Non accolgono le nostre proteste

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Tantissime associazioni femminili e il consiglio comunale di Firenze si sono mobilitate per far ritirare quello svilente calendario di Oliviero Toscani.

Ma gli organizzatori non hanno alcuna intenzione di fare marcia indietro e di ritirare la campagna.

Oggi ha preso posizione anche il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, solo “dopo avere ricevuto sollecitazione da parte di numerose associazioni”.

Si difendono così:  “La nostra da questo punto di vista è un’autorità limitata che si potrebbe esercitare pienamente solo se si configurassero dei veri e propri reati. Non mi sembra che questo sia il caso delle campagne al centro delle polemiche. E la revoca della presentazione del calendario invocata dal consiglio comunale fiorentino è una richiesta che mi appare francamente sproporzionata. Non credo che a criticare tale richiesta valga l’argomento che in giro si veda e si ascolti ben di peggio, che è comunque vero, perchè in fin dei conti sarebbe un sotterfugio anòdino e un pò vile. Non sono d’accordo con chi chiede la censura, semplicemente perchè esiste la libertà d’espressione…”

La libertà di espressione può continuare a svilire le donne? Quando la libertà limita quella degli altri allora è giusto che andrebbe ostacolata, perchè nessuna libertà dovrebbe iniziare mettendo fine a quella di un altro individuo.

Il problema è che l’uso spregiudicato del corpo femminile da parte dei mezzi di comunicazione non è percepito come un reato ed è per questo che ci vorrebbe una legge, perchè se ci troviamo davanti a questi oltraggi è a causa di questa mancanza, una legge che tuteli i generi e l’immagine femminile.

E loro così si sentono liberi di conciarci per le feste. Facciamo qualcosa.

——->Update. Lo IAP (istituto di Autodisciplina pubblicitaria), lo ha  ritenuto lesivo alla dignità della donna. Il primo calendario nel paese dei calendari ritenuto lesivo e sessista, mi sembra un passo avanti ecco:

Segnalazione messaggio pubblicitario “Pelle conciata al vegetale in Toscana”

diffuso attraverso un calendario da tavolo allegato alla rivista “Rolling Stone” n. 87 – gennaio 2011

Con riferimento alla segnalazione in oggetto, comunichiamo che il Comitato di Controllo in data 13/1/11, ha emesso ingiunzione di desistenza dalla diffusione del messaggio per la violazione degli artt. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

L’organo di controllo ha ritenuto tale comunicazione offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene equiparato alla “pelle conciata”, ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione, rilevando pertanto il contrasto con l’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.
Il Comitato ha altresì rilevato la violazione dell’art. 1 del Codice “La comunicazione commerciale deve evitare tutto ciò che possa screditarla”, ritenendo il messaggio un esempio di forma comunicazionale che danneggia il credito dell’istituzione pubblicitaria nel suo complesso considerata.

Si precisa che il provvedimento ingiuntivo acquisterà efficacia di decisione allo scadere del termine previsto ex art. 39 del Codice, ovvero il 24 gennaio p.v. qualora la parte non proporrà motivata opposizione.

Ringraziando per l’apprezzata collaborazione, porgiamo i migliori saluti.

I.A.P.
La Segreteria

25 commenti

  • Si, si deve fare qualcosa: ma cosa? Una raccolta firme per chiedere una legge in tal senso?

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  • Beh, è un reato indiretto, la perpetuazione della cultura dello stupro!
    Perchè anche se non c’è stupro fisico, c’è stupro sociale, quello che poi perpetua quelli effettivi, la violenza domestica, l’esclusione della donna dai contesti e ruoli sociali.
    Ci vuole assolutamte una regolamentazione ragionata a riguardo dei mezzi di comunicazione e dobbiamo allinearci alle direttive europee.
    Facciamo qualcosa, recuperiamo firme, creiamo iniziative, uniamo le forze del mondo virtuale e reale, facciamo numero e facciamoci sentire. Siamo in tanti, forse è più difficle a dirsi che a farsi. La cosa importante è l’organizzazione e delle buone idee. E in rete di teste ce ne sono eccome.

