Il corpo delle donne spaventa la tv

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 Quello che mi viene da pensare è a che gioco stanno giocando quelli della Mediaset?

Striscia la notizia ha messo in atto una sorta di crociata contro il corpo delle donne e le  esternazioni di Gad Lerner, facendo notare che il corpo femminile viene sfruttato molto di più in pubblicità e nelle riviste (di sinistra).

Si può notare come questa tv rispecchi il suo padrone Silvio, attribuendo la lotta contro la rappresentazione mercificata della donna ad una sinsitra ipocrita che non guarda a casa propria. Devono essersi veramente presi uno choc quelli delle reti berlusconiane.

Nella puntata di Matrix trasmessa ieri sera su Canale5 vene messo in onda il provocatorio documentario di Striscia la Notizia, che utilizza gran parte delle citazioni di Lorella Zanardo e il suo volto per attaccare giornali esclusivamente di sinistra come la Repubblica e l’Espresso, come se Lorella non stesse lottando anche contro la rappresentazione femminile di riviste e pubblicità (senza nemmeno invitarla).

 C’era da chiedersi se il programma difendeva le donne o attaccava le donne. Tra gli ospiti c’erano alcune donne autorevoli come Laura Concia del Pd, i quali interventi mi trovavano d’accordo, ma la redazione di Matrix era tutta a favore di Striscia e andava solo contro la pubblicità sessista, per sminuire, giustificare o addirittura legittimare il fenomeno in televisione (perchè tanto lo fanno anche gli altri).

Infatti è stato pure mandato in onda l’intervento di una caporedatrice che senza mezzi termini pur di difendere la televisione ha accusato le donne come responsabili di questa mercificazione, accusando le femministe di se  non ora quando come delle bacchettone e di aver cotnribuito in passato a questa tendenza di mercificare il corpo in nome della libertà. La colpa, secondo la redazione del programma sarebbe delle donne, che cedono a compromessi sessuali nel posto di lavoro e si vestono in modo succinto. Della serie: siccome le donne sono grandissime zoccole meritano questo trattamento in tv. Ovviamente nessuno ha parlato di quei datori di lavoro che molestano le loro dipendenti.

Si notava che lo scopo di quel servizio era difendere il nostro Premier così anche parte del contro-documentario che denunciava una gallery piena di aspiranti reginette di Miss italia minorenni. Come se sfruttare la protituzione minorile ed esporre una candidata minorenne di un concorso fossero la stessa cosa.

Curioso come queste reazioni stiano andando in onda in modo esplicito proprio mentre ci troviamo sulla cresta dell’onda del Rubygate, scandalo che ha risvegliato le donne (Matrix parla anche della manifestazione del 13).

Striscia ha creato sul proprio sito una sezione dedicata al corpo delle donne, con il fine di smorzare le critiche che si sono create dopo il documentario di Lorella Zanardo. Che siano iniziando a temere?

Ed è proprio ieri sera che è stata mandata in onda su richiesta del tg satirico quel contro-documentario intitolato il Corpo delle donne2 ed era palese già dalle anticipazioni che questa puntata era totalmente contro il documentario di Lorella Zanardo.

Che bisogno c’era di un controdocumentario? La Zanardo sa benissimo che anche pubblicità e riviste sfruttano il corpo delle donne, ma quando si tratta di difendere casa loro, la Mediaset è sempre pronta ad attaccare gli altri per portare il problema altrove. Dire che sia la tv che  gli altri media mercificano il corpo delle donne allo stesso modo no?

Sebbene sia già da tempo che noto la propaganda ipocrita e misogina della tv italiana, ma vedere che la Mediaset sta iniziando ad avere paura del consenso che il documentario di Lorella Zanardo sta avendo nel pubblico è un dato positivo.

Il re è nudo e Mediaset cerca di salvarsi il culo è una tattica di marketing e visto che questo si basa interamente sul corpo femminile attuano tutti i mezzi per difenderlo.

Non sono certo le prime critiche che piovono sulla Zanardo. Aldo Grasso definì l’autrice de Il Corpo delle Donne una castigamatti della tv, un Karl Popper de noantri.

Il sistema che ora Mediaset e Antonio Ricci stanno attuando, mi ricorda tantissimo quello che le aziende utilizzano per ostacolare la lotta contro la pubblicità sessista, ossia quelle che ci ricordano “che in tv e in giro nelle strade si vede più nudità e nessuno dice nulla“.

La tv però è un mezzo molto manipolativo quasi propagandistico. La nostra tv per certi versi pecca di libertà e democrazia e tende ad imporre a forza la propria visione delle cose per difendere una tattica di marketing, giustificandola in modo becero.

