Striscia la notizia ci risponde

Striscia mi ha risposto, non grazie alla mia email ma grazie alle NOSTRE email che abbiamo mandato alla redazione tramite una mail bombing. Dopo solo 72 adesioni, la mail-action ha avuto “effetto” e siamo solo all’inizio. Ha fatto effetto nel senso che le nostre lettere sono giunte al destinatario e non perchè abbiamo vinto la nostra battaglia.  Questo è il testo della email, non è soddisfacente ma comunque reputo importante annunciare:

Buongiorno,

rispondiamo a lei e alle altre blogger che ci hanno inviato un testo uguale al suo.

Rispettiamo le sue posizioni ma ci teniamo sottoporle il nostro punto di vista.

In primo luogo intendiamo precisare che il nostro intento era quello di evidenziare l’ipocrisia di giornali e reti televisive che, presentandosi come paladini della dignità della donna e accusando noi di sfruttare la figura femminile, in realtà praticano la mercificazione del corpo della donna.

Vogliamo ribadire che la nostra battaglia ha il solo scopo di difendere il nostro programma e la nostra storia artistica e professionale da attacchi pretestuosi e del tutto ingiustificati che da tempo vengono rivolti contro di noi. E la nostra autonomia e indipendenza sono attestate da tutta la storia di Striscia.

Quanto alle Veline di Striscia quello che loro rivestono è un ruolo: ballano, sorridono, non possono parlare e si accosciano su una scrivania per ricordare che Striscia è un varietà e non verità, e lo si capisce anche dal fatto che i due conduttori sono dei comici e non dei giornalisti. Le Veline nascono in risposta alle copertine de L’Espresso e Panorama, sono una parodia della donna nello spettacolo, il cui compito, in molti casi, è quello di sorridere e vendere, un’esasperazione delle vallette mute e delle le donne ornamentali. Ricci sostiene che le Veline siano una sintesi mirabile di quello che fa il 99% di chi si presenta in tv, in qualsiasi tipo di trasmissione. Cioè: sculettano un po’ e fanno una telepromozione (di se stessi, di un prodotto, di un partito, ecc…)

Quando ci accusate di fare un “uso strumentale del corpo della donna”, oltre a ribadire l’origine e il vero significato delle nostre Veline, non possiamo non ricordare brevemente a quante donne Ricci abbia dato spazio nei suoi programmi: da Sabina Guzzanti (L’Araba fenice) a Lorella Cuccarini (Paperissima) e Michelle Hunziker (Paperissima e Striscia). E poi Miriana Trevisan, Naike Rivelli, Roberta Lanfranchi, Eva Henger, Edelfa Chiara Masciotta, Juliana Moreira: tutte donne che hanno esordito alla conduzione in programmi ideati da Ricci. Ruolo importantissimo è ricoperto inoltre dalle due inviate di Striscia: Stefania Petyx, che dalla Sicilia denuncia i misfatti della mafia, e Cristina Gabetti, a cui è affidata una rubrica settimanale dedicata all’ambiente. Insomma, non ci sembra di aver “legittimato la posizione svantaggiata delle donne nella società”.

Proprio per dare corpo alle nostre affermazioni abbiamo lanciato la provocazione a cui lei fa riferimento. A questo proposito vogliamo sottolineare che noi abbiamo fatto il primo passo: abbiamo rinunciato a fare il concorso estivo Veline. E questa è una decisione particolarmente importante e gravosa: si tratta infatti di un programma di notevole successo che ha sempre fatto più ascolti e più share di Miss Italia. Eppure ci rinunceremo pur di smuovere le acque.

E ci siamo anche spinti a dire che siamo disposti a rinunciare alle Veline nel cast del programma se anche il gruppo Espresso rinuncerà alle sue, il settimanale D-La Repubblica delle Donne e il mensile Velvet dove la dignità delle donne è ridotta da sempre ad attaccapanni.

Cordiali saluti

La redazione di Striscia la Notizia

Gli rispondiamo collettivamente sempre nell’evento della mailbombing? Replichiamo replichiamo!

47 commenti

  • Gentile Redazione,

    Ringraziandovi per la risposta, vi informiamo che precedentemente vi abbiamo scritto proprio per contestare le dichiarazioni che avete riportato sulla vostra email di risposta poichè ne siamo già a conoscenza oltre ad esserne particolarmente indignati. Siamo al corrente dell’atteggiamento della stampa e delle reti televisive in quanto chi ha lanciato l’iniziativa di mail action gestisce un blog che denuncia ogni forma di comunicazione che lede la dignità di genere.

    L’autrice della mail action, reputa altrettanto offensiva ogni forma di difesa della dignità femminile attuata solo a scopo di difendere un programma televisivo. Potremmo dire che il vostro atteggiamento è lo stesso adottato dai mass-media dai quali vi state difendendo. Inoltre vi ricordo che le accuse a tutto il panorama televisivo italiano non vengono dalla “stampa progressista” ma da Lorella Zanardo, autrice de Il Corpo delle donne, che noi sosteniamo. Lorella Zanardo nel suo documentario mostra anche immagini che sono e vengono trasmesse sul servizio pubblico Rai.

