Disney Channel e gli stereotipi

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Leggo e riporto il commento di una mia lettrice che segue Disney Channel e  ha notato gli steretotipi sessisti veicolati da alcuni programmi per bambini. Come nella tv “dei grandi” lo svilimento dell’immagine femminile non manca. Bisognerebbe proprio cambiarla questa tv, perchè veicolare certi stereotipi nei prodotti per bambini è pericoloso.

Non è proprio il posto adatto, ma non sapevo dove scriverlo. Vorrei segnalare il canale di Disney Channel, si, proprio il tanto amato Disney Channel, per i suoi programmi sessisti. Le ragazze sono rappresentate, in film che propinano ai bambini e adolescenti, come veri e propri oggetti. I ragazzi non fanno altro che dire ” bella e stupida… ottima scelta!” e le belle ragazze sono, appunto, tutte stupide. Anche chi cercano di far passare per intelligente incarna i modelli del maschilismo. In ogni puntata del telefilm Zac e Cody e del telefilm Hannah Montana, ad esempio, non si vedono che ragazze oche e con un bel corpo, che i ragazzi protagonisti non fanno che vantare per la loro bella presenza e sopratutto per la loro stupidità. ” Mente assente e formosa Becky”.

Una che invece viene considerata intelligente, in Zac e Cody, passa il tempo ad accettare commenti sessisti dal suo ragazzo e non solo, addirittura felice, ridendo con una risatina un po’ da oca. Il padre dei due gemelli ( Zac e Cody, appunto) è un sessista play boy di prim’ordine e tutti i personaggi popolari di quel telefilm e non solo sono mostrati come tali, prendendo quelli che mostrano un minimo di intelligenza sempre in giro e sottolineando quanto poco successo avranno nella vita.

Un altro telefilm di Disney Channel è Quelli Dell’Intervallo. A parte il fatto che i personaggi sono tutti stereotipi tra cui compare ovviamente la bella oca, ci sono scene in cui tali personaggi presentano come dei film o dei programmi tv. In queste scene, i ragazzi hanno ruoli di presentatori, registi, scenziati, dottori, ecc… le ragazze, sempre di veline. In moltissime puntate sono appunto vestite da vallette e ricoprono tale ruolo ballando tra una di queste scene e l’altra. In Quelli Dell’Intervallo Cafè, invece, le ragazze/vallette, dopo aver partecipato al concorso Miss Intervallo, massima aspirazione di una ragazza secondo ogni film di Diseny Channel, vengono proposte, vestite da vallette, come intrattenimento di un signore, per far fare bella figura al locale.

Nel telefilm Jonas, sempre la storia che una ragazza vuole solo essere bella, solo che il personaggio di Stella maschera molto bene questa superficialità, fino a Jonas LA, dove non fa che chiedere a tutti quanto è bella e pensare solo a questo durante tutto il giorno. Memorabile il discorso: ” Stella… tu sei bella, le ragazze belle truccano ragazze belle” ” davvero? davvero credi che io sia bella?”. Sessista anche la frase detta dall’altra attrice, no?

Basta guardare un solo telefilm di Disney Channel per rendersi conto di quanto sessismo ci sia…

23 commenti

  • Assolutamente vero, per me sono inguardabili, a mia figlia (11 anni) piacciono e l’unica cosa che posso fare è cercare di decodificare per lei quello che passa sullo schermo, e cercare di convincerla che non esistono in natura le ragazze oche, le hanno inventate per farle diventare veramente. E’ dura!

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  • E vogliamo parlare dei cartoni più classici? Ariel che rinuncia alle pinne, alla sua famiglia e alle bellezze del mare x un cretino che amerà chiunque possegga “quella” voce, indipendentemente da qualunque altro tipo di caratteristica fisica o intellettuale. Cenerentola? Uguale. E Jasmine? Perde la testa x un ragazzo senza né arte né parte che promette di mostrarle il mondo senza peraltro averlo visto lui stesso. Ma l’esempio peggiore rimane Belle: innamorata della sua bestia nonché suo carceriere. Praticamente una sindrome di Stoccolma….

