Ultime ingiunzioni Iap

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Vediamo in sintesi le ultime ingiunzioni dello Iap emesse tra febbraio e marzo. E’ spaventoso il numero di ingiunzioni che riguardano la mercificazione della donna. Non ho mai visto così tante denunce. E’ sorprendente vedere come molte non vengono nemmeno dal mio blog e dalla rete delle blogger che stanno denunciando come me queste immagini (in quanto non ero nemmeno a conoscenza di alcune campagne).

1) Affissione di Centro Revisioni Auto Ferrara

Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “Revisioni Auto Moto Bollino Blu”, rilevato su affissioni nel mese di febbraio e marzo 2011 nella città di Ferrara, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 1 e 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Nel promuovere i servizi offerti dal Centro Revisioni Auto l’affissione mostra per tutta la grandezza del cartellone il primo piano di un seno femminile coperto dal reggiseno, sul quale si posa un ciondolo raffigurante il marchio dell’inserzionista.
Ad avviso dell’organo di controllo il messaggio risulta offensivo della dignità della donna, in quanto una parte del corpo femminile, esposta al pubblico come in vetrina, viene strumentalizzata al fine unico di attirare l’attenzione dei destinatari. Tutto ciò in spregio a quanto previsto dall’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.

Più volte la giurisprudenza autodisciplinare ha affermato che “la scomposizione del corpo umano” in parti anatomiche, esibite in modo provocatorio, costituisce “una modalità espressiva che veicola una carica degradante” e pertanto lesiva della dignità umana della persona (cfr., ad esempio, ex multis le pronunce del Giurì n. 130/2007, 316/2000, 100/2001 o 212/95). Nel caso di specie le dimensioni rilevanti del messaggio amplificano l’ostentata mercificazione del corpo femminile.
Nessun altro elemento, infatti, giustifica la scelta creativa di accostare un décolleté alla promozione di servizi di “Revisioni Auto Moto Bollino Blu”. In tal senso si rileva altresì la violazione dell’art. 1 del Codice, “La comunicazione commerciale deve evitare tutto ciò che possa screditarla”, dal momento che il contenuto del messaggio, teso a colpire l’emotività dello spettatore per indurre la memorizzazione del nome dell’azienda, è un esempio di forma comunicazionale che danneggia il credito dell’istituzione pubblicitaria nel suo complesso considerata.

2) Stampa di Romano srl

 Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “Impianti a gas per auto”, rilevato su “Il Tempo” e “la Repubblica” del 14/2/2011, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 10 e 1 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, volto a promuovere impianti a gas per l’auto, mostra la parte anteriore di un autoveicolo con una donna in lingerie di pizzo nera e calze autoreggenti, provocantemente sdraiata sul cofano, rivolgendo lo sguardo verso il lettore.
Tale messaggio, ad avviso del Comitato di Controllo, si pone in manifesto contrasto con l’articolo 10 del Codice, che impone il rispetto della “… dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione.”. È infatti evidente la carica offensiva della dignità della donna, che viene mostrata insieme all’auto unicamente per suscitare l’attenzione del pubblico, strumentalizzata quale mero oggetto di piacere.
Null’altro sembra giustificare la scelta creativa se non l’intento di raggiungere il maggior impatto possibile presso i destinatari della comunicazione; configurando altresì il contrasto del messaggio con l’art. 1 del Codice, essendo lo stesso idoneo a provocare discredito sulla comunicazione pubblicitaria nel suo complesso considerata.

 3) Affissione di Auto Planet srl

Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “Con noi ne FARAI di CURVE” di Auto Planet Augusta, rilevato su affissioni nella città di Augusta nel mese di febbraio 2011, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 1 e 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, diffuso su cartelloni di grandi dimensioni, mostra per l’intera lunghezza dell’affissione il corpo seminudo di una donna, dalle spalle alle cosce, ripreso in posizione supina con le braccia appoggiate a terra per consentire l’inarcamento della schiena e la coscia piegata verso l’alto. A sottolineare le curve del corpo si trova la scritta, anch’essa di grandi dimensioni, “Con noi ne FARAI di CURVE”, ed il logo del concessionario di autoveicoli Auto Planet Augusta.
Tale comunicazione, ad avviso del Comitato di Controllo, si pone in manifesto contrasto con l’articolo 10 del Codice, che impone il rispetto della “… dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione.”. È infatti evidente la carica offensiva della dignità della donna, che viene strumentalizzata quale mero oggetto di piacere. È evidente l’allusione sessuale (“farne di curve”), per la quale il corpo della donna, anonimo, spersonalizzato ed inerme, viene ridotto a passivo oggetto di desiderio, mercificato al pari del prodotto pubblicizzato, entrambi associati come strumento di svago e divertimento.
Null’altro sembra giustificare la scelta creativa se non l’intento di raggiungere il maggior impatto possibile presso i destinatari della comunicazione; configurando altresì il contrasto del messaggio con l’art. 1 del Codice, essendo lo stesso idoneo a provocare discredito sulla comunicazione pubblicitaria nel suo complesso considerata.