    Siamo convinti che voi conoscete benissimo la signora Zanardo, in quanto autori della parodia “il Corpo delle donne2”. La stampa in rispetto del diritto di cronaca, ha solo il compito di riportare delle notizie. Alcune testate hanno sostenuto la manifestazione del 13 febbraio continuando a mercificare il corpo femminile e noi ne siamo perfettamente al corrente. Abbiamo chiesto coerenza alle stesse e partecipando ad un mailbombing di protesta su Facebook, un mese fa.

    Perchè la nostra battaglia contro la mercificazione del corpo femminile non è a senso unico e non ha secondi fini. Percepiamo che vi sentite chiamati in causa, siete gli unici ad esservi costruiti uno scudo. Non crediamo alle vostre parole, perchè se la stampa, la Rai e altri mezzi di comunicazione usano il corpo femminile per vendere è proprio grazie al modello lanciato da voi più di 20 anni fa: quello della ragazza fast-food, nato quando ancora la mercificazione del corpo femminile era un fenomeno quasi inesistente nella televisione e nei giornali. Non è un caso se ormai il 90% delle trasmisisoni televisive possiedono una o più vallette scosciate con nomignoli identici in perfetto stile Antonio Ricci: letterine,schedine, coloradine….-ine.
    Cordiali Saluti.
    Il pubblico.

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    • come vi sembra?

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      • Risposta perfetta!

        Secondo me, comunque, anche se Ricci ha IDEATO il modello, sono stati altri conduttori come Gerri Scotti a SDOGANARE al 100% le frotte di veline mute e scosciate in tutti i programmi. Non so se sia stato il primo ma ricordo bene le sue letterine ullala-là

        con questo NON intendo scusare Ricci che, se anche avesse iniziato la tradizione delle veline con intento ironico (ma non gli credo) avrebbe dovuto smettere di usarle nel momento stesso in cui hanno iniziato a essere PALESEMENTE non ironiche ma anzi mezzo e modello esemplare del profitto sul corpo delle donne.

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  • Eva Henger XD

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    • Eva Henger conduceva Paperissima Sprint, in effetti..credo che sia stato il suo primo lavoro non porno.
      ed è vero che Sabina Guzzanti esordì in tv proprio all’Araba Fenice )c’era pure il mitico Scondro!) per quel che ricordo.
      Lorella Cuccarini era già meritoriamente affermata mi pare quando iniziò a condurre Paperissima…comunque io ribadisco quanto ho detto: per quanto mi riguarda il problema di Striscia non sono mai state le veline anche se capisco che possano essere considerate offensive al di là delle intenzioni di Ricci ,( comunque è sciocco dire che sono la parodia delle copertine di l’espresso e panorama, ora quei giornali quelle copertine non le fanno più quindi la parodia, ammesso che lo sia mai stata, perde ragion d’essere), ma per l’appunto il problema è il bastonamento dei nemici mediatici di Berlusconi, l’accanimento contro programmi tv rei di minare il loro record di ascolti..e infine il loro pseudodocumentario il corpo delle donne 2 dove fanno una gran confusione prendendosela con l’hard, il burlesque, la lap dance.
      Ritengo che negli anni ’80 Antonio Ricci sia stato, checchè se ne dica, un autore televisivo importante, ma oggi ha decisamente fatto il suo tempo, le pochissime volte che facendo zapping mi cade l’occhio su Striscia mi prende una tristezza per l’atmosfera di vecchio che si respira: ancora le veline, ancora i frizzi e lazzi di Greggio ormai stantii e non divertenti..ripeto Le Iene fanno quello che fa Striscia molto meglio e senza veline, mi paiono decisamente più moderni.
      Ricordo poi che Striscia qualche tempo fa mandò in onda un filmato in cui Elisabetta Tulliani, attuale compagna di Gianfranco Fini era mostrata in compagnia del’allora suo fidanzato Luciano Gaucci, la messa in onda di quel filmato aveva il chiaro intento di ridicolizzare la compagna del principale “nemico interno” di Silvio Berlusconi…insomma si mirava a Elisabetta Tulliani per colpire Fini, una cosa disgustosa.

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      • Eva Henger sì me la ricordo benissimo, come no?
        Una ex-pornostar in bikini con tanto di seni rifatti a condurre un programma visto più che altro da bambini. Bell’esempio!

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      • Concordo in tutto ciò che hai detto!

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      • Scusate, ma siccome una ha fatto l’attrice porno (professione peraltro legittima e di cui, a parer mio, non ci si deve vergognare) non può provare a cimentarsi in qualcosa di diverso? oppure il tuo passato ti inchioda per sempre?
        E questo a prescindere dalla questione di Ricci-Henger. tra l’altro consideravo consideravo Paperissima Sprint una roba piuttosto idiota.

