Il macho latino

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———–>immagine da Spot Anatomy

Il mio blog viene letto anche da qualche uomo, soprattutto da quando parlo anche del ruolo maschile nella pubblicità, ma sono pochi ad avere consapevolezza verso gli stereotipi di genere. 

Fabrizio Corona è considerato l’emblema del macho latino.

Bello e dannato, con dei problemi con la legge e seduttore delle donne più belle d’Italia.

E’ ovvio che Corna rientra come modello vincente di mascolinità perché reincarna tutti gli stereotipi richiesti per essere un uomo con la U maiuscola.

Fabrizio Corona, personaggio molto discusso e controverso poiché denunciato e condannato per alcuni reati di diffamazione e di ricatti contro alcuni personaggi dello spettacolo. 

 Egli rappresenta lo stronzo per eccellenza, secondo recenti scandali. L’uomo che non deve chiedere mai.

Non entro nel merito della sua fedina, uso l’aggettivo stronzo, per criticare un certo stereotipo maschile. Lo stereotipo dell’uomo dalla cattiva condotta, appunto a cui molti giovani si ispirano:

Belle donne, bella vita, bel fisico e atteggiamento da vero duro.

Il claim di questa pubblicità è basato sul doppio senso che induce a volersi identificare nel modello di Fabrizio Corona.

Già, Corona (voce del verbo coronare) il tuo sogno. Corona qui è spacciato come un modello a cui identificarsi: non solo bello, magro e scolpito ma anche dannato per eccellenza. Il vero modello della mascolinità stereotipata. 

Il bel modello apre le braccia e mostra il fisico guardando negli occhi l’interlocutore e sembra volergli comunicare di essere come lui prendendo integratori che potrebbero anche essere pericolosi per l’organismo.

Chiedo agli uomini cosa pensano di questa pubblicità? Se vi riconoscete nell’analisi che ho fatto o se la ritenete lesiva e riduttiva (e non solo perché odiate Corona). 

A me Corona non piace proprio, anzi, lo trovo proprio brutto.

———->Se ritenete che una pubblicità abbia leso la vostra dignità non esistate a scrivere a comunicazionedigenere@email.it

32 commenti

  • danzatriceorientale

    Perdonami, ma da che frequento questo blog, a me sembra che quasi tutti i commentatori che ho letto erano troppo impegnati a farci notare quanto fossimo frustrate e bigotte, per potersi rendere conto di quanto certe pubblicità ledano anche alla loro immagine.

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  • Credo che la risposta l’abbia già data tu.
    La posizione dell’uomo rispetto a quella della donna permette di non indignarsi ma al massimo di scuotere il capo o fare una smorfia di fronte a queste pubblicità di cattivo gusto… Lo stesso vale per le battute sessiste, le poche volte che hanno per protagonista un uomo fanno ridere anche i diretti interessati ( se dotati di intelligenza e ironia ) diverso è il discorso quando il soggetto è femminile. Io sto aspettando il momento in cui potremmo permetterci anche noi il lusso di ridere delle nostre immagini stereotipate.

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  • Non so se augurartelo, che gli uomini si mettano a commentare. Guarda cosa è successo sul mio blog (non ce la farai a leggere tutto, e qualche post ho dovuto eliminarlo perchè era pieno di insulti). Ho scoperto una realtà che non conoscevo, una nuova lobby di uomini che ritengono che le donne governino il pianeta e tengano gli uomini sotto i loro alti e aggressivissimi tacchi. Sono rimasta impressionata.
    http://flaviasrestaurant.wordpress.com/2010/11/20/giornata-internazionale-contro-la-violenza-alle-donne/#comment-105
    Ciao.
    Flavia

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    • danzatriceorientale

      Gente così se avessi un blog la bannerei al primo commento.

      Non è censura: si chiama quieto vivere. Un* ha già tanti problemi nel quotidiano, tante persone che non sopporta e con le quali a volte, per i motivi più disparati, è costrett* a mantenere buoni rapporti, manca solo che quest* un* debba accollarsi anche i deliri di troll psicopatici che, forti di un anonimato garantito da un computer (e diciamolo, anche dalla giustizia, che spesso e volentieri non prende nessun provvedimento per risalire alla loro identità, preferendo archiviare le denunce per i cyber reati) insultano e offendono a più non posso.

