colori ed è piena di sfumature e di diversità, generalizzare significa omologare, standardizzare. Piegare le persone alle “teorie” è una violenza, sono le teorie che si devono adattare alle persone. I conti non tornano e i danni si vedono. Lo scopo di tutto deve essere far vivere bene, sempre meglio le persone, e sempre in numero maggiore, non soddisfare l’ego e il portafogli di pochi teorici.

        @Paolo1984
        “Ma se un genitore vuol fare una dieta alla figlia”
        non hai capito, nel convegno psichiatrico citato, incolpavano il “cattivo esempio” delle mamme che parlano sempre di diete dimagranti, che sono perennemente a dieta, e così, secondo gli psichiatri, influenzano le piccole figlie che sentendo parlare di diete, per imitazione si “mettono a dieta”.
        La “stranezza” è che uno psichiatra si fermi qui, e non si chieda quali condizionamenti portino all’ossessione per le diete dimagranti e la sua fretta sia quella di proporre il TSO per “piegare” le persone.

        Sulla vita di Isabelle Caro e quella dei suoi genitori non possiamo fare molte considerazioni, non sappiamo certo dai giornali la verità sulle loro vicende personali e psicologiche.
        Parere mio, non dissocerei l’iperprotezione materna dalle reazioni di difesa che un individuo può manifestare a causa di un sistema pericoloso di cui, più o meno consciamente, ha percezione.
        Se il sistema non ha una misura umana e opprime gli individui, li forza a vivere una vita assurda, è naturale che le persone manifestino disagio. Sono segnali di allarme che dovrebbero indirizzare all’umanizzazione del sistema invece che a cercare strumenti di repressione (tso, censura in internet ecc.)

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      • Comunque, considerazione generale: io credo che gli individui adulti in questa società una certa libertà di decidere per se stessi ce l’abbiano, non siamo dei burattini. L’importante è saperla usare con consapevolezza.

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      • @paolo1984
        “Comunque, considerazione generale: io credo che gli individui adulti in questa società una certa libertà di decidere per se stessi ce l’abbiano, non siamo dei burattini. L’importante è saperla usare con consapevolezza.”

        Le conoscenze in psicologia sono sempre più avanzate, esiste la possibilità di effettuare proiezioni comportamentali per qualsiasi tipologia caratteriale e ideologica.

        Come si fa a esercitare la consapevolezza? quali sono i presupposti?
        Può dirsi che esiste davvero la libertà se lo scostamento dagli stereotipi della “segmentazione”, funzionale al controllo, determina una punizione socio-economica dell’individuo?

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      • ariaora, che vuoi dire? che nessuno (neanche te, allora) è veramente capace di decidere per se stesso? Davvero non voglio esser polemico, ma non capisco dove vuoi arrivare
        Siamo animali culturali e sociali quindi nessuna scelta è “libera” in senso astratto e mai lo è stata.
        Sia quando ci “conformiamo” che quando ci “ribelliamo” non possiamo negare che siamo animali culturali e sociali dobbiamo sempre avere coscienza di questo., Se vuoi evitare davvero ogni forma di condizionamento la sola via è fare l’eremita
        Io così la vedo.

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      • @Paolo1984
        Ti faccio notare che non hai risposto.
        premetto che non condivido neanche una parola di quello che ha scritto,
        NON ho mai sostenuto, come dici, che non siamo capaci, ma che siamo controllati (da chi detiene le risorse v.sotto)..
        Hai parlato a proposito di animali, ma possiamo sempre provare a discostarci dalla condizione di “animale assoggettato” con domatore abbinato.
        NON ho mai sostenuto che sia necessario vivere eremiti, ma che il problema è il condizionamento gestito da chi controlla media e istruzione.

