Ce lo ha piccolo

La Chante Clair è uno dei pochi prodotti che non fanno (quasi) mai uso di stereotipi sessisti. Nei loro spot non si vedono mai donnine alle prese con lavatrici.

L’ultimo spot gioca sull’allusione sessuale ma sfata uno stereotipo sessista: non importa la dimensione sono importanti le prestazioni.

Lo spot sembra essere rivolto ad un doppio target: agli uomini spesso preoccupati per le loro dimensioni e le donne che si sono convinte che le dimensioni del sesso del partner rendano il sesso più soddisfacente.

Insomma uno spot che non è per nulla sessista a mio parere, anzi è assai rassicurante. Sarebbe bello però che questi tabù si rompessero anche per rappresentare il corpo femminile e per rassicurare le donne.

22 commenti

  • Mmmmm non ho visto lo spot ma da quel che leggo mi sembra che si riferisca non tanto agli uomini ma alle donne, a cui strizza l’occhio ironizzando sulla paranoia maschile per eccellenza.
    Domanda: ma non è comunque sessista, anche se non maschilista? Se mostrasse una maggiorata dicendo “alcune cose sono meglio piccole” o qualcosa del genere, sarebbe stato lo stesso?

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    • Se mostra una maggiorata lo è perchè mostra il corpo femminile come un oggetto..qui invece c’è un detersivo…
      Comunque qui si sta sfatando uno stereotipo sessista molto comune quello dell’uomo macho e virile solo perchè ha un grosso pene che veicola spesso l’idea di uomo dominante e fertile.

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    • Anche a me fa l’effetto dello spot sessista… Passa da “ce l’ha piccolo” a “ce l’ha più piccolo. Il “più” è bello in evidenza: se puoi non accorgerti del “ce l’ha piccolo” non puoi non prestare attenzione al concetto ribadito e rimarcato dall’utilizzo del colore (rosso!). Una strizzatina d’occhio maliziosamente eccessiva alle donne e uno scarso incoraggiamento agli uomini. Ma anche volendo ammettere quest’incoraggiamento, secondo me l’effetto non è certo positivo: insomma, dire agli uomini “dateci dentro, non importa quali siano le vs dimensioni”, in un’epoca in cui si è perso il concetto di “fare l’amore” e ci si dà dentro con le “notti bollenti” e il maschilismo aleggia ancora con la concezione della donna che deve soddisfare tutti i desideri dell’uomo (che sia al contempo “santa e puttana”) vedo solo l’incoraggiamento ad avere “infinite notte bollenti” con il maggior numero possibile di donne..

      Una donna innamorata seriamente di un uomo non starà mai a guardare le dimensioni… i messaggi (neanche tanto subliminali) dello spot sono tutti rivolti all’incremento del numero di rapporti da “una botta e via”, e se consideriamo che gli adolescenti (spesso pieni di fisse sulle dimensioni) guardano la tv un numero allucinante di ore e dunque sono espostissimi a tutti i comandi della tv, la cosa mi sembra ancora più grave…. sbaglio?

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  • A me sinceramente sembra che l’accento sia posto sempre sul pene come dimostrazione di virilità. In questo caso dice che se non ce l’hai grosso importano le prestazioni. Ci vedo ancora una volta un modo per misurare la virilità del maschio attraverso la prestazione sessuale, lo stereotipo dell’uomo che misura il suo essere tale sotto le lenzuola. Il target a cui si riferisce il messaggio non è immediatamente chiaro, potrebbero essere le donne quanto gli uomini. Comunque mi sbaglierò ma per me questo post non è rassicurante, gioca solo su un doppio senso e su uno stereotipo anteguerra.

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    • *volevo dire spot, non post :)

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    • Ma non ci vedo nulla di male almeno io. Dire che le prestazioni non dipendono da un groppo pene è già un passo avanti, sorpatutto in un paese cattolico dove non si può parlare di sesso e spesso ci si affida ai porno con tutti quei modelli maschili contrafatti.
      Visto che nel nostro paese la virilità è ancora appannaggio di chi ha un grande pene, questo spot nel nostro contesto è un bel passo avanti. Certo riduce sempre l’uomo a comunque un essere che deve fare sesso ma sfata uno stereotipo che è considerato sacro ed è per questo che mi piace. Ma alla fine tutti facciamo sesso e siamo destinati a farlo e non vedo perchè un odebba complesarsi per le sue misure.
      Io ho avuto anche ragazzi che non erano Rocco Siffredi ma comunque mi soddisfavano. Spesso pensare che il pene grande soddisfi una donna è un atto egoiistico, perchè il pene grande è visto come orgoglio da esibire con i maschi e non si pensa in realtà al piacere femminile.
      Il pene grande spesso fa male….e il grande pene è visto nell’ottica di uno strumento di dominio che deve fare male xo deve anche piacere (secondo gli uomini). Quindi anche le donne se lo devono far paicere…e tutto ciò secondo me è maschilismo.

