Rimini vieta la pubblicità sessista

caffo

Un’altra bella notizia ma ne parla solo l’Unità. Rimini vieterà le pubblicità sessiste.

L’Unità è stato l’unico quotidiano che ha aperto una campagna contro le pubblicità sessiste, non per niente il direttore è donna, una delle poche donne in Italia che dirigono una testata giornalistica.

Il resto dei quotidiani invece sono all’opposizione e non parlo di opposizione politica ma “ideologica”. Ovvio che se le altre testate posseggono intere gallery di donne svilite non amano parlare di queste belle notizie.

Il cambiamento comunque ribadisco si nota e queste iniziative ne sono l’esempio:

Fonte L’Unità.

Rimini mette al bando le pubblicità sessiste. Il Consiglio Provinciale di Rimini ha approvato il bilancio previsionale 2011 e il piano triennale degli investimenti fino al 2013. E nel mezzo della discussione ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per «la moratoria delle pubblicità lesive della dignità della donna e contro l’uso di stereotipi femminili»,  presentato da Leonina Grossi, Pd, consigliera delegata alle Pari Opportunità.

Un punto a capo ai manifesti offensivi e volgari di aziende e commercianti che per vendere magari condizionatori d’aria o impianti di irrigazione automatica ci infilano comunque una provocante fanciulla o un garbatissimo doppio senso. In questo senso basta scorrere la fotogallery sul sito dell’Unità mandata dai lettori di tutta Italia.

GUARDA LA FOTO GALLERY Adesso Rimini si candida a emanciparsi da cosce lunghe, scollature smodate, slogan insensati. Va detto infatti che identico ordine del giorno era già stato approvato dai consigli comunali di Rimini, Novafeltria, Coriano e Riccione. Adesso il divieto scatta per l’intera provincia. Un segnale non da poco, nella riviera famosa per le notti brave, i DJ trendy, l’estate low cost, i flirt patinati.

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