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Una volta ogni morte di Papa ne trovo uno. Ovviamente come ben sapete gli spot gender friendly non solo sono rari ma la maggioranza di essi viene dall’estero.

Infatti ecco la versione inglese dello spot che ho visto ieri sulla Rai ovviamente tradotto in italiano.

Come vedete, nello spot abbiamo alcuni luoghi comuni sfatati, tra cui quello secondo cui “le donne sono deboli“, seguita dall’immagine di una donna che pratica pugilato.

Purtroppo non ho trovato la versione tradotta, perchè lo spot è apparso da pochisismi giorni sulle nostre reti.

Finalmente uno spot che non solo non mercifica le donne per pubblicizzare i motori ma sfata un luogo comune ancora radicato in tutte le società.

Vedo però che nonostante la volontà di sfatare uno stereotipo di genere non siano riusciti a sfatare il mito secondo cui un auto di famiglia dev’essere guidata dal “capofamiglia maschio”. Quindi, se le donne non sono deboli come mai devono lasciare il volante al marito?

Nonostante questa piccola contraddizione, questo spot, è pur sempre un piccolo passo avanti…sopratutto se paragonato allo scempio di genere attuato dal panorama pubblicitario italiano.

Che ne pensate?

29 commenti

  • Sì, il fatto di mettere la “famigliola standard” nell’auto alla fine guasta un po’ il senso della pubblicità, ma per il resto è molto bello.

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  • L’ho visto in italiano con la bellissima voce di Giancarlo Giannini, bè le famiglie con papà, mamma e figli esistono e rappresentano una grossa “fetta di mercato” anche se io sono favorevole al più ampio pluralismo di rappresentazioni possibili nella pubblicità.
    Avrebbero potuto mettere lei al volante, ma pazienza lo spot mi pare ottimo.

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  • Comunque il braccio di lei fuori dal finestrino è estremamente poetico!

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  • Ehehe, l’ho notato subito anch’io il maschietto di famiglia alla guida dell’auto…..ok, a parte il piccolo scivolone la direzione è quella giusta! :)

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  • io ne avevo visto uno gender friendly della Nike, ma non riesco a trovarlo…

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  • Gender friendly non significa che il target a cui è dedicato lo spot sia necessariamente e esclusivamente femminile, le auto di segmenti dal C in su in genere non sono acquistate da donne, nè le donne di solito guidano auto di grandi dimensioni.
    Il fatto che pensiate che uno spot di un auto debba essere prettamente a vostro appannaggio mi fa sorridere.

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    • E chi dice che gender friendly significa che il target è esclusivamente femminile?
      Gender friendly significa che non esclude nessun genere.
      E se tu pensi che le auto dal C in su non sono acquistate in genere dalle donne o guidate in genere da noi, non rifletti perchè accade ciò? Premettendo che io non ho dati per dimostrati che questo fatto sia vero o falso, tu ne hai?

      E perchè io donna di 19 anni non potrei voler guidare un SUV o un gippone?
      Rifletti.

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      • Sono semplici statistiche di mercato, a parte che basta guardarsi intorno.
        Nessuno ti impedisce di guidare macchine enormi, puoi guidare anche il camion se ti va.
        Secondo te una persona decide di comprare una macchina che costa sui 30k euro e consuma come un traghetto in base al fatto che lo si veda guidarla in uno spot? Forse ci sono altri motivi che hanno un po più di peso dietro.
        Essendo appunto gender friendly è il fatto che mostrare un uomo anzichè una donna alla guida dell’auto venga definito uno scivolone a farmi sorridere, oddio, un uomo che guida.
        Del resto, è pieno di spot di auto di segmento A e B, in cui la fascia di acquisto è più prettamente femminile, che mostrano donne alla guida.
        Io che ho una smart seguendo lo stesso ragionamento dovrei parlare di scivoloni? Ma anche no.