      Discorso a parte per le vagine….la vagina in pubblicità viene spesso mostrata ma si fa fatica ad alludere o a pronunciarla…e questo mi sembra ancora un gran abù sessista.

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      • “la vagina in pubblicità viene spesso mostrata ma si fa fatica ad alludere o a pronunciarla…e questo mi sembra ancora un gran tabù sessista”

        sono completamente d’accordo su questo.. è il motivo delle mie titubanze a ritenere non sessista e non stereotipato questo post.. di vagine ne vediamo in tutte le salse ma se venisse fatta un’allusione in uno spot alle sue di dimensioni, apriti cielo!
        di piselli invece neanche l’ombra, ma la virilità deve essere esaltata per forza attraverso di essi!

        le contraddizioni di un paese bigotto e maschilista!

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      • Come il corpo delle donne: viene mostrato come un feticcio ma non si parla mai di sessualità femminile o di donne vere..
        Già…è bastata la parola “ninfomane” a scatenerare le polemiche dei benpensanti.
        Spesso è tollerato parlare di sessualità femminile solo attraverso doppi sensi ma comunque mostrandola come un oggetto e spesso associata ad un nudo…da qui non se ne esce però :(

        Su quella maschile ci sono sempre allusioni ma spesso se ne parla esplicitamente..Basta pensare alla parola “cazzo” di comune uso..ma la parola figa viene usata solo qaundo si parla di sesso in alcuniambienti tra maschi.

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      • @ Mary: (scrivo qui perchè non trovo il pulsante “replica” al tuo commento :) )

        Mah, non so…. io ultimamente sento parlare taaaaanto ma taaanto di sessualità femminile… il problema non mi sembra più quello di un tabù reale…. piuttosto, un conto è la sessualità femminile, un conto è la “troiaggine”. Le donne hanno diritto a vivere la loro sessualità come meglio preferiscono, spesso però degenerano in manie di protagonismo e di esibizionismo. Io non sono certo una perbenista, ho una morale e a quella tengo. Non mi scandalizzo certo a sentire certe cose, tuttavia credo che un pò di pudore sia quantomeno dignitoso…

        Oltretutto mi sembra che l’argomento “sesso” sia eccessivamente inflazionato… E non solo, le violenze aumentano a dismisura e c’è chi se ne stupisce anche… Penso che tutto quello che viene dai media sia dannoso: se si sdoganassero ancora di più con le pubblicità, le cose potrebbero solo peggiorare…. che ne pensi? (spero si capisca il succo del commento… sono un pò di fretta… ;) )

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      • Il termine troiaggine è uina costruzione maschilista che non dovrebbe nemmeno esistere..le donne non sono troie in nessun caso. Anche certi maschi si comportano di merda ma nessuno gli da epiteti così offensivi nemmeno se è il peggior stupratore…
        Secondo me la donan è libera di comportarsi come meglio crede perchè la divisione tra sante e puttane è già una limitazione alla libertà sessuale della donna.
        Si parla di sesso ma ancora secondo vecchi stereotipi…e la sessualità femminile reale viene taciuta e veicolata con quell’esibizioni smo che tu chiami troiaggine…come se essere nude significa essere emancipate sessualmente.

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      • @Mary: se per sessualità tu intendi di darla pure al primo che capita…

        certamente sarà pur un diritto (d’altra parte ognuno sceglie cosa fare della propria vita) ma io lo trovo molto svilente…

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    • Sì, sono d’accordo con te… come dicevo nel commento sopra, il target per me è “uomini e donne” (sì, proprio in stile maria de filippi)..

      l’uomo è in crisi, in una crisi di dimensioni giganti e allora il Sistema fa passare che l’unico modo per dimostrare di essere, scusa i francesismi, “uomini con le palle” (eh sì, adesso si dice anche di una donne che “ha le palle”!!) è il numero di donne che riesce a “farsi”, e se le dimensioni-oni-oni non ci sono almeno che siano “stalloni”…

      L’Uomo è anche quello che è sotto le coperte ma è innanzitutto autorità, sicurezza, responsabilità… è la parte complementare della sua donna, il faro dei suoi figli…. L’Uomo è un insieme meravigliosamente complesso di qualità, come d’altra parte la Donna… lo yin e lo yang…. altro che banali gigolò! giusto? :)

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      • No.
        La donna non ha necessariamente bisogno di un uomo accanto per poter avere dei figli è forte anche a crescerli da sola. Il faro secondo me è la donna, la donna è sicurezza, autorità.
        Dire così significa sostenere lo stereotipo della donna come essere debole da proteggere. Essere un faro, un autorità che trasmette sicurezza non ha sesso secondo me..può esserlo l’uomo come può esserlo la donna.

