La crociata di Antonio Ricci

Il caso Striscia sta diventando una rubrica fissa nel mio blog. Arrivano infatti degli aggiornamenti sulla questione. Nella puntata del 24 marzo, il tg satirico ha accusato Lorella Zanardo di essere vestita e ben confezionata come le menzogne. La Zanardo in una trasmissione tempo fa denunciava il programma di mercificare la donna e di metterla “in ginocchio” sul tavolo veicolando una posizione femminile subalterna e umiliante.

Il video potete vederlo qui. La redazione prende in giro Lorella Zanardo in modo pesante. Il video poi è umiliante, veramente svilente verso l’immagine femminile. Come se fosse normale che due ragazze si mettessero dietro i conduttori o davanti, come se tutto ciò non consista allo stesso modo in  una forte subordinazione dell’immagine femminile.

Il video poi si limita alla sola fatica fisica e non all’umiliazione della figura femminile. Una delle due veline lancia un messaggio alla Zanardo “fa molta più fatica chi lavora in fabbrica“, un messaggio veramente fastidioso e ipocrita nei confronti di chi lavora in fabbrica e guadagna la metà delle Veline.

 Se notate bene il video, la redazione, monta la fine di uno stacchetto dove le due Veline hanno entrambi i ginocchi sulla scrivania.

Chiedo ai lettori e alle lettrici di diffondere la mailbombing. Cambierò il testo se necessario.

Gentile Redazione,

Non abbiamo parole per esprimere il nostro disappunto e la rabbia riguardo al vostro servizio contro le dichiarazioni di Lorella Zanardo trasmesso in data 24 marzo 2011.

Non seguiamo più il vostro programma a causa del disgusto che proviamo per la strumentalizzazione del corpo femminile e l’ipocrisia nel voler far passare tutto ciò come satira, e siamo venuti a conoscenza del vostro servizio grazie a svariate segnalazioni da parte di alcuni lettori del blog “un altro genere di comunicazione”, che l’autrice utilizza per raccogliere le segnalazioni lesive alla dignità femminile a fini di contrasto degli stereotipi di genere nei mezzi di comunicazione.

Riteniamo politicamente scorretta la vostra “macchina del fango” sopratutto se rivolta a persone serie che si impegnano da qualche anno in una battaglia che riguarda i diritti di tutte noi.

Concludiamo la lettera chiedendo cortesemente ad Antonio Ricci di non pararsi dietro le gonnelle delle Veline o del Gabibbo per difendersi dalla triste verità di questo programma e di tutto il panorama televisivo italiano.

Cordiali Saluti.

Il pubblico.

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