4) Affissione di Moda Group spa

Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “The new experience of sexy jeanswear”, rilevato su affissioni nella città di Bari nel mese di gennaio 2011, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 10 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, diffuso per affissioni anche di notevoli dimensioni nella città di Bari, mostra una donna al centro della scena, in una strada cittadina, seduta a gambe spalancate su una struttura da cui sgorga dell’acqua. La parte superiore del corpo è nuda, ma coperta dai lunghi capelli. La donna tiene stretto a sé, all’altezza del pube, un orsacchiotto. Lo sguardo della donna è provocantemente rivolto verso lo spettatore e l’headline recita “The new experience of sexy jeanswear”.
Ad avviso del Comitato il messaggio è in contrasto con l’art. 10 del Codice in quanto offensivo della dignità della persona. È infatti palese la strumentalizzazione della figura femminile e la lesione della sua dignità, considerando che la donna viene esposta al pubblico come in vetrina, diventando mero oggetto di profferta sessuale.
L’evidente richiamo sessuale per la particolare postura dell’orsacchiotto risulta inoltre inaccettabile anche in relazione all’art. 11 del Codice. L’utilizzo infatti di un elemento tipico del mondo dell’infanzia (l’orsacchiotto) in un atteggiamento che richiama una pratica sessuale risulta improprio considerato che il mezzo utilizzato, un’affissione per le strade cittadine, si impone all’osservazione di un pubblico indifferenziato e dunque anche di minori.

5) Affissione di Stars’ Dust di Basagni Maria Rosa

Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “Fuori tutto… Prendimi ora”, rilevato su affissioni nella città di Sinalunga nel mese di gennaio 2011, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 9 e 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio nella parte iconica mostra il mezzo busto di una donna, il cui volto è parzialmente coperto da una vaporosa chioma di capelli, lasciando in evidenza le labbra socchiuse, marcatamente truccate dal rossetto. Il corpo è nudo e le mani sono poste a raccogliere e coprire il seno. L’headline recita “FUORI TUTTO” seguita dalla scritta, posta all’altezza del seno della donna “… Prendimi ora…”.
Tale messaggio, ad avviso del Comitato di Controllo, si pone in manifesto contrasto con l’articolo 10 del Codice, che impone il rispetto della “… dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione.”. È infatti evidente la carica offensiva della dignità della donna, che viene accostata ed assimilata alla merce pubblicizzata, diventando lei stessa oggetto di profferta. Il simbolismo sessuale appare infatti immediatamente trasparente e favorisce in modo inequivocabile la diretta decodifica dell’oggetto a cui allude.
Si attua infatti una identificazione della figura femminile con i prodotti scontati offerti al consumatore, utilizzando l’espressione “prendimi” riferita nel contempo alla donna e all’offerta.
Null’altro sembra giustificare la scelta creativa se non l’intento di raggiungere il maggior impatto possibile presso i destinatari della comunicazione.

6) Affissioni di Metro Food sas

Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “Che PORCOLA! La pizza, cos’hai capito?”, rilevato su affissioni nella città di Fano nel mese gennaio 2011, ritiene lo stesso manifestamente contrario all’art. 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Il messaggio mostra l’immagine di una ragazza distesa sul fianco in atteggiamento ammiccante, con lo sguardo rivolto verso l’osservatore, e parallelamente al suo corpo una pizza al metro; l’immagine è accompagnata dalla scritta “Che PORCOLA! La pizza, cos’hai capito?”.
Ad avviso del Comitato tale comunicazione reca un’intollerabile offesa alla dignità della persona, in violazione del dettato dell’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”, in quanto appare evidente l’uso strumentale e la mercificazione dell’immagine della donna per l’improprio e del tutto gratuito accostamento ed assimilazione con il prodotto pubblicizzato, divenendo essa stessa merce da esporre.
La struttura del messaggio, infatti, è tale da portare il pubblico ad una univoca decodifica che implica, nel doppio senso su cui si fonda, la sostituibilità tra la pizza e la donna, la quale si ritrova ad essere ridotta a mero oggetto di desiderio e di profferta. L’espressione “La pizza, cos’hai capito?”, lungi dal riscattare il profilo di violazione del Codice contestato, amplifica la decodifica prospettata.

6) stampa di Coty Italia spa

Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è in contrasto con l’art. 9 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e ne dispone la cessazione.

(Art. 9 – Violenza, volgarità, indecenza)

6 commenti

  • Bè sicuramente impianti a gas e pizze non sono prodotti che riguardano il corpo femminile quindi lo IAP ha fatto bene ad intervenire.
    E poi, a parer mio, i disegni di Stars Dust e Jeanswear sono proprio brutti oltre che offensivi.

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    • ehehe i disegni li ho fatti io. I cartelloni non li ho trovati, allora ho disegnato i cartelloni come me li immaginavo ;)…sono una schiappa in disegno XD

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  • E poi c’è anche il fatto che in molti casi si tratta di affissioni visibili a tutti bambini inclusi. Pure questo è un aspetto importante da considerare.

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    • Appunto. E’ peggio dei programmi volgari e nudità in prima serata..almeno la tv si può spegnere o si può cambiare canale, mentre se ti mettono il cartellone davanti alle scuola elementare come è successo con Silvian Heach i bambini sono costretti a vederli.

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