Non ho le competenze

Ok, non ho le competenze se si riferiscono ad una laurea in studi di genere ma non credo di essermi meritata una simile risposta. Non sono tutti che accettano le critiche o che sono aperti alle opinioni di disappunto femminile. Ho scritto ieri all’azienda che produce Rosaria arancia rossa a causa dello spot sessista trasmesso pochi giorni fa in televisione. Non credo ci vogliano competenze per stabilire se un contenuto sia sessista o meno, bastano le nostre percezioni a livello inconscio.

Nemmeno le donne che hanno apprezzato lo spot hanno le competenze per farlo e allora? Perchè io non dovrei aver diritto di sentirmi offesa? Perchè per sentirmi offesa dovrei avere le competenze?

Ecco la sua risposta:

Buon giorno Signora,
noi crediamo che lei non abbia le competenze per esprire un giudizio in
merito al nostro messaggio pubblicitario.Per fortuna la maggior parte delle
donne non ha avuto la sua impressione a riguardo. Da anni facciamo
comunicazione affidandoci ad agenzie di un certo spessore quindi non
crediamo di aver in alcun modo creato un messaggio che come afferma lei sia
lesivo della dignità delle donne. Anzi il contrario.In azienda lavorano per
la maggior parte donne e se avessero avuto la sua stessa impressione ci
creda che avremmo ricevuto il loro disappunto. Comunque ci sentiamo
profondamente insultati dalla sua e-mail e la pregheremo di non offendere
persone che giorno dopo giorno, facendo sacrifici, lavorano onestamente e
nel massimo rispetto di tutti.
Se abbiamo offeso la sua sensibilità ci dispiace ma dovrebbe rivedere lo
spot con uno spirito meno aggressivo e prevenuto.
Pensiamo a lavorare bene e basta.

Cordiali saluti
Pannitteri & C. srl

Non c’è che dire..mi danno dell’aggressiva…un classico dei sessisti, aggressiva perchè non sono accondiscente e complice dei messaggi sessisti. Mi danno dell’incompetente per rovinarmi l’autostima solo perchè ne è uscita intatta dopo la visione dello spot tanto da rendermi certamente aggressiva. Bisogna far capire a certi uomini che l’aggressività nelle donne non è una cosa negativa ma è simbolo di sicurezza. Quelli che criticano le donne aggressive ci vogliono addomesticate.  

Che dite? gli rispondiamo? Forse sarebbe meglio una mail action? Ci appoggiamo all’Udi? allo IAP? che ne dite? Facciamo vedere che la maggior parte delle donne non la condividono…

31 commenti

  • IAP toda la vida!
    Solidarietà!

    Mi piace

  • Sono proprio vergognosi. La risposta, poi, è tipica di gente ignorante – lavurà bisogna lavurà -che utilizza delle frasi copia-incolla prese dalle riviste di Signorini (merdoso)!

    HAI FATTO BENISSIMO A MANDARE UNA MAIL DI PROTESTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    B R A V A !!!!!!!!!!!!!!!!!

    Mi piace

  • si vede proprio come lavorano bene.. usano una connessione simbolica donna=arancia (frutto, succo, prodotto e quant’altro) che è vecchia e abusata… chi lavora bene lo fa con creatività ed innovazione.
    Io una laurea in studi di genere la sto prendendo, ma ho la sensazione che questi/e “illustri” signori e signore pubblicitari/e farebbero comunque fatica a riconoscerla come “delle competenze” visto che probabilmente gli studi di genere e delle donne non sanno nemmeno che A) esistono B) che cosa sono…

    Mi piace

    • Già…usano stereotipi vecchie e stravecchi..bella creatività! Alla facica del rispetto poi.
      Ma poi si contraddicono pure: una non può criticare perchè non ha le competenze per farlo ma per apprezzarlo perchè le competenze non servono..mah!
      Mi piacerebbe prendere una laurea in studi di genere ma non so in che facoltà ci sono dei corsi.tu dove stai studiando? :)

      Mi piace

  • @ Mary: questo :) http://www.ugr.es/~gemma/?language=it&section=&page=

    In effetti in Italia quella della mancanza degli studi di genere a livello universitario è un’altra arretratezza angosciante. Gli studi di genere difficilmente li troverai come percorsi a sè stanti nelle facoltà, ma bisogna essere pazienti abbastanza da cucirsi un curriculum su misura scegliendo fra i pochissimi esami pertinenti esistenti.
    Per quanto sia assolutamente consapevole della differenza fra l’ “Accademia” e la “Piazza” credo che non avere legittimità e visibilità nella prima non aiuti nemmeno la seconda…

    Mi piace

    • Già siamo indietro in tutto per quanto riguarda la questione di genere. il vero problema è che in italia manca ancora una definizione di genere. I generi sono ancora costruiti tramite stereotipi che sembra difficile metterli in discussione. :( grazie per il link!