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    • Cavolo, io adoro Belle, a differenza di molte altre “principesse” è intelligente, colta, forte e determinata. Io l’ho sempre vista come un esempio positivo perchè salva il padre, non si piega al buzzurro Gaston che la vorrebbe per sè, ed alla fine sceglie di restare con la Bestia anche se ha tutti contro. La Bestia stessa l’ho sempre vista come un esempio positivo, perchè viene trasformata in mostro a causa della sua altezzosità e superficialità, e torna un essere umano solo quando riesce a comportarsi in maniera gentile, tanto da lasciare libera Belle, ed è quindi lei stessa che sceglie di rimanere con lui ed amarlo…

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  • danzatriceorientale

    Ho una nipote di otto anni e confermo che gli effetti che lasciano questi telefilm sono davvero deleteri: lei è convinta che i ragazzi si conquistino indossando la minigonna… poi metteteci anche che una signora a natale le ha regalato degli smalti e vi renderete conto di quanto oramai anche gli adulti se ne fottano dell’età e contribuiscano a creare questi strani fenomeni da baraccone che tutti chiamano “bimbiminkia”.

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    • La mia nipotina di anni ne ha 3 e quando sono tornata in Italia per le feste di Natale mi ha detto “Io a casa ho i trucchi”, non so chi glieli abbia regalati e sinceramente non ho avuto neanche il coraggio di chiederlo a mia cugina. Ma come regalo non ha ricevuto solo i trucchi ma anche il ferro da stiro, passeggini, pentoline e bambole varie a cui bisogna cambiare i pannolini. Alla nipotina del mio ex, invece, al suo secondo Natale regalarono una lavatrice e poi anche il set per pulire il pavimento con tanto di mocio vileda, scopetta e paletta. Io sono assolutamente scandalizzata. E’ uno schifo immenso. Una volta, invece, qui a Monaco di Baviera ho visto un bambino di circa tre anni con un passeggino giocattolo che portava a spasso il suo orsacchiotto.
      Premetto che io non ho mai regalato giocattoli sessisti e quando la mia nipotina ha compiuto un anno le ho regalato le costruzioni, adatte alla sue età, che le piacciono talmente tanto che ora dopo due ancora ci gioca.

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      • Io è una cosa che sto vivendo di prima persona: ho una bimba di tre anni (e un bimbo di sette mesi), per quanto riguarda i giocattoli sessisti -ma forse neanche lo sono- perchè comunque per me è normale che un uomo lavi i piatti, cucini, stiri, pulisca il pavimento o comunque usi una lavatrice o una lavastoviglie…. Diciamo che ho avuto una buona scuola: prima mio padre e ora mio marito, anzi lui (mio marito) vorrebbe fare molto di più, però il ferro da stiro gli è stato vietato dopo che ho trovato le righe verdi di una sua camicia attaccate alla piastra del ferro…. non parliamo poi della biancheria bianca trasformata in rosina o azzurrina, ma questi sono errori che commetto anche io… qualche volta, eh!:)
        Insomma dopo questa lunga premessa, scusate, stavo dicendo questi giocattoli “sessisti” diventano tali in base al contesto in cui vivono…. la cosa triste è vedere che varie lavatrici giocattolo, secchio e spazzolone per pulire per terra, pentoline., etc sono imballati tutti in scatole rosa, con una “bella” immagine in primo piano di una bimba sorridente che usa questi gioccatoli, ed è qui che diventano sessisti.

