Una donna un po’ diversa?

Nonostante l’ultimo schifo della Tre che poi non è stato nemmeno accolto come spot svilente dallo Iap (doppia delusione), mi hanno segnalato alcune pubblicità che risalgono a questa estate.
Analizzandole non mi sembrano nemmeno tanto sessiste.
Questo è il primo spot. La protagonista è una donna e non è la solita bambola sexy che serve soltanto per stimolare gli ormoni impazziti dell’altro sesso. E’ una donna che possiede alcune nozioni di meccanica (un pò creative) senza bisogno di essere sexy per saperlo fare (come invece succedeva con Belen in uno spot Tim).
Raoul Bova (anch’esso inapace di saper aggiustare un auto, altro stereotipo sfatato) alla fine preferisce scegliere lei piuttosto che la bambola sexy stereotipata che non conosce una minima nozione di meccanica ma pensa solo a scarpe con il tacco e vestiti.
 
Come possiamo interpretare lo spot? Come uno spot che sfata gli stereotipi di genere o l’ennesimo spot sessista che ci offre l’ennesimo binomio della bruttina=intelligente/simpatica e della bella=oca?
 
Il secondo non è uguale, è un pò diverso. Infatti qui Bova ricorda a Mannino che come lei non c’è nessuna.
Come dire: tutte le altre sono come quella là. Mentre in realtà, fuori dallo spettacolo è lei ad assomigliare alla donna media.
 
La 3 è l’unica ad aver avuto qualche volta testimonial femminili meno stereotipate  (come questa volta accanto a dei belloni), tra queste la Littizzetto ma ne ha avute altre che non ci rendevano per niente giustizia come Paris Hilton. Mi è piaciuto molto che la Tre abbia poi assunto Luciana Littizzetto facendole recitare la parodia di Paris Hilton.
 
Ma non si può dire di certo che la Tre non voglia affatto adeguarsi alla concorrenza nel modo di comunicare con i proprio clienti, l’ultimo spot ne è un esempio.
 
Cosa ne pensate di questi spot? Stereotipati o no?

6 commenti

  • Ormai ci ho preso gusto…. a me questi spot piacciono, e in fondo anche quello della Hilton è subito stato “corretto” con la parodia della Littizzetto….
    Lo stereotipo è quasi inevitabile, perchè nel linguaggio pubblicitario il tempo è estremamente limitato per cui bisogna utilizzare personaggi facilmente identificabili. Quello che cambia, secondo me, sono le intenzioni, e in questo caso le intenzioni mi sembrano buone :)

    È vero, in TV la donna o è bruttina ma intelligente e simpatica (la stessa littizzetto ne è un esempio) o è bella e basta… stranamente le belle + intelligenti + simpatiche non sfondano come meriterebbero (mi viene in mente paola cortellesi, ma ce ne sono tante), forse essendo “troppo” risultano antipatiche?

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    • Anche io li ho graditi anche se si intravede qualche piccolo stereotipo lo stesso del brutto=simpatico e bello=sexy che c’è anche negli uomini, infatti Bova non è comico e simpetico come De Sica (che io detesto), Panariello e di Aldo Giovanni e Giacomo.
      Sono purtroppo dei luoghi comuni duri a morire. Apprezzo però che la Tre sappia differenziarsi, ma non cpaisco come mai lo spot di natale sia così sessista.
      Per questo che mi sono fatta alcune domande sui due spot che ho analizzato.

      Sugli spot con la cortellesi stavo preparando un post..

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  • Scusate ma mi sento di dissentire. E’ chiaro che con questi spot si sia differenziata rispetto ai classici Tim ma la domanda sorge spontanea: perchè è sempre l’uomo il soggetto giudicante e la donna il complemento oggetto da giudicare? Oltre alla presenza dei soliti stereotipi già accennati da Mary..

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  • sono con Alessia… ma questo difetto nei 2 spot è compensato da un paio di verità – chebbello! :D
    la donna padrona del saper fare,
    la donna che guida,
    la donna che si fa avanti con ironia (una come me non l’hai mai incontrata), non solo con la scollatura…
    (è vero che sembra che solo le simpaticone possano essere brutte: ma gli uomini/le donne bruttini e depressi sono “censurati” sin dai tempi di Leopardi)

    lo spot con la modella provocante forse era una reazione alla belen della tim? o forse temevano di essere troppo all’avanguardia… :P

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  • Nonostante questi spot siano meglio di altri, Teresa Mannino (la riccia), che è una comica, non guarda molto avanti:

    in questo spezzone parla della parità dei sessi, e usa i soliti stereotipi.

    Ah, non fa ridere. -_____-

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  • danzatriceorientale

    Guarda, nel primo il sessismo lo vedo un po’ in Bova quando le dice “No no che fai?” (sottinteso: “Sei una donna e in quanto tale tremo nel vederti mettere le mani sulla mia macchina!”, anche se alla fine sarà costretto a ricredersi).

    Sul binomio rifatta/oca, naturale/intelligente (perché io di donne brutte non ne vedo) ti do ragione: smetterò di credere alla pubblicità stereotipata quando negli spot ci saranno solo donne come Teresa Mannino senza l’inutile e continua esigenza di dovere effettuare paragoni con altre donne, perché in questo caso non si fa che rimanere prigionieri di un altro stereotipo: la competizione tra donne e la presunta (sottolineo PRESUNTA perché è quello che vorrebero farci credere questi spot, almeno per come la vedo io) gelosia della donna naturale verso le rifattone fatalone.

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