Il calendario sull’autobus

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Queste donne italiane sempre relegate all’interno delle camere da letto. A denunciare questa pubblicità della Pirelli sono le Donne in Quota. Io non faccio altro che condividere. Per chi mi da della moralista (ho già trovato 4 commenti simili) sovrebbe un attimino analizzare la situazione italiana. Nel nostro contesto pubblicità simili sono senza dubbio sessiste in quanto ci troviamo in un pasese dove la donna è considerata oggetto e dove veniamo tenute ai margini della società. In un contesto simile, diffondere pubblicità del genere, significa ribadire che le donne vanno tenute solo nelle camere da letto, sopratutto in assenza di modelli alternativi nella pubblicità commerciale.

Se notate bene, il cartellone Pirelli, ha voluto mostrare anche un ruolo “alternativo” quello della donna-bambina (quella addormentata assieme all’orsacchiotto), che non è offensivo per carità ma molto stereotipato della serie che la donna può essere solo oggetto o associata ai valori virginali.

Fonte: Donne in Quota

Il Calendario Pirelli, sinonimo di foto d’autore e erotismo, può piacere o non piacere. Un calendario si può comprare e non comprare. Si può scegliere. L’autobus per andare a lavorare no, per andare a scuola no.

Non condividiamo quindi la scelta di trasportare lo stile del Calendario Pirelli agli autobus pubblici. Non ci importa se le foto sono d’autore, belle e levigate, resta il fatto che i corpi di donna sempre più nudi vengono accompagnati più o meno volgarmente a campagne pubblicitarie.

Cioè per vendere prodotti. Per competere sul mercato e realizzare profitto, il corpo della donna è trattato come merce di scambio in troppe pubblicità. Quando vediamo una campagna pubblicitaria in cui è esposto un corpo di donna nudo o, in altre occasioni i suoi pezzi, per vendere prodotti ci chiediamo e chiediamo a creativi e pubblicitari: perchè usare l’immagine di un corpo di donna nudo? Per una questione artistica? per una questione estetica? o perchè si presume che il corpo di donna, oggetto di desiderio, seduca e inducendo desiderio di possesso, produca un acquisto d’impulso, a prescindere dal valore e dalle caratteristiche del prodotto commerciale. In qualche misura il corpo della donna in tali posture e occasioni, sarebbe l’unica motivazione all’acquisto, poiché come merce acquistata se ne potrà fare quello che si vuole.

Condividiamo le parole del Presidente di Pubblicità Progresso Alberto Contri .”…..Fare il pubblicitario con classe, buon gusto e professionalità è ben altra cosa rispetto a comunicatori improvvisati che ricorrono a questi miserabili trucchetti.”

Chiediamo alla Società, e allo IAP di provvedere al ritiro della Campagna Pubblicitaria, in virtù degli articoli del Codice di autodisciplina pubblicitaria e della Risoluzione europea del 3/9/2008 che invita gli Stati membri a provvedere con idonei mezzi affinché il marketing e la pubblicità garantiscano il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona, non comportino discriminazioni dirette o indirette, e alle Istituzioni locali, comunali, provinciali e regionali per l’attuazione della risoluzione e al recente Protocollo di Intesa tra il Ministero delle Pari Opportunità e l’Istituto di Autodisciplina.

***

Ps: Donne in Quota comunicano anche che lo Iap ha emesso un ingiunzione di desistenza nei confronti della pubblicità di Silvian Heach. Ho ricevuto anche io l’email, in quanto mi sono unita alla vostra denuncia.   Ecco il testo dell’email:

Segnalazione pubblicitario Silvian Heach

 

rilevato su affissioni diffuse nelle città di Milano, Genova e Roma nel mese di febbraio 2010

 

 

Desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo, in data 24/2/11, ha emesso nei confronti del messaggio pubblicitario in oggetto ingiunzione di desistenza per la violazione degli artt. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale -, 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 11 – Bambini e adolescenti – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

 

Il provvedimento ingiuntivo acquisterà efficacia di decisione allo scadere del termine previsto dall’art. 39 del Codice, ovvero il 7 marzo p.v., qualora la parte non proporrà motivata opposizione.

 

La terremo sollecitamente informata sul seguito della pratica.

 

RingraziandoLa per l’apprezzata collaborazione, porgiamo i nostri migliori saluti.

 

 

I.A.P.

La Segreteria

15 commenti

  • Bombardiamo la curia di Foligno con questa foto…

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  • danzatriceorientale

    La cosa strana è che i segaioli che accusano di moralismo chi non vuol vedere queste cose, poi ordinano tassativamente a mamme/sorelle/figlie/mogli/fodanzate con la minigonna di togliersela perché sembrano delle puttane,

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  • Questa la mail che ho mandato a Mons. Arduino Bertoldo, magari impara come va il mondo prima di sparare la prossima cazzata contro le donne.

    “A seguito dichiarazione di Mons. Bertoldo che lo stupro sia provocato dalla condotta lasciva delle donne, allego una delle migliaia di immagini pubblicitarie che appaiono quotidianamente sui nostri media, che sfruttano il corpo femminile per il guadagno di pubblicitari e produttori. Queste immagini sono certamente responsabili dell’acuirsi di certe fragilità maschili, non le donne che camminano per la strada.
    Collegare il cervello alla bocca, prima di parlare, anche se si è vescovi della santa romana chiesa cattolica apostolica, non si è immuni dal rischio idiozie, pericolose idiozie.”