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    • veramente a me in giro capita spesso di vedere donne alla guida di gipponi da jungla o macchine grandi con tanto di coda… Penso che questa cosa delle donne=macchine piccole uomini=macchine grandi ormai si stia perdendo, come molti altri stereotipi (x fortuna): per non parlare poi di quanti uomini vedo in giro magari nelle smart, o nelle seicento, o nelle macchine senza coda :) Insomma, il mondo è meno stereotipato e tutto dipende innanzi tutto dalla disponibilità finanziaria: puoi sentirti macho quanto ti pare ma con 1000 euro al mese ti devi accontentare…
      Comunque il discorso è questo: in pubblicità fino a poco tempo fa era raro vedere donne che guidavano, macchine grandi o piccole che fossero, le vedevi giusto se la macchina era rosa o se si utilizzava lo stereotipo della donna al volante. Adesso finalmente cominciamo a vedere più donne che guidano negli spot, e non solo auto rosa o piccole, il che rispecchia meglio la realtà quotidiana, dove se una ha i soldi e vuole farsi il macchinone non si fa certo troppi scrupoli.
      Certo, c’é ancora la cosa in cui se si è in famiglia è sempre lui che guida la macchina, ma siamo sicuri che sia sempre così?… Io per esempio quando andavo in vacanza coi miei da piccola e facevamo viaggi lunghi, un tot di tempo guidava mio padre un tot mia madre, oppure per viaggi brevi a volte era mia madre che insisteva a guidare per tutto il tempo perchè le andava. E non credo di essere nata in una famiglia di alieni :)
      Perciò assumere che ciò che vedi in pubblicità rispecchia sempre la realtà è un tantino da ingenui… Le compagnie pubblicitarie dovrebbero darsi un’aggiornatina se vogliono acchiappare più clieni possibile…

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      • *clienti

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      • Infatti io non ho mai detto che ciò che si vede nelle pubblicità rispecchi la realtà, rispecchia soltanto i risultati delle ricerche di mercato, ossia il target a cui è indirizzato un dato prodotto.
        Il fatto che si vedano più spesso pubblicità con le donne al volante è indice proprio del fatto che i consumi di auto da parte femminile hanno avuto un aumento sensibile negli ultimi decenni.
        E certo, anch’io vedo tante donne che guidano suv o simili, ma resta il fatto che non sono la maggioranza.
        Tanti uomini hanno la macchina piccola, ma in generale l’uomo, specie dopo i 30-35 tende a acquistare un’auto grande, da strada (e da status symbol finanziario), e secondariamente un’auto da città, che sia smart, seicento, classe A ecc; nella donna questo trend è ancora minore.

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  • L’avevo notata anche io l’altra sera. Proprio per la donna che fa boxe.
    Invece ne ho notato uno terribile del chewingum che provoca un tubo d0aria fredda nella bocca di una donna e non ti dico cosa sembra…

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    • Bè quello della Vigorsol è volutamente ridicolo (sono gli stessi dello scoiattolo che scorreggia) più che offensivo, secondo me. Comunque se ritenete potete segnalarlo allo IA>p, a dire il vero non piace neanche a me quello spot

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      • Gli spot vigorsol sono fatti apposta per schifare/scandalizzare una larga fetta di pubblico in modo da diventare virali e diffondersi molto di più.

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      • Tra l’altro nel caso della Vigorsol non so neanche se ci siano gli estremi per una denuncia allo IAP. Non credo.

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  • Si, anche io l’avevo notata. Si, alla fine rovina un pochino, ma è già un qualcosa, no? :)

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  • che ne dite degli ultimi spot amadori?
    lui e lei che cucinano insieme e si punzecchiano, lei non è una supermodella, lavorano entrambi…

    http://tinyurl.com/674tk64
    http://tinyurl.com/66uurgp
    http://tinyurl.com/6jgkd2w

    in questa intervista la Mannino dice di aver anche partecipato alla sceneggiatura degli spot… http://tinyurl.com/6znqpy9