        La strada della consapevolezza richiede RISORSE e la libertà deve essere REALE (non esiste mica solo l’olio di ricino per punire le persone). Tu parli di libertà astratta, io parlo di libertà concreta che si fonda sull’indipendenza della scuola da ideologie politiche, religiose, economiche, che significa meno ore di lavoro (come si fa a dedicare tempo alla consapevolezza se tutto il tempo è sprecato in lavoro???), che significa adeguata retribuzione del lavoro (altrimenti come si comprano i libri???), che significa insegnare fin dall’infanzia che la consapevolezza e l’indipendenza sono valori e non cose noiosissime (p.es. al confronto di situazioni “strafighe” come “il grande fratello”, “uomini e donne”) ma sono i presupposti per la libertà reale.

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      • mi è venuta in mente la parola che può sintetizzare il discorso

        “PROPAGANDA”

        http://it.wikipedia.org/wiki/Propaganda
        La propaganda è “l’attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifiche attitudini e azioni”[1]; il “conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obbiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo”[2].

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      • Ma io invece condivido quello che hai scritto..dico solo che anche l’educazione che vuoi dare fin dall’infanzia è anch’essa un condizionamento (e non potrebbe essere altrimenti visto che un bambino non è in grado di decidere per sè)
        Ciò che voglio dire io è che dai condizionamenti non si sfugge proprio perchè viviamo in società e non siamo eremiti, ma questo non annulla la responsabilità dell’individuo. L’importante è esserne sempre coscienti.
        Spero di essermi spiegato.

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      • @paolo1984

        “Propaganda” Edward Bernays,
        « La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse è un elemento importante in una società democratica. Coloro che manipolano questo meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che ha il vero potere di governare nel nostro paese. Veniamo governati, le nostre menti vengono modellate, i nostri gusti influenzati, le nostre idee suggerite per la maggior parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare. Questa è la conseguenza logica del modo in cui è organizzata la nostra società democratica »

        (Edward Bernays, 1923[33])

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      • Bernays era un pubblicitario quindi indubbiamente sapeva quello che diceva.
        Comunque c’è un equivoco; non intendevo negare l’esistenza della propaganda (che esiste ed è esistita in diverse forme in tutte le società moderne e anche pre-moderne, democratiche e non) dicevo solo che l’importante è sapere che esiste e che la pubblicità in particolare ha un preciso scopo persuasivo..ma alla fine il cervello è il nostro e le decisioni le prendiamo noi. Bisogna essere coscienti dei condizionamenti indotti dagli spot
        altrimenti si finisce come il già citato cameriere Antonio. Tra l’altro la canzone di Tenco spiega le cose meglio di Bernays, a mio parere.

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      • @Paolo1984
        perché banalizzi il discorso????

        Barneys non era un “pubblicitario” qualsiasi come lasci intendere.
        ma il teorico più importante della Propaganda e consulente dello stato americano
        http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Bernays
        http://it.wikipedia.org/wiki/Propaganda

        ciao!

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  • danzatriceorientale

    Dela mamma della modella deceduta non mi permetto di parlare, ma posso raccontarvi della mamma di una mia conoscente, avendoci avuto a che fare: eravamo in vacanza e lei non faceva che stressarla per la pancia (aveva una 42, cazzo!), e che era inutile che se la infiocchettasse col pareo che tanto le si vedeva lo stesso, la controllava se sgarrava coi dolci, che esclamava “Guarda, una foca!” se passeggiando in spiaggia notava una persona in sovrappeso e cose così.

    Non oso immaginare quante ne avrà dette a me di ritorno dalla vacanza.

    E comunque fu così che certa gente smisi di freuqntarla: mi sento già a disagio di mio, non mi servono altri che mi facciano notare i miei difetti.

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    • nel sistema in cui viviamo l’aspetto fisico non è considerato un “dato” ma un “valore”. L’aspetto fisico è un requisito di non scarso rilievo per le donne ma la situazione sta cambiando anche per gli uomini (infatti aumenta l’anoressia maschile, in passato quasi inesistente).

