Animali e umani

natale2010_cane

Questa è una campagna realizzata dall’ associazione dnA Rimini e invita alle persone di non regalare cani a Natale perchè i cani non sono oggetti e non si comprano.

La campagna invita piuttosto a rivolgersi ai canili per l’adozione degli animali. La pagina è apparsa sul Corriere di Rimini.

Una bella campagna. Chi non adora gli animali?

Spesso si ha un idea sbagliata sull’amore verso gli animali. Si pensa che amare significa comprarli trattandoli così come degli oggetti. Questo non è amore, infatti, spesso chi compra i cani poi li abbandona nelle autostrade ed è la cosa più crudele che si possa fare..ma in Italia si sa c’è menefreghismo.

Adottando un cane lo si fa felice molto di più che comprarlo perchè quelli che vengono comprati hanno già una casa e chi te li vende lo fa perchè se ne vuole liberare. Non condivido chi compra un cane solo perchè lo vuole di razza.

Per fortuna però che la questione degli animali è molto sentita, si aprono petizioni, campagne per chiedere più rispetto.

Sapete perchè ho scelto questa campagna per parlare dei diritti degli animali?

Perchè malgrado il cane sia spesso vittima di compra-vendita il trattamento che riceve è molto più dignitoso di quello che ricevono gli esseri umani dalle pubblicità commerciali e dalla società, dove i loro corpi sono messi costantemente in vendita senza che nessuno senta l’esigenza di una campagna per tutelarci (e senza essere preso sopratutto per pazzo).

Avete mai sentito una campagna contro la prostituzione dire esplicitamente: “le donne non sono oggetti non si comprano“? Eppure le donne vengono comprate e ridotte in schiavitù ogni giorno.

Non saprei ma sembra assurdo pensare che questa campagna chiede di adottare un cane allo stesso modo di come fa la Linear con le donne (travestite da banner), come se quest’ultime fossero dei cani.

In Italia gli animali sono più rispettati delle donne, questo è risaputo. Quando si apprende un cane viene maltrattato l’opinione pubblica si scandalizza maggiormente che quando è una donna ad essere maltrattata.  Se in strada uno maltratta un cane giustamente il suo aguzzino verrebbe linciato dalla folla, questo non succede mai quando una donna viene picchiata o stuprata in strada (a meno che l’aguzzino non sia straniero).

Vi ricordate il taxista picchiato per aver investito erroneamente un cane avvenuto quasi contemporaneamente ad un altro fatto di cronaca che vedeva una donna straniera colpita a morte volontariamente da un ragazzo senza scatenare alcuna reazione della folla?

In termini di tutela, tra i cani non si fa distinzione tra randagio o di razza e nemmeno tra randagio e con il collare. Mentre queste distinzioni valgono quando si tratta di donne quasi come fossero quest’ultime dei cani. Non a caso quando si vuole offendere una donna con fare dispreggiativo la si chiama cagna.

La donna di nessuno è vista come un territorio di conquista, una donna che non merita la stessa tutela di una donna con un padre o un marito, perchè non appartiene a nessuno.La donna italiana viene tutelata di più rispetto ad una donna straniera perchè appartiene allo Stato italiano.

Forse la gente fa fatica a considerare le donne come degli esseri umani. Ma se veniamo percepite inferiori anche agli animali allora ci vedono come oggetti, da comprare, da vendere, da adottare, da maltrattare e da possedere.

Il problema è che gli esseri umani sono gli esseri viventi più spregevoli di tutto il regno animale e tendono a maltrattare quelli che percepiscono come “diversi”.

Gli esseri umani si illudono di essere dotati di ragione ma in realtà sono fatti soltanto da istinti che vengono sfruttati in termini monetari.

L’animale uccide per sopravvivere e per cibarsi, l’uomo uccide per onore, egoismo, arrivismo, gelosia, razzismo eccetera.

Rapportarsi ad un animale per misurare il nostro grado di inciviltà ancora è tabù. Io penso che dovremmo iniziare a imparare dagli animali per imparare ad essere persone civili.

Io posseggo alcuni animali e osservo ogni giorno il loro comportamento. Loro riescono a vivere pacificamente in collettività cosa che noi abbiamo abbandonato da millenni solo perchè qualcuno ha inventato il denaro e le cose materiali.