        La televisione è ormai tre anni che è diventata un soprammobile, cerco di selezionare le riviste che le capitano sotto mano, per fortuna è innamorata dei libri, quindi riesco ancora a salvarmi un po’ dalle solite favole della Disney: Rosaconfetto e altre storie è ancora il suo libro preferito… ma nonostante tutto con l’ingresso alla scuola materna è convinta che il rosa sia “un colore da femmina” e il celeste da maschio, ha scoperto le varie fatine e i vestitini con le rouches…. però non ha ancora cambiato idea sul fatto che le bambole sono un giocattolo noioso :)
        e io non insisto certo per farla giocare con le bambole, nonostante non venga aiutata in questo da mia madre e da mia suocera che continuano a regalarle bambole in ogni occasione… ma lei neanche le guarda e continua convinta a giocare con i vari puzzle, la pista del trenino, la plastilina, le macchinine o la valigetta della “dottoressa” (ho scelto apposta una pediatra donna;))

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  • Ho appena ricevuto in prestito dei vestiti per la mia bimba che nascerà a giugno… Sono sconvolta: tutta toba rosa e da femminucce… Una tutina con scritto qualcosa su quanto sono carine le ragazze pon pon…
    Mi sa che tirerò la cinghia e le cmmprerò qualcosa… non c’è davvero speranza che mi arrivi in prestito roba anche solo guardabile.
    La tv non l’abbiamo, ma già da tempo sto cercando titoli di film e libri che possano essere adatti a un’eucazione ceh vada contro gli stereotipi sessuali. MI aiutate a compilare una lista?
    Ho il terrore di quando andrà all’asilo e vedrà che le bambine sono oche e civette e giocano a fare le fatine…
    Finché “dipenderà” da noi farò quel che posso (scartando anche i regali scemi che le arriveranno), ma poi? Spero solo di riuscire a darle delle buone basi…

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    • Sicuramente ti consiglio “Pippi Calzelunghe”, che è la quintessenza dell’indipendenza: una bambina orfana di madre, suo padre è un pirata, vive sola con gli animali, fortissima (riesce a sollevare qualsiasi cosa!), intelligente, furba, sicuramente dall’aspetto che secondo me una bambina dovrebbe avere: sgangherato, spesso prende in giro le autorità come i poliziotti, è originale, anticonvenzionale e ha due amici… Questo spettacolo per bambini (tratto da un libro) è uscito non a caso nel 1969 in Svezia.
      Un altro buon spettacolo potrebbe essere “Yo gabba gabba”, l’ho visto qualche volta, c’è sì una maggioranza di protagonisti maschi, e una delle due femmine è rosa con un fiore in testa, ma l’altra è blu e potresti scambiarla per un maschio finchè non parla… Poi ci sono sempre delle band che cantano, è fortissimo!

      Purtroppo non conosco altro, trovare cartoni non sessisti per bambini è difficilissimo…

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      • E’ il primo titolo cui ho pensato!!!! ma il libro è meglio delle trasposizioni filmiche.
        Tra i classici gender friendly metterei “La freccia nera” di R.L. di Stevenson, con la sua coprotagonista femminile, lo aggiungo per dire che anche nella letteratura del passato si possono trovare esempi che non hanno ruolizzato necessariamente le donne.

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  • Ecco cosa mi hanno risposto dallo IAP

    Segnalazione telecomunicato “Lovable 24 Lift”

    trasmesso sulle reti RAI e Mediaset nel mese di gennaio 2011

    Facciamo seguito alla Sua segnalazione, per informarLa che il Comitato di Controllo, esaminato il messaggio in oggetto, non ha condiviso la lettura prospettata, non ravvisando profili di contrasto con le norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

    L’organo di controllo in particolare ha ritenuto immediatamente percepibile il carattere iperbolico e surreale della comunicazione, che non indulge ad aspetti volgari od offensivi.

    Il caso è stato pertanto archiviato.

    RingraziandoLa per la considerazione, porgiamo i nostri migliori saluti.

    I.A.P.