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      • Ci sono mamme che sono cresciute in questa stessa società e non si comportano così.
        di come trattiamo i nostri figli, siamo noi responsabili.

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    • La mamma di questa tua conoscente dovrebbe vergognarsi.

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      • la mamma della conoscente di danzatrice orientale è perfettamente adattata ai valori inculcati dal sistema

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      • Ci sono mamme che sono cresciute in questa stessa società e non si comportano così.
        di come trattiamo i nostri figli, siamo noi responsabili.

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  • @Paolo @ariaora @danzatriceorientale

    Secondo me ci sarà sempre una grossa parte della popolazione che, per poca sicurezza di sé, tenderà all’omologazione ai modelli dominanti. Paolo, è vero che uno non è “costretto” ad adeguarsi e può fare una scelta diversa, ma è anche vero che per uscire dal mucchio ci vogliono i coglioni e non tutti li hanno. Soprattutto credo che sia difficile se vai contro ai modelli dei tuoi stessi genitori. Cioé io me ne frego del modello anoressico, ma mia mamma non me l’ha mai proposto, se fosse stata come la mamma dell’amica di danzatriceorientale probabilmente sarei diversa, o meglio, per andare contro mi ci vorrebbero molti più coglioni che onestamente non so se avrei.

    Comunque, dovendo accettare come dato di fatto che ci saranno sempre coloro che vanno dietro alle mode in modo ossessivo, non so se a questo punto si possa più parlare di valore della libertà personale. Credo che se ci fosse una sorta di regolamentazione (come in Spagna), almeno queste persone perseguirebbero modelli più semplici da raggiungere e non malsani come l’anoressia.

    E un’ultima cosa, che mi è venuta in mente leggendo il post di danzatriceorientale. Ma perché dobbiamo sfuggire da queste persone che “ci fanno notare i nostri difetti”? Non sarebbe meglio attaccarle con tranquillità? Di norma sono persone con bassissima autostima e sicurezza di sé nulla, che abbaiano, abbaiano, ma è facilissimo metterle al loro posto (facendole giustamente “vergognare”, come dice Paolo; facendole sentire ancora più merde di come già si sentono, facendo comunque leva su qualcosa che gli sta a cuore personalmente, non ultimo il loro aspetto fisico). Secondo me se TUTTI reagissimo a questo genere di provocazioni, comincerebbero anche ad avere paura di fare le/i bullett*.

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    • E perché le persone sono insicure? Quello che serve alle persone sono strumenti di autodifesa e consapevolezza dei proprio punti deboli.
      Qualche domanda di riflessione:
      – perché la scuola (anche universitaria) è nozionistica e sempre più “iperspecializzata”, limitando la visione complessiva del sistema?
      – perché a scuola, fin dall’asilo, non sono forniti gli strumenti per sviluppare il senso critico?

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  • Apprezzo molto il post di Margherita. Che serva un codice di autoregolamentazione nella pubblicità e nella moda è indubbio.

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    • Le regole sono dei palliativi e presuppongono un “buon” paternalismo. E’ necessario che le persone siano fornite degli strumenti che gli permettano di non essere manipolate ed essere consapevoli dei propri punti deboli e di sviluppare il senso critico.

      Per usare una metafora classica, che può essere valida anche in questo caso: se dai un cesto di pesci ad un affamato, gli risolvi il problema nell’immediato ma nel futuro a medio/lungo termine l’affamato sarà ancora senza cibo e dipenderà da te (paternalista). Se invece fornisci all’affamato gli strumenti per procurarsi e produrre cibo, non solo sarà indipendente da te (cosa certo poco gradita a chi vuole esercitare potere e controllo), ma produrrà cibo per sé stesso e addirittura per altri.

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      • @Paolo
        Grazie dell’apprezzamento!

        @ariaora
        Ma chi ha interesse a far sviluppare alle persone un senso critico? Sarebbe molto bello che venisse sviluppato fin dall’infanzia… ma per mezzo di chi? Di genitori, di insegnanti che magari non ce l’hanno nemmeno loro?