      Mi piace

  • Uh…ma che carini e gentili, come mai non ti hanno detto che hai anche un umore uterino?
    Si vede proprio che i loro lavoranti sono per la maggior parte donne, ehhhhh come si vede!
    Anche fosse non tutte abbiamo la stessa mente e sensibilità, ahimè la maggior parte delle donne è addormentata davanti alla tv a vedere l’ultimo ritocco al culo di Belen, o l’ultimo escluso dal grande fratello, con un cervello talmente lobotomizzato che non si accorgerebbero neanche che magari loro sono le prime schiave, più delle donne afghane, più delle prostitute costrette,ecc ecc.

    Loro si sentono insultati da una tua e-mail di indignazione, bella questa, e noi donne (pensanti e con un pò di ossigeno nel cervello) come ci dovremmo sentire a vedere la solita donna con i soliti canoni, con il solito seno in mostra rifatto o no non importa, in qualche modo paragonato a delle arance?
    In più ora per indignarsi o per non gradire uno spot bisogna avere un certo tipo di laurea, bene quindi tra un pò tutti quelli che sono laureati in cose diverse o diplomati o con 3a media a tutta questa gente verrà tolto anche il diritto al voto perchè non competenti!
    Ma dico sono impazziti o cosa?

    Comunque, Mary, se non ti dispiace, magari potresti passarmi o passarci (per chi vuole) il loro indirizzo e-mail, in modo da far capire che non sei l’unica ad essere indignata del loro spot, e che non ci vogliono certi titpi di titoli per pensare,giudicare e non gradire!

    Mi piace

  • danzatriceorientale

    Allora come mai non fanno anche lo spot di un succo di pompelmo chiamandolo magari Adelmo, visto che tanto non c’è ninete di male ad essere associati a degli oggetti inanimati, dal loro punto di vista?

    Poi, quanto al passo in cui dicono che se le loro dipendenti si fossero sentite offese lo avrebbero potuto far notare senza conseguenze, mi spiace, ma fatico a crederci e non devo nemmeno spiegare perché, penso.

    Mi piace

    • Pensano che l’uso del corpo femminile possa essere sempre giustificato e qui ci vedo una grande discriminazione.
      Io ovviamente mi sarei indignata anche se ci fosse il pompelmo adelmo con l’uomo mezzo nudo che ammicca ma quello di Rosaria proprio non riesco a spiegarmelo. Non si capsice perchè dovrebbe arttirare un target maschile. Dalle statistiche emerge che in Italia sono le donne a fare la spesa nella maggior parte dei casi. Gli uomini italiani fanno la spesa veramente poco come poco fanno in casa, quindi non vedo perchè uno spot simile. Tutto per cultura….Ovvio che sarebbe sessista sostenere che fare la spesa è cosa da donne e pubblicizzare i prodotti per la casa comese devono comprarli solo le donne (che poi creano la cultura italiana che fa della spesa una prerogativa femminile tanto da creare statistiche simili), ma utilizzare il corpo femminile in modo sessista per vendere un prodotto fa altrettanto schifo.
      Se ci fosse Adelmo sarebbe almeno spiegabile anche se ovviamente non da giustificare, perchè l’uso sessista dei generi per attrarre un target di consumatori dell’altro sesso non va mai giustificato.
      Mi chiedo cosa vogliono ottenere con questo spot:
      Invogliare gli uomini a fare la spesa? Eliminare le intelrocutrici donne? rappresentarci come oggetti?
      Sulla rappresentazione della donna-oggetto sappiamo tutti che è cosa assai sessista. Tutti i sessisti utilizzano il corpo femminile come oggetto prorprio perchè ci considerano tali. Se si va a vedere i troll di facebook che hanno le pagine maschiliste sono piene di foto e link che riducono la donna ad oggetto sessuale.
      La sessualizzazione dovrebbe essere limitata a prodotti come l’intimo (perchè l’intimo è sexy), articoli da sex shop o un profumo (basta che non offendino con primi piani del culo o scenari da casa di tolleranza) perchè se no è fuori luogo e sessista, perchè la donna non fa rima con sesso e sessualizzarla per ogni cosa crea uno stereotipo che la fa più simile ad un oggetto anzichè un essere umano.

      Mi piace

  • Io sono con te, l’avevo già notata da me ‘sto SCHIFO di pubblicità.
    Decidiamo che fare, io ci sto.