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    • Vuoi ridere? Cerca in rete “lega maschio”

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  • Cara FC, sono i molestatori da tastiera, già oggetto di studio, diciamo così, in molti post di “femminismo a sud”. Non hanno altro da fare che compiere incursioni contro i siti delle donne in rete. Certo che sono sintomatici di una cultura e di una società, per quanto psicopatici, ma per fortuna non rappresentano la totalità degli uomini italiani. Il fatto preoccupante, però, è che proprio gli uomini permeabili al nostro pensiero, e capaci di pensare, sembra che abbiano per lo più altro da fare che interloquire con noi.

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  • Infatti credo che la mancanza di dialogo su questi temi sia un problema anche per noi uomini. purtroppo se pensiamo alla società italiana stiamo ad un livello di violenza sessista (praticata prevalentemente nelle “famiglie”) impressionante ed il silenzio non è che un aspetto intollerabile e rivelatore di questo stato di cose. il cammino da fare è lungo e sarebbe importante valutare il contributo femminile in una ricerca comune contro la mercificazione e la presentazione di stereotipi di “successo” mortificanti per un’intelligenza minima non imbarbarita…

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  • Se a loro non interessa perché dovremmo difenderli? Che si facciano un loro blog… Mi verrebbe da esssere cattiva e dire: forse loro non si arrabbiano perchè non hanno dignità… ma me la evito, per via del fantastico uomo con cui vivo e che nulla ha a che spartire con questi pezzi di carne… (con tutto il rispetto vegano per i pezzi di carne)…

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  • La mia voce sarà sicuramente fuori dal coro rispetto a quella di altri uomini, se non altro perchè ho deciso di prendere posizione (chi mi conosce seguendomi sul blog e su facebook lo sa), ma proprio per questo motivo mi sento in dovere di dire la mia.
    Che questa pubblicità sia svilente per gli uomini è un dato di fatto. Se gli uomini non ne parlano i motivi sono tanti, certamente una minore abitudine a parlare da parte maschile quando si tratta di tirare fuori certi problemi.
    Ma è anche vero che pubblicità come queste hanno una diffusione minore di quelle che generalmente sviliscono le donne. Questa, per esempio, l’ho vista per la prima volta proprio grazie a questo articolo.
    Resta il fatto che Corona è sicuramente un modello al quale NON ispirarsi, e voglio augurarmi che tanti altri uomini siano d’accordo con me su questo punto.

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    • danzatriceorientale

      Quoto tutto, specialmente quando dici che Corona è un modello cui non ispirarsi, eppure è venerato, specialmente dai giovanissimi…

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    • Ho dato un’occhiata al tuo blog. Un lavoro ammirevole, complimenti! Grazie… Dovrebbero clonarti.

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  • Non c’entra nulla col post ma date un’occhiata cosa c’è su affari italiani :

    http://affaritaliani.libero.it/interactive/vota.asp?idvote=213215&vote=1

    una gallery pornografica dove si vota la cover girl, su un “giornale” serio ….mah

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    • danzatriceorientale

      Ho guardato solo la prima immagine: sinceramente non mi va di far lievitare il contatore delle visualizzazioni (sempre se c’è).

      Alla faccia del mail bombing che era stato indetto qualche mese fa da questo blog… ma le avranno lette?

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      • Si si infatti noto che il loro andazzo è cambiato , ora si sono dati direttamente alla pornografia interattiva :)

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    • Allucinante non ho parole!
      Un giornale che poi ha il coraggio di pubblicare articoli di stupri…alcune foto sono quasi pornografiche..altre sono veramente sessiste 8come quella della ragazza accucciata come un cane con il vassoio a terra..cosa rappresenta? una schiava?

