Cavie

cavie

Ogni volta che in tv vedo questo spot mi vengono in mente i criceti. Due donne suate come cavie per dimostrare l’effetto dell’operazione sul loro seno.

Non sono contraria alla chirurgia estetica e non condanno chi vuole essere più bella,  ma piuttosto i modelli che la pubblicità o tv impone invogliando a ricorrere ad essa. Questa pubblicità mi sembra però schifosamente sessista non perchè reclamizza un intervento di mastoplastica additiva ma per il modo in cui viene reclamizzato.

La figura femminile viene relegata ad oggetto sessuale, mute e più simili al modello velinista, il chirurgo estetico rigorosamente maschio, di mezza età  e piacente (anche lui rivela che si è recato dal chirurgo estetico), recita la parte dell’uomo-cacciatore, circondato da due donne indicate unicamente come prede, il cui seno prosperoso servirebbe per attrarlo.

Tocchiamolo con mano” è un invito offensivo e intriso di doppi sensi ed è palese quanto queste pazienti  siano relegate ad oggetto sessuale in quanto donne, sembra una sorta di invito alla molestia sessuale.

Non è un caso se la ragazza che viene scelta è quella che sempre più passiva e più giovane, simile alla velina televisiva. L’unica consolazione è che ha il seno più piccolo. 

Lo spot  è palesemente  rivolto agli uomini  e  il messaggio è “fatti bello così avrai tante donne ai tuoi piedi, e tu donna, fatti bella così farai parte del suo harem“. Qui la donna è ridotta esclusivamente ad oggetto sessuale, sembra che il medico si porti a letto la paziente rigorosamente priva di parola.  Ma che opinione ha La Clinique delle sue pazienti? Pensano siano tutte delle cavie? Pensa siano tutte dei corpi di gomma?

Facciamo capire che andare da un chirurgo estetico non significa necessariamente per una donna ridursi ad oggetto sessuale. Le donne che vanno dal chirurgo estetico vogliono sentirsi in pace con sè stesse, spesso ci vanno perchè vorrebbero un seno, un labbro nuovo per piacere a sè stesse, perchè non si accettano, sopratutto perchè sono vittime di una società la cui bellezza è messa al primo posto, altre perchè con un bel seno pensano di piacere di più secondo i dettami dittatoriali dei mass media. Però questo spot fa passar l’idea che debbano essere gli uomini a imporre alle loro fidanzate o mogli di rifarsi il seno. Sembra che un seno rifatto male sia un difetto per gli uomini e non per le donne. Prima il danno e poi l’ingiuria.

Invece le donne il più delle volte ci vanno da sole, forse vittime di una società la cui bellezza è sempre più distante dalla realtà, ma almeno vi si recano con i loro piedi. Se avessi un fidanzato che mi avesse imposto di rifarmi il seno perchè piace a lui lo avrei piantato su due piedi. Provo compassione per quelle donne che vanno ad operarsi perchè il loro fidanzato le vorrebbe più prosperose. E’ triste far passare l’idea che c’è amoro solo se si è belle e sexy. E’ triste vedere che nemmeno uno spot sulla mastoplastica additiva si rivolge alle donne.

Una cosa non capisco: perchè l’uomo che va dal chirurgo estetico non viene percepito come oggetto, mentre la donna sì? La cosa più grave è che questo messaggio viene veicolato da chi compie il mestiere di chirurgo. L’uomo ha pure una professione e la donna è relegata al ruolo di paziente muta come se fosse subordinata al medico, in quanto maschio e in quanto autorità, come le cavie.

La chirurgia estetica a seconda del contesto in cui si vive può apparire un grande male. Perchè se viviamo in un Paese dove la donna è percepita unicamente come oggetto, ricorrere al chirurgo significherebbe “oggettizzarsi”.

LaClinique poi è l’istituto di chirurgia plastica più sessista d’italia. Non metto in dubbio la loro professionalità ma il modo in cui si rivolgono alle pazienti. Sembra appunto che queste vengano affidate ai bisturi su richiesta dei loro compagni. Mettono statistiche che iniziano con  “gli uomini vogliono…”. Questo trattamento non viene riservato invece all’altro sesso Non dico che gli uomini siano ben trattati, visto che Laclinique gli fornisce perfino dei modelli a cui riferirsi tipo: Tom Cruise, Brad Pitt…

Di loro apprezzo solo la schiettezza. E’ vero che una donna certe volte desidera inconsciamente una taglia in più perchè viene considerato più attraente dagli uomini (su dettame della dittatura della bellezza) in quanto anch’essi sono vittime di certi canoni, ma il loro modo di comunicare con le pazienti è sbagliato e misogino.

