Yamamay elimina le modelle

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Fonte: corrieredelmezzogiorno

Yamamay, basta modelle sexy
Sui manifesti le frasi di Alberoni

Una pagina bianca con le parole glamour del sociologo
«Una scelta rischiosa, ma non rinneghiamo il passato»

MILANO – Il corpo esibito della donna è inflazionato. Non fa più vendere. E così dopo Tim persino Yamamay— marchio di intimo che con la seduzione in dieci anni ha guadagnato le vette del mercato — opera un brusco cambio di rotta. Niente più pubblicità con bellissime in completo intimo di pizzo sexy: solo una pagina bianca con uno scritto di Francesco Alberoni sui temi di cui è maestro. Innamoramento (aprile), corteggiamento e seduzione (giugno), fedeltà e gelosia (luglio), «parlarci» (agosto).

Poi le foto ci saranno ma con una frase in evidenza. «Oggi non è più sufficiente l’immagine, servono le parole» , teorizza il sociologo al MaGa, museo di Gallarate di cui Yamamay è sponsor. «Scelta rischiosa senza rinnegare il passato che ci ha portato ad aprire 600 negozi» , dice Gianluigi Cimmino amministratore delegato del marchio di proprietà di Inticom Spa. Il professore nota però che siamo di fronte a una turbolenza emotiva ed erotica. Sono cadute le barriere che tenevano confinata la sessualità nel matrimonio. «Il risultato è una promiscuità diffusa e approvata dalla coscienza collettiva: basta vedere come viene vissuto il Grande Fratello. E la ragazza di cui parlano tutti?»

 Ruby? «Ha fatto i soldi, è stata invitata al ballo delle debuttanti di Vienna. Ha usato il sesso ma oggi il sesso è libero, la donna può farlo quando vuole» . Per questo il sociologo non crede in nuovo movimento delle donne: «Dovesse cadere Berlusconi, finirebbe» . E allora? «Viviamo in un mondo dominato dall’erotismo, ma ci sarà sempre gente che si innamorerà» . Intanto la pubblicità ricomincia dall’educazione sentimentale: «Perché quando le regole vengono a mancare serve il Logos, la presenza della ragione che fonda nel sapere».

Leggi anche qui.

Che ne pensate? A me sembra ipocrita, bigotta e un pò sessista se non cattolebana…del resto basta leggere le parole sull’articolo. Dopo aver esaurito la morale che Alberoni ci fa torneranno a rappresentarci come oggetti, oggetti addomesticati però, perchè essa si rivolge solo alle donne. O avranno frainteso le richieste delle clienti che in realtà erano rivolte solo per eliminare il modello della donna-oggetto e non per fare la morale alle donne che vivono la loro sessualità come vogliono. O sto giudicando troppo in fretta?

Ps: nel sito ci sono ancora le modelle in pose sessualizzate e passive.

55 commenti

  • Dalla padella nella brace. Usare le parole di una scrittrice, no eh? magari femminista, chiedo troppo? visto che gli indumenti intimi venduti dalla ditta in questione sono destinati alle donne, e non ad attempati sociologi calvi?

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    • A parte il fatto che si usa sempre una figura maschile per snobbare le donne..non mi sono piaciute le dichiarazioni del signor Yamamay. :( le ho viste bigotte e veramente cotnrocorrente con le proteste femminili che chiedono rispetto (sicuramente qualche mail gli è arrivata pure a loro)

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  • antonella policastrese

    “Ha usato il sesso ma oggi il sesso è libero, la donna può farlo quando vuole» . Per questo il sociologo non crede in nuovo movimento delle donne: «Dovesse cadere Berlusconi, finirebbe» . E allora? «Viviamo in un mondo dominato dall’erotismo, ma ci sarà sempre gente che si innamorerà» . Intanto la pubblicità ricomincia dall’educazione sentimentale:”

    Vorrei partire proprio da questo semplice concetto. Erotismo mi pare una cosa diversa, da un concetto di sesso usato come carta da bancomat. E’un qualcosa di squallido, da consumare e utilizzare come se si trattasse di un prodotto da vendere al migliore offerente. Credo al contrario di ciò che afferma Alberoni, che oggi più di ieri parlare di donne implichi un concetto diverso nel rapportarsi nel sociale e con se stesse. Berlusconi con la sua mania di investire sulle donne comprandole,le ha rese schiave di se stesse ed ha aperto una questione che non si risolverà con la sua caduta. Berlusconi ha addomesticato il corpo delle donne ad uso e consumo personale, ignorando un aspetto essenziale della femminilità:il pensiero e la capacità d’esprimersi che va aldilà di una semplice scopata. Ha massificato attraverso tv e giornali di sua competenza la natura delle donne. Qui non si fanno crociate ma si chiede una pari opportunità nell’essere considerati soggetti pensanti e visibili non in virtù di un corpo da sballo… Che poi si ritorni a parlare di sentimenti, emozioni amore innamoramento è già un altro discorso, più vero e consone alla natura di ogni donna e uomo.

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  • Boh, forse dovremmo coniare slogan semplici e diretti ed elementari per far capire il punto, perché proprio non ci arrivano: non vogliamo rivestire le donne o eliminare le immagini di belle ragazze! VOGLIAMO VALORIZZARLE! Io ADORO il fascino femminile, mi piace usarlo e vederlo nelle altre donne, ma il vero fascino è quello che rende tette e culo un (bel) contorno e non il fulcro… non serve togliere le immagini, serve arricchirle, modificarle, completarle.
    Chissà se lo capiranno mai.