        Anch’io non amo le regole perché rischiano sempre di prevaricare le libertà personali, però in questo caso mi sembra superiore l’interesse collettivo di non rincoglionirsi con questi modelli rispetto alla libertà dell’inserzionista o del pubblicitario.

        Per rispondere alla tua prima domanda, credo che una certa insicurezza sia abbastanza naturale nelle persone, a meno che non vengano, specialmente da bambini, rassicurate e incoraggiate in continuazione. Il problema è che il mercato specula sull’insicurezza allo scopo di vendere alle persone oggetti e servizi completamente inutili, o meglio, che risultano interessanti solo se si è insicuri. Altrimenti chi mai si farebbe le sedute di cavitazione e pressoterapia per eliminare la cellulite? E la chirurgia plastica? Chi mai acquisterebbe abiti firmati che costano 100 volte il loro valore, se non ci fosse l’insicurezza? E’ per questo, secondo me, che le persone sono indotte dalla società ad essere sempre più insicure…

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      • @Margherita
        “Ma chi ha interesse a far sviluppare alle persone un senso critico?
        Anch’io non amo le regole perché rischiano sempre di prevaricare le libertà personali, però in questo caso mi sembra superiore l’interesse collettivo di non rincoglionirsi con questi modelli rispetto alla libertà dell’inserzionista o del pubblicitario.”
        ==============================
        e se io domando:
        Ma chi è che ha interesse a fare regole che garantiscono l’interesse collettivo di non rincoglionire?

        in abbinamento alla tua
        Ma chi ha interesse a far sviluppare alle persone un senso critico?

        La risposta alle due domande non è identica? quindi in entrambi i casi non possiamo avere risultati?
        L’interesse dovrebbe averlo le persone che non sono al potere e subiscono il sistema. La difficoltà di cui parli esiste ma c’è in entrambi i casi.

        Un interrogativo:
        perché sembra ovvio chiedere regole palliative (e addirittura repressive), mentre non sembra ovvio chiedere miglioramenti strutturali, senso critico e una scuola degna di portare tale nome?

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  • @ariaora
    “perché sembra ovvio chiedere regole palliative (e addirittura repressive), mentre non sembra ovvio chiedere miglioramenti strutturali, senso critico e una scuola degna di portare tale nome?”

    Il problema non è la richiesta ma la realizzazione. E’ più semplice e realisticamente raggiungibile ottenere dei regolamenti; se poi questi aiuteranno le piccole azioni che portano a miglioramenti strutturali, ben vengano.

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    • @Margherita
      Il problema non è la richiesta ma la realizzazione. E’ più semplice e realisticamente raggiungibile ottenere dei regolamenti; se poi questi aiuteranno le piccole azioni che portano a miglioramenti strutturali, ben vengano.
      ==============

      Ben vengano? mmmh
      un minimo di progettualità ci vuole, non si può andare a caso, altrimenti enormi impieghi di energie producono scarsi risultati.
      Perché è più semplice ottenere regolamenti?
      e in che modo i regolamenti porteranno miglioramenti strutturali?
      che consistenza avrebbero questi cambiamenti strutturali? in quanto tempo si ottengono?
      Nel frattempo:
      quanti cambiamenti strutturali regressivi si verificano?
      che effetto avranno i risultati bilanciati ad essi?
      Inoltre, attenzione alle idee repressive c’è qualcosa di molto pericoloso in quelle idee (le dittature peggiori si sono basate su questa tecnica: fare in modo che siano le persone a chiedere la repressione. Mussolini ad es. ha iniziato da ideali socialisti).

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      • Ariaora,

        Secondo me l’intelligenza e il buon senso non sono cose che si possano PIANIFICARE, se ci sono ci sono, se non ci sono non ci sono, l’unica cosa che può fare uno stato è mettere le persone che ne sono più provviste in condizione di agire di più e meglio.

