Linear mi risponde

Vi ricordate la campagna di Linear? Mi ha risposto il pubblicitario, molto gentile per carità, ma altrettanto gentilmente cerca di farmi capire che ho detto un mucchio di sciocchezze. Apprezzo però il fatto che mi lascia la possibilità di replicare..ecco l’e-mail:

La ringraziamo per la segnalazione che ci ha inviato, anche a nome della Compagnia Linear, per la quale abbiamo realizzato la campagna pubblicitaria, e per aver condiviso con noi le Sue considerazioni in proposito. Pur non ravvisando la presenza di elementi di preoccupazione nello spot in esecuzione, l’importanza del tema e’ meritevole di ogni ulteriore riflessione anche da parte nostra.
Vorremmo innanzitutto condividere che riteniamo che l’impianto non sia in alcun modo offensivo nei confronti di uno dei due sessi e inoltre l’atteggiamento della protagonista risulti inequivocabilmente fresco e pulito. Il tema da Lei sollevato è però di indubbia importanza e come detto meritevole di ogni ulteriore riflessione anche da parte nostra. Non riusciamo però a comprendere quali aspetti del messaggio possano indurre in considerazioni degradanti della personalità femminile, Le saremo pertanto grati se vorrà evidenziare quali elementi, frasi, immagini o quanto altro Lei giudica sessista nella nostra pubblicità.


La campagna Linear “Adotta un banner” nasce dall’esigenza di avere online una comunicazione più coinvolgente dove l’utente non si limita a leggere un messaggio, ma può in qualche modo interagire con esso: informazione, ma anche coinvolgimento, in sintonia con i linguaggi della rete. Nel banner vediamo una persona della “tribù” Linear, interpretata da una attrice, che mostra una serie di cartelli in cui invita gli utenti a fare un preventivo RC auto con Linear. Nella sua versione “completa” e più interattiva, il banner si può “adottare” scaricandolo sulla scrivania del proprio computer. In questo caso, tra un cartello e l’altro, la persona inganna il suo tempo leggendo, ascoltando musica o schiacciando un pisolino… Azioni di attesa che in teoria possono durare in loop all’infinito. Ma ogni volta che l’utente passa il puntatore sul banner, la persona si rianima improvvisamente e mostra un altro cartello di invito al preventivo. Ovviamente l’utente non sottopone il banner, e quindi la persona, ad alcuna “azione”, né la costringe a fare alcunché. Anzi, a un certo punto è l’attrice che si alza stizzita ed esce di scena.

La protagonista del banner è la stessa attrice già testimonial delle ultime campagne stampa e tv Linear. È vestita normalmente, non ammicca, non provoca, non ostenta. Ha modi di fare garbati, volutamente distanti dagli espliciti richiami sessuali di molte pubblicità. Non c’è nessun intento di strumentalizzare la figura femminile, tant’è che lo sviluppo della campagna prevede nelle prossime settimane banner con nuovi soggetti anche maschili come protagonisti. Per di più Linear si definisce la Compagnia della “tribù del rispetto”. Rispetto reciproco tra assicurati e assicuratori, rispetto di procedure agili, rispetto di tempi di liquidazione, rispetto di ogni singola esigenza, rispetto del risparmio, rispetto delle promesse fatte. È un impegno che tutti coloro che lavorano per Linear, sia come dipendenti sia come fornitori, si sono assunti.

L’attenzione al “rispetto” vale, ovviamente, anche per i messaggi pubblicitari: e le pubblicità Linear degli ultimi anni possono testimoniarlo. Nella speranza che questi nostri chiarimenti contribuiscano a fugare ogni dubbio sulle buone intenzioni della nostra comunicazione, rimaniamo comunque a disposizione per ogni ulteriore approfondimento riteniate opportuno.

Cordiali saluti

Giovanni Ghelardi
(Amministratore Delegato di Republic)

10 commenti

  • Vogliamo spiegarglielo meglio? ecco: “nessun essere umano nello svolgimento della sua attività lavorativa può essere trattato come un pupazzetto animato da video-game”. Così è più chiaro? distinti saluti etc.

    Mi piace

  • ….cioè è offensivo avere un omino sul desktop? o_O … non è un’esagerazione?

    Mi piace

  • Invece io in questo caso concordo al 100% con l’azienda :)
    Lavoro nel reparto web di un’agenzia di comunicazione (assolutamente non quella che ha realizzato il banner, eh), e la loro idea mi sembra fresca e carina. Non vi trovo nulla di sessuale, e non vedo per quale motivo al mondo l’utilizzo di una figura umana reale (uomo o donna che sia) in un contesto di interattività possa essere lesiva della sua dignità.