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  • a me sembra che certa gente lo faccia apposta a estremizzare e a dire ‘visto, per colpa delle vostre dichiarazioni non siamo stati costretti a fare una cosa tanto estremista’…
    Quello che lamentano le donne non è la bella ragazza sulla pubblicità: è il modo in cui è presentata la donna in pubblicità. ll fatto che le ragazze siano tutte photoshoppate, in pose di perenne seduzione di non si sa chi, anche per vendere un silicone…
    E poi in uno dei pochi ambiti dove donne in reggiseno e mutande hanno uno scopo (vendere reggiseni e mutande ad altre donne) ci mettono le frasi di un tizio? E noi come sappiamo cosa andiamo a comprare in negozio, se non vediamo nemmeno una foto del prodotto? boh

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  • completamente d’accordo mary. grazie x avermi segnalato la notizia, forse ci scrivo un post perché secondo messaggi come questi sono totalmente fuorivanti e rischiano di screditare il movimento.

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  • Maria, hai centrato il punto. E poi non sono le frasi di un tizio qualsiasi, sono le frasi di Alberoni! Ma avete mai letto i suoi articoli? Non so se li fa ancora, io li leggevo un po’ di anni fa sul Corriere per farmi quattro risate.

    Alberoni riesce a rendere noiosa qualsiasi cosa, anche il sesso, anche l’amore, e ora anche le mutande!

    Comunque, a parte gli scherzi, sì Mary, sono d’accordo con te, sono frasi cattotalebane, ipocrite, bigotte e sessiste. Piuttosto che le parole di Alberoni allora meglio il culo di una modella rifatto con photoshop.

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    • “Piuttosto che le parole di Alberoni allora meglio il culo di una modella rifatto con photoshop.”

      esatto. forse vogliono proprio stimolare questa reazione, NON VOGLIO CREDERE che siano così idioti da non capire cosa chiediamo…

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    • Già forse era meglio la modella semi nuda…Alla fine non avevamo nulla contro il fatto che erano semi-nude (se devono pubblicizzare intimo ci sta eccome!) ma come ammiccano, i messaggi che trasmettono e le pose che assumono che sembra si rivolgano ad interlocutori maschi anzichè a donne.
      E poi veramente dalle dichiarazioni sembra che Yamamay ci consideri tutte delle poco di buono.

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      • Temo che invece si rivolgano alle donne… è come dire “se usi le mutande yamamay sarai un perfetto oggetto seduttivo come quella modella lì”…secondo me purtroppo anche moltissime donne condividono la mentalità imperante…

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  • Mi dispiace, ma questo è quello che succede quando si critica il femminile erotizzato pure dove il femminile erotizzato è assolutamente in linea con il prodotto pubblicizzato. Sia nel commentarium del blog di Lorella Zanardo che nel blog Vita da streghe mi è capitato di imbattermi in gente che protestava contro lo spot di Intimissimi che pubblicizzava un reggiseno push up quindi un indumento con un’alta valenza seduttiva ed erotica…prepariamoci a vedere Alberoni pure là.
    Le modelle di Yamamai non saranno state il massimo della raffinatezza erotica, ma andavano benissimo per quel tipo di prodotti.

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    • il femminile erotizzato va benissimo – perlomeno dove l’eros c’azzecca qualcosa – ma è dannoso rappresentare la donna come un giocattolo erotico. spero che la differenza tra erotismo femminile e donna-giocattolo-erotico sia chiara, ma a giudicare dalla reazione della yamamay loro non concepiscono una donna che non sia modello prostituta (non ho nulla contro le prostitute, ma ho molto contro chi mi dice che la donna deve essere una prostituta rifatta per essere sexy e bella… e lo dicono *praticamente tutti*.)
      c’è un modo di rappresentare la donna affascinante e sexy senza rappresentarla come una barbie-peripatetica in carne e ossa (e senza stupide censure bigotte!)
      mi auguro che la yamamay la smetta di fare la finta tonta e trovi una via di mezzo sexy e dignitosa… :-P

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      • Bè non credo che la modella di Intimissimi fosse un “giocattolo erotico”, le modelle di Yamamai sono un po’ meno raffinate (l’atmosfera era un po’ “Hugh Hefner style”), ma non mi parevano degradanti..ma poi che posso saperne io?
        Comunque un esempio di spot sexy e dignitoso secondo me è quello del profumo Christian Dior con Natalie Portman sulle note di Je t’aime moi non plus ci Jane Birkin e Serge Gainsbourg.
        Purtroppo non riesco a linkarvelo.

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  • Io non credo che un corpo giovane e aitante per un pubblicità di biancheria intima sia un male in sé: il problema è che mentre i modelli maschi vengono ritratti in pose sensuali senza strafare, le ragazze hanno sempre quell’espressione esasperatamente erotica che, se verbalizzata, sarebbe “fottimi subito”. Il problema è sempre la focosa offerta di sé, passiva e alienante, che sembra caratterizzare tutte le femmine degli spot di prodotti che non siano casalinghi ( lì entra in scena la mammina rassicurante). Sembra che non si esca mai dal binomio puttana- angelo del focolare che incastona l’universo femminile da qualche millennio.

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    • Sarà che sono un maschio, ma non capisco davvero cosa ci sia di passivo o alienante in una ragazza focosa e che ha voglia di “fottere subito”, poi che ci sono tanti modi di pubblicizzare un push up è vero: potevano mostrare la ragazza mentre legge un libro, oppure farle intervistarla su come sta bene con questo push up…però vorrei capire chi stabilisce quando l’erotismo nella pubblicità di un intimo sexy è “esasperato” e quando no.
      E vorrei anche capire perchè fuori alla fascia protetta, uno spot di intimo non possa ricorrerre ad un erotismo maschile o femminile “esasperato”..
      A me sembra ad esempio che l’erotismo dello spot con Natalie Portman (che pubblicizza un profumo) sia delicato, raffinato, non eccessivo ma un altro/a potrebbe pensarla diversamente.