        Il rischio in ciò che mi sembra di capire che tu proponga, è di elaborare una serie di enunciazioni di principio che poi, per incompetenza, inadeguatezza, interessi personali o stupidità, fatalmente rimarranno sulla carta.

        Anch’io credo che esistano tante regole inutili e sono contraria alla repressione, ma nel caso della comunicazione sessista io un paio di regole le vedrei anche di buon occhio. C’è già la regola idiota che non si fa la pubblicità dei preservativi in fascia protetta (assurdo), vuoi non fare almeno UNA regola a tutela delle donne?

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      • @Margherita
        “Secondo me l’intelligenza e il buon senso non sono cose che si possano PIANIFICARE, se ci sono ci sono, se non ci sono non ci sono, l’unica cosa che può fare uno stato è mettere le persone che ne sono più provviste in condizione di agire di più e meglio.”
        ===========
        Secondo me, anche in questo caso, come quello della regola repressiva/dittatura, bisogna stare attenti perchè si rischia di cadere in un attimo in ideologie di superiorità (simili al nazismo) .
        Ogni persona, quando nasce, è fornita di uno stock di risorse (corpo, mente, ecc) ed è collocata in un ambiente. Lo stock di risorse di base e il tipo di collocamento dipende dalla fortuna. Risorse e collocomento non sono statici, anche la mente non lo è. Ti è mai capitato di cambiare idea? i neuroni, per quello che sappiamo, creano continuamente nuove connessioni, anche in anzianità e anche il DNA può subire mutazioni. Certo che, se prendi una persona e la metti davanti alla tv a guardare certi programmi, è molto probabile che i suoi neuroni si rifiuteranno di creare nuove connessioni (proveranno un gran senso di inutilità, poveretti, fino a lasciarsi morire d’inedia).
        Anche l’intelligenza. come ogni risorsa, può essere migliorata, o peggiorata, per questo, secondo me, è importante conoscere i meccanismi della manipolazione in modo da sviluppare delle autodifese.
        Il compito dello Stato dovrebbe essere quello di garantire la libertà di ogni individuo, “reali pari opportunità”, difenderlo dalle manipolazioni (non manipolarlo), perchè questo, tra l’altro, porta benefici per la collettività. La funzione dello Stato “non dittatoriale/totalitario/oligarchico”, e degli amministratori incaricati, non dovrebbe essere usare il potere, ma gestirlo in modo da evitare che si creino posizioni dominanti e tutelare i diritti degli individui e l’efficiente funzionamento della società con lo scopo di migliorare le condizioni di vita di tutti. E’ importante il contributo di tutti e l’evoluzione in meglio delle intelligenze di tutti, ognuno a partire dallo stock di base di cui lo ha dotato la fortuna, ognuno deve essere messo in condizioni di poter esprimere il meglio di sé, che è utile per tutti.
        ===========
        @Margherita
        “Il rischio in ciò che mi sembra di capire che tu proponga, è di elaborare una serie di enunciazioni di principio che poi, per incompetenza, inadeguatezza, interessi personali o stupidità, fatalmente rimarranno sulla carta.”
        ===========
        Quello che mi sembra più efficace è la diffusione della conoscenza delle tecniche di manipolazione in modo da sviluppare delle reazioni di autodifesa.
        Anche le regole spesso rimangono sulla carta e sono applicate in modo differenziato, (p.es. chi applica le regole può essere corrotto, può essere minacciato e quindi per qualcuno le applica e per altri no).
        Non è che sono contraria alle regole, non credo che in un sistema come il nostro si possa vivere senza regole, ma come vediamo dalla vita quotidiana queste regole si mostrano spesso inefficaci, dannose e/o applicate in modo distorto. Ci occupiamo troppo poco della verifica dei risultati.
        Quello che penso è che se le persone fossero abituate fin dall’infanzia ad usare il senso critico e conoscessero i propri punti deboli, se fossero consapevoli che possono essere manipolate senza averne la minima percezione, se la scuola svolgesse realmente la sua funzione, allora le persone sarebbero in grado di autodifendersi meglio e senza la presunzione di credere di riuscire a capire tutto.
        Ad es. penserebbro:
        “ma guarda che foto, questa ragazza è magrissima, ha bisogno urgente di mangiare, questo giornale non lo compro più”,
        Oppure:
        “guarda questa foto con la bambina e il robottino, pensano che non capisco cosa significa? invece sì, non compro più vestiti di questa marca, e lo segnalerò a tutti quelli che conosco chissenefraga di quello che pensa il giurì!”