Bisogna iniziare a distanziarsi da questo modo di pensare, perchè andare dal chirurgo estetico per essere belle o voler essere tali non significa necessariamente rendersi simili ad oggetti è il contesto che ci rende tali e certe pubblicità si uniformano ad esso veicolando gli stessi stereotipi della tv commerciale.

37 commenti

  • E poi La Clinique è decisamente ipocrita!
    Chiama sè stessa “Cosmetic Surgery” (Chirurgia Estetica) e si pone in forte contrapposizione con la “Chirurgia Estetica”.
    Cioè, usi lo stesso nome ma cambi la lingua e cambia tutto?
    CI considerano completamente scemi???

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  • comunque pubblicizzare come se fosse un semplice trattamento estetico qualcosa che è invece un intervento vero e proprio, con anestesia totale, rischi anche molto seri, disturbi e dolori post operatori e quant’altro è da criminali. non ho nulla contro la cosa in se, ma secondo me non dovrebbe essere pubblicizzata.

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  • “Una cosa non capisco: perchè l’uomo che va dal chirurgo estetico non viene percepito come oggetto, mentre la donna sì?” Mary
    E perchè un uomo che fa lo strip davanti ad una platea di donne paganti non viene percepito come oggetto o “vittima del sessismo” e la donna che si spoglia davanti ad una platea di uomini paganti sì?
    Se lasciassimo le persone adulte libere di fare quello che diavolo vogliono con il loro corpo senza frugargli in testa per indagarne le motivazioni e non le bollassimo come vittime o oggetti, se riconoscessimo ad ogni persona il diritto di decidere per se stessa sarebbe meglio.
    Poi va da sè che un fidanzato che insiste perchè la sua ragazza si rifaccia il seno è uno stronzo, lo stesso dicasi per le ragazze che volessero mandare i fidanzati in palestra, o ti piaccio come sono oppure addio. Così la vedo io

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    • penso che mary si riferisse allo spot e basta. Effettivamente nell spot le donne sono passive, non parlano, e c’é un uomo che pur rifatto (anche se non ho capito dove di preciso, le rughe le ha tutte) non è oggettificato, quindi ci si chiede perché le donne sì e gli uomini no; la risposta sta nella tradizione della donna oggetto che la tv porta avanti da anni. Da questo viene che anche se ci si rifà per piacere agli altri, l’uomo conserva anche qui facoltà di scelta, mentre le donne sono più passive che mai.

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    • Mi riferivo alllo spot. Nello spot le donne che si sottopongono ad un intervento di chirurgia estetica vengono rappresentate come oggetti (credo che te ne sia accorto) mute e sesusalizzate, mentre l’uomo no. Quello degli strip è un altro discorso e credo che tu sappia la mia opinione in merito.

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    • danzatriceorientale

      Chi l’ha detto? Per me l’uomo che fa lo striptease è un oggetto sessuale a tutti gli effetti e comunque, a differenza degli spot che volenti o nolenti ci dobbiamo sorbire, nei locali di striptease siamo liberi di non andare.

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      • Ok, l’importante è lasciare agli adulti d’ambo i sessi la libertà di spogliarsi per piacere per mestiere o per entrambe le cose.

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      • Paolo, perdonami, ma a volte inforarsi prima è meglio.
        La percentuale di donne che si spoglia in un night per scelta è così bassa che non te lo puoi immaginare. E anche in quel caso bisogna indagare se sia davvero una libera scelta, e per libera scelta intendo dire AVERE ALTRE POSSIBILITA’!
        Ti consiglio qualche lettura se ti interessa il tema per informarti sulla questione che è davvero seria come “Schiave del potere” di Lydia Cacho o “Sex Trafficking”.
        Nessuno vuole fare distinzioni tra uomo e donne qui (ptoprio qui poi!), solamente certe dinamiche sono differenti tra un genere e l’altro per via di motivazioni biologiche, quali semplicemente la debolezza fisica della donna. All’interno delle mafie per esempio il commercio sessuale delle donne è una routine, donne che sono oggettivamente più deboli e quindi maggiormente assoggettabili.
        Inoltre non negherai che c’è una certa differenza all’interno della società tra la figura femminile e quella maschile, la prima quasi esclusivamente vista come un corpo che deve assecondare le voglie del maschio, all’interno di una cultura appunto maschilista.
        Fosse per me.. parità tra i sessi subito! Ma quella vera