    La Segreteria

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  • Aggiungerei che: i ruoli ri-proposti da Disey Channel sono gli stessi oggi invasivamente ed estensivamente proposti dall’industria dell’infanzia a livello internazionale o, se volete per essere attuali, globale. Questa politica culturale di recupero e riproposizione di vecchi ruoli stereotipici è ben illustrata nel libro di Loredana Lipperini “Ancora dalla parte delle bambine”. Se si tratta di un disegno cosciente, allora ci deve veramente preoccupare, perché può essere confrontato con l’operazione culturale “tutte a casa”, che negli anni ’50 era destinate a rinchiudere nuovamente le donne dei paesi europei e di cultura europea (USA in testa all’operazione mediatica), quelle donne che negli anni ’40 erano di necessità entrate nei campi di attività maschile. Anche il primo dopoguerra, del resto, anche se in misura minore, aveva visto le donne tornare a casa, comprese quelle conduttrici di tram che i miei nonni e le mie nonne ricordavano. Perché oggi l’economia mondiale sentirebbe il bisogno di far tornare le donne a svolgere i ruoli di casalinghe non retribuite per il lavoro amorevolmente svolto? O di perpetuarne il doppio lavoro? Non so se c’è una risposta, ma le scelte di mercato non sono mai casuali.

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    • “Perché oggi l’economia mondiale sentirebbe il bisogno di far tornare le donne a svolgere i ruoli di casalinghe non retribuite per il lavoro amorevolmente svolto? O di perpetuarne il doppio lavoro? Non so se c’è una risposta, ma le scelte di mercato non sono mai casuali.”

      la mia teoria é che in questo modo gli Stati avrebbero a disposizione del welfare gratuito, e non dovrebbero piú scomodarsi a produrne di proprio. Non servirebbero piú asili, né strutture per gli anziani, eccetera.
      In quanto alle fiabe/cartoni per bambini: io ho anche una certa comprensione per i classici tipo Biancaneve, la bella addormentata e simili, perché ambientati in un epoca in cui effettivamente gli stereotipi di ruolo erano realtá. Anche da bambina ne ero pienamente cosciente.
      Quello che mi indigna é che le storie e i cartoni prodotti in epoca moderna continuino con lo stesso andazzo. Nei cartoni Disney piú recenti i protagonisti maschili sono quelli che hanno i compiti piú interessanti e avventure da vivere, mentre le preoccupazioni delle femmine riguardano esclusivamente questioni sentimentali e frivole (aspetto fisico, abiti, ecc).

      Una protagonista femminile di cartoni animati che é molto valida secondo me é l’Ape Maia.

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      • Anche pippi calzelunghe e mafalda soltanto che sono cartoni vecchi…pure l’ape maia che era degli anni ’70/80 mi pare.
        E’ preoccupante scoprire quanto siamo peggiorati….

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  • danzatriceorientale

    ma nonostante tutto con l’ingresso alla scuola materna è convinta che il rosa sia “un colore da femmina” e il celeste da maschio >>> E infatti è una cosa sulla quale ho insistito molto nei post precedenti di Mary, ponendo l’accento sull’effetto invalidante delle scuole materne su un’educazione meno sessista possibile… questo tipo di educazione va bene finché il/la bambino(a sono a casa coi genitori, ma poi? Da quello che scrivi, temo che le mie non siano state solo supposizioni, allora.

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  • A Pippi avevo pensato anche io. Ma il modello bambina che cresce sola senza genitori e fa tutto quello che vuole non mi piace molto. La freccia nera invece non l’ho mai vista né letta. Chiedo a Mary di aprire una rubrica al riguardo coi consigli al positivo per film, libri e quant’altro dedicato ad adulti e bambini pro-educazione alla parità di genere.