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  • Ok. Si balla. Però non dimentichiamo ogni tanto di bombardare anche la stampa “amica”, per così dire… io capisco che la stampa si sostiene con la pubblicità ma c’è un limite a tutto. Voglio vedere se a qualcuno verrà in mente che sarebbe un’ottima idea pubblicare il primo settimanale con pubblicità gender-friendly in Italia…

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  • Non credo a una sola parola di quelle scritte dalla redazione di quel programma orrendo che è Striscia la Notizia. Un programma misero di contenuti, una finta satira che non va da nessuna parte, un insulto all’intelligenza e alla dignità non soltanto delle donne, ma di chiunque. Sono stati proprio bravi nell’impegnarsi a concepire una risposta che trasuda ipocrisia e totale mancanza di rispetto nei confronti di chi l’ha ricevuta.

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  • E mi son dimenticata di scrivere che la tua risposta, Mary, a me piace.

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  • “ed è vero che Sabina Guzzanti esordì in tv proprio all’Araba Fenice )c’era pure il mitico Scondro!) per quel che ricordo.”
    era lo Scrondo, per essere esatti. Comunque per farsi due risate vi posto proprio la grande Sabina all’Araba Fenice (1988) che faceva una comicissima poetessa.

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    • OOOps apprendo da wikipedia che Sabina non ha esordito in tv nell’88 all’araba fenice, ma un anno prima in Proffimamente…non stop di Enzo Trapani…comunque sicuramente L’araba fenice l’avrà aiutata a fare esperienza, poi venne l’araba fenice e anche La tv delle ragazze di Serena Dandini su Raitre che le diede la meritata fama che conosciamo. Fine dell’OT

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  • Alcune cose sulle dichiarazioni di Striscia le avevo già espresse nell’altro posto e le ribadisco.
    Aggiungo solo che le Veline per me non sono comiche per niente. E lo dimostra la stessa affermazione “ci rinunciamo se ci rinunciano gli altri”, lui stesso le mette sullo stesso piano delle altre…

    “Ricci sostiene che le Veline siano una sintesi mirabile di quello che fa il 99% di chi si presenta in tv, in qualsiasi tipo di trasmissione. Cioè: sculettano un po’ e fanno una telepromozione (di se stessi, di un prodotto, di un partito, ecc…)”

    Le Veline sculettano e parlano solo nelle telepromozioni. E ci vuole far credere che è una parodia? Non so, forse non conosce il significato della parola… E cosa ci sia di mirabile neanche lo capisco; sono 2 vallette come tante, non mi sembrano facciano niente di speciale. Tant’è che oramai viene usato il termine “veline” per indicare tutta la categoria di giovani ragazze sculettanti scelte senza criteri di professionalità.

    Ottima la risposta di Mary. In aggiunta gli direi solo a chiare lettere che sono degli IMMENSI IPOCRITI!

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  • ma è vero che rinunciano a fare la selezione?
    e se è vero ci rinunciano per questo dibattito o per motivi loro che non conosco e poi si fanno belli e dicono che lo fanno per sensibilità?
    perchè se fosse vero che rinunciano per iniziare a cambiare qualcosa sarebbe comunque un passo, allora ricordiamoci di riconoscerlo!
    e di spronare tutti a farne altri… no?

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  • premesso che la scusa che le veline siano “una parodia della donna nello spettacolo” possono andarla a raccontare a qualcun altro (avrebbero potuto farla con un pò più di fantasia, questa parodia, visto che stiamo parlando di un autore televisivo con deceni di esperienza… un’idea più originale poteva anche sforzarsi di trovarla), premesso anche che non guardo strisica e non metto in dubbio che ci siano anche figure femminili diverse dalle veline, comunque resta il fatto che i proagonisti del programma sono due vecchietti allupati e due giovani ragazze seminude.
    detto questo, ultimamente leggo Donna di Repubblica saltuariamente, una volta lo leggevo tutte le settimane. non so se nel frattempo è peggiorato, certo è pieno di pubblicità e di argomenti su moda e bellezza che possono sicuramente sminuire la figura femminile, ma anche no – si, potranno capitare pubblicità di dubbio gusto come in tutte le riviste così come articoli stupidi ma non è che parlare di moda e bellezza sia sempre sinonimo di sessismo in senso negativo: è bello essere donne anche nel senso che è bello vestire in modo femminile, truccarsi, avere cura del proprio corpo, cambiare colore di capelli! – comunque, quella rivista ospita anche nomi importanti del giornalismo, articoli su argomenti come la condizione delle donne nel mondo, esempi virtuosi dell’applicazione di pari opportunità o donne che ce l’hanno fatta a superare gli stereotipi e sono riuscite nel lavoro là dove normalmente arrivano quasi solo uomini. ricordo molti articoli interessantissimi letti in passato sulle donne in medio oriente, sulle donne in paesi in cui c’è la guerra, così come su donne imprenditrici o scrittrici di successo, articoli di attualità, statistiche sull’occupazione femminile e quant’altro. in più ospita rubriche come quella di Sylvie Coyaud in cui si parla di divulgazione scientifica e delle donne nella scienza (forse è stata rimossa di recente?). ripeto, non so se negli ultimi mesi la rivista è peggiorata, ma una volta la leggevo molto volentieri, la trovavo interessante e le pagine che non mi interessavano semplicemente le saltavo.

