Ikea rompe un tabù

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Sul blog Vita da Streghe  ho trovato una bellissima campagna realizzata dall’Ikea. Non è un caso se quest’idea venga da un ditta svedese, più propensa a rompere i classici stereotipi di genere. La campagna è apparsa a Catania per l’apertura di un nuovo punto vendita dell’Ikea.

Per la prima volta viene rotto lo stereotipo della famiglia tradizionale “mulino bianco” per rappresentare due persone omosessuali che si tengono mano nella mano in un gesto di profondo affetto.

Lo stereotipo di genere viene infranto finalmente anche nel Paese che non vorrebbe mai che i gay si sposassero e che promuove le famiglie etero a discapito di quelle gay, e che sarebbe disposta anche a preferire perfino quelle famiglie etero dove si consumano le violenze peggiori a danno delle donne e i minori.

“Siamo aperti a tutte le famiglie” però ha un difetto, non ha pensato di rappresentare allo stesso modo una famiglia lesbica  come invece fa all’estero. Avrebbe fatto bene in un Paese dove ancora l’omosessualità femminile viene relegata a mero prodotto maschile.

Il Giornale parla di campagna choc e lo fa incitando nei lettori la peggior omofobia. Il Giornale è l’esempio della mentalità contradditoria italiana, giustifica un Presidente del Consiglio che ha rapporti sessuali a pagamento con una minorenne e attacca due persone che si amano per la sola “colpa” di essere dello stesso sesso.

Ma come la si fa a definire choc? sopratutto in un Paese dove ti piazzano su un 3×6 una donna stuprata senza alcuna reazione da parte delle testate e dei governi, che agiscono solo dopo le proteste femminili.

I lettori del Giornale che accusano di moralismo le donne che denunciano la pubblicità sessista e la violenza sulle donne nella televisione italiana, hanno criticato parecchio la campagna Ikea. Alcuni di loro la condannano per la presenza di bambini che potrebbero vederla in strada, magari gli stessi che non si indignano alla vista di 3×6 pieno di donne-oggetti davanti alle scuole dei propri figli.

Questo evidenzia la doppia faccia del centro destra: quelli che non si indignano contro l’uso mercificatorio del corpo femminile, degli utilizzatori finali di minorenni ma che gridano alla scandalo quando alla vista di due persone che si amano come vogliono.

Speriamo che a qualcuno non venga l’idea di censurare la campagna, una delle poche gender friendly nel nostro ancora omofobo-sessista Paese.

17 commenti

  • Grandeeeee!
    Aspetto con ansia una pubblicità con una coppia lesbica non stereotipata. ;)
    “I lettori del Giornale che accusano di moralismo le donne che denunciano la pubblicità sessista e la violenza sulle donne nella televisione italiana, hanno criticato parecchio la campagna Ikea. Alcuni di loro la condannano per la presenza di bambini che potrebbero vederla in strada, magari gli stessi che non si indignano alla vista di 3×6 pieno di donne-oggetti davanti alle scuole dei propri figli”
    Eh certo… Guai se i loro bambini diventassero gay, visto che per loro l’omosessualità è una perversione, e per i più “aperti di mente” è un fatto culturale, e non un fatto biologico, come in realtà è.
    Omosessuali non si diventa, si nasce.

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    • mi associo alla prima considerazione: è la prima cosa che pensato anch’io.

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    • secondo me qui il punto non è se omosessuali si diventa o si nasce, probabilmente sono vere enrambe le cose ma comunque fosse cosa cambia, e che male c’è?
      ma certo, quelli del giornale così come tutti gli elettori di Berlusconi nonchè i leghisti e gli alti prelati del vaticano pensano che ‘è sempre meglio apprezzare le belle donne (tradotto: organizzare festini e orge persino con minorelli) che essere gay’.
      e comunque meglio invece una pubblicità con un sedere (femminile) in primo piano a caratteri cubitali, con una mutanda che si apre con la zip, quella se la vedono i nostri figli va bene… certo così capiscono subito cosa conta nella vita e non diventano gay! ma per favore!!!

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  • ummamma due uomini gay che si tengono per mano, AIUTO! chiamate la polizia, l’esercito, i pompieri, la cia, la nasa, il papa, l’esorcista, presto! (sarcasmo mode on)
    Ma sono fuori quelli del giornale? Come si fa a fare tanto casino per una semplice immagine di due amanti che si tengono per mano? Scommetto che la censureranno a tempo di record, con la scusa che è per proteggere i bambini… però quando uscì la pubblicità sempre di ikea coi bambini che diceva ”ce li teniamo tra le palle noi”, come fossero un peso, nessuno ha gridato all’allarme rosso… mah

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  • La Svezia non sarà un paese perfetto ma poco ci manca:) La cosa scioccante è che in Italia il sesso (e l’amore) fra adulti consenzienti sta diventando terribilmente scandaloso! Direi che l’immagine è altamente educativa per i bambini!
    Chiara