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      • Alessia, il fatto che esista la tratta e il commercio sessuale di donne obbligate con la forza a prostituirsi o a esibirsi nei night, e che siano cose orrende e da combattere, non è in discussione.
        Da questo a presumere che ogni spogliarellista di night, ogni lap dancer, ogni attrice porno e ogni persona che si prostituisce (e tra l’altro si tratta di quattro cose diverse) sia sempre e comunque una schiava, una poveretta incapace di decidere e valutare con la propria testa ce ne passa.
        Cosa significa “libera scelta”? Secondo te gli uomini e le donne precari dei call center hanno “scelto liberamente”?? ogni nostra scelta è influenzata da una miriade di fattori economici, sociali e culturali ed è sempre stato così in ogni epoca e ad ogni latitudine, nessuna scelta nè quella di fare il medico, nè quella di spogliarsi in un night , nè nessuna è astrattamente “libera”. In questo senso le scelte di donne come Moana Pozzi e Ilona Staller, non mi sembrano meno libere di quelle di qualunque altra persona dotata di capacità di intendere e di volere e meritano il medesimo rispetto. Affermare che una donna adulta (e sottolineo adulta) è vittima solo perchè esibisce il suo corpo in una maniera che non approviamo, è sbagliato quanto darle della puttana. Noto poi che un uomo che fa le stesse cose non è mai sottoposto a questo genere di giudizi
        Ti consiglio anch’io di informarti su Annie Sprinkle

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      • Aggiungo anche, a scanso di equivoci, che la prostituzione (che è cosa diversa dalla pornografia) non corrisponde affatto alla mia idea di libertà sessuale che prevede di farlo con chi ti piace e non con chi paga dopodichè finchè si tratta di adlti consenzienti io non giudico.
        E non mi sentirei mai di affermare che donne come Carla Corso o Pia Covre non sono libere, e si tratta di donne che da anni si battono per i diritti delle sex workers e hanno ben presente che esiste la tratta e la prostituzione coatta e la combattono.

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      • io non ho nulla contro le scelte di nessuno, donna o uomo che sia.
        La libertà di poter fare quello che si vuole, anche sessualmente parlando, è SACROSANTA.
        L’importante è che non ci siano forme si sfruttamento, anche subdole, e in certi casi è quasi, dico quasi!, impossibile.
        D’altro canto non puoi paragonarmi una prostituta ad un operatore di call center o precario che sia. Vendere il proprio corpo passa anche attraverso processi mentali particolari (e qui lascio spazio a chi di competenza).
        Le sex workers chiedono il rispetto dei loro diritti? Bene, mica grido allo scandalo. Non ho nulla contro chi decide di prostituirsi e per quanto mi riguarda a casa propria ognuno fa quel che vuole.
        Ma se parliamo di night club italiani, beh, la mafia c’è eccome, come d’altronde anche altrove.
        Ma chiudere gli occhi davanti al commercio sessuale no. Prima guardiamo dietro cosa ci sta. Anche perchè al giorno d’oggi è sempre più difficile tagliare col coltello tra chi lo fa per scelta e chi no, tra chi ci è arrivata attraverso la svalorizzazione del proprio corpo e chi no, ecc.

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      • Ecco appunto Alessia lasciamo a chi è competente, credo che sindacare sui “processi mentali” che conducono a prendere certe decisioni che potremmo considerare “svalorizzazione del proprio corpo” sia sempre rischioso (io credo che un attore o un attrice porno non stiano svalorizzando proprio nulla, per esempio)…poi io non chiudo gli occhi davanti a niente: la prostituzione coatta,la tratta, le infiltrazioni mafiose vanno combattute senza se e senza ma, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, ma evidentemente appena uno cerca di fare delle distinzioni passa per uno che “chiude gli occhi”..mah!
        Cosa significa che oggi è più difficile tagliare col coltello chi fa scelte libere e chi no? Non è mai stato facile, perchè essendo animali sociali e culturali dobbiamo vedercela con una miriade di fattori economici sociali culturali e caratteriali che inevitabilmente influenzano le nostre decisioni in ogni ambito, io ripeto che sindacare su cosa un adulto fa con il proprio corpo assieme ad altri adulti consenzienti mi lascia perplesso quindi condivido la tua frase: “Le sex workers chiedono il rispetto dei loro diritti? Bene, mica grido allo scandalo. Non ho nulla contro chi decide di prostituirsi e per quanto mi riguarda a casa propria ognuno fa quel che vuole.”