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  • Pingback: Vera pelle conciata

  • Una come la carfagna doveva essere informata dei fatti e agire subito, non dopo tutto questo tempo, è veramente difficile fare qualcosa adesso, perchè ormai sono stati spesi parecchi soldi e difficilmente torneranno indietro.
    Credo per questo che dobbiamo combattere molto a livello preventivo. La spiegazione di toscani, che tenta di dare importanza alla donna, muore dal momento in cui la “pelle conciata” è solo quella femminile. Questa è la critica che non riescono a vedere…e ora chi comprerà un calendario di 12 vagine?

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  • Ma “l’incontro sulla Femmina” significa “sopra” la femmina?
    Gradirei saperlo.

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  • Dopo aver coinvolto tutte le istituzioni preposte, cosa che mi sembra sia già stata fatta, l’unica cosa che resta da fare è, a mio avviso, quella di colpirli nel portafoglio.

    Siamo in tanti? Bene!! Allora costruiamo anche noi la nostra campagna!!

    Questa volta un invito al non acquisto non è sufficiente, attaccare questa indegna campagna pubblicitaria pure… occorre colpire il BRAND del consorzio e di tutti i sostenitori della campagna (cosa sono ad esempio sti prodotti suini di Paolo Parisi??? E perchè proprio suini??? C’è un messaggio anche qui???).

    Non concentramoci troppo su quella che per loro è solo una marachella innocente. Non contribuiamo a fargli pubblicità. Andiamo invece al cuore del problema: il brand. Imprimiamo al nome del consorzio e di tutti i sostenitori il marchio della discriminazione, smascheriamoli e chiamiamoli con il loro vero nome: MACELLAI DI DONNE!!

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    • Mi piace il fatto che la decisione dello IAP :
      ”L’organo di controllo ha ritenuto tale comunicazione offensiva della dignita’ della persona, in quanto il corpo femminile viene equiparato alla ”pelle conciata”, ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione”

      sia diretta al rispetto della dignitá della persona, invece di invocare la morale pubblica, come temevo.

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  • Cosa potremmo fare =/ ? Secondo me bisognerebbe cominciare ad organizzarsi e mobilitarsi fisicamente, come fanno in altri paesi, spesso le reazioni tramite tastiera non bastano e non vengono prese molto sul serio!

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  • Mary (se ricordo bene) ti allego la risposta dell’istituto di autodisciplina pubblicitaria (vedi anche sulla pagina Genio donna su facebook).

    Segnalazione messaggio pubblicitario “Pelle conciata al vegetale in Toscana”

    diffuso attraverso un calendario da tavolo allegato alla rivista “Rolling Stone” n. 87 – gennaio 2011

    Con riferimento alla segnalazione in oggetto, comunichiamo che il Comitato di Controllo in data 13/1/11, ha emesso ingiunzione di desistenza dalla diffusione del messaggio per la violazione degli artt. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

    L’organo di controllo ha ritenuto tale comunicazione offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene equiparato alla “pelle conciata”, ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione, rilevando pertanto il contrasto con l’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.
    Il Comitato ha altresì rilevato la violazione dell’art. 1 del Codice “La comunicazione commerciale deve evitare tutto ciò che possa screditarla”, ritenendo il messaggio un esempio di forma comunicazionale che danneggia il credito dell’istituzione pubblicitaria nel suo complesso considerata.

    Si precisa che il provvedimento ingiuntivo acquisterà efficacia di decisione allo scadere del termine previsto ex art. 39 del Codice, ovvero il 24 gennaio p.v. qualora la parte non proporrà motivata opposizione.

    Ringraziando per l’apprezzata collaborazione, porgiamo i migliori saluti.

    I.A.P.
    La Segreteria
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    via Larga 15 – 20122 Milano (Italy)
    tel 02 58304941 – fax 02 58303717
    http://www.iap.it

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  • @geniodonna la stessa risposta circolare anche a me: ce l’abbiamo fatta! avanti così ;)))))

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  • Toscani quando fa queste “compagne” provocatorie non so a che cavoli pensi: ai soldi? ad avere più pubblicità possibile? non so che dire, veramente…

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  • danzatriceorientale

    @Alessia, ma ci mancherebbe, anzi: canzoni come quelle DEVONO essere diffuse! :D

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