    Mi piace

  • beh, la maggior parte delle pubblicità sono sessiste…Si vendono auto,orologi,appartamenti,divani,profumi,generi alimentari ecc.usando l’immagine femminile o maschile, bella e attraente per creare, nei soggetti probabili acquirenti, il desiderio di possedere quel dato oggetto con l’illusione di poter ottenere anche la top model in copertina ..Ma anche noi donne spesso sognamo di poter diventare belle come le donne presentate nello spot ,comprando quel prodotto,quel rossetto,quel capo intimo ,quel mobile…quell’auto,quello yogourt….La pubblicità è fatta per questo …creare l’illusione che mangiando, acquistando,bevendo,cavalcando,comprando quel dato prodotto il nostro aspetto e il nostro mondo migliori…Ricordate l’olio sasso o la birra peroni .Nel primo un uomo si sognava grasso poi si svegliava e non aveva più la pancia…ma diceva” la pancia non c’è più” e a tavola mangiava verdura condita con olio sasso…i più dimenticavano che lui aveva sognato di essere grasso ,ma in realtà non lo era affatto…ma tutti abbinavano l’utilizzo dell’olio al dimagramento…Così per la birra peroni si utilizzava una bellissima donna bionda che diceva” chiamami peroni, sarò la tua birra”…frase ovviamente equivocamente sensuale…Nessuno ha mai classificato le due pubblicità come sessiste…ce ne siamo beati…e spesso con le frasi ci abbiamo giocato…indipendentemente che acquistassimo o meno quel prodotto..Ma.a sua difesa le consiglio di leggere il libro” persuasori occulti.”..che le farà capire quanto studio, quanta psicologia manipolatrice c’è dietro in ogni spot….Sta a noi consumatori, definiti incompetenti per dare un giudizio,non permettere a quegli studiosi,così competenti nell’influenzare le menti,a non lasciarci manipolare…

    Mi piace

  • Che maleducati! Scriviamogli tutte!

    Mi piace

  • Cavolo, tu non hai competenze per giudicare, le lavoratrici dell’azienda invece sono tutte esperte in gender studies (che in Italia non esistono, tra l’altro)? Che risposta ridicola. Non comprerò mai questo prodotto.

    Mi piace

  • Rispondigli così: non ci vuole competenza per comprendere e recepire un messaggio pubblicitario, semmai il messggio pubblicitario è rivolto epr l’appunto alla massa, spesso incolta e fa leva appunto sull’ignoranza della gente (vedi pubblicità dove ti fanno credere che bevendo acqua diventi figa o che nella spremuta d’arancia pastorizzata ci sono le vitamine). Quindi, da donna ignorante, riconfermo il mio disgusto. E non solo mio. Anche donne della levatura culturale di Lorella Zanardo o Loredana Lipperini sono del mio stesso parere. Vedremo se del mio stesso parere sarà lo IAP (si scrive così?).
    E comunque con me perde una possibile cliente
    PS: vada a leggersi il blog: non sono l’unica incompetente.

    Mi piace

  • PS. se siete tanto competenti vi sfido a fare una pubblicità al vostro prodotto usano una signora anziana.

    Mi piace

  • questa è l’agenzia di un certi spessore che ha realizzato lo spot. Chissà quale competenze hanno loro :
    roncaglia@roncaglia.it

    Mi piace

    • Grazie :)

      Mi piace

    • ho risposto pure io, oggi avevo la verve necessaria :)

      Gentili signori (e signore, pare ce ne siano molte)
      cosa bisogna fare per avere le competenze per poter esprimere un giudizio sul vostro spot? Devo prendere una laurea in studi di genere?
      Pare che una signorina che ha azzardato esprimere un opinione seccata fosse, a vostro avviso, incompetente.
      E aggiungete anche: altre donne non hanno avuto la stessa impressione.
      E le spettatrici in questione com’è che le hanno, queste competenze? Perchè sono favorevoli a un malcelato sessismo?
      in quanto azienda che produce prodotti, li mette sul mercato e li promuove, siete totalmente nella posizione di poter essere giudicati, elogiati e criticati. E’ inutile trincerarsi dietro al lavoro quotidiano, siete circondati da gente che lavora, è ora di finirla col vittimismo.
      Qui la vittima è la dignità, mia e di altre milioni di donne.
      Se le vostre collaboratrici non avvertono il mortificante ruolo a cui relegate la protagonista dello spot, non significa che siete esenti da venti di maschilismo. Io, e un altro nutrito gruppo di donne consapevoli dei messaggi disgustosi che perpetuano aziende e pubblcitari, crediamo semplicemente che considerare il genere femminile carne da macello per i fluidi erotici maschili sia denigrante, ma così diffuso da essere diventato prassi, consuetudine, fatto accettato anche da donne intelligenti.