Lo fa senza possibilità che il telespettatore  possa contrabattere, lo fa in modo subdolo, spregevole e manipolatorio, nascondendo molta paura verso un sistema sessista che ora viene messo in discussione da donne autorevoli come Lorella Zanardo e tante donne della rete, tanto che non sarà l’ultima puntata. Il sign. Vinci annuncia che ci sarà una prossima puntata su questo tema definendolo un tema rovente.

Informo la Mediaset che anche io sostengo Lorella Zanardo e la sua battaglia e che siamo in tante!

7 commenti

  • Quante domande , quanti dubbi che pone questo articolo, ma perchè invece di accanirci contro Berlusconi, contro mediaset, contro i politici, contro quello che volete voiiiii … invece perchè non cerchiamo di capire davvero il senso profondo di questa ” mercificazione del corpo della donna” come sempre….dibattiti , polemiche e mille dubbi…….BASTA ! come canta Vecchioni ci stanno uccidendo il pensiero!!! Ormai si legge poco, la lettura , la poesia , la filosofia( e chi crede in Dio anche la fede) allarga la mente, sviluppa la nostra sensibilità. Le false morali, i programmi perversi e ineducativi, la donna sempre perfetta e bella, e tanto altro….CI UCCIDONO SOLO IL PENSIERO E DENTRO I NOSTRI CUORI SI NUTRE E CRESCE = rancore , odio, discordia, gelosia…..insomma tutto quello che intorpidisce l’anima e il cuore.

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    • danzatriceorientale

      Dire di voler scoprire il senso profondo di qualcosa e dire al contempo di volere abolire dibattiti, domande e polemiche mi pare un paradosso. Se uno olo riflettesse, prima di parlare, darebbe anche un senso a ciò che dice.

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  • Ha ragione Roberta Russo. Sia da una parte che dall’altra provano a fare i finti perbenisti e i falsi moralisti. La verità è che andrebbe riformata la classe politica e , ancora più a monte, ristrutturato il paniere di valori a cui l’essere umano attinge per la concretizzazione del proprio comportamento. Cordiali saluti.

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    • Ho publbicato il tuo commento per libertà di parola..ma veramente il tuo nick e il tuo sito sono veramente offensivi e non li condivido per la violenza che veicolano!

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  • danzatriceorientale

    Ricci ce l’ha con Lerner dal di che fu, tanto che tempo fa fece leggere una sua lettera alle stesse veline, giusto per far vedere che sanno leggere e parlare.

    Vinci è un leccaculo.

    Date queste premesse, non mi aspettavo di certo che fosse un documentario pro Zanardo, per questo mi sono risparmiata di guardarlo.

    Le donne maschiliste che per leccaculismo verso gli uomini in genere difendono e legittimano queste porcate con la trita e ritrita del “Colpa solo loro!” scagionando i porci che danno il via a questi fenomeni, per me non meritano nemmeno la mia considerazione, infatti per loro zero solidarietà femminile.

    E comunque questi ignoranti dovrebbero piantarla di leggere e manipolare le cose in chiave politica, perché nel documentario ci sono stralci sia di Rai sia di Merdaset e perché, mi pare, in questo e altri blog più di qualcuna, me compresa, attaccano quei buffoni di Repubblica, Corriere e testate notoriamente antiberlusconiane che si comportano peggio di lui.

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  • Non ho visto il programma perché non guardo Mediaset per principio, ma una cosa positiva c’è: fino a poco tempo fa una trasmissione del genere sarebbe stata inconcepibile, perché l’uso strumentale del corpo della donna era dato assolutamente per scontato e non sembrava in alcun modo un tema su cui dibattere. Grazie a Lorella Zanardo, a Gad Lerner, alle blogger come Mary , “Femminismo a sud” e altre, alle manifestanti del 13 febbraio, finalmente si è aperta una discussione; non eravamo noi a preoccuparci di cose assurde, bensì i media a rendere ovvie rappresentazioni discriminatorie e superficialissime della metà dell’umanità che non ha il pisello, ma ha comunque diritto a rispetto e dignità. Ricci è sulla difensiva e attacca con il suo olio di ricino personale chiamato Striscia la notizia. Ma mi ha fatto piacere vedere come Gad Lerner per una volta ha sanamente smesso la moderazione che lo caratterizza e sul suo blog gli ha dato apertamente del “peracottaro”. Ovvero, la miglior definizione per uno spocchioso e strapagato produttore di spazzatura che si sente un genio, forse perché ha trovato il modo di far passare la sua pessima merce per qualcosa di buono presso il grande pubblico. In fondo, non è affatto diverso da quella Vanna Marchi che tanto ha additato al pubblico ludubrio.

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  • pardon, “ludibrio”

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