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      • Allora, facciamo ordine:

        Ci sono studi scientifici che rivelano che un bambino cresciuto con un genitore solo può avere una serie di problemi soprattutto di natura emotiva. La personalità del bambino in crescita ha bisgno sia della figura materna che della figura partena, ha bisogno della divergenza di opinioni dei genitori per trovare una sua opinione sul mondo, ha bisogno della figura dolce e autoritaria della mamma e di quella dolce e autoritaria del papà. Per natura uomo e donna sono differenti e differenti sono le loro modalità espressive che accrescono la personalità del bambino. Non si sta parlando della forza di una donna o di un uomo nel crescere da soli il loro bambino, è una scelta rispettabile e complessa, si sta parlando del bambino e dei suoi bisogni. Il papà è il faro del mondo maschile, è la prima figura maschile con la quale il bambino viene a contatto; stesso discorso dicasi per la mamma e la figura femminile. Spesso, studi scientifici lo dimostrano, appena si conosce una persona il nostro cervello fa automaticamente dei collegamenti con le figure che per noi sono state un faro quando eravamo piccoli: mamma e papà.

        Non c’è un faro di genere: per i figli la mamma è il faro femminile, il papà quello maschile.

        La donna, esattamente come l’uomo, necessita di dolcezza e protezione. Tutti gli uomini cercano protezione e affetto nelle persone che amano, tu sei l’eccezione che conferma la regola?

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      • quoto mary. poi più sopra parli di darla via.. ma cosa significa? una donna che decide consapevolmente di fare sesso con un uomo la dà via? e per fare sesso consapevomente non bisogna necessariamente essere sposati. molte donne non fanno sesso consapevolmente? beh, vogliamo parlare degli uomini allora?
        perchè quando una donna fa sesso sembra che debba dare qualcosa all’uomo, privarsi della sua autostima ecc.? Ci rendiamo conto che è una visione prettamente maschilista?
        Fare sesso consapevolemente riguarda ambo i sessi, vuol dire farlo per scelta e proteggersi da eventuali malattie o situazioni indesiderate. In questo senso bisogna sì sdoganare la sessualità, quella femminile come quella maschile, quella vera, non quella artefatta. Solo con la conoscenza e con la consapevolezza possiamo andare avanti invece di tornare indietro, con un’educazione sessuale priva di bigottismo e moralismi sterili che rendono la società sempre più piena di stereotipi e di atti di violenza.
        Il sesso deve essere un rapporto tra pari, non considerato alla stregua di uno scambio impari in cui la donna cede qualcosa. La donna fa sesso per piacere personale, fisico o mentale che sia, così come l’uomo.
        E dire che l’uomo è autorità, sicurezza, responsabilità per la sua donna è profondamente sessita.
        L’uomo è più forte fisicamente della donna e questo lo ha reso quello che è nella nostra società. Ma ora ci stiamo evolvendo, altrimenti davvero ci si accoppierebbe senza libertà di scelta come fanno gli animali.
        Siamo esseri sociali e civili e una donna in una società civile non deve avere paura di andare in giro per la strada se non con il suo compagno-bodyguard, ci intendiamo? La donna deve avere il diritto di esercitare la sua piena libertà come l’uomo, in casa, sul lavoro, con la prole e per la strada.
        E qui chiudo

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      • Ma brave! Anche voi cadete così facilmente nel giochetto dei veri sessisti, anzichè leggere e cercare di capire cosa c’è scritto, sparate a zero al grido di “sessista! sessista!” in modo di fare veramente superficiale e infantile. Imparate a leggere e, se fosse il caso, ne riparlaremo.

        Finchè non capirete che la crisi odierna riguarda ambo i sessi, non potrete avere un’immagine limpida della società e vi lancerete sempre dietro a battaglie che non hanno fatto l’upgrade, impedendo a voi stesse di rendervi conto che il mondo è andato avanti e voi siete sempre lì… Anzichè dare della retrograda a me, occupatevi di quanto lo siete voi: il vostro modo di ragionare è già stato sorpassato da un pezzo dalle vere femministe!

        Sinceramente un pò mi dispiace, pensavo di aver trovato un blog dove poter ragionare seriamente, ma non posso di certo stare dietro a chi è sì altezzoso da non sforzarsi nemmeno di comprendere il modo di vedere degli altri e denota una chiusura mentale incommensurabile…

        A voi buon proseguimento di chatting su questo blog.