    QUI HO COPIATO LA FOTO DELLA MODELLA NUDA SUL MATERASSO PIRELLI.

    Questo l’indirizzo mail: info@diocesidifoligno.it

    Non so se gliela fanno vedere, magari temono un infarto. Però se ne ricevono tante prima o poi glielo dovranno dire…
    Ciao.
    Flavia

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    • Ahahahah, brava. ^_- Vediamo adesso cosa risponde, se risponde. U.U Chissà se ammetterà di aver detto una grande stupidaggine, per dirla gentilmente ^^

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  • Questa la risposta che mi ha mandato la curia di Foligno. Adesso la mia mail la spedisco a Vicenza… in pratica gli corro dietro per tutta l’Italia!

    Gentile signora,

    La informo che mons. Arduino Bertoldo è divenuto vescovo emerito di Foligno per raggiunti limiti di età nell’ottobre 2008, e che da allora risiede nel territorio della Diocesi di Vicenza. Come accade per tutti i vescovi emeriti, le sue dichiarazioni, sulle quali chiaramente non mi pronuncio, non rispecchiano necessariamente né la linea ufficiale della Diocesi di Foligno, né il pensiero dell’attuale vescovo, mons. Gualtiero Sigismondi, ma solo le idee di chi le ha espresse, non costituendo peraltro parte del magistero ecclesiale.

    Distinti saluti.

    Fabio Massimo Mattoni

    DIOCESI DI FOLIGNO
    Segreteria Vescovile
    Piazza mons. Michele Faloci Pulignani, 3
    06034 Foligno (PG)
    Tel. 0742350473 – fax 0742349021
    E-mail: info@diocesidifoligno.it
    Web: http://www.diocesidifoligno.it

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    • E chissà perchè allora non lo hanno “radiato” dal suo incarico..

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      • mmm… Mary, stavolta non li abbiamo presi in castagna: il vescovo in questione è, appunto, emerito, cioè ha ricoperto, in passato, una carica dalla quale è ormai decaduto per limiti di età, per limiti di mandato etc. Quindi è vero che quando parla, anche a sproposito, non lo fa da vescovo in carica, ma da ex-vescovo, e quindi… come un qualsiasi cattolico senza nessuna carica ecclesiale. Ci piacerebbe, però, sapere cosa pensa di tutto ciò l’attuale vescovo di Foligno, cosa che dubito avverrà mai. Ci rassicura comunque che le dichiarazioni talebane “non rispecchiano necessariamente”: nello stile diplomatico ecclesiale, è già qualcosa. Ma, come al solito, non basta.

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  • … questa è la mia risposta. Servirà a poco, ma secondo me bisogna replicare, replicare, non cedere mai…

    Egr. Sig. Mattoni,

    la ringrazio molto per la gentile risposta. E’ pur vero che qualunque dichiarazione di un rappresentante della chiesa viene recepita, se non come magistero, come pensiero condiviso. Ciò provoca dispetto e indignazione in molti, oggi come in passato e, temo, sempre più in futuro…

    Distinti saluti.

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  • da notare che se la pubblicità apparsa sull’autobus è come quella del sito, con la scritta ‘naturale perfezione’, è sessista non solo perché per vendere un materasso non c’é bisogno di una donna nuda attira-arrapati, ma perché il ‘naturale perfezione’ riferito al materasso di intreccia irrmediabilmente col corpo bello e photoshoppato della modella, col solito gioco di ambiguità che finisce per equiparare il corpo femminile alla merce venduta, della serie ‘il materasso è perfetto come la modella’… E quindi alla fine cos’è che ci state vendendo, un materasso o una ragazza?

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  • Ci stanno vendendo il materasso E l’idea che le ragazze sono merce che si compra altrettanto facilmente. E così come esiste il furto per gli oggetti esiste lo stupro per le donne, che problema c’è? Ci viene ripetuto giorno dopo giorno, ora dopo ora, finiscono per crederci donne e uomini.

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  • Io avrò anche dei problemi, ma è soprattutto quando leggo cose come quelle del monsignore che mi viene voglia d’imbracciare un bazooka.

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  • “A seguito dichiarazione di Mons. Bertoldo che lo stupro sia provocato dalla condotta lasciva delle donne, allego una delle migliaia di immagini pubblicitarie che appaiono quotidianamente sui nostri media, che sfruttano il corpo femminile per il guadagno di pubblicitari e produttori. Queste immagini sono certamente responsabili dell’acuirsi di certe fragilità maschili, non le donne che camminano per la strada.
    Collegare il cervello alla bocca, prima di parlare, anche se si è vescovi della santa romana chiesa cattolica apostolica, non si è immuni dal rischio idiozie, pericolose idiozie.”

    Si dicono simili idiozie proprio perchè si fa parte di una istituzione sessuofoba come la Chiesa Cattolica.
    Però stupri e violenze sulle donne esistono anche e in grande quantità anche nei Paesi dove non si vedono donne nude nè nella pubblicità nè altrove in quanto ritenute “immorali” dalla cultura dominante. Quindi gli stupri non sono colpa nè delle donne nè della pubblicità sono colpa solo e soltanto degli stupratori.

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