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    • sicuramente la Svezia è il paese più civile del mondo, questo ormai è un dato di fatto.
      mi riallaccio poi alla frase scritta nel post “Paese che non vorrebbe mai che i gay si sposassero e che promuove le famiglie etero a discapito di quelle gay” dicendo che non è nemmeno così, queste sono solo le chiacchiere che usano i nostri politici e che convincono solo dei vecchietti che guardano solo il tg5 o dei bamboccioni che non andrebbero via da casa di mamma e papà nemmeno a 50 anni e non si rendono conto di cosa sia la realtà. in questo paese NESSUNA famiglia è aiutata, nè preferita. io sono sposata (in comune, ovviamente) e ho un figlio eppure non ho visto nessun aiuto per me e la mia famiglia da quando sono madre, solo svantaggi, bastoni fra le ruote e ingiustizie da parte delle isitituzioni, la scusa delle famiglie gay che ostacolano le famiglie etero è una balla colossale che loro inventano per giustificare il fatto che le famiglie ‘normali’ (come le chiamano loro) non hanno nessun investimento e nessun rispetto. in cosa può danneggiarmi una coppia gay? cosa mi toglie, cosa può farmi di male? mi toglie forse l’asilo nido? mi toglie la maternità o il congedo parentale? no, non sono loro a togliermelo, è lo stato che lo ha fatto e continua a farlo a tante famiglie italiane.
      tornando alla svezia, in cui c’è sicuramente molto rispetto per le coppie omosessuali, le famiglie hanno aiuti ed agevolazioni che noi ci sognamo, a partire da congedi obbligatori equamente distribuiti fra madre e padre di 400 giorni e più, a e all’80% dello stipendio, asili nido a costo bassissimo e disponibili per TUTTI i bambini indipendentemente dal reddito, assegno di 110 euro al mese fino a 16 anni per ogni figlio, anche questo indipendentemente dal reddito, flessibilità negli orari di lavoro per i genitori, pari opportunità REALI per le donne nel lavoro, e tutto questo porta a un tasso di natalità che è il doppio del nostro e a un calo dei divorzi, risultati che un cattolico dovrebbe giudicare positivamente. eppure non mi sembra che siano stati ottenuti facendo la guerra alle coppie omosessuali.

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  • “Gli omosessuali li rispetto, ma non sono normali”. E questo lo chiama rispetto?

    Il Giornale si commenta da solo. E’ l’espressione del pensiero di Berlusconi e della sua famosa frase “meglio guardare le belle ragazze che essere gay”; secondo loro un puttaniere è un esempio migliore di un gay (fosse anche premio nobel per la pace). E questo atteggiamento piace anche alla Chiesa. Forse per Il Giornale se c’erano due uomini che si menavano era meglio.

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  • Il Giornale è espressione della Weltanschauung di Berlusconi e dei suoi sodali, rappresentanti di quella che Gad Lerner ha magistralmente definito l’Italia clerico-puttaniera.

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  • Riguardo all’omosessualità, sono felice di constatare che per i giovani non c’è più tanta discriminazione. Nella mia scuola si parla spesso di tizio che si è messo con tizio, un mio amico è gay e lo dice apertamente, anche un’altra mia amica. Nessuno si mette problemi. Credo che ormai, certe stupidaggini siano rimaste solo nella mente di certi vecchi. Purtroppo, questi vecchi restano a capo del governo di questo paese… :(
    Parlando di cose assurde, anche il nucleare in Sardegna. Ben quattro centrali. Non c’entra nulla, ma non è giusto.

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  • sempre parlando di censure, a guidonia il sindaco ha censurato la parola ”vagina” su un manifesto che parlava dei monologhi della vagina, in scena a un teatro del paese. In pratica hanno messo una etichetta bianca per coprire la parola vagina. In un manifesto che spiegava le iniziative per l’8 marzo: come a dire, donne, vi festeggiamo, ma se della vostra fica si parla in termini diversi dalla seduzione, allora ve la censuriamo. Insomma, fin che siamo lapdancer o spogliarelliste per il piacere maschile tutto ok (mica l’hanno censurata la parola ”figa” nella pubblicità della bevanda omonima, con tanto di ragazza sexy accanto), però appena si parla di sessualità femminile e vagina in modo leggermente diverso (violenza maschile) ci mettono il veto… La mente di certi uomini è proprio un mistero senza fine…

    http://www.r2u.it/index.php/attualita/29-manifesti

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  • Bello spot

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  • danzatriceorientale

    Ma quale centro destra? Quello che condanna l’omofobia ma il cui capo poi si eccita vedendo due donne pomiciare e toccarsi tra di loro?

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    • Si eccita perchè pensa che l’omosessualità femminile nonesista e sia ad uso e consumo maschile. Infatti mica farebbe sposare due lesbiche.

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