Così abbiamo inziato  a vivere nell’individualismo, vedendo chiunque come un rivale da debellare quando ci dà fastidio e ostacola i nostri egoismi.

Insomma, uccide per cose inutili, per odio. Il cannibalismo è considerato un reato gravissimo e contro la morale, ma uccidere per altri motivi riceve sempre un attenuante.

Ed è difficile cambiare la mente umana, perchè certi disvalori vengono incitati dal denaro e quindi dalla ricchezza che procura e spesso per il denaro si fanno cose amorali.

Come ad esempio quello violare i diritti di altri individui in cambio di ricchezza personale. I diritti poi vengono violati in tantissimi modi: riducendo gli altri in povertà, sfruttando e uccidendo pure.

Non c’è più posto per l’amore nel cuore degli indidui e chi continua a ripetere che gli animali non provano amore per sè stessi, per gli altri simili e per gli umani è un grande ignorante.

Probabilmente per qualcuno starò dicendo un mucchio di cazzate, ma io la penso così e mi vergogno di appartenere alla razza umana.

Solo quando saremo disposti a non vendere nostra sorella per fini personali ed economici potremmo essere considerati civili.

10 commenti

  • (IL MIO COMMENTO E’ SIMILE ANCHE PER QUANTO RIGUARDA LE DONNE, BELLA SIMILITUDINE)

    NON COMPRATE ANIMALI!
    Se li volete veramente perchè gli volete bene andate al canile/gattile che sono pieni di animaletti che attendono di essere ospitati in una famiglia amorevole.
    GLI ANIMALI NON SONO OGGETTI! C’è già troppa violenza nei loro confronti, che non si mettano pure gli ignoranti a fare ca**ate!!
    Commento scritto con cuore e rabbia.

    ps:giusto, impariamo dagli animali, li ho sempre avuti e una cosa che ho notato è che non riuscirò mai da essere umano a vivere “civilmente” come loro.

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  • La cosa più controversa è che la gente si commuove davanti a un cane bastonato, ma non batte ciglio quando mangia la carne di un vitello o di un pesce. Come si chiama questa cosa? Specismo.
    Nessuno tiri fuori la storia della morte felice, del “sono nati per morire”, del “senza si muore”, del “gli animali carnivori lo fanno anche loro” (gli animali hanno un organismo diverso dal nostro).
    Citando la tua frase finale, il rispetto per qualcosa nasce nel momento in cui non sfruttiamo qualcuno per fini personali. Sta tutto qui.

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  • danzatriceorientale

    Non sono vegetariana, quindi mi sa che non posso dissentire o concordare su certi punti, dato che, mangiando carne, è come se anch’io stessi trattando l’animale come un oggetto (quindi per gli estremisti io non avrei nemmeno il diritto di parlare quando si rendono le donne tali, proprio come non dovrei provare pena se vedo un gatto abbandonato solo perhé non condivido il loro regime alimentare, il che lo trovo un po’ assurdo, chiedo venia).

    Posso solo concordare sull’indignazione collettiva che suscita il maltrattamento sugli animali, che non sarà mai la stessa suscitata dall’oggettivizzazione o dal maltrattamento delle donne (cosa che ho sempre fatto notare), perché adesso evidentemente fa più audience battersi per determinate cause, essendo quella femminista passata di moda da un po’.

    Non a caso le case cosmetiche si boicottano perché non sono cruelty free, ma quando dici che stai boicottando un’azienda perché usa il corpo della donna per vendere la merce, ti guardano come se fossi una pazza uscita dal manicomio.

    Non a caso nei tanto criticati paesi orientali, la donna nei villaggi conta meno di una pecora perché non è in grado di produrre lana,latte, carne e formaggio.

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  • Ultimamente mi è capitato di fermarmi ad osservare la gente con cani soprattutto; ormai prendersi un cane è diventata una moda, e la dimostrazione lampante è vedere schiere di ragazze modello Paris Hilton che prendono questi poveri cani versione criceto addobbati come degli alberi di Natale ficcati in queste borse Vuitton, castigati quasi, dove poveretti , possono uscire solo la testa!
    Penso che la maggior parte , amino il loro cane (o gatto, o qualsiasi altro animale), non perchè lo considerino un essere vivente, lo rispettino e amino secondo la sua natura, ma mi sembra (posso anche sbagliarmi) che vedano nei propri animali degli oggetti, creano quasi un rapporto morboso perchè li vedono come dei pupazzi senza anima, da agghindare e snaturare a loro piacimento, e una volta stufi se ne liberano come si fa con una vecchia borsa!