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      • Faccio una precisazione. Quando parlavo di svalorizzazione del corpo non intendevo dire che un attore/attrice porno stia svalorizzando il proprio corpo. Intendevo dire che ci sono casi in cui questa decisione, quando di decisione si parla, può essre stata presa, come ben dici, in conseguenza di processi sociali e culturali che svalorizzano il corpo, molto più spesso quello femminile (vedi media ecc.). C’ è inoltre una percentuale di persone che fa questo lavoro che ha vissuto in contesti familiari particolari, anche di violenza. Purtroppo questa è una realtà, anche se molto spesso celata anche dalle stesse vittime.
        Quello che voglio dire è che mi risulterebbe difficile pagare per una prestazione sessuale senza sapere cosa ci sia dietro ai trasorsi di una persona e le motivazioni per cui è arrivata a fare quel lavoro.
        Poi bando alle generalizzazioni, son d’accordo.

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      • “C’ è inoltre una percentuale di persone che fa questo lavoro che ha vissuto in contesti familiari particolari, anche di violenza” Alessia, questo è vero, penso ad esempio a Karin Schubert che iniziò a girare porno spinta anche da necessità strettamente economiche e familiari unite al fatto che nessun’altro la scritturava. Ovviamente come dici questo riguarda una percentuale, non tutti/e, perchè poi c’è pure Sasha Grey che a chi la contesta per il suo lavoro dice: “Non sono una vittima solo perché ho scelto la strada del porno. Nessuno ha mai abusato di me e non ho mai preso droghe.. Sono sempre stata consenziente su tutto quello che ho fatto. Sono una donna che crede fortemente nelle sue scelte. Non penso affatto che tutte le donne debbano fare porno e fottere come conigli.Per me è un affare. Punto”, e, può non piacerci il tipo di “affari” che ha scelto, io però onestamente non ho motivo di mettere in discussione ciò che dice o di considerarla meno capace di decidere per se stessa rispetto a chiunque altro.
        Quanto alla prostituzione (che ricordo, è cosa diversa dal porno), bè neanche io pagherei per fare sesso, ma non per le tue ragioni, è che sinceramente non vorrei mai fare sesso con una donna che non mi desidera, ma viene con me solo per denaro. Preferisco di gran lunga masturbarmi piuttosto che fare sesso con chi magari prova schifo o nella migliore delle ipotesi indifferenza nei miei confronti. Io voglio una donna che mi desideri anche solo fisicamente ma mi desideri come io desidero lei.
        Ma non pretendo che tutti la pensino come me.

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      • “Poi bando alle generalizzazioni, son d’accordo.” Alessia Ricci
        e ovviamente sottoscrivo anche questo

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      • “Quando parlavo di svalorizzazione del corpo non intendevo dire che un attore/attrice porno stia svalorizzando il proprio corpo. Intendevo dire che ci sono casi in cui questa decisione, quando di decisione si parla, può essre stata presa, come ben dici, in conseguenza di processi sociali e culturali che svalorizzano il corpo, molto più spesso quello femminile ” Alessia Ricci
        Mi colpisce che oggi questo discorso si fa nei confronti delle donne che scelgono il porno e non si fa nei confronti di chi sceglie di farsi suora di clausura che per il corpo e la sessualità femminile sembrerebbe una cosa molto più mortificante. (scusate se porto esempi estremi)
        Ovviamente non ho nulla nemmeno contro chi si fa suora, ogni scelta che un adulto compie riguardo al proprio corpo e alla propria vita personale merita rispetto. Ora mi taccio

