L’occasione e le armi di distruzione di massa

1976

1976

 

Si tratta di un vintage che pubblicato su Spotanatomy

Sembra una delle odierne pubblicità sessiste, o meglio..Ma questa pubblicità risale al 1976 e appariva in quegli anni in cui le donne rivendicavano i loro diritti e quando non esisteva ancora il modello della Velina.

Questa appariva nell’edizione del 23 dicembre del Corriere del Mezzogiorno, come cita la fonte.

Sembra non sia cambiato nulla. Immagini simili continuano ad invadere le nostre strade, i nostri quotidiani e i nostri palinsesti televisivi.

Sembra che le lotte faticose delle nostre madri non siano riuscite a scalfire un certo sessismo presente nei media.

Queste immagini hanno iniziato a diventare più assidue mentre le donne grazie al movimento femminista stavano conquistando parecchi diritti.

Troppi diritti, bisognava fermarle!

Ciò che viene trasmesso dai media è frutto delle paure di una società. Ecco che da qui si forma il bisogno di chiudere nelle gabbie, reprimendo ogni forma di soggettività.

I media rappresentano gli strumenti più persuasivi e più efficaci per influenzare le masse. Non è un caso se durante il ventennio Mussolini utilizzava i mezzi di comunicazione di massa, quale la radio, per convincere il popolo a condividere le ideologie del suo regime. 

La TV, la moda e la pubblicità hanno imparato a strumentalizzare e far proprie alcune conquiste femminili come la sessualità fuori dal canone che ci voleva tutte Madonne e la minigonna convertendole secondo un’ottica tutta maschile.

Convertendo alcuni simboli femministi secondo un’ottica tutta al maschile ha fatto sì che rafforzasse il pregiudizio che ad esempio la minigonna viene indossata per attirare il sesso opposto.  Tornando a chiedere che le donne si coprano poiché percepite come oggetti. L’altra chiave di lettura  potrebbe essere che inconsciamente la minigonna viene ancora vista come una rivendicazione delle donne per chiedere parità dal punto di vista sessuale, dunque, chi la indossa al di fuori di certi luoghi viene percepita come una puttana.  

Le donne di oggi non protestano più ma hanno imparato a percepirsi allo stesso modo di come il mondo pubblicitario le rappresenta.

Questo perché il potere dei nostri media comunicano che questa libertà. Non è un caso se l’attenzione verso culture diverse come quella musulmana spesso accusata di voler schiavizzare le donne attraverso l’imposizione del velo è martellante.

Questa è una tendenza tipica di quasi tutte le società occidentali. Solo le donne con il velo (burqa, chador o niqab ecc) sono schiave. 

Il modo in cui viene rappresentata la figura femminile in occidente è l’altra faccia della stessa medaglia. Qui la nudità non è simbolo di liberazione ma di subordinazione.

Subordinazione ai canoni estetici, subordinazione al desiderio maschile, subordinazione al prodotto, subordinazione al capitalismo. 

In realtà è sempre stato così, solamente che ormai sono sopratutto le donne a credere che sia così.

La pubblicità e la televisione rappresenta pochi e rigidi stereotipi. Lo stereotipo della Velina viene comunicato come vincente perché a causa del suo aspetto estetico ottiene tanto successo e un buon matrimonio; tanto che le ragazzine avendo accesso soltanto a quel modello a cui riferirsi.

Il femminismo nel frattempo ha assunto una concezione negativa, quasi fosse un insulto. Molte persone credono che le femministe siano brutte, represse, zitelle e rancorose verso gli uomini.

Così le ragazzine fanno di tutto per essere carine e conformarsi a quelle aspettative che le vogliono perfette e sottomesse. 

L’idea della donna come una velina è una questione politica. Sia la rai che le tv commerciali promuovono quest’immagine femminile, mandano in onda da 50 anni il concorso Miss Italia esaltandolo come se fosse importante. 

Berlusconi umilia le donne trattandole come oggetti e possiede un’emittente televisiva importante dove le donne vengono rappresentate solo come soubrette svestite in ogni programma. 

Le stesse finiscono in Parlamento perché secondo il suo pensiero un capo carismatico dev’essere circondato da belle ragazze piuttosto che da donne politiche con meriti.

La mentalità italiana non è tanto diversa dal resto dei paesi occidentali. Ma è anche vero che gli altri paesi stanno facendo di tutto per diminuire il divario di genere.  Quello che accomuna l’Italia agli altri paesi occidentali è che si fa credere che le donne sono libere, dando per scontato che i diritti li hanno ottenuti come se fossero una concessione da parte degli uomini. 

Questo non fa che crescere le donne pensando che non abbiano bisogno del femminismo. Dice un proverbio “non c’è più schiavo di chi si crede libero”.

Gli stereotipi di genere in italia sono ancora fortissimi. C’è lo stereotipo della segretaria che si concede al capo, si è rafforzato lo stereotipo della donna in politica incapace e lì grazie a raccomandazioni di tipo sessuale, restano i tabù sul sesso, restano i modi per distinguere una donna di malaffare da una donna da sposare, resta ancora la fatica di accettare che una donna sia libera di gestire il suo corpo e la sua sessualità come meglio crede (della serie: se non la dai via sei zoccola o te la tiri, se la dai sei troia), resta ancora l’idea che sono le donne principalmente a doversi occupare della casa e dei figli. E via dicendo.