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  • @Youtuber
    Basta guardarsi intorno? Io raramente nella mia piccola città vedo grosse auto, e comunque non riesco a vedere chi c’è dentro xD. A parte gli scherzi è un po’ vago quello che mi dici, il mero guardarsi intorno non è una statistica vera e propria, dipende da un sacco di cose, ma quello che volevo dirti era questo:
    Visto che sono semplici statistiche, fammele vedere e dimmi chi le ha pubblicate e poi ti credo.
    E se da ciò risulta che un ingente numero maggiore di uomini comprano auto C, c’è sicuramente un motivo socio-culturale, perchè l’economia sfrutta questo tipo di dimensione. E il fatto non è che se certe macchine vengono pubblicizzate con spot in cui compare lo stereotipo dell’uomo forte, piuttosto che la felice famigliola etero con papà al volante, allora SOLO gli uomini che si sentono attratti da questi modelli li comprano, perchè lo so, la penso anche io come te, entrano in gioco altre motivazioni, e nessuno mi impedisce di comprare un gippone, ma si sa che anche attraverso gli spot, si tramanda la cultura, e di conseguenza gli stereotipi.
    Poi, immedesimati in un’azienda. Il tuo obiettivo è il profitto, e quindi devi ingraziarti una buona fetta di pubblico. Cosa fai? Una pubblicità creativa, che però allora implica dei messagi culturali originali, niente stereotipi, e quindi è possibile che non vada subito a segno, o pubblicizzi il tuo prodotto con uno spot che ha modelli triti e ritriti, ma che funzionano al 100%?
    Non è mica così semplice come appare. Eh.

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    • Si anch’io una volta ho visto passare una ferrari, però cavolo, non son riuscito a vedere di che colore aveva gli occhi chi guidava, che sfortuna.
      Ma guardarsi intorno significa anche vedere, nella consuetudine di tutti i giorni, la gente che parcheggia, che entra, che esce dalla propria auto, la gente che va a 20 all’ora nel traffico, la gente che ti sta affianco quando sei in macchina anche tu.
      Significa anche conoscere persone e sapere che auto hanno, che auto gli piace.
      Oh ma intendiamoci, questo non ha valore di statistica universale mondiale eh! certo no. Ma nemmeno si riduce al bordo di un’autostrada in cui cerchiamo di guardare chi c’è nelle auto che sfrecciano ma, accidenti, proprio non riusciamo a vederli.
      Io non ho certo le statistiche di mercato delle multinazionali, semmai il discorso è che gli spot si riferiscono alla fascia di mercato che mostra di usufruire maggiormente di un dato prodotto, e i veicoli di segmento dal C in su sono acquistati maggiormente da un’utenza maschile.
      Come dici, l’obiettivo delle aziende, specie se multinazionali, è il profitto. Infatti.
      Non la perpetuazione di stereotipi, o la diffusione di messaggi culturali positivi, negativi, neutri.
      Del messaggio gliene frega in relazione a come e quanto può ottimizzare gli acquisti.
      Le aziende fanno studi di mercato, individuano quali fasce di clientela acquistano una certa maggioranza di prodotti e fanno indirizzare i copywriter in quelle direzioni.

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      • Per piacere, lasciamo perdere il discorso della constatazione visiva perchè non ha nessuna valenza.
        Comunque sì, come ti ho detto anche io i prodotti sono pubblicizzati in modo che raggiungano la fetta di mercato più grossa, e in relazione a questo scelgono il messaggio che lo spot contiente.
        E contengono SEMPRE luoghi comuni, perchè sono SEMPRE sicuri che faranno centro dove vogliono. Quello che voglio farti notare è la relazione fra lo stereotipo, il commercio e la cultura, ti prego di coglierla. Perchè secondo te il luogo comune vuole che un numero maggiore di uomini rispetto alle donne comprino auto C? Te lo ripeto un’altra volta: Te lo chiedi perchè? Ha senso? Ha un qualche fondamento culturale forse?
        Siccome è certo, che tra coloro che “fanno” la pubblicità ci sono psicologi e sociologi, pensi che non utilizzino i fatti socio-culturali per far leva sulle nostre parti più deboli? La pubblicizzazione mira alla nostra spiritualità. Lo spot superficialmente, e a volte nemmeno succede, mostra le qualità del prodotto. Esso fa leva sui desideri delle persone, desideri sociali, che sono sempre di accettazione da parte del gruppo, e tramite le immagini, la musica, e i dialoghi, ti mostra come puoi farti accettare, dopo che ovviamente ti ha dimostrato che fai schifo, e in sostanza risulta: Compra il mio prodotto e sarai migliore, sarai accettato. Questo modo di vendere è praticamente alla base del consumismo.