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      • Il punto, Paolo, è proprio questo: la ragazza-tipo dello spot di lingerie non sembra dire “ho voglia di fottere” (desiderio rispettabile e condivisibile). Sembra invece dire “fottimi”, in modo passivo: il suo (del personaggio, non della persona che interpreta lo spot) modo di offrirsi e tutto un ammiccamento studiato, una posa convenzionalmente lasciva, l’aria sudaticcia e la bocca a culo di gallina, tutto terribilmente stereotipato in stile copertina di rivista maschile. Quanto allo spot della Portman, in effetti non l’ho trovato assolutamente eccessivo né volgare (e sinceramente mi stupirebbe il contrario, Natalie Portman nel ruolo della strappona è l’ultima cosa che mi aspetterei:-)

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  • ed ecco che il commento di Palo riassume perfettamente il tipo di reazione che quelli di yamamay speravano di scatenare nell’opinione pubblica: in pratca vorrebbero far passare il concetto che le critiche delle donne sono talmente esagitate e ”violente” da averli costretti a misure tanto drastiche… Ma chi vogliono prendere in giro? Come diceva la Lipperini, si chiama tecnica del rovesciamento, e cavolo se sono bravi…
    Ora riporto il mio punto di vista personale: non me ne frega niente se nelle pubblicità di intimo ci sono donne in mutande, è come queste donne ci vengono propinate che non mi convince:
    Parlando di yamamay: prima fanno il balletto erotico con mosse di seduzione, che lo vedo bene in altri contesti, ma in una pubblicità…? Mi stai reclamizzando un night club o una mutanda? Poi quest’anno la ragazza che si rotola sul letto, sempre seduttiva, che fa pure lo spogliarello… Scene che vedo bene nei backstage dei calendari sexy, ma ripeto, quanta attinenza c’é col prodotto venduto? Da quando in qua mutande=spogliarello? Potevano a questo punto metterci un uomo, così creavano un contesto simil-casalingo dove una ragazza seduce il compagno, una scena che è uno spaccato di vita reale, oltre che far capire che una ragazza compra biancheria fru fru anche per piacersi e piacere… Invece la ragazza messa lì da sola a sedurre l’aria mi lascia assai perplessa sul target dello spot, è molto asettico e impersonale, non mi colpisce, non è diversa dalle tante pubblicità dove la donna è una bella cornicetta e stop…

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    • Comunque io non penso che contestare uno spot di intimo sexy sia “violento o “esagitato”, penso francamente che sia risibile, sbagliato e che renda meno credibile battersi contro gli spot che utilizzano il sesso per pubblicizzare un cellulare..poi per carità, ognuno combatte come vuole, ma se storcete il naso davanti ad una donna sensuale (“esasperata” o no) che pubblicizza un push up o davanti a donne sexy che pubblicizzano biancheria femminile allora è comprensibile la reazione di Yamamai., allora diventa lecito pensare che il problema è la donna sexy in sè a prescindere da cosa pubblicizza, a prescindere dal contesto.

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  • Quindi ti piacerà lo spot di Christian Dior dove Natalie Portman è mostrata per l’appunto con un ragazzo (ma non si rotolano), comunque hai ragione sulle modelle di intimo, avrebbero potuto mostrarle con uomini , ci sono tanti modi di pubblicizzare un intimo…e dato che il prodotto è diretto a te donna, tu hai tutto il diritto di dire che quello spot non ti convince (ma dubito che esista uno spot sexy che mette tutti/e d’accordo) io per me penso meglio vedere donne tutte intere con una testa e un viso e sexy che pezzi di corpo (come in un altro spot Yamamai di cui si discusse su Lipperatura)
    ma il punto è che ho letto in giro per il web che la modella di Intimissimi sarebbe una “porcona” e che le sue movenze da “striptease” non rispecchiano le donne “reali” come se una donna reale non avesse il diritto di essere “porcona” o di fare striptease per il proprio marito/compagno/amante o anche per la propria compagna (alle lesbiche non piacciono gli strip?).
    Io ribadisco che scagliarsi contro uno spot erotico di un indumento erotico o comunque di qualcosa che ha a che fare con l’eros e la seduzione, porta a reazioni bigotte come quelle di Yamamai che in pratica ora dice: la “porcona” vi offende? E allora beccatevi le frasi da Baci Perugina di Alberon degli Alberoni.
    certo avrebbero potuto usare le frasi di una donna: io avrei scelto Eve Ensler, Annie Sprinkle, Erika Lust ma forse temevano di “offendere” qualcuno.

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  • Non sono d’accordo Paolo. questo non è quello che succede a chi critica uno spot di intimo (non perché è di intimo ma per ben altre cose), ma quello che pensa un signore indipendentemente da ciò che diciamo noi. Semmai, spot dove la donna viene erotizzata in modo eccessivo e frasi come queste mi sembrano piuttosto entrambe la conseguenza di un medesimo modo di pensare che vede nella donna oggetto sessuale l’equivalente del sesso libero.

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    • Ma perchè mai una donna sexy che pubblicizza biancheria intima sexy dovrebbe essere un oggetto sessuale?? Non stiamo parlando mica di pannelli fotovoltaici!
      La modella di Intimissimi non è un oggetto, è una donna seduttiva che indossa un indumento che ha una valenza seduttiva.