    Mi piace

    • La “donna-banner-oggetto”, il cui atteggiamento è definito dal pubblicitario “fresco e pulito” (…), nel video ad un certo punto (0:35) si attorciglia i capelli tra le dita, sguardo fisso in camera verso l’osservatore. Poi gira lo sguardo a seguire il moto delle sue dita che scorrono tra i capelli (per pochi secondi ricorda un po’ le pubblicità stile 199). Quindi la “donna-banner-oggetto” reagisce stizzita quando realizza che i suoi tentativi di seduzione su commissione sono falliti (malgrado la freschezza e la pulizia, la totale disponibilità).
      Trovi davvero che non sia lesivo della dignità umana trattare esseri umani come oggetti? “io sono il tuo banner”, scrive la donna-banner-oggetto nel primo cartello, ma il banner è un oggetto, ci riflettete nel reparto web dell’agenzia di comunicazione? e poi il cartello continua chiedendo “niente male eh?” a cosa si riferisce la “donna-banner-oggetto”? da totale incompetente, immagino che si riferisca alla qualità grafica del banner, giusto?

      Mi piace

      • Appunto. Io credo sia opportuno rispondegli e fagli capire alcuni punti.

        Mi piace

      • Il fatto è che in questo caso, probabilmente è deformazione professionale :), io non vedo una donna oggettificata, ma un banner umanizzato :) E’ vero che in questo caso la donna (l’attrice scelta per la pubblicità) sta interpretando il ruolo di un oggetto inanimato (il banner), ma se questo fosse lesivo alla sua dignità, lo sarebbe anche interpretare non so, un robot o un ologramma :)

        Nessuno di solito mette in relazione gli omini o donnine (colloquialmente si dice così, di solito, no?) dei banner o delle applicazioni per pc o cellulari con reali esseri umani (anche se ovviamente sono interpretati da attori in carne ed ossa), e mentre solitamente sono molto divertenti questi mezzi in cui magari si può anche interagire e “disturbare” il protagonista dell’applicazione, nessuno di solito si sognerebbe di prendere uno sconosciuto e scuoterlo oppure pungolarlo con un bastoncino :)

        Mi piace

      • Lara, guarda non so.. ho trovato banner che ho reputato molto offensivi e pericolosi, come “Bacia la ragazza”, “Spoglia la ragazza”, o “Modifica le parti del corpo della ragazza” in semplici forum. L’intenzione è quella di far cliccare l’utente, che guarda caso è considerato sempre e solo uomo, e la donna vine oggettificata e resa concettualmente inerme, perpetuando lo schema mentale secondo cui l’uomo può fare quello che vuole della donna e della sua immagine, tematiche che concettualmente si avvicinano alla cultura dello stupro e alle molestie, oltre che di assoggettamento dell’immagine femminile alle caratteristiche desiderate da maschio. Io la vedo così..

        Mi piace

      • “hai trovato banner” o si parla del banner in questione?

        Mi piace

      • no, no , non si tratta di questo banner ma di altri che ho trovato sul web.
        mi riferivo alle parole di lara, quando dice:

        Nessuno di solito mette in relazione gli omini o donnine (colloquialmente si dice così, di solito, no?) dei banner o delle applicazioni per pc o cellulari con reali esseri umani (anche se ovviamente sono interpretati da attori in carne ed ossa), e mentre solitamente sono molto divertenti questi mezzi in cui magari si può anche interagire e “disturbare” il protagonista dell’applicazione, nessuno di solito si sognerebbe di prendere uno sconosciuto e scuoterlo oppure pungolarlo con un bastoncino

        non condivido questa visione, secondo me c’è da considerare il messaggio che c’è dietro a certi banner e considerare che si tratta comunque di immagini umane. certi banner sono di cattivo gusto e pericolosi perchè veicolano messaggi negativi. E’ come se ci fosse un banner in cui puoi bastonare un cane. nessuno dice che se lo fai on line lo fai anche nella realtà ma incita comunque la violenza contro gli animali!
        io la vedo così

        Mi piace

  • Ma se ci fosse stato un uomo-banner si sarebbero dette le stesse cose?
    Ci sono tante pubblicita’ “interpretate” da uomini eppure a nessuno passa per la testa che possano essere lesive della dignita’…mah…forse e’ che bisogna sempre andare a vedere le cose per forza come offensive. Comunque la risposta del pubblicitario è coerente, e soprattutto ci sono tante altre pubblicità molto piu’ lesive rispetto a quella del banne della linear.

    Mi piace