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      • ” “Quando parlavo di svalorizzazione del corpo non intendevo dire che un attore/attrice porno stia svalorizzando il proprio corpo. Intendevo dire che ci sono casi in cui questa decisione, quando di decisione si parla, può essre stata presa, come ben dici, in conseguenza di processi sociali e culturali che svalorizzano il corpo, molto più spesso quello femminile ”
        Mi colpisce che oggi questo discorso si fa nei confronti delle donne che scelgono il porno e non si fa nei confronti di chi sceglie di farsi suora di clausura che per il corpo e la sessualità femminile sembrerebbe una cosa molto più mortificante. ”

        Sono d’accordo

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  • lo spot è veramente disgustoso per vari motivi…
    la donna di mezz’età che ormai non ha più speranze di seduzione neanche con i suoi coetanei, nemmeno se si rifà i seno; mentre invece l’uomo di mezz’età anche coi capelli bianchi e le rughe si cucca le ventenni… Dov’é che l’ho già sentita?… Ah sì, è un tipico cliché italiano. Che originalità.
    Poi sembra che il rifarsi il seno, per piacere a se stesse e agli altri, renda una donna un oggetto privo di intelletto, che si mette in mostra per essere scelta. Per le donne rifatte non c’è un minimo di dignità… Cosa mi ricorda?… Ah sì, molte tipe in tv che prima si rifanno da capo a piedi e poi si mettono a fare le bambole gonfiabili; lo fanno per loro scelta, ma allo spettatore passa comunque il messaggio che loro sono oggetti e che di conseguenza le ragazze che si rifanno nella vita reale valgano meno di una donna non rifatta, o siano meno serie.
    Poi c’é il fattore voyeristico/pervertito con tanto di battutina ammiccante dell’uomo allo spettatore ”tocchiamo con mano”… A chi ti stai rivolgendo? Agli uomini, tanto per rafforzare ancora un po’ l’idea di genere femminile=buffet di carne e uomo=predatore? O magari sarebbe ora che vi rivolgeste a noi donne, visto che l’intervento chirurgico invasivo dobbiamo farcelo noi? Sono davver stufa di vedere come ogni azione delle donne viene sempre rapportata al genere maschile… La donna compra il reggiseno perchè piace agli uomini, si rifà per gli uomini, mangia la barretta ipocalorica perché snellisce e piace agli uomini, si mette un profumo perché piace agli uomini, compra scarpe e vestiti perché piacciono agli uomini… Ma c’è qualche donna che fa qualcosa principalmente per se stessa, senza terzi incomodi? Da questo punto di vista gli spot sono di una ripetitività allucinante…

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    • Anche le mansioni domestiche sembra che le facessmo sempre e unicamente per far felici i nostri i mariti.
      Io la casa la tengo pulita perchè odio stare in mezzo allo sporco. La stessa opinione l’avrò anche da sposata, ovviamente ci devessere reciproca collaborazione.

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    • bè, non è insolito fare delle cose anche per piacere al prossimo: io per esempio se so che devo uscire e ho la barba lunga mi rado perchè mi piace avere la faccia pulita e anche per avere un aspetto più piacevole per chi mi guarderà (sopratutto se nella comitiva ci sono ragazze, ma se sapessi che una ragazza che mi piace gradisce i tipi con la barba di tre giorni forse non mi raderei), certo come in tutte le cose anche qua sono da evitare gli eccessi: stare attenti al proprio aspetto va bene, pensare unicamente al giudizio altrui e vivere esclusivamente in funzione di quello, cambiare il proprio aspetto solo ed esclusivamente per far felice il prossimo no.
      Anche gli eccessi nella chirurgia estetica secondo me andrebbero evitati fermo restando il rispetto per le scelte altrui.
      Scusate se non ho parlato di pubblicità e probabilmente sono andato OT

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  • Ma non è inquietante la scena finale in cui lui si porta via lei non si sa bene in dove per farle non si sa bene cosa?

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    • Si appunto l’ho accennato…per questo che la trovo sessista

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    • Penso sia facilmente intuibile..lei peraltro non sembra dispiaciuta.
      Certo l’immagine del maschio che sceglie la femmina saggiandone la “consistenza” naturale o meno, è fastidiosissima.

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  • Mi sa’ che ho problemi con questo sito =”(…!Comunque io questo spot non l’ho mai visto!