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      • Esempio: Un uomo che pubblicizza indumenti intimi ha sempre un’espressione da macho, ti dice, praticamente: “guarda come sono bello, sono forte e sicuro di me”. Una donna che pubblicizza un intimo, invece, sta sempre con un’espressione da porno film. La domanda è: perchè?Tralasciando il macho che è sempre uno stereotipo e abbastanza seccante, ma ditemi perchè una non può semplicemente pubblicizzare un cavolo di intimo senza dover dare l’idea di guardare l’interlocutore e dirgli: “avanti, vieni a fottermi”. Insomma… per dire: l’uomo macho è indirizzato agli uomini per dirgli: “con i nostri prodotti sarete dei machi”, la donna invece a chi è indirizzata? è alla donna che compra il prodotto che sta dicendo “vieni a fottermi?”. E non mettiamo in mezzo le lesbiche, non sto parlando di questo, adesso. No, non lo sta dicendo alla compratrice, semplicemente si è troppo abituati a mettere donne in queste pose.
        La donna sexy e bella in se non è e non è mai stato un problema. Se mettessero una donna bella, sexy, dallo sguardo sicuro di se, che indossa reggiseno e mutande ma non si rotola per attrarre l’interlocutore, allora sarebbe più accettabile. Anche se sta seducendo il suo ragazzo sarebbe meglio, no? Perchè è una cosa normale, e dice anche “guardate come siete sexy coi nostri prodotti”. Ma sarebbe sempre indirzzato alle donne. Capito? è solo questo. Nessuno si lamenta della presenza di donne belle e sexy, la cosa di cui ci lamentiamo è che pubblicità per donne sono rivolte a uomini. Perchè???
        E le frasi al posto delle donne dimostrano solo l’ipocrisia e la stupidità che stanno dimostrando tutti in quest’ultimo periodo. A proteste facilmente comprensibili rispondono in questo modo assurdo. Ma che diamine c’entrano le frasi col prodotto?

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      • Bè certo che se seducesse il suo ragazzo sarebbe meglio, sono d’accordo ma a parte che il messaggio dell’intimo da uomo non vuole attirare sì gli uomini ma anche le donne in senso lato perchè in pratica si dice “con le nostre mutande sarai un figo e attirerai le donne” e lo stesso si fa per l’intimo femminile (con questo reggiseno sarai strafiga e avrai tutti gli uomini che vuoi) a parte il fatto che continuo a non capire perchè una donna con uno sguardo da “porno film” dovrebbe essere “insicura” e più debole di un uomo, veniamo alla domanda: ” la cosa di cui ci lamentiamo è che pubblicità per donne sono rivolte a uomini. Perchè???”
        Bè perchè si presume che la donna che si compra un push up o un certo tipo di biancheria intima lo faccia non solo ma anche per divertirsi sessualmente, per attirare sessualmente, per eccitare un uomo o comunque un’altra persona,dite che non è vero? Ok, comunque siamo in una società consumista quindi purtroppo il solo potere che avete e abbiamo è quello d’acquisto: non comprate i prodotti i cui spot vi offendono.
        Io continuo a dire che non capisco questo tipo di critiche, se si arriva a dire che la donna seduttiva non va bene per pubblicizzare qualcosa che ha una valenza seduttiva..si afferma qualcosa che davvero è incomprensibile. Che volete che vi dica, sarà che sono un fallocrate (come qualcuno nel commentarium di Vita da streghe mi ha accusato di essere, strano perchè altrove ci sono stati dei maschilisti che mi hanno accusato di essere “schiavo delle donne”), ma non mi resta che ammettere la mia incapacità di capire perchè Intimissimi sarebbe offensivo.
        Comunque attenzione ad usare il termine porno film, in un porno vero o anche in una comune scena di sesso si vedono cose molto più esplicite, sopratutto si vede gente che tromba..altro che rotolarsi da sole in un letto.

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      • “si presume che la donna che si compra un push up o un certo tipo di biancheria intima lo faccia non solo ma anche per divertirsi sessualmente,…”
        Secondo me lo fa principalmente per quello, ma potrei sbagliare…del resto ammetto che le mie esperienze erotiche sono scarsissime..lasciamo stare

        “non vuole attirare sì gli uomini”: in realtà quel “non” mi sono scordato di cancellarlo. Scusate.

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      • ditemi perchè una non può semplicemente pubblicizzare un cavolo di intimo senza dover dare l’idea di guardare l’interlocutore e dirgli: “avanti, vieni a fottermi” Hailey

        e perchè interpretarlo in forma passiva? E se stesse dicendo “Avanti, voglio fotterti?”
        Comunque come ho detto certo un intimo si può pubblicizzare in tanti modi, si può anche decidere di non puntare sul sesso. ad esempio si può farle leggere un libro..certo parlando di push up rinuciare al sesso mi pare difficile

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      • Scusami Paolo ma quando cìè discriminazione tra figura femminile e figura maschile c’è sempre un problema perchè non vedi molto spesso fare le stessew cose che fanno le donne in uno spot di intimo.
        A questo punto, anche se a me personalmente non piace, meglio uno lo spot di Calvin Klein che non fa discriminazione di genere

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      • Lo spot di Calvin Klein è molto bello. Mi piace, grazie per averlo postato
        io stavo dicendo un’altra cosa: Hailey diceva che i modelli maschi di intimo in pose sexy appaiono tutti sicuri di sè e le donne no, ma perchè un maschio erotizzato è visto come “sicuro di sè” e la donna no? perchè il seduttore viene classificato come “forte” e la seduttrice invece è “debole”? I’impressione che ho leggendovi e che voi sosteniate questo: un uomo seducente è “soggetto”, una donna seducente invece è “oggetto” come se la seduzione femminile fosse degradante anche quando si pubblicizza qualcosa che ha a che fare con la seduzione. A parte che poi secondo me nel gioco della seduzione anche chi viene sedotto/a non è mai veramente passivo, ma sono opinioni personali.
        sicuramente la mia impressione è sbagliata, ma ho già ammesso la mia incapacità di capire le vostre critiche agli spot di intimo.
        Aggiungo una cosa: francamente lo stereotipo del macho usato nell’intimo maschile non mi da’ fastidio, sono consapevole che se mettessero uno gracilino e decisamente non atletico come me in mutande al posto del solito giovane e aitante figone nessuno le comprerebbe e sinceramente non la vivo come un’offesa