        Per creare un substrato adatto allo sviluppo delle intelligenze sarebbe necessaria una scuola indipendente, che non faccia propaganda, ma insegni alle persone il senso critico. Sarebbe anche necessario ridurre le ore di lavoro, infatti, se le persone sono costrette a lavorare 8 ore al giorno non hanno tempo per fare niente altro che lavorare, occuparsi della casa, mangiare, dormire. Se poi fanno lavori brutti, faticosi, sottopagati, se svolgono attività che li sottopongo a continue vessazioni, non avranno molte energie per passare il poco tempo libero in attività mentalmente impegnative, saranno nervosi, stressati e cercheranno solo “droghe” per stare illusoriamente meglio.
        Le regole invece penso che dovrebbero essere chiare, oggettive, il più semplici e meno burocratiche possibile.

        Per le foto di modelle anoressiche sarebbe opportuna una regola, infatti l’anoressia porta *oggettivamente* alla morte e quindi la diffusione di fotografie che propongono/impongono il “modello anoressico” come bellezza estetica sono un pericolo per la salute individuale e collettiva.

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  • @ariaora
    Secondo me, anche in questo caso, come quello della regola repressiva/dittatura, bisogna stare attenti perchè si rischia di cadere in un attimo in ideologie di superiorità (simili al nazismo) .

    Guarda che anch’io credo che uno non nasca già intelligente o cretino, sicuro o insicuro, critico o passivo, etc. e che questo dipenda in gran parte dall’educazione e dalle possibilità che vengono date nell’infanzia e nell’adolescenza. Non credo però che uno stato abbia i mezzi per imporre dall’alto, ripeto, per pianificare un’educazione allo sviluppo del senso critico. Temo che diventerebbe una materia odiata come qualsiasi altra… io sono andata in una scuola sperimentale di impostazione comunista (erano gli anni 80, c’era ancora il PCI), facevano l’educazione al riciclaggio dei rifiuti, le giornate della pace, l’antirazzismo. Risultato su di me: senza pensarci nemmeno guardo con sospetto qualsiasi comunista o anche solo ex-sessantottino, mi rifiuto di fare la raccolta differenziata, sono spontaneamente guerrafondaia (devo fare UN RAGIONAMENTO per essere contraria alla guerra, ma SPONTANEAMENTE sarei sempre favorevole), non credo di essere razzista ma perché è un argomento su cui, per questioni che adesso non sto a raccontare, ho riflettuto molto. Quello che intendo dire è che in realtà con tutti questi programmi speciali hanno fatto di tutto per disincentivare il mio senso civico. Cosa ricordo volentieri? Quei pochi professori che facevano IL PROGRAMMA della loro materia.

    Hai mai visto quelli che sono andati a scuola dai preti e poi odiano la religione? Beh, è la stessa cosa.

    La mia paura è che i tuoi programmi porterebbero poi in realtà a questi risultati che, diciamolo, non sono tanto auspicabili :-)

    @ariaora
    “Per le foto di modelle anoressiche sarebbe opportuna una regola, infatti l’anoressia porta *oggettivamente* alla morte e quindi la diffusione di fotografie che propongono/impongono il “modello anoressico” come bellezza estetica sono un pericolo per la salute individuale e collettiva.”