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  • Tornando al post, credo che 9 uomini su 10 vedendo questa immagine,questa pubblicità con questi messaggi sai cosa risponderebbe”Ebbèh?Beato lui che c’ha tanti soldi e si scopa tutte le veline che vuole!”…ahimè è così, infatti ecco perchè ci guardano sbalorditi quando noi ci ribelliamo alle pubblicità sessiste, alla disparità tra i sessi che c’è nel nostro paese, alla velina come unica immagine vincente di donna!
    La maggior parte degli uomini, forse perchè appunto socialmente e quindi a livello lavorativo sono vincenti, non capiscono che tutto ciò è sbagliato.
    Penso che quasi in ogni italiano ci sia il berlusconiano medio, penso che uno come Berlusconi sia molto più sostenuto da uomini che lo vedono come un modello vincente perchè ha tutte le escort che vuole, ma non capiscono che pagare per avere del sesso è molto più squallido che farlo come mestiere!
    Purtroppo il nostro paese e fasci-maschilista altrimenti una donna che ha 54 anni ha deciso di diventare mamma non avrebbe ricevuto tutte quelle critiche, altrimenti i gay non verrebbero visti come dei giullari da tv, tutto ciò accade perchè i sistemi vogliono farci credere che essere come Corona significa essere veri uomini, e quindi avere qualche problema con la giustizia è da maschio e da uomo vero che non ha paura di niente, avere tante donne ristrutturate e non pensanti è da vero maschio, avere i pettorali scolpiti e tanti tatuaggi è da vero maschio!Prima che gli uomini si indignino per questa pubblicità passeranno secoli, perchè la maggior parte di loro sono rassegnati, perchè noi donne ci facciamo domande molto più di loro forse perchè per tanti troppi anni siamo state censurate,relegate in casa e costrette a una vita che non sentivamo nostra!

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  • Secondo me gli uomini non reagiscono perchè la loro situazione è ben diversa rispetto a quella delle donne.

    Si divideranno in quelli che aspirano al modello del macho che si fa la rifatta di turno e quelli che guaderanno pubblicità del genere con un sorriso di superiorità. Insomma, è difficile che si sentano sviliti poichè

    1. queste rappresentazioni sono una minima parte delle pubblicità
    2. gli uomini hanno mille altri modelli a cui ispirarsi all’interno della società
    3. nella società hanno miriadi di possibilità anche se non sono belli e dannati
    4. l’uomo non può essere sottomesso fisicamente, non viene ucciso quotidianamente da moglie, ex o fidanzata, non subisce la violenza domestica, non viene sfruttato per le strade, non rischia di essere stuprato quanto le donne. Insomma, il soggetto maschile non potrà mai risultare un oggetto passivo sul quale infierire come accade invece per le donne

    Sono però d’accordo sul fatto che lo stereotipo del macho che non deve chiedere mai in Italia esiste ed è meglio che si avvii verso la scomparsa..

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  • Eh già, ho scoperto a mie spese che la galassia degli uomini è piena di sorprese, e di fuori di testa ce ne sono tanti. Grazie per i consigli.
    Per quanto riguarda la pubblicità… non abbassiamo la guardia, e chi ha figlie tenga gli occhi aperti perchè soprattutto nella fragile età dell’adolescenza, quando il desiderio di distacco e autonomia e quindi contestazione della madre è fisiologico, è un attimo vederle perdersi (si spera momentaneamente) affascinate da proposte svilenti ma accattivanti… Una pensa che un certo rispetto di sè stesse le donne lo abbiano raggiunto e invece ad ogni generazione bisogna ricominciare!
    Un abbraccio.
    Flavia

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    • Guarda, io sono mamma di un maschio e tremo all’idea che possa diventare un consumatore in questa società. Consumatore di consumabili, le donne. Per questo secondo me bisogna partire dall’infanzia, nell’educare ambo i sessi a rapportrsi in modo paritario. Il problema è sia del genere femminile che di quello maschile, purtroppo possiamo fare ben poco se a invertire la rotta siamo solo donne o solo uomini..

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      • Aggiungo che io sto attenta fino ad adesso a non esporre mio figlio a certi stimoli affinchè un giorno anche lui possa decodificare un modello apparentemente accattivante ma sostanzialmente vuoto. Ricordiamoci inoltre che non sono solo le donne a non conocere rispetto di se stesse in certe situazioni, ma anche gli uomini..