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      • Allora. Prima di tutto non credo minimamente che tu sia un fallocrate, e fin qui credo non ci fossero dubbi. Sennò non perderei tempo a parlare con te, dato che non ti interesserebbe proprio cambiare ottica, tanto ne saresti convinto. Invece concordo molto spesso con ciò che dici, e mi piace dialogare. Ovvio che se mettessero un gracilino non interesserebbe a nessuno. Non come offesa per i gracilini, solo per marketing. Infatti, se mettessero una ragazza cicciottella, non venderebbe, il prodotto di intimo. No? Perchè uno deve pensare sempre di comprare qualcosa per stare bene come quel modello o quella modella. Illusione di marketing.
        Ciò che intendo è che una donna seduttiva non è oggetto sessuale, ma è come mostrano la sua seduttività che lo diventa.
        E poi le espressioni:

        Quest’uomo ti sembra sexy? No, non mira a essere seduttivo, mostra solo sicurezza di se. Ed è la stessa espressione che hanno tutti i modelli in intimo maschili.

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    • Ma uno sguardo sicuro di sè (maschile o femminile) può pure essere seduttivo Se il modello è sexy? Bè brutto non mi sembra. Poi più che sicuro di sè mi sembra imbronciato (tra l’altro pure alcune modelle hanno spesso queste espressioni imbronciate), evidentemente da ricerche di marketing risulta che il broncio sia sexy. Evidentemente secondo il marketing le donne in maggioranza ritengono attraenti uomini che hanno quell’espressione seriosa..francamente non saprei.
      Non sono un esperto però immagino che ci siano modelli di intimo anche con espressioni un po’ più seduttive, che magari ti guardano negli occhi anzichè per terra come questo qua
      Poi ti confesso una cosa: non so dire con certezza quando un uomo è seduttivo o no (immagino però che i modelli sia maschili che femminili di intimo siano scelti in quanto ritenuti sexy e attraenti e seduttivi), quando penso alla seduzione, quando m’immagino di essere sedotto (sono troppo timido per sedurre) io penso alle donne non ci posso fare niente, quindi se tu che sei donna (e immagino eterosessuale) mi dici che quel modello non ti attrae, non ti seduce io ovviamente ti credo, ma immagino che possa piacere a qualche altra donna..sicuramente l’azienda di intimo che ha commissionato la foto ne è convinta

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      • Ecco, ecco… per mostrarti la differenza che non riesco a spiegare bene ti linko questo articolo di questo stesso blog, in cui è mostrato uno spot attuale e offensivo, però della Golden Lady, delle calze, e alcuni altri, nelle risposte, degli anni 90, più rispettosi della figura femminile. Basta guardarli per rendersi conto che, oltre a pubblicizzare un incidente stradale fatto solo per attirare l’attenzione di un uomo, già assurdo e sconcertante di suo, la donna della pubblicità si alzi la gonna e faccia finta di essere svenuta, così che l’uomo si avvicini a lei e decida di conoscerla perchè vede il suo corpo. Se ci fosse seduttività o sessualità attiva, la donna si sarebbe avvicinata all’uomo e l’avrebbe attratto con il suo charme, con la seduzione, ma non sarebbe ricorsa a far osservare il suo corpo svenuto. Mentre nelle vecchie pubblicità, sopratutto nell’ultima, si mostrano le calze e donne sexy e molto belle, rispettando sempre la donna, nell’ultima infatti un cameraman, durante delle riprese, si sofferma sulle gambe con le calze della ragazza e la tipa di Golden Lady solleva la telecamera al volto. Per dire: Sono donne sexy, ma hanno un cervello, dei pensieri, facoltà di scelta.
        La donna, guardando quelle pubblicità, è si attratta dal pensiero che attrarrà l’altro sesso con quelle calze, ma sa anche che non merita che la si guardi come un oggetto.

        https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2010/12/20/germania-vs-italia/

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      • Guarda, hai ragione: gli spot Golden Lady degli anni 80-90 erano certamente migliori di quello dell’incidente..però leggendo i commenti del post vedo che a Cosmic non stavano bene neanche quelli…mi chiedo cosa si debba fare per pubblicizzare qualche prodotto che riguarda il corpo femminile (e che come le calze da donna può avere anche una valenza seduttiva) senza irritare qualcuno

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  • @ Giulia (e anche tutt* le/gli altr*)

    Io non vedo in questa scelta da parte di Yamamay un disegno subdolo per ritornare a donne sempre più nude, mi sembra un goffo tentativo di “stare al passo coi tempi”, in cui però non si esce mai dal binomio puttana/angelo semplicemente perché non è concepibile da parte loro un modo diverso di vedere il mondo.

    Ricordiamoci che l’obbiettivo di ogni pubblicità è vendere il prodotto, non incidere sulla cultura di un paese. Quindi il ragionamento è “le donne nude oggi sono OUT, bisogna tornare ai sani principi, cosa facciamo? Alberoni, grande sociologo, ci dica.”. A questo punto invece di pagare fotomodelle e fotografi pagano Alberoni per le sue frasette da baci perugina. L’investimento può funzionare o non funzionare, tutto qui.