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  • Ciao a tutti e tutte,
    per quanto riguarda la cosiddetta “parodia”, vale ciò che dice simonsiren: loro stessi pongono una condizione che equipara le veline a qualunque corpo esposto a fini commerciali da qualunque testata giornalisitca: “Se il gruppo L’espresso elimina Velvet e D di Repubblica – dicono – noi eliminiamo le veline”. Dunque, ammettono che le veline sono come le altre. Ovvio che lo sono: solo uno scemo può credere alla faccenda della parodia. Ovvio che negli anni ’80 il contesto storico era diverso e l’esposizione del corpo femminile appariva addirittura emancipatoria, ma oggi è una gabbia, altro che.

    Perché non chiediamo a Ricci di dare il buon esempio e basta? Cominci Ricci a eliminare le veline senza porre condizioni a nessuno: si guadagnerà una notorietà internazionale da urlo. Senza se e senza ma: Ricci per primo.
    E diventa pure un eroe della rete.

    Ragazze, vi chiedo solo una cautela: non cedete a eventuali inviti in trasmissione. Mai, per nessuna ragione al mondo. Se qualcuna andrà in tv, avremo perso. Ricordatevi che a Lorella Zanardo – che è apparsa da Gad Lerner solo tre o quattro volte – hanno più volte offerto spazi e strisce in trasmissione, per perorare la cosiddetta causa femminile, ma lei ha sempre rifiutato perché l’avrebbero messa in gabbia come una scimmietta. Piccola concessione di notorietà personale per cancellare per sempre i contenuti che difende. Mi raccomando, ricordate il suo esempio: si sbatte in giro per l’Italia a parlare nelle scuole, a costo di una fatica personale pazzesca, ma in tv no. Mi raccomando.

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    • ciao,
      perché Antonio Ricci deve dare il buon esempio senza condizioni?
      il buon esempio non dovrebbe darlo chi lo critica?

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      • Ma insomma basta con il ‘prima loro’, ‘prima lui’. Ma stiamo parlando di professionisti adulti o di bambini dell’asilo? Davvero Ricci per predere una decisione creativa ha bisogno che comincino gli altri? Sarebbe questo il grande creativo mordace e anti-conformista? Ognuno si prende la responsabilità di quello che fa e ne paga un prezzo. Le chiacchiere stanno a zero.

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  • mi piace molto l’intervento di Cosmic, e sono apprezzabili come sempre le parole di Giovanna Cosenza.
    L’esposizione del corpo femminile o maschile..ovviamente dipende dal contesto: nel caso delle veline e delle pubblicità (a meno che il prodotto non riguardi il corpo e/o l’eros) non c’è nessuna valenza emancipatoria, questo mi pare chiaro

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  • Ecco la mia replica, se può servire (fatta con commenti alle varie parti della loro risposta):

    “Buongiorno,
    rispondiamo a lei e alle altre blogger che ci hanno inviato un testo uguale al suo.
    Rispettiamo le sue posizioni ma ci teniamo sottoporle il nostro punto di vista.
    In primo luogo intendiamo precisare che il nostro intento era quello di evidenziare l’ipocrisia di giornali e reti televisive che, presentandosi come paladini della dignità della donna e accusando noi di sfruttare la figura femminile, in realtà praticano la mercificazione del corpo della donna.”

    >>>>C’è una certa differenza fra denunciare l’ipocrisia e ridurre un’intera protesta che riguarda la rappresentazione delle donne in tutta la galassia mediatica ad una personale crociata contro i giornali o la concorrenza.
    Per la cronaca, ci avevamo già pensato noi come campagna IO NON CI STO a chiedere conto a Repubblica e ad altre testate del loro uso dell’immagine della donna con l’iniziativa CHIEDIAMO COERENZA. Così come da tempo chiedevamo a tutti i media di smetterla di usare in modo voyeuristico il corpo delle donne. Striscia, dov’era?

    “Vogliamo ribadire che la nostra battaglia ha il solo scopo di difendere il nostro programma e la nostra storia artistica e professionale da attacchi pretestuosi e del tutto ingiustificati che da tempo vengono rivolti contro di noi. E la nostra autonomia e indipendenza sono attestate da tutta la storia di Striscia.
    Quanto alle Veline di Striscia quello che loro rivestono è un ruolo: ballano, sorridono, non possono parlare e si accosciano su una scrivania per ricordare che Striscia è un varietà e non verità, e lo si capisce anche dal fatto che i due conduttori sono dei comici e non dei giornalisti. Le Veline nascono in risposta alle copertine de L’Espresso e Panorama, sono una parodia della donna nello spettacolo, il cui compito, in molti casi, è quello di sorridere e vendere, un’esasperazione delle vallette mute e delle le donne ornamentali. Ricci sostiene che le Veline siano una sintesi mirabile di quello che fa il 99% di chi si presenta in tv, in qualsiasi tipo di trasmissione. Cioè: sculettano un po’ e fanno una telepromozione (di se stessi, di un prodotto, di un partito, ecc…)”