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      • eh già, è che noi abbiamo un lavoro enorme da fare perchè dobbiamo combattere con tutto un mondo là fuori che rema nella direzione oppposta… meno male che le donne sono delle fondiste eccezionali!
        Flavia

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  • tormentato dal male-bashing

    Sono un semplice passante. Ho visto questo blog e vorrei poter dire brevemente la mia. Ma sono scoraggiato dal tipo di cultura che sembra appartenervi. Una cultura, diciamo femminista, anche se mi pare non essere ancora il termine esatto. Io, che sono un antifemminista non misogino e non maschilista, dovrei stare a spiegare per troppo tempo, molte affermazioni che ritengo scontate. Purtroppo per me non è facile scrivere, perché sono dislessico. Perciò voglio farvi una proposta: andate per il web, a farvi una cultura approfondita, su quella che molti definiscono questione maschile.
    Non evitate i siti più o meno antifemministi, più le idee sono lontane dalle vostre, più vale la pena di leggerle (anche se sbagliate, quantomeno vi aiutano ad avere un altro punto di vista), soprattutto se non si hanno ancora chiare certe tematiche. E non fate di tutta l’erba un fascio, poiché, fra gli antifemministi, ci sono opinioni a volte molto diverse e spesso ci si tollera o semplicemente si discute. Ciao.
    PS. Spero non siate refrattari alle critiche, anche quelle che sulle prime vi sembrano sbagliate potrebbero avere un fondo di verità. Quindi, vi chiedo di andare anche su i canali you tube (nessuno è mio), che trattano di male-bashing, e vedere molti video. Ve lo chiedo, perché sono sicuro che molti di voi non si rendono conto fino in fondo della realta di questa societa. L’informazione è tutto.

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    • Ciao, il mio blog in un certo senso abbraccia anche tematiche femministe ma non vedo perchè dobbiate vederne una minaccia.
      Penso che ci sia abbastanza disinformazione sul termine femminismo. Perchè il femminismo non è un movimento basato sul dominio della donna, come lo è il maschilismo (cerco di scrivere in modo più semplice per non essere fraintesa), ma è un movimento nato proprio per dare la possibilità alle donne di conquistare gli stessi diritti dell’uomo e in modo di raggiungere l’uguaglianza tra i sessi che non è solo una questione femminista ma una questione di democrazia.
      Quindi più che femminista bisognerebbe parlare di democrazia, perchè se in una società manca l’uguaglianza tra i sessi viene a mancare la democrazia che stabilisce l’uguaglianza dei cittadini indipendentemente dalle differenze di sesso, religione, razza e così via.

      Ho letto i siti anti-femministi e non sono d’accordo su alcuni punti: alcuni sostengono che non è vero che le donne subiscono violenze e discriminazioni, pensano di vivere in una società non solo di assoluta parità ma anzi di dominio femminile e almeno in italia sappiamo tutti che non è così.
      Il mio blog parla anche di tematiche maschili ma lo fa in un altro modo, senza disinformare nè discriminare nessuno.

      Il mio blog parla di generi, tutti i generi. Se noti la grafica è un blog che unisce il maschile con il femminile e il tema si basa sul presupposto che le donne e gli uomini sono uguali e che le differenze non esistono perchè sono state imposte per cultura e non per questioni biologiche. Perchè uomini e donne sono uguali: uguali nei comportamenti, uguali nell’intelligenza, uguali nella libertà.

      Il colore del mio blog è lilla. Il lilla rappresenta l’uguaglianza: l’unione tra azzurro e rosa:due colori sessisti nati per distinguere il maschile dal femminile ed è l’origine della discriminazione di genere. Appunto vengono usati nei fiocchi dei bambini alla loro nascita. All’origine. In questo blog questi colori semplicemente non esistono perchè non le differenze di genere non hanno ragione di esistere in una società civile e democratica.

      Il mio blog parla anche di tematiche animaliste, antirazziste e LGBT. parla di tutto ciò che è democratico.

      Non ha senso essere antifemministi, perchè il femminismo è un movimento che vuole uguaglianza. Io so questo perchè essendo universitaria ho studiato sui libri di storia e credo lo confondiate con il vetero-femminismo. Ho scritto questo post proprio per invogliare gli uomini a segnalarmi le pubblicità che trovano sessiste nei loro confronti. il mio post è una prova di quanto il mio blog sia nato sul presupposto di uguaglianza di genere.