    Per chi dice che sia le donne in posa “trombami” che le frasette su innamoramento e amore non c’entrano niente con le mutande: sono perfettamente d’accordo, ma se la pubblicità fosse semplicemente “MUTANDE YAMAMAY: COMODE E PRATICHE, NON VI GRATTERETE MAI IL CULO”, io magari le comprerei, ma le comprerei a ragion veduta, cioé quando mi servono perché le altre che ho sono rotte. Le comprerei per necessità, non per consumismo, per comprare un sogno (così magari impressiono il mio ragazzo, etc. etc.). E sappiamo che il mercato di oggi non si può basare solo sulle NECESSITA’, se non ci fossero i BISOGNI INDOTTI (devi assomigliare a quella modella lì, etc. etc.), le industrie come sono oggi andrebbero a farsi fondere. Con questo non difendo il consumismo, secondo me è una stronzata comprarsi seicento mutande quando non ne hai bisogno, voglio solo pensare allo stato attuale delle cose.

    Ciao e ancora complimenti, Mary, per il tuo impegno quotidiano.

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    • Perfetto: non è concepibile da parte loro un modo diverso di vedere il mondo

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    • sono d’accordo che la pubblicità vende sogni ma io voglio che mi venda diversi tipi di sogni, magari anche qualcuno non riduttivo… che ci consideri persone anche quando ci vende finti bisogni.

      “le donne nude oggi sono OUT, bisogna tornare ai sani principi, cosa facciamo? Alberoni, grande sociologo, ci dica.”

      mi sa che hai ragione… sigh.
      è che mi sembra così semplicistico e puerile.
      i pubblicitari, come tutti e anche di più, dovrebbero avere un po’ di etica, pur puntando sempre al guadagno massimo.

      è comprensibile mirare al profitto come è umano scappare durante un incendio – c’è bisogno di scappare, scappano tutti – ma è per evitare che qualcuno venga schiacciato dalla folla impazzita che si creano regole da seguire durante gli incendi… (mm, sempre più azzardati i miei paragoni, spero siano anche comprensibili e attinenti… :))

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  • antonella policastrese

    Penso che il problema debba essere affrontato nella sua interezza. Si è aperta una falla nell’utilizzo sconsiderato del corpo delle donne e non credo che il tutto finisca con la caduta del berlusconismo. Non ci troviamo nemmeno ai tempi della protesta femminista, quando i reggiseni venivano bruciati tanto che venne fuori il famoso slogan tremate tremate le streghe son tornate. Finalizzare tutto il discorso del post su singoli aspetti pubblicitari settorializzarli, equivale a perdere di vista il problema di fondo:C’è un utilizzo sconsiderato del corpo femminile. Uno sfruttamento che non conosce limiti. Come se noi donne fossimo tali per il corpo che ci portiamo dietro. Ma sotto quelle forme cosa c’è? Dentro le nostre teste cosa si agita. Quanto siamo messe nelle condizioni di dare il meglio non in virtù di ciò che abbiamo in mezzo alle gambe? Se ripartiamo da questo forse saremo in grado di incidere diversamente su una società consumistica e che utilizza come feticcio dei corpi.
    Bisogna far nascere la curiosità verso qualcosa di diverso e a quel punto le tendenze in atto cambieranno da sole. La pubblicità è un mondo che riesce a parlare mille linguaggi e a volte il messaggio che è più incisivo è quello che non si vede tramite ciò che mostra.

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    • Antonella ehm, concordo su tutto, ma permettimi una piccola precisazione storica: quelle che bruciavano i reggiseni erano le “suffragette” dei primi novecento, così dette perchè tra le loro fondamentali rivendicazioni era compreso il diritto di voto, appunto, il suffragio. E il reggiseno, soprattutto nelle forme che aveva all’epoca, era avvertito come un simbolo della costrizione femminile. Buona idea, no? Le femministe degli anni ’70 il problema reggiseno non se lo ponevano proprio perché, per lo più, non lo portavano più. Non andava più di moda.

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  • @Paolo è lampante la differenza tra la donna eccitante (“fottimi subito uomo”) che ci vende la pubblicità e la donna eccitata reale (“scopiamo”), basta pensare a come facciamo sesso noi comuni mortali… c’è comunione di intenti e di seduzione, c’è spontaneità ed erotismo veramente libero. 2 persone che se la godono e si seducono a vicenda…
    poi capita la sera in cui fai la zoccola-GEISHA ma per gioco non perché il sesso sia solo quello lì.

    ricordi la pubblicità per guitar hero con Heidi Klum?
    http://tinyurl.com/5oon4j

    ma quanto è sexy?! eppure non ammicca non fa mossette prestabilite, se ne frega di concupire il maschio, ma lo concupisce uguale perché è comunque dannatamente sexy. ha personalità ed è provocante anche coi calzettoni – è così facile!
    c’è anche la versione solo reggiseno e mutandine:
    http://tinyurl.com/63k3xbh
    sempre sexy, sempre libera, sempre dignitosa e “porca” senza ridurre la figura della donna a giocattolino stereotipato.
    spero sia un esempio accettabile e non bacchettone anche per te!

