Vicenza: no agli spot sessisti

cartellone

Da: il giornale di Vicenza

Dignità femminile, proposta di delibera
dal Comune un no agli spot sessisti

IL CASO. La Commissione Pari Opportunità di palazzo Trissino. La proposta di delibera mira a negare il permesso di affissione alle pubblicità ritenute lesive. «Più quote rosa negli enti locali» 02/03/2011

Vicenza. Donne riprese in pose ammiccanti per pubblicizzare un prodotto o una griffe famosa. La polemica è aperta da tempo, ma i cartelloni dalle città o le pagine dai giornali non spariscono. E allora che cosa fare? La commissione per le Pari opportunità del Comune di Vicenza ha deciso di aderire all’iniziativa promossa dall’Unione donne d’Italia (Udi) che prevede una moratoria della pubblicità lesiva della dignità di genere. La proposta di delibera (firmata dalle consigliere Balbi, Sala, Baccarin, Nisticò, Bottene e Barbieri) contiene anche la richiesta al governo e alla Regione di dare attuazione alla risoluzione del Parlamento europeo sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini.

 
«Spesso – ha spiegato la presidente Cristina Balbi – basta guardare come viene reclamizzato lo stesso prodotto in Italia e nel resto d’Europa per comprendere che i messaggi e le immagini della pubblicità consolidano nel nostro Paese lo stereotipo della donna in un ruolo subalterno rispetto all’uomo». «Dovremmo avere il coraggio di non acquistare certi prodotti – ha aggiunto la consigliere Cinzia Bottene- perchè offendono la dignità delle donne, e cominciare a scrivere e a manifestare disappunto». In pratica la delibera dovrebbe prevedere la costituzione di una commissione tecnica di monitoraggio, valutazione e sorveglianza, che dovrà definire i criteri di valutazione utili per individuare quei messaggi pubblicitari o quelle immagini commerciali che presentano stereotipi e che incitano al sessismo e alla violenza , in modo da poter negare l’affissione sugli spazi di proprietà comunale.

«Nessuna censura – hanno sottolineato le componenti della commissione che ieri a palazzo Trissino, hanno presentato il calendario degli eventi per l’8 marzo – solo un po’ di buon senso e quell’attenzione necessaria per fermare messaggi che, a lungo andare, possono essere solamente nocivi e fuorvianti».

 
Pubblicità ma non solo. La commissione per le Pari opportunità di palazzo Trissino ha messo molta carne al fuoco. Infatti, è stata inviata anche una lettera al sindaco Achille Variati con una richiesta ben precisa, in un periodo in cui si torna a parlare prepotentemente di quota rosa in politica e non solo: la legge infatti è ferma alla Camera e sta suscitando ancora molte polemiche.

  
La richiesta? «Riservare un’attenzione particolare nell’individuazione e nella nomina dei componenti degli organismi direttivi di enti ed istituzioni della nostra città, in modo che le presenze femminili siano proporzionate a quelle maschili». «E vigiliremo – ha aggiunto la presidente Balbi – affinchè la nostra non resti lettera morta, ma sia l’impulso per dare una voce nuova e diversa alla politica e ai vari enti che in qualche modo la rappresentano ».

 
A guardare le cifre tutto si può dire di palazzo Trissino, ma non certo che sia “rosa”, politicamente parlando. Sul fronte del lavoro i dipendenti comunali sono 985 e ben 685 sono donne incluse le educatrici e operatrici dei vari nidi e materne comunali. Ma in sala Bernarda siedono solo otto consigliere su 40 e in giunta due assessori donna su dieci. Infine, uno sguardo ai dirigenti: sei donne su 22 in carica.
La commissione ha individuato quattro aree di lavoro: scuola, occupazione, comunicazione e modifica dello statuto comunale, che potrebbe prevedere anche l’arrivo di qualche componente maschile all’interno della Commissione che da quando si è insediata, nel settembre dello scorso anno, ha già partecipato ad un corso formativo finanziato dalla Regione.
«Vogliamo – ha concluso Cristina Balbi – far sì che questo gruppo di lavoro operi e lo faccia per tutti, con progetti concreti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Chiara Roverotto

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Ps: Ho problemi con la posta elettronica e non posso leggere le vostre segnalazioni. Mi scuso per il disagio.

2 commenti

  • Ultime (buone) notizie dallo IAP:

    Segnalazione messaggio pubblicitario “Silvian Heach”,
    rilevato su affissioni diffuse nelle città di Milano, Genova e Roma nel mese di febbraio 2010

    Facendo seguito alla nostra precedente comunicazione, desideriamo informarLa che l’inserzionista ha proposto opposizione contro il provvedimento del Comitato di Controllo ed il caso è stato quindi trasferito al Giurì per una decisione nel contraddittorio orale fra le parti.
    Nella riunione del 29 marzo scorso, l’organo giudicante dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha emesso il seguente dispositivo:

    “Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è contraria agli articoli 1, 10 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e ne ordina la cessazione.”
    Potrà trovare una sintesi della decisione nel nostro sito internet http://www.iap.it, nella sezione “Le decisioni del Giurì e del Comitato di Controllo” non appena il relatore depositerà la motivazione.

    RingraziandoLa per la considerazione, porgiamo i migliori saluti.

    La Segreteria

    _________________________________

    Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria

    via Larga 15 – 20122 Milano (Italy)

    tel 02 58304941 – fax 02 58303717

    http://www.iap.it

    _________________________________
    Nota di riservatezza: il presente messaggio, corredato dai relativi allegati, contiene informazioni da considerarsi strettamente riservate ed è destinato esclusivamente al destinatario sopra indicato, il quale è l’unico autorizzato ad usarlo, copiarlo e, sotto la propria responsabilità, diffonderlo. Chiunque ricevesse questo messaggio per errore o comunque lo leggesse senza esserne legittimato è avvertito che trattenerlo, copiarlo, divulgarlo, distribuirlo a persone diverse dal destinatario non è legale ed è pregato di rinviarlo immediatamente al mittente, distruggendo l’originale. Grazie

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