      Semplicemente, segnalatemi qualche spot che incita la violenza sugli uomini o comunque svilisce il genere maschile io ne parlerei volentieri. Ma non dite che il mio blog è misandrico perchè non è vero.

      Saluti.

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    • Secondo me si sta confondendo il femminismo con una sorta di azione per la supremazia delle donne. Ecco perchè questo termine, femminismo, non mi piace. Perchè facilmente fraintendibile.
      Quando il femminismo porta ad una maggiore divisione di pensiero fra il genere maschile e quello femminile allora ci sono tutte le ragioni del caso per pensarci su un attimo.
      Se è la parola a creare problemi a mio avviso si può anche cambiare. Non a caso ho intitolato il mio blog Nuova Emancipazione, concetto che comprende al suo interno le emancipazioni femminili e maschili dai più inflazionati luoghi comuni che colpiscono entrambi i generi.
      La direzione in cui si opera è quella della democrazia, dell’ugualianza, come già detto da Mary, un contesto dove il maschile e il femminile possano reciprocamente riconoscersi senza l’implicazione di atti di violenza, da una parte come dall’altra.
      E’ come cercare di capire se sono stati più gravi gli eventi nei lager o le foibe. ENTRAMBI. Non ci sono vinti o vincitori in questa battaglia per chi ha subito di più, siamo tutti vittime!

      Deve essere chiaro che noi non stiamo tramando una vendetta, noi non siamo le donne che compiono atti idi violenza contro gli uomini! Non ci rispecchiamo in questa categoria. Sappiamo che ci sono atti di violenza perpetuati da uomini su donne come da donne su uomini. Un dato di fatto è però l’inferiorità fisica della donna che è influente in molte circostanze e permette di prendersela con il più “debole”.
      Poi permettimi di dire una cosa.. la società è maggiormente guidata da figure maschili, sopratutto in Italia, quindi la mia domanda sorge spontanea: vi lamentate di questa società che è in gran parte fatta da voi! Voi le ingiustizie le subite in casi isolati, noi tutti i giorni in politica, attraverso i media e di conseguenza nella società come fossero la norma, poichè l’influenza dei piani alti è di stampo maschilista.
      Esulando da questo, poichè non voglio mettermi a fare la caccia alle streghe o stabilire chi subisce più soprusi, perchè non collaborare insieme? Secondo me il neo.femminismo dovrebbe cambiare nome. Risulterò impopolare ma la penso così!

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    • Il termine femminismo è stato per molti, troppi anni frainteso, perchè infondo fa comodo.
      Ultimamente al femminismo hanno aggiunto un altro simpatico termine formando così “nazi-femminismo”, associazione assurda dati gli ideali molto maschilisti che che vigono nell’estrema destra.
      Molto spesso certi uomini chiamano femminista una donna che lotta,che non stà zitta, che pretende gli stessi sacrosanti diritti degli uominilo fanno in modo dispregiativo, perchè come dicevo o fa comodo o si è ignoranti sulla tematica in questione, quindi cominciano ad associare femministe = brutte,lescbiche e odiano gli uomini (classica mentalità berlusconiana qunado manda quelle squallide battutine a Rosy Bindi).
      Io inizierei ad abolire la parola femminismo perchè come dice @Alessia Ricci, qui si parla di democrazia, non sò se tiricordi bene il contenuto dell’art. 3 della Costituzione!?…qui si parla di sacrosanti diritti che devono essere divisi in egual misura, e con questo intendo che se un uomo e una donna fanno lo stesso identico lavoro (quindi la stessa mansione) non vedo perchè la donna nella sua busta paga debba trovare il 21% in meno rispetto al suo collega uomo, inoltre parliamo di poter far sì che una donna che lavora possa farsi una famiglia (sempre se la vuole) quindi non sentirsi minacciata se incinta col rischio che quando torna qualcuno le abbia fatto le scarpe,parliamo di dividersi i compiti in casa (una recente statistica ha riportato che ad un uomo restano circa un’ora e mezza di relax in più rispetto a una donna), parliamo di abolire mentalità grette e assurde come quando una ragazza viene molestata per strada tanto per farla sentire meglio i commenti sono : “eh se l’è andata a cercare, vestita in quella maniera, a quell’ora che pretendeva?” anche se sappiamo benissimo che 9 violenze su 10 avvengono tra le “accoglienti” mura domestiche!
      Parliamo anche del fatto che se una donna si cura e si veste in modo femminile non è una troia che vuole solo abbordare maschioni, parliamo del fatto di abolire sempre quell’oscena figura di marito volpone-traditore-guardone e la donna una matta-gelosa scassa palle,insomma abolire tutto ciò che divide gli uomini dalle donne, abolire quella mentalità che mette un uomo sul piedistallo e la donna come sua badante, abolire quelle due oscene figure a cui noi donne italiane siamo state relegate: o casalinga o puttana!Spero di essere stata chiara e poco femminista!