    (yamamay e intimissimi a quel che ricordo hanno usato entrambe le donne simil-prostituta come se fossero il massimo dell’erotismo libero. cosa con cui non concordo affatto. e non dubito che Dior abbia fatto uno spot più dignitoso… forse anche perché Natalie Portman non ambisce a fare faccette porno solo per pubblicizzare un profumo… chissà perché?!)

    non chiedo alla pubblicità di essere solo “realistica”, ma di esserlo qualche volta, perché io non ci sto più a vedere che il mio corpo viene ridotto sempre e solo a corpo di bambola, oggetto per far godere gli occhi dell’uomo e basta.

    l’esasperazione, per me, sta nel proporre solo quel modello. in sè il modello non ha niente di che, è come dici tu, ognuno ha i suoi gusti e quello che io non faccio tutti i giorni magari per altre è l’unico modo di proporsi.

    però perché il modello zoccola è l’unico proposto? l’esagerazione è questa…

    “Ma perchè mai una donna sexy che pubblicizza biancheria intima sexy dovrebbe essere un oggetto sessuale??”

    perché una donna che è SOGGETTO sessuale prende lo streaptease come un gioco sexy e non come l’unico modo di sedurre… spero che il discorso si capisca…
    nella pubblicità l’eros è ridotto a pornografia.
    non ho NIENTE contro il porno ma dovrebbe rimanere quello che è: uno sfogo onanistico, esagerato e “povero” del sesso vero, che coinvolge tutta una persona.

    il porno è diventato la nuova educazione sentimentale-sessuale e non ci sembra strano vedere sexy solo le donne trasformate in bambole gonfiabili “pneumatiche” (per riprendere Huxley)

    “se si arriva a dire che la donna seduttiva non va bene per pubblicizzare qualcosa che ha una valenza seduttiva”
    ma no, affatto, è che ci sono tanti modi di essere seduttivi, non solo il labbrone rosso fuoco, non solo la ragazza col seno rifatto, non solo la donna che scopre il sedere pronta per farsi inculare (mi riferisco a una recente pubblicità)… esiste ANCHE (non solo) una seduzione più densa e saporita, ma ce lo stiamo dimenticando.

    usando una facile metafora, è solo che sono stanca del mac donald: ogni tanto ci sta, ma il mio vero piatto preferito è il filetto al sangue.
    perché la pubblicità vuole farci credere che mac donald tutti i giorni sia il massimo?

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    • Ma io sono d’accordissimo con quanto dici, è verissimo che ci sono tanti modi di sedurre, a me personalmente piace sia Heidi Klum Guitar Hero (che tra l’altro cita la famosa scena di Risky Business con Tom Cruise) sia l’eros raffinato e delicato di Natalie Portman per Christian Dior sia quello un po’ più esplicito e aggressivo di Intimissimi…e comunque parlare di porno mi pare esagerato…nel porno vero si vedono cose molto più esplicite, nel porno la modella di Intimissimi scoperebbe con uno o due fustaccioni altro che ammiccare., e l’altra modella di Silvian Heach e farebbe ben di più che sollevare la gonna per mostrare il sedere.
      Comunque ti ripeto, fai benissimo a chiedere una pluralità di modelli di seduzione, di erotismo ecc..ma la pluralità si può chiedere all’insieme degli spot pubblicitari non al singolo spot .
      Dopodichè personalmente sarà un limite mio, ma non riesco a vedere come “oggetto” sessuale (nè tantomeno “zoccola”) una donna adulta seduttiva indipendentemente dai modi che sceglie…sia che faccia lo striptease e ammicchi sia che suoni la chitarra in mutande e reggiseno la vedo sempre come soggetto

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      • “sia che faccia lo striptease e ammicchi sia che suoni la chitarra in mutande e reggiseno la vedo sempre come soggetto”
        Comunque il bello dello spot con Heidi Klum è che anche quando è mezza nuda se ne frega di sedurre ed è lo stesso molto attraente come fai notare.
        Davvero un bello spot ed è anche un esempio di come il corpo femminile possa essere mostrato in maniera sexy pure quando si pubblicizza qualcosa che non c’entra col corpo e con l’eros.

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    • “forse anche perché Natalie Portman non ambisce a fare faccette porno solo per pubblicizzare un profumo… chissà perché?” Giulia
      E be’ la Portman è un’attrice di un certo livello, infatti.

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    • Comunque ribadisco che per me tanto Heidi Klum quanto Irina Shayk (la modella dell’ultimo spot Intimissimi) sono soggetti e non oggetti.
      Vabbè ora mi taccio.

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      • ma no, è sempre interessante leggerti… io penso che la donna non è veramente libera di scegliere e autodeterminarsi, se la seduzione è psicologicamente (quasi) imposta (con messaggi sotterranei che ci dicono fin dall’adolescenza “devi essere così-così-e-così perché devi sedurre e sedurre è la priorità per una donna”).

        diventa difficile andare controcorrente e finiamo per adeguarci per passività più che per passione. quante bocca-di-rosa ci sono su 100 donne? forse una.(ed è sacrosanto che ci sia)

        voglio dire che secondo me non tutte godono a fare la vamp sexy, non tutte amano impersonare la geisha-zoccola a letto – e se non godi mentre fai (o alludi al) sesso allora sei un oggetto per far godere altri…

        per questo non riesco a vedere una donna libera e consapevole quando guardo le modelle che alludono tutte a un immaginario pornografico imposto (hai ragione, sbaglio a definirlo “porno”, sono solo allusioni).

        queste modelle le vedo come complici per opportunismo e a volte vittime per necessità, di un sistema che ci dice come dobbiamo essere… preferibilmente tutte uguali e tutte impegnate a sedurre sempre e solo in un modo.

        dici che è un mio problema? a questo punto mi viene il dubbio, perché mi fido del tuo parere, e non riesci proprio a vederla come me.

        p.s. però guitar hero nella versione solo reggiseno-e-slip dovrebbe essere uno spot per biancheria intima, IMHO. ;) è il solito trucchetto per sollazzare l’acquirente maschio… ma secondo me la versione coi calzettoni è anche più seducente pur presentando una donna tutt’altro che geisha: una donna che si diverte, una donna che sa suonare, una donna che in casa sta bella comoda, una donna che cita una scena cult, una donna che si gode la sua libertà…