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  • Innanzitutto nessuno ti ha datto della sessita o retrograda per arrivare a dare giudizi sul fatto che noi siamo infantili e superficiali. Che la crisi odierna riguarda ambo i sessi ce l’ho ben presente in testa e se leggessi l’unico post che ho scritto sul mio neo-blog che non è aggiornato per mancanza di tempo lo capiresti, tanto che io femminista non voglio nemmeno essere chiamata visto che lotto semplicemente per una società più civile insieme a tanti uomini e tante donne.

    A me dispiace che tu l’abbia presa a livello personale perchè a me sinceramente di star qui a stabilire chi è più avanti o chi è rimasto indietro tra chi si occupa di questo tema interessa davvero ben poco.

    Questo spazio nasce per il confronto ed è un luogo aggiornato sulla comunicazione mediatica e non e quindi non vedo il motivo per cui dovresti evitare di leggere novità e iniziative solo per uno scambio di idee.
    A mio parere l’orgoglio non porta da nessuna parte e credo che solo restando nella modestia e nell’accoglienza si potrà andare avanti. E parlo per tutt*.

    Reputo lo scopo dei miei interventi e della mia lotta molto superiore ai piccoli diverbi e sono pronta a coollaborare con qualunque persona sia interessata al tema, andando oltre le piccole incomprensioni e le differenze di pensiero. Sono queste ultime che contano, no? Altrimenti avremmo tutti accettato la dittatura del silicone e del sessismo.

    Per quanto mi riguarda sono in pace con me stessa e non concedermi il confronto con altre teste mi risulta una grande perdita. Se la pensassimo tutti allo stesso modo il mondo sarebbe una tautologia e la comunicazione e il confronto verrebbero meno, oltre che ovviamente l’insegnamento.

    Ribadisco che l’unica cosa che interessa qui è capire come raggiungere, INSIEME, un modo migliore di vivere nella nostra società. Una società che si definisce democratica e che promuove in linea teorica pari diritti per tutti ma poi non li perpetua.

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  • aborro la terminologia darla, gliela dò, non gliela do etc
    E che è, una gentile concessione? Un favore? Un ricatto? Che diamine di senso ha? Mai capito.

    Per quanto riguarda lo spot sono indecisa; appena l’ho visto non mi ha convinto, ho pensato all’enensimo spot col sesso di mezzo e basta. E’ che ormai uno è talemtne saturo che qualsiasi cosa appare negativa.

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  • danzatriceorientale

    Ci sono studi scientifici che rivelano che un bambino cresciuto con un genitore solo può avere una serie di problemi soprattutto di natura emotiva. >>> Non conosco questi studi scientifici, ma io direi che i complessi emotivi ai bambini li generano la società e le domande degli altri bambini addestrati da genitori bigotti e maliziosi: Perché non hai la mamma? Perché non hai il papà? Perché di mamme/papà ne hai due? Perché giochi anche con i giocattoli “da maschio”/”da femmina”… a voler essere gentili, perché poi si passa agli insulti cantilenanti travestiti da candore del tipo “Femminuccia”, “Maschiaccio!”, “Io ho la mamma e tu no!”, “I miei genitori sono normali e ituoi no!”, “I miei genitori sono bianchi e i tuoi sono negri” ecc. ecc..

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    • Stai decisamente generalizzando anche tu, perdonami. I complessi emotivi ce li generiamo da soli insieme alla società. Noi viviamo nella società e non ci si può separare: è sbagliato pensare che abbiamo una nostra individualità al di fuori della società. I genitori dovrebbero anche prottegere dalla società non solo allontanado e nettendo i bambini in una campana di vetro ma anche spiegando con parole adatte allo stesso figlio. Ovvio che i nostri genitori spiccano di più che della società, detta così, in generale…
      Dare la colpa a uno o all’altro è sbagliato comunque, tanto vale non farlo…

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  • Qualcosa di diverso da piselli e patate mai, vero?

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    • Esatto! Perchè pe rpubblicizzare un prodotto si deve paròare di sesso? Questo spot mi urta tanto quanto gli altri: niente di nuovo, niente di creativo…ah già per una volta si parla di c***o invece che di strabelloccie pronte a fare sesso, ma non solo: si sfata una credenza riguardante il sesso!!
      Quest aè vecchia…è risaputa: se la gente la vuole capire bene, se no pace…Infine: c’era bisogno che me lo dicesse uno spot di un prodotto per pulire? Manco fosse la pubblicità di contraccettivi….

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