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  • Scusate, ma il fatto che la parola “femminista” sia stata mistificata non è una buona ragione per accetterne la mistificazione: il femminismo (o se volete i femminismi) appartiene alla storia, e non vedo alcun motivo per ripudiare la storia che ci ha fatto libere, cioè quei movimenti delle donne, consistenti in pensieri e in azioni, che attraverso più di due secoli di storia europea ci hanno garantito i diritti civili e politici di cui oggi godiamo, per esempio. Non è affatto conseguente che la democrazia politica comporti la parità di diriritti tra donne e uomini: così, infatti non è stato per tanto tempo, e in Italia il suffragio universale, sole per tenersi ai diritti politici, è stato suffragio universale maschile fino al 1946. Alle battaglie delle femministe, proprio quelle donne che tra XIX e XX secolo venivano picchiate e arrestate per i solo fatto di rivendicare diritti che a noi sembrano ovvi, dobbiamo ciò che abbiamo: non ce l’hanno regalato i maschi, neanche i più illuminati. Per una breve ed efficace sintesi storica, consiglio: “Care ragazze” di Vittoria Franco, ed. Donzelli, 2010.

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  • Attenzione Paola, con quello che ho detto non intendevo mistificare. Nel senso che il femminismo come movimento degli anni passati deve essere riconosciuto per quello che è stato e ad esso dobbiamo essere tutt* debitori/trici.
    Io parlavo del neo-femminismo, del femminismo 2.0 che si sta sviluppando in rete. Al giorno d’oggi stiamo assistendo sempre più a uomini che si allineano con le idee delle neo-femministe ma anche alla consapevolezza dell’esistenza di modelli stereotipati per l’uomo nei quali molti non si riconoscono.
    Lungi dal voler prendere le distanze dal movimento femminista, l’intenzione ai giorni nostri dovrebbe essere quella di collaborare tra generi per ottenere una società più civile e democratica.
    Non sono in linea con chi mistifica la parola femminismo ma non credo neanche che la lotta di oggi debba essere fatta dalle donne per le donne. Vorrei inglobare in un unico movimento tutti coloro che si sentono quotidianamente sviliti dai modelli proposti dalla nostra società. Si è parlato tanto nella storia di emancipazione femminile, ma dove si parla di quella maschile? Ricordiamoci che l’una è necessaria all’altra per perpetuarsi.
    Concludo. Lungi da voler mistificare fatico a definirmi terminologicamente femminista, oggi. insomma, la parità dei diritti è un assunto di base della nostra società e dovrebbe essere tale nella pratica in modo naturale, e non solo sulla carta.
    Uomini e donne di oggi, lottiamo per un mondo migliore e per pari opportunità, dignità, diritti e doveri? Collaboriamo, questo è l’importante, a prescindere dai nomi e dalle classificazioni. Ovviamente senza mistificare la storia!
    Spero di aver spiegato il mio punto di vista! ;)

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  • danzatriceorientale

    Vedemdo questa immagine me ne viene in mente un ‘altra e mi rendo ocnto che anche io faccio fatica a capire quando una immagine sia lesiva per il maschile: mi sto riferendo alla copertina di Vanity Fair di novembre 2010, dove Biagio Antonacci compare coperto sul davanti solo da un disco e mi chiedo come mai non ci sia stata nessuna polemica, mentre se si fosse trattato di una cantante, tutti avrebbero puntato il dito dicendo “si è proporsta come donna oggetto solo per vendere dischi”.

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