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      • Ma è ovvio che non tutte godono a fare la vamp, ma altre sì, poi credo che una donna abbia il sacrosanto diritto di decidere se e quando vuole essere vamp e agire di conseguenza…e che io davvero non credo che una donna adulta che decide di essere vamp sia una vittima o un oggetto, non credo che la pubblicità possa manipolare a tal punto una persona adulta (è ovvio che per indurti a comprare un po’ ti manipolano, ma se non vuoi fare la vamp con tuo marito non la fai, poi vabbè sta a te scegliere se vuoi fare la vamp ogni tanto perchè il tuo lui ci tiene e immagino che pure lui comunque ricambierà il favore in qualche modo, sono i compromessi della coppia)…sottolineo che parlo di donne adulte che (si presume) siano consapevoli del proprio corpo e del proprio fascino e secondo me sono la maggioranza, ovviamente troverei orribile proporre non solo il modello vamp, ma pure il modello casalinga ad una bambina o ad un’adolescente cioè ad una persona che è ancora “in formazione” sessuale e intellettuale…poi quando sarà grande deciderà se e quando e quanto e per chi vuole fare la vamp o la non vamp , sarà lei a scegliere cosa vuole essere l’importante è farlo con consapevolezza…cioè una vuole fare la “geisha zoccola” a letto? Oppure vuoi travestirti da Cat Woman?Ok, Vuoi fare lo strip magari come regalo al tuo lui ?(che spero ricambierà lavando i piatti oppure con un cunnilingus oppure spogliandosi lui per te) Ok, fallo l’importante è farlo con consapevolezza…non vuoi farlo? non farlo, ogni coppia a letto immagino decida come “dare inizio alle danze”, modalità che possono pure cambiare di volta in volta.
        Se poi mi dici che la tv rende una donna adulta incapace di capire cosa vuole essere a letto allora vorrebbe dire che una donna è più facilmente manipolabile di un uomo e non lo credo.
        Comunque forse non c’entra nulla perchè è un telefilm e non uno spot ma concludo mostrando questa scena tratta dal mio telefilm preferito, Scrubs: sono due bei ragazzi, ma lui non è il tipico macho (anzi!) e lei non indossa biancheria di pizzo (anche perchè tutto accade d’impulso) e porta un paio di pantofole buffissime, eppure quanto sono eccitanti in questa scena, dal minuto 0.48…mi rendo conto che un telefilm è diverso da uno spot (per fortuna!), e poi Scrubs è un vero capolavoro…Elliot e J.D…li adoro!

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      • “però guitar hero nella versione solo reggiseno-e-slip dovrebbe essere uno spot per biancheria intima, IMHO. ;)”
        Sì sì in effetti una modella in biancheria intima che suona la chitarra potrebbe essere una bella idea,si potrebbe suggerirla a Yamamai.
        Secondo me non hai alcun problema se non ti riconosci nelle modelle di Intimissimo, neanche io mi riconosco nei machi palestrati e seriosi che pubblicizzano l’intimo maschile ma appunto chissà se venderebbero lo stesso se mettessero uno magrolino come me (non credo). Ti ringrazio per la fiducia che accordi alle mie opinioni, mi lusinghi, ma non sopravvalutarmi. Sono solo un ragazzo di 26 anni, e non mi sento più saggio di altri miei coetanei.

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  • @Paolo anche io adoro scrubs! :) la sua fine è una ferita ancora aperta e il tentativo di scrubs 9 ha rimediato solo in parte! :-(
    per il resto credo che quando protestiamo contro gli spot pensiamo tutte (o perlomeno io) alle ragazzine che siamo state e alle ragazzine che stiamo crescendo, figlie, nipoti ma anche figli maschi… penso che una donna crescendo si possa liberare dalle manipolazioni mediatiche, noi ci siamo riuscite (io con molta fatica, lo ammetto) ma è anche vero che quando ero ragazzina la pressione dei media non era forte, ossessiva e pervasiva come oggi. e il modello zoccola non era l’unico. possibile che ora funzioni solo quello? tanto che lo stanno estendendo anche ai maschi…(vedi d&g)
    credo che le pubblicità non abbiano tutta la colpa, ma ognuno di noi, compresi i pubblicitari e i direttori dei casting tv, può è deve prendersi la sua fetta di responsabilità…

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    • p.s. forse non sembra visto che addito “la zoccola” come modello negativo, ma rispetto le prostitute vere… fanno solo la vita che possono e che vogliono, come tutti. mentre rispetto sempre meno certi pubblicitari ;PPP

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    • Paolo, in realtà avevo scritto solo per segnalarti questo articolo della Bignardi… che stordita!

      barbablog.vanityfair.it/2011/03/23/e-se-dopo-arcore-la-donna-oggetto-non-vendesse-piu

      l’avevi letto?

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      • Sì, l’avevo letto, devo dire che lo trovo ineccepibile riguardo alla pubblicità e al fatto che sia sbagliato ricorrere all’erotizzazione anche per vendere qualcosa che con l’eros non ha a che fare.
        Sono contento che anche a te piaccia Scrubs, sei la seconda dopo Hailey che apprezza. Bè io poi vado matto per le serie tv USA, quella in particolare. La nona serie purtroppo non sono riuscito a vederla tutta, so che il cambio di personaggi non è piaciuto molto, ma io trovo che lo “spirito” della serie (ironia surreale, sentimento, comicità coniugata a momenti più seri) sia rimasto invariato.
        Vabbè, ormai siamo OT, mi pare..comunque a proposito dei modelli troppo “adulti” dati alle bambine mi pare che una commedia come Little Miss Sunshine (sono anche appassionato di cinema) ci abbia ironizzato con intelligenza e brio, non so se l’avete vista.

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