    >>>>Quella che fate voi non è ironia, ma riproposizione di un’immagine che voi stessi avete contribuito a far diventare un modello in Italia. Come è possibile, cara Striscia, in un Paese fortemente pervaso da una mentalità ancora maschilista (74° posto per divario di genere nel mondo, meno della metà delle donne che lavorano, scarsissima rappresentanza femminile nelle Istituzioni e nella aziende, etc etc etc….), fare dell’ironia veicolando immagini di questo genere con donne svestite e usate come contorno estetico, che finiscono con il diffondere esse stesse proprio lo stereotipo che vorrebbero ridicolizzare?
    Nel rispondere a questo quesito, tenete anche conto della potenza delle immagini rispetto a quella delle parole in un contesto televisivo.
    La “carta dell’ironia”, mi ricordo, la giocò con noi anche il programma La Pupa e il Secchione in risposta alle nostre critiche sulla diffusione di stereotipi svilenti in tv.
    Cara striscia, vuoi un esempio di cosa significhi fare ironia sul ruolo della donna in tv? Guardati la parodia di Miss Italia o quella delle corteggiatrici di Amici del duo Katia e Valeria di Zelig, dove il messaggio ironico è decisamente palese.C’è una certa differenza con la vostra presunta proposizione ironica di donna-corpo che è diventata sinonimo di successo…

    “Quando ci accusate di fare un “uso strumentale del corpo della donna”, oltre a ribadire l’origine e il vero significato delle nostre Veline, non possiamo non ricordare brevemente a quante donne Ricci abbia dato spazio nei suoi programmi: da Sabina Guzzanti (L’Araba fenice) a Lorella Cuccarini (Paperissima) e Michelle Hunziker (Paperissima e Striscia). E poi Miriana Trevisan, Naike Rivelli, Roberta Lanfranchi, Eva Henger, Edelfa Chiara Masciotta, Juliana Moreira: tutte donne che hanno esordito alla conduzione in programmi ideati da Ricci. Ruolo importantissimo è ricoperto inoltre dalle due inviate di Striscia: Stefania Petyx, che dalla Sicilia denuncia i misfatti della mafia, e Cristina Gabetti, a cui è affidata una rubrica settimanale dedicata all’ambiente. Insomma, non ci sembra di aver “legittimato la posizione svantaggiata delle donne nella società”.

    >>>>Vi ringraziamo per aver dato spazio anche alle donne in altre vesti (più o meno…), però, a questo punto, anche a voi chiediamo coerenza. Che senso ha promuovere la figura della donna a livello professionale per poi svilirla ipocritamente come contorno estetico?

    “Proprio per dare corpo alle nostre affermazioni abbiamo lanciato la provocazione a cui lei fa riferimento. A questo proposito vogliamo sottolineare che noi abbiamo fatto il primo passo: abbiamo rinunciato a fare il concorso estivo Veline. E questa è una decisione particolarmente importante e gravosa: si tratta infatti di un programma di notevole successo che ha sempre fatto più ascolti e più share di Miss Italia. Eppure ci rinunceremo pur di smuovere le acque.
    E ci siamo anche spinti a dire che siamo disposti a rinunciare alle Veline nel cast del programma se anche il gruppo Espresso rinuncerà alle sue, il settimanale D-La Repubblica delle Donne e il mensile Velvet dove la dignità delle donne è ridotta da sempre ad attaccapanni.”

    >>>>La difesa della dignità delle donne, come di chiunque, non ha condizioni né dovrebbe essere sottoposta a richieste. Chi la persegue, lo fa perché pensa che sia giusto a prescindere dal fatto che lo facciano o meno anche gli altri.

    “Cordiali saluti
    La redazione di Striscia la Notizia”

    >>>>Grazie per la risposta inviata a Mary.

    Qui il post: http://vitadastreghe.blogspot.com/2011/03/mailbombing-striscia-la-risposta-della.html

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  • @Mary: sul video, speriamo che non te lo rimuovano da youtube ;)

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    • Sì, queste donne parleranno anche ma hanno in bocca le parole dei loro registi e produttori (per la maggior parte uomini!), compresa la cara Hunziker, quindi sono solo MARIONETTE!
      Che ipocrisia!

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      • già!

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      • Ma pure Ezio Greggio ha in bocca le parole di Ricci, se è per questo.
        Poi Maria De Filippi marionetta non mi sembra anche se alcuni dei suoi programmi (sopratutto Uomini & Donne) mi fanno schifo, e neanche la Parodi mi pare marionetta
        E poi scusate non credo sia molto corretto definire “marionetta” una persona che fa un lavoro che non ci piace, le donne del filmato sono tutte adulte e dotate di cervello, se non ci piace ciò che fanno e dicono lo si dice chiaro senza bisogno di insultarle o sminuirle gratuitamente
        Gli attori e le attrici fanno e dicono cose stabilite da altri, ma non direste mai che sono marionette e fate bene perchè quella è arte (tra l’altro pure io ho fatto l’attore in compagnie di teatro amatoriale quindi so di che parlo).
        Di Ricci ho già detto quello che penso.