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  • danzatriceorientale

    Facciamo capire che andare da un chirurgo estetico non significa necessariamente per una donna ridursi ad oggetto sessuale. Le donne che vanno dal chirurgo estetico vogliono sentirsi in pace con sè stesse, spesso ci vanno perchè vorrebbero un seno, un labbro nuovo per piacere a sè stesse >>> Allora, io dal chirurgo estetico ci sono andata per farmi risollevare il seno dopo aver perso una ventina di kg e posso confermare che non l’ho fatto per piacere agli altri né per accaparrarmi un uomo, anche perché ho mantenuto la mia taglia invariata e, col push up, non passava di certo inosservato.
    Posso quindi confermare che del genere maschile me ne fotto e che è ora di finirla con questa storia che qualsiasi azione che facciamo sia un funzione del maschio, cura estetica in primis.
    Vorrei anche sfatare un altro mito e cioè che nel mio caso non è stata la TV a influenzarmi (sul voler dimagrire a tutti i costi sì), dato che mi bastava vedere i seni delle mie conoscenti per capire che il mio era molto, ma molto floscio considerata la giovane età e quindi, dopo 15 anni trascorsi a pensarci su (e a metter da parte i dindi), me lo sono andata a rifare… certo non è una cosa che posso raccontare a tutti (tanto non se n’è accorto nessuno, perché ripeto, era già grande), dato che ci sono ancora tanta ignoranza e tanti pregiudizi attorno all’argomento, tanto più che, coloro che puntano il dito tacciando di superficialità chi ricorre alla chirurgia estetica o si trucca o va spesso dal parrucchiere, poi è il primo a fare commenti negativi nel vedere una donna con l’adipe che straborda dai jeans o a esclamare “Che spreco!” nel vedere un* brutt* in coppia con una persona più attraente di lei/lui: chi è il superficiale, allora?
    Io sono fissata con la cura dell’estetica, ma credetemi se vi dico che nell’altro sesso non pretendo assolutamente la perfezione come molti tendono a pensare sulla donna che si cura!!!

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    • grazie per la tua testimonianza, danzatriceorientale

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    • ciao, sei sicura di poter sostenere con certezza assoluta di non essere più o meno condizionata dalla TV e dagli altri media, da non dimenticare, anche i giornali, le riviste femminili ecc.?
      tutti siamo condizionabili, per fare un esempio di condizionamento molto distante da noi: esiste una popolazione, i kayan, le cui donne indossano degli anelli al collo e ne aggiungono un numero sempre maggiore, per questo motivo sono chiamate “donne dal collo lungo” o “donne giraffa”. Queste donne indossano pesanti anelli in ottone al collo e lo fanno per questioni estetiche condizionate dalla loro cultura. Dichiarano di piacersi con gli anelli al collo, non sono obbligate a indossarli, ma quel “piacersi” è chiaramente frutto di un condizionamento culturale. Le bambine indossano gli anelli al collo fin da piccole e lo chiedono volontariamente alle loro madri.
      http://www.partireper.it/hicsuntleones/?p=904

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      • Se è per questo i maori d’ambo i sessi che desiderano restare fedeli a certe loro tradizioni si fanno dei tatuaggi indelebili nel loro viso la cui esecuzione è piuttosto dolorosa (e in passato, prima delle strumentazioni moderne, lo era ancora di più) ogni cultura in ogni tempo e in ogni luogo ha stabilito i propri canoni estetici di bellezza femminile e anche maschile (ad esempio i capelli corti sono tipicamente maschili, ciò non impedisce però ad alcuni uomini di portarli molto lunghi e ad alcune donne che lo desiderano di tagliarseli a spazzola)
        Noi abbiamo i nostri, i kayan hanno i loro,: come ho detto. non esistono scelte astrattamente libere poichè tutti noi cresciamo in un dato ambiente e riceviamo una data educazione e sia che decidiamo di seguire sia che decidiamo di “andare contro” non possiamo prescindere da essi.
        Questo non significa però che non siamo responsabili delle nostre scelte,non significa che siamo burattini incapaci di decidere per noi stessi. Se le donne kayan vogliono seguire l’ideale di bellezza della loro cultura hanno il diritto di farlo, l’importante è, per l’appunto, che questo ideale non sia imposto con la forza dai genitori alle figlie e che una bambina sia sempre libera di dire no senza rischiare di essere ripudiata dai familiari

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      • Concordo con Paolo, avere condizionamenti esterni non vuol dire non essere liberi di scegliere, a meno che non si venga obbligati, come succede ad essere bombardati da questi condizionamenti. Ciò avviene nella pubblicità, ad esempio. Non voglio entrare nell’argomento del seno rifatto, però, perchè a parer mio non mi sembra, dai commenti che fa, che Danzatrice Orientale sia ossessionata dal suo aspetto, dunque ciò mi fa capire che sia stata una scelta affatto condizionata dall’esterno, e che ha tutto il diritto di fare, in ogni caso. Non ho niente contro chi si rifà, il fatto che i condizionamenti esistono non vuol certo dire che si sia rialzata il seno per quello. Ma le persone che si fanno migliaia di interventi a naso, orecchie, collo, glutei ecc, quelle si, sono condizionate e non poco.