    Beh, ma allora siamo d’accordo! Però il sessismo (veicolato attraverso le pubblicità sessiste, per esempio) non è anch’esso un pericolo per la salute individuale e collettiva? Non porta alla morte? Quante donne vengono uccise ogni anno per motivi sessisti? E anche quelle che non muoiono, ma che vita di merda devono (dobbiamo) fare a causa del sessismo?!

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    • @Margherita

      Forse non sono riuscita a spiegarmi bene, ma il tuo racconto di vita vissuta è molto di aiuto.
      La descrizione della scuola che hai frequentato è proprio ciò che, secondo me, la scuola non dovrebbe essere.
      La scuola è usata per inculcare dogmi, i soggetti che hanno il potere di gestire la scuola la usano per inculcare i loro dogmi.
      Invece la scuola dovrebbe essere libera e indipendente da dogmi, fornire agli studenti gli strumenti per eleborare pensieri autonomi, anche critici dei contenuto dell’insegnamento di chi ha il potere (questo è il senso critico).

      Il senso critico non è una materia da insegnare durante un’ora specifica, è un metodo, uno stile di pensiero e di ricerca.
      Le materie spesso sono odiate dagli studenti perchè la scuola è effettivamente noiosa. La scuola è un luogo di addestramento, studiare consiste in leggere, memorizzare, ripetere, leggere, memorizzare, ripetere, leggere, memorizzare, ripetere, leggere, memorizzare, ripetere, e questo lo devi fare per anni e anni (capisci che i neuroni soffrono molto per questa condizione). Non tutti riescono a sopportare questo strazio. Molti lo fanno solo per il premio del bel voto, per la prospettiva di ottenere più avanti un lavoro prestigioso e/o un buon stipendio perché questo è quello che ti insegnano di solito.

      Per quanto riguarda il sessismo, non sono mica favorevole al sessismo. Ho solo la sensazione che le proteste possano essere strumentalizzate per scopi molto diversi, di “furbi” ce ne sono sempre tanti.

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  • @ariaora
    “Il senso critico non è una materia da insegnare durante un’ora specifica, è un metodo, uno stile di pensiero e di ricerca.”

    Sì! Direi che a questo punto siamo completamente d’accordo! :-)

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    • Potremmo anche sbagliarci, magari sarebbe opportuno insegnare senso critico durante un’ora specifica? Anche se il senso critico dovrebbe essere praticato e insegnato da tutti gli insegnanti, purtroppo i risultati sembrano davvero scarsi, c’è qualcosa che non va. L’esistenza sembra una triste e lunga partita di calcio con le classiche due fazioni di “tifosi” con poco senso critico.

      E tornando al tema del post. Mi chiedo come sia possibile che tante menti non siano in grado di trovare una soluzione migliore che appellarsi alle opinioni e decisioni di una figura unica e corruttibile.

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      • Secondo me stai un po’ travisando, almeno da come mi la vedo io. Non mi sembra che ci sia un desiderio di un uomo forte che, con autorità paterna, vieti le pubblicità con modelle sottopeso o che propongano modelli irraggiungibili. Almeno questa è la mia interpretazione di quello che leggo in questo blog e nei commenti a questo post. Non mi sembra di leggere bacchettoni che dicono “dovrebbero vietarle per legge queste sconcerie”, mi sembrano tutte persone che cercano di trovare insieme interpretazioni, soluzioni, idee. Per alcuni c’è una tendenza a sottolineare la responsabilità personale, per altri ad analizzare il sistema, però davvero l’appello all’uomo forte io qui non l’ho visto :-)

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  • Va’ detto che sarà sempre più difficile sviluppare il senso critico se la maggioranza censura i libri di storia “sgraditi”. Scusate la parentesi politica

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    • parentesi molto interessante. e c’è anche il problema della censura preventiva. esiste la possibilità di esprimersi liberamente senza schierarsi con qualche gruppo, “branco”?

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