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      • “tra l’altro pure io ho fatto l’attore in compagnie di teatro amatoriale quindi so di che parlo”
        non mi posso certo paragonare ad un professionista, quindi quel “so di che parlo”forse risulta un po’ presuntuoso, ma l’ho scritto di getto. Scusate, è che recitare mi piace molto e sono fiero di averlo fatto sia pure ad un livello amatoriale.

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  • Ecco la mia replica, nella quale ho voluto riportare il focus sulla responsabilità sociale di chi fa televisione:

    La risposta della Redazione mi stupisce per l’assenza di RESPONSABILITA’ SOCIALE nel fare televisione riguardo al fenomeno sociale “veline” che voi stessi avete creato. Se l’intenzione originaria era di mostrare un’imitazione scadente e ridicola della donna in tv, come vi spiegate che sia invece diventato un modello per ragazze, adolescenti e bambine?
    Sarebbe logico a questo punto ammettere un FALLIMENTO, ma poi bisognerebbe interrogarsi e riconoscere una propria responsabilità nel fatto che migliaia di ragazzine oggi coltivino il sogno di diventare una parodia. Grazie a voi, sempre pronti a tapirare, a sputtanare gli altri venditori di sogni (vedi caso Vanna Marchi). Non vendete un sogno taroccato anche voi?
    “E la responsabilità sociale dei servizi degli inviati, dove la metti?” state obiettando. Ci vuole coerenza. Se faccio volontariato sulle ambulanze, il giorno che investo qualcuno sulle strisce, non potrò mica giustificarmi elencando tutti quelli che ho aiutato. La responsabilità sociale non prevede una contabilità di questo genere. E questo lo scrivo nel rispetto del lavoro dei vostri inviati.
    “Così fan tutti. Noi smettiamo se smettono anche gli altri.”
    Questa è una risposta che offende l’intelligenza delle persone, con cui nemmeno i ragazzini delle scuole medie sperano di giustificarsi davvero. Alla base c’è lo stesso infantilismo con cui montate gli spezzoni, in cui il nemico di turno viene spernacchiato e ridicolizzato, con le stesse modalità con cui gli adolescenti si umiliano a vicenda.
    Credete che il pubblico non seguirebbe un’argomentazione?
    Concepite “Striscia” per un pubblico adulto anagraficamente, ma profondamente immaturo?

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    • Premetto che non ho nessuna opinione positiva su Striscia la notizia, a volte dubito perfino sull’efficacia dell’abbinare a gabibbo e veline i servizi seri degli inviati, alla fine si chiude tutto con una grassa risata (impressione sostanziata dalla frase scritta da Striscia nella risposta a Mary: “si accosciano su una scrivania per ricordare che Striscia è un varietà e non verità”

      Tornando alle veline, dici che non ti piace la proposta di Striscia :
      “Così fan tutti. Noi smettiamo se smettono anche gli altri.”

      perchè non ti piace la loro proposta? dalla loro risposta è evidente che non sono spinti da crisi di coscienza interiore. tuttavia, sembra che si mostrino disponibili a fare dei passi indietro e rinunciare alle veline.
      Secondo quale logica dovrebbe rinunciarci solo Striscia la notizia e non la Rai e altri media?

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      • Penso di averlo già spiegato. Ognuno si assuma la propria responsabilità nel fare tv. Poi non capisco perché una contestazione che parte dalla società civile produca non una risposta a noi, ma una proposta a Rai o Repubblica, a cui non delego pensieri e opinioni, figuriamoci decisioni.

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    • Io forse sono ingenuo, ma sono fiducioso che la velina non sia un modello positivo per così tante ragazzine..tutt’al più può essere visto come un trampolino di lancio per arrivare a qualcosa di diverso (Roberta Lanfranchi ha iniziato come velina e in seguito ha condotto L’Italia sul 2, Eleonora Daniele era concorrente nella seconda edizione del Grande Fratello ora conduce con successo UnoMattina, Ambra Angiolini a quindici anni faceva Non è la Rai e ora è un’attrice di tutto rispetto, magari avrebbero raggiunto lo stesso quei risultati ma chi può dirlo?), ovviamente bisogna avere talento, professionalità e, inevitabilmente, una certa dose di fortuna se le hai, non importa come hai iniziato, i risultati si vedranno.

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  • Sono piacevolmente colpita dall’alto livello delle critiche espresse da tutte. A breve vi posto anche la mia. :-)

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  • Marcella scrive:
    https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/03/17/striscia-la-notizia-mi-risponde/#comment-6158
    19 marzo 2011 alle 1:48 pm
    Ognuno si assuma la propria responsabilità nel fare tv.
    e perchè se la deve assumere solo Ricci e Striscia la notizia?

