La chef e tanti altri ancora

Oggi è la giornata delle pubblicità gender-friendly. Una mia lettrice mi ha chiesto di trovarne qualcuna ma non pensavo di trovarne così tante. Questa risale alla fine del 2010. E’ la donna dello spot non è la solita casalinga, attrice o modella ma una Chef.

Questo è uno spot Whiskas. E’ la prima volta che vedo che ad occuparsi di un animale domestico non è nè una donna nè una bambina.

Anche questo è uno spot del 2010. Non so a quale mese risale ma su Youtube è stato inserito a dicembre.

Questa è la segnalazione di un lettore. Non vorrei sbagliare ma mi pare sia del 2007  comunque prima che la Sottilette ritornasse di nuovo sessista con le sue bambine casalinghe.

Qui i bambini indipendentemente dal sesso cucinano. Il papà li aiuta (qui è però presente uno stereotipo sessista, quello del padre che non sa cucinare). Malgrado si nota qualche stereotipo sfatato: quello della moglie che torna a casa, non si può certo dire che sia una grande rivoluzione, in quanto non si tratta di una donna in carriera: è solo domenica e sicuramente sarà tornata dalla messa. Solo la domenica potrà riposarsi dal suo ruolo di moglie di casa, non c’è che dire.

La scarsa capacità del marito ai fornelli dimostra che chi ha ideato lo spot non ha intenzione di sfatare la disparità di genere tra marito e moglie, anzi vuole mettere in mostra che spesso i fornelli sono prerogativa femminile (tutti gli altri giorni della settimana) e con la stessa incapacità ai fornelli vorrebbe spiegare che questo marito ha poca esperienza, in quanto usa poco i fornelli.

Della serie: facciamo un eccezione…ma che sia solo di domenica.

Lo spot è positivo solamente nel rappresentale il comportamento delle nuove generazioni: bambini e bambine che cucinano indipendentemente dal loro sesso.

5 commenti

  • La chef è la brava Sonia di giallozafferano.it, una delle bibbie di cucina in rete!

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  • La scarsa capacità del marito ai fornelli dimostra che chi ha ideato lo spot non ha intenzione di sfatare la disparità di genere tra marito e moglie, anzi vuole mettere in mostra che spesso i fornelli sono prerogativa femminile (tutti gli altri giorni della settimana) e con la stessa incapacità ai fornelli vorrebbe spiegare che questo marito ha poca esperienza, in quanto usa poco i fornelli.

    Con tutto il rispetto, ma non è che ogni spot debba porsi degli obiettivi sociali. Magari, più semplicemente, chi ha fatto lo spot ha evidenziato quella che, volente o nolente,è ancora una realtà piuttosto affermata: non molti maschi sanno cucinare.

    Gli spot son fatti per vendere, per vendere ad un determinato target, e per questo il target ha bisogno di riconoscersi in ciò che vede.

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    • Non sottovalutate il potere della pubblicità. La pubblicità non ha solo il potere di vendere un prodotto ad un determinato target ma anche quello di educare.
      Più uno spot sfata uno stereotipo di genere più le nuove generazioni potranno crescere prive di stereotipi. Del resto chi ci insegna spesso gli stereotipi? la pubblicità e comunque i mezzi di comunicazione.
      Non è provato che tutti uomini non sappiano cucinare comenon è provato che le tutte donne non sappiano guidare (sono stereotipi che spesso influenzano i più deboli che spesso si convincono siano veri evitando di mettersi ai fornelli o in macchina per le donne). Conosco uomini che cucinano benissimo anche meglio di noi donne. Ci sono anche chef uomini e così via.
      Quindi per questo motivo ho classificato lo spot come abbastanza stereotipato. Individuare un target è molto difficile per questo che si ricorre a stereotipi irreali e non perchè quel target a cui si riferisca sia necessariamente reale.
      E’ vero in Italia le donne cucinano più degli uomini ma non perchè gli uomini siano scarsi in cucina, perchè pensano che cucinare sia una prerogativa femminile così come tutte le mansioni domestiche.
      Questo ragionamento però non lo vedo quando uno poi sceglie di fare lo chef. Non a caso la maggior parte degli chef in italia sono maschi. Io penso che il fatto che molti uomini non aiutano in cucina dipende dall’attitudine ancora machista che li vuole ancora serviti dalle donne. Penso sia una questione di convenienza, come quelle che spingono le donne di lasciarsi pagare la cena dall’uomo o di aspettare che sia l’uomo a farle la proposta di matrimonio.
      Cordiali saluti.

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  • penso che il papà perda sempre non perché è scarso ma perché i genitori fanno vincere i bambini…

    il dettaglio della gara DOMENICALE me l’ero persa. come al solito la mamma cucina tutti i santi giorni, e al massimo ha un paio d’ore di libertà dalla schiavitù dei fornelli…

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    • potrebbe anche essere:) in ogni modo il padre che cucina non viene mai inquadrato. se non per un secondo all’inizio.

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