      Non siate ridicoli, siate onesti. Se non riuscite a farlo pubblicizzandovi, fatelo almeno quando ricevete delle sacrosante e-mail.
      Più arance e meno seduzione, signori.

      Un’incompetente che si aggiunge al coro

      GRANDE MARY! TI ADORO!

      Mi piace

  • Bah, a parte che quell’immaginario ormai manco all’estero lo hanno più (il siciliano contadino arrapato e la “femmena” italiana col pizzo… mamma mia che noia). Ma comunque questi sanno comunicare alla grande, infatti si vede come ti hanno risposto. Se questa è comunicazione, credo che dovrebbero pensare ad un ripassino…

    Mi piace

  • E’ possibile vedere la tua email alla Pannitteri & C. srl?

    Premesso che un’azienda seria RISPETTA il potenziale-reale consumatore/trice.

    Mi piace

    • l’ho spedita sul sito e non mi ha salvato la cpia purtroppo. Comunque utilizzo lo stesso modello che ho utilizzato già per altre e-mail.
      Come quella per zanatta vetro

      Mi piace

  • Ciao. In questi casi più che girarci intorno bisogna scrivere alle agenzie responsabili, inondarli di mail, perchè anche loro percepiscano, finalmente, che le donne non sono tutte come le… percepiscono loro. Se la nostra protesta rimane circoscritta ai nostri blog il mondo là fuori non si accorge neanche che qualcuno C’E’ che prova disagio, che pensa non sia obbliogatorio accettare TUTTO quello che ci viene propinato. Che le aziende pubblicitarie sappiano, prima di buttarsi a capofitto nella prossima campagna sessista, che dovranno affrontare un mare di proteste e l’indirizzo mail intasato. Anche così si combatte, anzi direi principalmenmte così: a chi frega se ci lamentiamo sui blog, basta non leggerli, giusto?
    Se ci fai avere la lettera che gli hai inviato, e l’indirizzo a cui scrivere (ne ho visti 2 sui post precedenti…) scriviamo anche noi.
    Flavia

    Mi piace

  • Una giusta risposta potrebbe essere che non ci vogliono particolari competenze per essere un CONSUMATORE, e in quanto tale ti sei sentita offesa. In fondo le pubblicità sono rivolte ai consumatori e non solo a “esperti di marketing e comunicazione”, ed e’ a loro che devono portare rispetto, se li vogliono come clienti.
    Io risponderei così….

    Mi piace

  • Cara Mary, sono appena tornata da un brevissimo soggiorno a Madrid, e vi comunico ufficialmente che “un altro mondo è possibile”. Per le strade non abbiamo visto cartelloni pubblicitari, o manifesti, con parti anatomiche femminili, oppure con uso stereotipico di immagini femminili; eppure, una volta accorteci, e accortici, che ci mancava qualcosa, del nostro panorama quotidiano, abbiamo cominciato a guardare attentamente: niente. La riprova del fatto sta nella circostanza che, anche se noi donne della compagnia abbiamo ovviamente subito notato la cosa, i primi a esprimere ad alta voce la loro positiva sorpresa sono stati gli uomini del gruppo. Io mi ci sono messa d’impegno, anche se la mia macchina fotografica si è rotta e addio documentazione: le uniche persone in mutande che ho individuato erano una ragazza, in reggiseno e mutande, ed un ragazzo, in mutande, che confidenzialmente o teneramente associati pubblicizzavano indumenti intimi, senza nessuna sollecitazione morbosa. Ah, una pubblicità con contenuto sessuale estraneo al prodotto pubblicizzato l’ho individuata: pubblicizzava un profumo con un primo piano di donna leccante senza oggetto, che non implicava nessuna destinazione maschile dell’attività. I nudi stavano solo nelle “pubblicità” in cui avevano un snso in rapporto a ciò che era pubblicizzato, e quindi dove dovevano stare,cioè nelle locandine delle saune o dei locali gay, prevalentemente ironici, ovviamente, e nei sexy shop.
    Gli altri nudi che ho visto erano quell del Prado o del Reina Sofia, grazie al cielo, e non vendevano ruoli, almeno a noi. A proposito di ruoli, era stupefacente vedere tanti ragazzi o uomini che si tenevano per mano, e altrettanto soprprendente vedere le strade ed i locali pieni di donne in due o in gruppo, che non avevano bisogno di accompagnatori per andare in giro o per andare in un locale a parlare, a bere, o a divertirsi. Bello, poi sono tornata a Roma: c’era il sole, ma non basta.

    Mi piace