    Poi non capisco perché una contestazione che parte dalla società civile produca non una risposta a noi, ma una proposta a Rai o Repubblica, a cui non delego pensieri e opinioni, figuriamoci decisioni.
    La proposta di “Striscia la notizia” non è rivolta a voi, ma è stata pubblicamente diffusa a tutta la società civile.
    Il coinvolgimento della Rai è legittimo in quanto trattasi di servizio pubblico, mentre quello del quotidiano Repubblica (espresso) è ugualmente legittimo poichè protagonista di ripetute critiche a Striscia la notizia.

    Altrimenti sai, anche “Striscia la notizia” e Ricci potrebbero rispondere a Repubblica “ognuno pensi alle sue responsabilita.
    Invece, trovo la proposta di Ricci propositiva, legittima e molto interessante perché determinerebbe un positivo effetto a catena.

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    • scusate, i tag del commento sono sbagliati, si può cancellare, grazie

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      • @ ariaora.

        Scusami, ma “Il corpo delle donne 2” non può essere considerata un complemento alle presunte mancanze de “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo, oltre ad essere un’operazione scorretta poiché ha utilizzato e manipolato i testi di Zanardo e utilizzato il suo volto senza che quest’ultima abbia dato la sua autorizzazione a riguardo. Del resto Zanardo non ha i mezzi né il tempo per far causa a Mediaset (e questo Ricci lo sa). Ad ogni modo:
        1) Solo una parte delle immagini televisive contenute nel documentario di Zanardo provengono dalle trasmissioni di Ricci. Quindi non si capisce il “risentimento” di Striscia nei confronti de “Il corpo delle donne”, che non è affatto una crociata personale contro di lui.
        2) Zanardo ha considerato la televisione generalista nel suo complesso (Rai e Mediaset). Non si può dire lo stesso per “Il corpo delle donne 2” che si è limitato a sferrare un attacco contro un singolo gruppo editoriale, L’Espresso, tacendo il fatto che gli stessi meccanismi si trovano anche nella stampa non progressista (Panorama in testa). E, a scanso di equivoci, se vuoi sapere come la penso sull’incoerenza di Repubblica: http://www.youtube.com/watch?v=6FXuBCzvdRI&feature=channel_video_title
        2b) Non ti sembra un po’ sospetto che nel momento di raccogliere il materiale Striscia “peschi a strascico” (mettendo nello stesso calderone foto osé “acchiappaclick”, servizi fotografici di costume, immagini pubblicitarie di creme per la cellulite, servizi di moda) e poi quando si tratta di individuare gli eventuali responsabili operi chirurgicamente puntando il dito contro, guarda caso, “L’Espresso” e “La Repubblica”?
        3) Ci sarà una differenza, sul piano dell’effettiva incidenza sociale fra un quotidiano o un settimanale che posso decidere di comprare o meno – e i giornali in Italia non li comprano i 13enni – e un palinsesto televisivo che entra nella tua quotidianità (e in quella dei tuoi figli) semplicemente facendo zapping dalla poltrona del salotto?
        4) A me non me ne frega niente di chi comincia e chi conclude, chi fa il primo passo etc. La questione della rappresentazione della donna nei media non è una sfida privata fra Ricci (o Berlusconi) e L’Espresso, è un problema sociale di questo paese. Se Ricci non lo capisce (o fa finta di non capirlo) vuol dire che il problema in realtà non gli interessa. Quindi, se vuole essere preso sul serio, non deve dare ultimatum perché la sua capacità di compiere scelte creative autonome non è certo condizionata dal comportamento del Gruppo “L’Espresso”, (contro il quale paradossalmente avrebbe un’arma in più, qualora rinunciasse al velinismo). A meno che tutta l’operazione non sia semplicemente un tentativo di “smarcarsi” e lasciare tutto come sempre. E purtroppo i segnali non sembrano promettere altrimenti.

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      • @Renata

        4) A me non me ne frega niente di chi comincia e chi conclude, chi fa il primo passo etc. La questione della rappresentazione della donna nei media non è una sfida privata fra Ricci (o Berlusconi) e L’Espresso, è un problema sociale di questo paese

        ————–
        Così dovrebbe essere, ma così purtroppo non sembra. Comunque hai citato in parentesi per Ricci (Berlusconi) ma non il corrispettivo di Repubblica Espresso (??????).

        Nel tuo video illustri molto bene la differenza tra alcuni quotidiani stranieri e italiani, tra cui anche Repubblica, quindi non si può negare che il problema esista anche per la carta stampata e non solo la televisione.
        Nel “corpo delle donne 1” manca la riflessione sulla carta stampata. E’ vero che la televisione è molto più influente dei giornali e il target colpito da “Striscia la notizia” è molto ampio. E’ anche vero che Zanardo ha parlato della televisione mostrando con imparzialità immagini mediaset e rai. Però non è da sottovalutare il ruolo di giornali e riviste. e non vedo cosa possa esserci di dannoso se, dopo le critiche verso la tv da parte della carta stampata, arrivano le critiche della tv verso la carta stampata. Dovessi fare una graduatoria delle pericolosità sociali dei mass media avrei imbarazzo della scelta, includerei le veline (non le due ragazze, come spesso malintende la redazione di Striscia quando qualcuno le critica, ma ciò che rappresentano).