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  • Figurati, era giusto per mettere in luce in nonsense con cui tentavi di smontare il discorso della constatazione visiva che, peraltro, ha il suo peso, anche se non in senso statistico, come ho già detto.
    Sei troppo manicheo/a; gli spot non contengono stereotipi a priori, dipende innanzitutto dal prodotto e secondariamente dal modo di lavorare dei copywriter (e dalle scelte dell’azienda, ovviamente).
    Ti prego di cogliere questa sottile differenza ora:
    perchè il luogo comune vuole l’uomo alla guida delle auto di grandi dimensioni? Fattori culturali, in gran parte;
    perchè il mercato dell’auto rivolge gli spot di tali auto agli uomini? Fattori economici.
    Certo che tra chi crea i messaggi pubblicitari ci sono team di psicologi e sociologi, ed è vero che la pubblicità mira a creare bisogni e desideri, tramite un messaggio di accettazione sociale legato all’acquisto del prodotto, ma il motore del loro lavoro rimane sempre legato alle statistiche di mercato che servono a trarre il massimo profitto dall’aquirente più probabile.

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    • Ti prego di non rigirare le frittate.
      Vedere in giro le persone non è un dato certo, perchè come vedi anche qui io, te e Maria abbiamo visto tre cose diverse.
      Lo so che sono fattori culturali, è ciò che ti sto dicendo da 3 messaggi a sta parte, ma io ti chiedo se sai perchè è così, lo sai? E ha senso per te?
      E come ti ho già detto, so che sono fattori economici, ma ti ho ribadito che l’economia e la cultura vanno a braccetto, indi per cui il fatto che si parta dalle famose statistiche rispetta questa comunione, è un circolo vizioso. Non è che da un giorno all’altro lo stereotipo sparisca nel nulla. I mass media in generale sono come una spugna: prendono ciò che è del popolo, e da come possiamo constatare, quasi sempre il peggio, e lo ripropongono.

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      • Non rigiro niente, i miei commenti sono sempre molto chiari.
        Vogliamo ribadire per la terza volta che guardarsi in giro non ha valore statistico? Se proprio devo essere ridondante lo dico di nuovo, eh.
        Ciò che penso sui fattori culturali che influenzano l’acquisto di auto da parte di uomini e donne non ha valore se si parla di motivi alla base degli spot pubblicitari, almeno finchè non inizierò a produrre auto anch’io.
        I mass media ripropongono spesso il peggio della società come modello perchè da sempre tenere il popolo nell’ignoranza permette di controllarlo più facilmente, ma non è nemmeno una regola ferrea e tanto meno mi pare che questo sia il caso;
        come detto all’inizio, il fatto che alla fine dello spot si mostri un uomo alla guida dell’auto, con la propria famiglia, sarebbe “il peggio della società”, uno scivolone? Mah, se ne siete convinti.

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  • Penso che far vedere una donna alla guida di un auto di quelle dimensioni con l’intera famiglia a bordo sarebbe stato irresponsabile. Un pò come far vedere uno che beve e che poi si mette alla guida con passeggeri a bordo…

    Va bene promuovere l’equalità dei sessi ma a tutto c’è un limite. Promuovere comportamenti pericolosi (far guidare una donna) è troppo.

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