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  • Addirittura nel telefilm Life Bites, sempre su Disney Channel, parlano come fosse vero del detto della donna al volante. Nella scena una delle protagoniste femminili, Giulia, intenta a fare una prova di guida con la supervisione della madre. All’inizio le chiede, alla madre: “ma secondo te ci riuscirò?” e lei “ma si” ” ma allora perchè si dice donna al volante pericolo costante?” ” ma sono solo stupidaggini” e per il corso dello sketch faranno errori stupidissimi e sempre più danni, senza sapere dove sono pedali e tutto.

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  • della Disney vi consiglio Kim Possible e Pepper Ann: entrambe sono ragazze combattive e ironiche… lontane dallo stereotipo alla Hanna Montana ovvero sciocchina e cocca dei ragazzi… questa “roba” se la guarda mia cugina di 12 anni e, a volte, non so proprio cosa pensare…

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  • se è per questo gli stereotipi li vedo anche sui canali ”da donna”, tipo ”LEI”, dove fanno ‘donna buccia di banana’ e più volte all’inizio si vedono donne che vogliono cambiare look, col marito/fidanzato accanto che si lagna come un turco sul fatto che la moglie non è femminile, non è sensuale, si veste troppo così, si veste troppo cosà… E quelli che aiutano la donna a vestirsi rimarcano 5-6 volte che la donna dovrà piacere anche al marito… E se non ci sono mariti/fidanzati c’é sempre l’amica più ‘figa’ a cui ispirarsi, e verranno sempre ripetute, le parole ‘femminile’ ‘femminilità’ in modo ossessivo, martellante… in una sola puntata le hanno ripetute almeno 47 volte (le ho contate tanto per curiosità!)… Addirittura una ragazza era incinta di 7-8 mesi, con la pancia gigantesca, e il marito ha chiamato quelli del programma ‘ma come ti vesti’ perché ‘soffriva’, perché non aveva la moglie sensuale, così la povera crista è stata letteralmente messa in croce, sostenendo che una donna i tacchi li deve portare SEMPRE, così l’hanno fatta montare comunque su un tacco 12, della serie che se inciampa poi son cavoli amari. Cosa ci può essere di meno realistico? e il canale su cui va in onda questa roba si chiama ‘real time’… oppure ci sono le figlie di cui viene detto che devono accalappiare un uomo e fare figli, come se fosse una cosa scontata, che una donna faccia figli… Dio mio, già a me che ho 19 anni mi chiedono se farò un bambino tra qualche anno, che se non figlio entro i 30 poi è più difficile… brr!
    Tornando al canale ”LEI”, la programmazone incude programmi che parlano di CUCINA, dove o ci sono donne che fanno corsi per compiacere i futuri ospiti a tavola (mica per passione, eh) e fare le brave mogliettine, oppure un tizio che insegna a cucinare alle donne per essere brave casalinghe, di MODA, come vestirsi per essere belle, SEDUZIONE, come comportarsi per ”piacere agli altri”, MATRIMONIO, CASA, GOSSIP, CHIRURGIA e stop.Le donne oltre a queste passioni stereotipate non ne hanno altre… Per fortuna che se hai sky ci sono anche altri 10000 canali diversi, però davvero, un canale così altro che ”lei”, dovrebbero chiamarlo ‘mentalità anni 50’, così si capisce prima

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    • la roba della tizia incintissima sui tacchi per piacere al marito idiota mi dà il voltastomaco. i genitori dei maschi dovrebbero insegnare cos’è la vera femminilità, che non significa erotismo 24 ore su 24… ma significa anche ad esempio mettere l’incolumità fisica di vostro figlio prima del tacco che fa il culo perfetto!
      si vede che amare una donna per quello che è e non solo per la velina che ha dentro di sè, fa fatica!

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      • anche a me questa è la cosa che ha lasciato più allibita. Non avrei creduto che si potesse arrivare a tanto. Certi canali sono terribili, ma rispecchiano in pieno la mentalità attuale (fortunatamente non di tutti, però!), purtroppo. Altro che anni ’50, se non ci facciamo sentire continueremo con questi stereotipi per mooooooolto ancora.

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