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      • Ma infatti eccessi ed ossessioni andrebbero sempre evitati.
        Ancora una cosa: forse nel post di prima ho dato l’impressione di considerare le tradizioni “tutte uguali” non è così, ad esempio una tradizione come l’infibulazione e le mutilazioni genitali femminili che vengono eseguite sulle bambine e le obbligano, una volta cresciute, ad arrivare vergini al matrimonio, va abolita, secondo me.

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      • Appunto, la società moderna, che consideriamo avanzata, non si discosta molto dai sistemi sociali meno progrediti. Direi anzi che, le conoscenze sul funzionamento della mente umana hanno affinato le possibilità di condizionamento e, di fatto, l’esercizio effettivo della libertà è diventato sempre più difficile.
        Il requisito di cui parli, l’assenza di imposizioni violente, è solo il primo gradino da salire per garantire il diritto alla libertà individuale. Le bambine che scelgono di allungarsi il collo non lo fanno per libera scelta ma per condizionamento, imitazione, diciamo in seguito ad una “formazione” non violenta; la loro è una scelta che ha solo la parvenza di scelta libera. Esistono vari metodi per condizionare le scelte degli individui e non tutti sono violenti, anzi, i più efficaci sono quelli non violenti perchè gli individui hanno illusione di effettuare una scelta libera quindi non si oppongono, anzi sono collaborativi.

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      • Ariaora, guarda che ogni bambino impara (anche) imitando gli adulti a partire dai genitori: le bambine kayan che vogliono il collo lungo come la mamma non sono diverse dalle bambine di altri paesi che si mettono i trucchi di mamma o dalle bambine di famiglie musulmane che vedono mamma col velo e lo vogliono anche loro, e così il bambino di solito tenderà, verrà portato a imitare il padre salvo eccezioni che sono sempre possibili e non vanno trascurate. insomma i condizionamenti esterni, sociali, culturali, familiari ci saranno sempre perchè siamo animali sociali e culturali, lo sguardo altrui è importante per noi non possiamo ignorarlo totalmente, dobbiamo solo imparare a non esserne ossessionati.
        La formazione non violenta non è stata facile da conquistare, bisogna sempre preservarla e in tante parti del mondo le imposizioni violente continuano ad esserci quindi fossi in te non la sottovaluterei.
        Comunque Ariaora, alla fine mi pare che stiamo dicendo la stessa cosa: una libertà astratta e totalmente incondizionata rispetto alla realtà esterna è impossibile, l’importante è esserne consapevoli
        Io quando vado a tagliarmi i capelli sono forse condizionato dal fatto che un maschio solitamente porta i capelli corti? Sicuramente sì, ma so che a me piace averli corti e che se volessi potrei raparmi a zero o farmeli crescere come Lorenzo Lamas in Renegade senza rischiare la pelle, tutt’al più qualche sguardo stupito o presa in giro scherzosa da parte degli amici (anche perchè io non ho affatto il fisicaccio di Lorenzo Lamas)

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      • tra l’altro mi colpisce che il maschio sia associato di solito al capello corto quando una delle principali icone della nostra cultura cioè Gesù Cristo, è un maschio coi capelli lunghi.
        Vabbè, è solo una curiosità

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      • Penso che la libertà reale sia possibile,
        e che l’assenza di imposizioni violente sia solo il primo gradino (essenziale, ma insufficiente) per garantire la libertà perché esistono sistemi non violenti per manipolare la psiche umana

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  • “sul voler dimagrire a tutti i costi sì”
    Comunque immagino che per quanto la tv ti abbia influenzata, la decisione di dimagrire sia stata tua e quindi merita rispetto. L’importante è che la cura del proprio corpo non diventi un ossessione ma non mi sembra il tuo caso. Ciao

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