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  • Vegetariana (quasi vegana) pure io…

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  • Condivido il vostro pensiero, Mary e Coco,
    e restando agli animali (conosco fin troppo bene il trattamento che subisce una donna quando è sola – essendone una e in più nell’italiaccia del vero sud che è il centro, sì perché esiste l’Italia maiuscola dei nostri sogni e ideali e l’italiaccia della realtà dei fatti…) restando agli animali, le implicazioni nel ricercare i modi per conoscerli, rispettarli e quindi amarli di più, se seguite con l’azione, non possono che portare a cambiamenti radicali. A me hanno aperto gli occhi a considerare il Veganesimo l’unica via possibile.

    Mai più cappuccini e cornetto, mai più yougurt alla violetta… ma chi se ne frega a fronte il dolore e la sofferenza che infliggiamo agli ultimi degli ultimi, a fronte il loro sangue innocente sversato a fiumi ogni momento? (la donna di nessuno non riescono con altrettanta facilità a macellarla, altrimenti lo farebbero senza pensarci 2 volte! Le “streghe” del medioevo chi erano se non donne sole?)

    Tutte queste sofferenza infinite e senza senso vengono inflitte agli animali solo per la gola, la ghiottoneria o il divertimento e il capriccio. Per non parlare della “ricerca”, un altro mare di profitti.
    Ma quello che di mostruoso è diventata la razza sub-umana è stato appunto un tabù che solo ora pian piano riesce a venire a galla, o per meglio dire alla coscienza.

    Se ricominciassimo dagli animali, dal gatto di casa, dico io, è ovvio che anche alle donne e ai bambini sarebbe ridata la legittima dignità.
    Il mio blog è volutamente monotematico: solo gatti e loro ramificazioni, ma in realtà parla di Veganesimo e in questo articolo http://www.gattodelfuturo.it/?p=1206 delle radici del grande inganno che è il mangiar carne.

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    • Grazie mille x avermi linkato il tuo blog, bellissimo :)

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      • Grazie a te per il VOSTRO di blog, e per il tuo articolo ispiratore. In questa “vita da Streghe” (anche se solo a pensare quanta strada c’è da far-fare mi vengono i brividi… questo paese/mondo è marcio dentro) un Faro così ci vuole!
        Buon 2011!!

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    • Con le citazioni cristiane nel tuo blog mi hai fatto venire in mente due cose.
      Avevo 13 anni, ero in terza media. Si parlava con la prof di religione dei comandamenti. Io le feci la seguente domanda: “Non uccidere. Perchè gli uomini allora uccidono gli animali?”, la prof, che, voglio sottolineare era una di quelle bigotte ipocrite che odiava questo tipo di domande e qualsiasi intervento critico (fui una delle poche a prendere sufficiente nella sua materia), mi rispose: “I comandamenti sono fatti per gli uomini non per gli animali”. Questa risposta non ha senso.

      Poi mi vengono in mente queste famose feste cristiane dove il pranzo deve essere ricco. Da quando sono
      vegetariana ( non sono ancora vegana), mi accorgo di quanto la carne sia onnipresente non solo nella quotidianità ma proprio in queste feste: quando mangio dai miei parenti mi fanno un menù, tralaltro molto povero e triste -__- , perchè in quello “normale” non c’è nulla che non contenga un cadavere. E si lamentano pure.

      Comunque io credo fermamente in quello che diceva Feuerbach: noi siamo quello che mangiamo, e interpretandola così, chi mangia animali morti è cadavere a sua volta, costituendosi di materia morta.

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      • Certo che si lamentano pure! “Not all you see in your way, means that is exactly seen in that way by another.” solo che qui c’è di mezzo l’orrore rimosso della situazione.
        “Perect day” è OK, altrimenti saremmo morti come loro, ma meglio fotografare soltanto… Hugs.

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