        Riguardo al video di “Striscia la notizia”. il corpo delle donne 2, ho parlato, non a caso, di legittima difesa. proprio perchè il loro video è parziale, di parte, come può anche essere una legittima difesa, Tuttavia offre degli spunti di rilfessione sul ruolo dei media non-televisivi, spunti che non si trovano nel “corpo delle donne 1”. In questo senso aggiunge elementi utili al completamento del quadretto della situazione drammatica in cui ci troviamo, e che, purtroppo, non riguarda solo la mercificazione dei corpi delle donne.

        La situazioni che segnali a proposito dell’accesso alla giustizia, immaginabile, di fatto, solo con un conto corrente molto ben guarnito, e peggio ancora alla possibilità di difesa nel caso in cui si ricevano accuse, dovrebbe far riflettere sulla reale impostazione del nostro sistema sociale.

        I danni causati da veline, letterine, e via dicendo, come anche dai giochi dei pacchi, dai quizzoni, dai reality, e non di meno da trasmissioni di dibatti identici, da che mi ricordo, da oltre venti anni, sono evidenti. Non trascurerei però anche Miss Italia che assilla da molti decenni con l’ampia diffusione garantita dalla televisione pubblica.

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  • Marcella scrive:
    https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/03/17/striscia-la-notizia-mi-risponde/#comment-6158
    19 marzo 2011 alle 1:48 pm
    Ognuno si assuma la propria responsabilità nel fare tv.

    e perchè se la deve assumere solo Ricci e Striscia la notizia?

    Poi non capisco perché una contestazione che parte dalla società civile produca non una risposta a noi, ma una proposta a Rai o Repubblica, a cui non delego pensieri e opinioni, figuriamoci decisioni.

    La proposta di “Striscia la notizia” non è rivolta a voi, ma è stata pubblicamente diffusa a tutta la società civile.
    Il coinvolgimento della Rai è legittimo in quanto trattasi di servizio pubblico, mentre quello del quotidiano Repubblica (espresso) è ugualmente legittimo poichè protagonista di ripetute critiche a Striscia la notizia.
    Altrimenti sai, anche “Striscia la notizia” e Ricci potrebbero rispondere a Repubblica “ognuno pensi alle sue responsabilità”.
    Invece, trovo la proposta di Ricci propositiva, legittima e molto interessante perché determinerebbe un positivo effetto a catena.

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    • Un effetto a catena che magari butti tutto nello stesso calderone come in quello pseudodocumentario Il corpo delle donne 2 (in cui se la prendevano pure col burlesque, con il misex, con la lap dance in maniera del tutto arbitraria e senza la minima capacità di analisi) che ha realizzato la redazione di Ricci? Non credo che mi piacerebbe e non lo ritengo per nulla positivo
      Poi per quanto mi riguarda, come ho già detto nei post precedenti, anche se rinunciassero alle veline (e non lo faranno) i motivi pr cui critico Striscia sono altri

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      • il “corpo delle donne 2” è un valido complemento alle mancanze del “corpo delle donne 1”. l’argomento è complesso e non si può certo esaurire con 1 e neanche 2 video. la strumentalizzazione del corpo delle donne fa parte della cultura patriarcale, non l’ha inventata ricci ed è paradossale che chi lo accusa pratichi lo stesso tipo di mercificazione. dimostra un’identità di fondo tra fazioni che in realtà hanno gli stessi obiettivi e non sono affatto interessati a risolvere il problema

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      • trattare il burlesque, il misex, la lap dance come se fossero la stessa cosa e come se fossero uguali ad uno spot pubblicitario, mettere sul banco degli imputati ogni rappresentazione erotica e seducente del corpo femminile, bollarla come “mercificante” senza distinguere, senza discernere è sbagliato dal punto di vista metodologico oltre che piuttosto bigotto come ogni persona che si occupa di arte e spettacolo ti spiegherà.
        Il corpo delle donne 2 è un’operazione rozza e pericolosa che butta tutto nel medesimo calderone puntando a fare solo sensazionalismo. Così la vedo io.

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      • nel corpo delle donne 2 si parla delle pubblicità del misex per pochi secondi, si trova molto altro materiale interessante che mancava del tutto nel corpo delle donne 1. si percepisce un certo risentimento nel 2° rispetto al 1° ma è ovvio poiché il secondo è scaturito da una legittima difesa, e questo non è interessante, ciò che interessa è il contenuto, unendo i due video esce fuori un quadretto più completo della situazione

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  • Comunque io ho scritto una lettera diversa, e anche abbastanza cinico-comica-pungente ma non mi hanno mica risposto…sarà che quei due o tre argomenti, che hanno in quelle teste vuote che si ritrovano, li hanno esauriti!

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