L’indignazione degli uomini

Ho trovato in rete un articolo di Gad Lerner che mostra che oggi come mai gli uomini sono indignati e si schierano dalla parte delle donne  per combattere contro il machismo di Berlusconi.

Ma parliamo sempre di uomini. In rete ho trovato per caso una pubblicità che oltre che un pò sessista (mi ricorda quella della Nikon) e molto ma molto razzista.

La pubblicità che non ho mai visto in italia, vorrebbe combattere i cloni ma lo fa accostando il corpo maschile sessualizzato al prodotto pubblicizzato. Eccola qua:

Inoltre sembra decantare la teoria nazista della razza superiore, quella bianca, contro quella gialla cinese (a sinistra). E siamo sempre alle solite. Mi fa tristezza poi vedere l’immagine di un operaio che viene non solo alienato in fabbrica ma pure nella pubblicità, sostituito da quest’immagine artefatta e sessualizzata, banalizzando uno status sociale.

Questa campagna apparsa nel 2008  in India, sembra suggerire che Nokia originale sarebbe virile. Uno spot del genere in Italia, Paese che mercifica solo e sempre le donne per fattori esclusivamente culturali, saprebbe di gay. Infatti nel web c’è chi si indigna perchè a loro detta sarebbe roba da gay.

L’Italia è un Paese omofobo e non sa che in India l’omosessualità è un reato ma nonostante questo nessuno lì pensa che lo spot sia roba da gay. In Italia si aggiunge anche il fattore omofobia e pretende che le campagne siano rivolte  solo a uomini etero e che la mercificazione del corpo sia roba da femmina e che il ruolo attivo nella sessualità sia roba da maschi etero o gay (l’italia infatti è molto più sessista in questo lato).

Dire che lo spot fa schifo perchè è da gay è come se legitimare la mercificazione del corpo femminile. Nessuna donna dice che la tv  e la pubblicità italiana è roba da lesbiche anche se ci disgusta vedere corpi femminili sbattuti dappertutto eterosessualmente parlando.  Anzi, si parte dal presupposto che alle donne dovrebbero farsi piacere i corpi nudi delle donne o comunque che il loro ruolo sia ridotto a quello della velina. La pena? Essere delle cesse invidiose.  

Il problema infatti non è se lo spot è roba da gay o da etero, ma è che è proprio offensivo e fin qui non ci piove. Offensivo come è offensiva la mercificazione delle donne in pubblicità a cui molti italiani sono ormai abituati.

Ma forse le cose cambiano da contesto a contesto. In Un Paese come l’Italia dove il ruolo dell’ammiccamento erotico viene attribuito esclusivamente alla donna, una pubblicità del genere viene accolta come non sessista, un pò come vedere un uomo ai fornelli che prepara il pranzo alla moglie che torna dal lavoro. Parlasi di ribaltamento dei ruoli di genere. Forse perchè il maschile in pubblicità ha mantenuto vari modelli di riferimento, anche se stereotipati, comunque descritti in modo positivo e dominante.

Forse per questo che la mercificazione del corpo femminile è considerata roba “da femmine” e il fatto che gli utenti considerano lo spot della Nokia come roba da gay lo allude. Forse le domande che qui mi facevo potrebbero trovare una risposta.

Ma nessuno ha mai pensato che anche nel nostro contesto potrebbe però apparire fascista e razzista o il solito spot che promuove il bombardamento della perfezione estetica?

Anche se gli uomini italiani si indignano contro il sessismo di Berlusconi la loro visione dei ruoli in pubblicità appare ancora molto molto stereotipata.

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