Continuano gli attacchi alle conquiste più importanti e faticose fatte dalle donne come l’aborto. 

Accusano di bigottismo chi critica l’uso strumentale che si fa sul corpo delle donne da parte della pubblicità e tv statale e commerciale da parte di chi confonde ancora l’emancipazione con la mercificazione, ma non accusererebbero mai di bigottismo chi è favorevole che le donne subiscano restrizioni sulla libertà soprattutto quella inerente alla sfera sessuale, riproduttiva e affettiva.

Secondo questi ben pensanti, criticare se una viene rappresentata semi nuda è bigottismo, ma criticare una donna che esce di casa in minigonna è una cosa giusta. Multare le prostuitute e le cittadine solo per qualche centimetro in meno di gonna idem. Magari gli stessi che non si fanno scrupoli morali a pagare in cambio di sesso. Benvenuti nel circo dell’ipocrisia italiana.

Per valutare se la società italiana sia realmente cambiata bisogna essere attenti a questi piccoli particolari. 

Il problema è che in Italia il corpo femminile viene sfruttato da tutti per ogni cosa: sfruttato a fini commerciali, politici, sociali e via dicendo. Questa non è emancipazione ma un triste regresso della condizione femminile italiana.

9 commenti

  • Certo che se anche le donne non si prestassero ad apparire così e si rifiutassero di fare certe foto in nome della dignità del loro sesso… Secondo me se non ci arriviamo noi per prime, non saranno di certo gli uomini a cominciare questa rivoluzione.

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    • Infatti la colpa è anche nostra. Però crescere assieme a questi unici modelli ti porta a questo…bisogna avere una mente critica per non cascarci a questo gioco.
      Non tutte la possiedono.
      C’è da lavorare tantissimo per cambiare queste donne che ci sono cascate. :))

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      • Sono stata cresciuta da genitori che, nonostante non avessero molta cultura, sono riuscita a non farmi cadere nella trappola dello stereotipo (per lo meno fino all’adolescenza, al che è scattata il loro repertorio di “tu sparecchi la tavola e tuo fratello no perché lui è un maschio). Nonostante tutto mi hanno risparmiato durante l’infanzia e credo che questo mi abbia aiutato molto, visto che le basi si formano nell’infanzia e non nell’adolescenza. L’altroieri mia nipote (tre anni) ha detto al mio compagno che gli uomini non usano il burro cacao perché è da donne!!! Ecco al grossa differenza. E poi avete notato che non esistono più altri colori per i bambini piccoli se non rosa o azzurro?

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  • danzatriceorientale

    Sono totalmente d’accordo, volevo solo aggiungere questo: proprio perché la femminista è da tempo identifiata con la donna trasandata, per la morale comune non appari credibile se ti batti contro la mercificazione dei corpi esibendo un aspetto curato (che non è sinonimo di “omologato al modello velina”): per loro la cosa stona, sei un’ipocrita perché sempre secondo loro, curare l’aspetto fisico equivale automaticamente a voler strumentalizzare il tuo corpo per trarne vantaggio, specialmente con gli uomini (coi prof all’esame, col datore al lavoro e via discorrendo).
    Ringraziamo sempre la TV per questa ennesima idea distorta propinata al pubblico.

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    • Già quoto in pieno!

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      • danzatriceorientale

        Dimenticavo: ho scritto ciò perché una volta sono state mosse delle critiche a una foto con le mie unghie curate che avevo messo su facebook oppure perché una volta hanno avuto da ridire anche su Lorella Zanardo solo perché ha la colpa di essere una bella donna che si trucca e mette le minigonne.

        Addirittura sai a cosa si appigliò un commentatore? Agli occhiali che in TV si era appesa nello scollo nemmeno troppo profondo della camicetta! Un peccaminoso gesto che, secondo lui, era in contraddizione col suo operato… e poi le bigotte siamo noi :D

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      • Il problema è che molti pregiudizi li hanno sorpatutto le donne. Molte donne pensano che le femministe o comunque quelle non femministe ma impegnate sulla questione femminile devono per forza essere trasandate.
        La Zanardo poi siccome molti la temono tentano di lederne l’autorevolezza facendola passare x una che predica bene e razzola male.
        Una che si cura le unghie e veste in minigonna non significa che vuole essere velina. Bisogna capire che non critichiamo il velinismo eprchè siamo contro la bellezza e la sensualità ma perchè siamo contro gli stereotipi e i messaggi svilenti che vengono promossi attorno alla figura femminile.
        Sono loro i peggiori bigotti.
        Se lorella zanardo fosse brutta l’avrebbero accusata di invidia siccome è una bella donna tutti a darle dell’ipocrita che rpedica bene e razzola male..

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  • Beh io parlo da persona (e non da donna, attenzione) trasandata. questo perché come persona non riesco a puntare sulla mia bellezza o sull’aspetto fisico. Non ci tengo più di tanto e preferisco passare il mio tempo facendo altro. Tutto qui. Non ce l’ho con chi cura il proprio aspetto, ci mancherebbe. Una donna può essere bella ed elegante anche con gonne meno da zoccola di quelle che propongono alle ragazzine.

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