Azioni sui cartelloni

manifesto_milano

Allora. Vi do una notizia brutta e una bella. Quella brutta forse la conoscete già perchè ne parlo spesso.

Vi ho introdotto infatti con una vignetta quali possono essere gli effetti della pubblicità sull’interlocutore.

Le mie vignette però non sono fantasia e a me non piace inventarmi le situazioni.

La pubblicità sessista ha prodotto moltissimi danni tra cui:

– incremento della violenza di genere,

– ragazzine che ormai pensandosi come “merce” si vendono per una ricarica,

– sessualizzazione precoce delle bambine,

– aumento dei disturbi alimentari,

– aumento delle discriminazioni di genere e delle autodiscriminazioni da parte delle donne che mettono la sensualità e l’apparenza al primo posto.

Insomma, tanti danni purtroppo, tra cui quelli che hanno portato a pensare che le donne sono solo dei giocattoli. Guardate qua:

La cosa assurda è che molti la ritengono una ragazzata. Io andrei ben oltre, sopratutto se parliamo di un Paese che ritiene altrettanto ragazzata persino uno stupro di gruppo adolescenziale.

Se un ragazzino ritiene che sul corpo delle donne si possa tracciare la mappa  di una salagiochi c’è da preoccuparsi eccome.

Su queste due parole è descritta la percezione del corpo femminile che alcuni giovani uomini hanno introiettato a causa dello sfruttamento pubblicitario.

Di burlone non c’è nulla. Ricordiamoci che si può essere sessisti anche facendo i burloni. Berlusconi fa ogni giorno da maestro e i frutti si vedono purtroppo.

Pensate che da qui non ci voglia poco a stuprare una donna o ad usarla come un oggetto per esclusivo piacere maschile?

Il problema è far capire ad alcune persone che non si sa perchè contestano le donne indignate, che l’emancipazione femminile non si misura dai centimetri di stoffa che hai addosso.

Detesto chi usa la condizione delle donne islamiche per ribadire che in Italia le donne sono libere.

E’ ignoranza. C’è gente che non ha mai vissuto il mondo islamico e si permette di giudicare basandosi su poche (dis)informazioni veicolate dalle grandi potenze del mondo, usate solo come pretesto per giustificare la guerra.

Ci sono donne che portano il velo per scelta. Ci sono donne, grandi femministe che lo indossano con orgoglio, per ribadire che l’emancipazione femminile non significa adeguarsi all’ipocrita modello occidentale che di femminista non ha proprio nulla.

La violenza sulle donne non ha passaporto. Come ci sono uomini islamici che massacrano le figlie occidentalizzate o che impongono il velo alla moglie, ci sono occidentali che uccidono le loro mogli solo perchè hanno messo fine ad una relazione o riducono le ragazze alla prostituzione, come ci sono quelli che utilizzano il pretesto dell’abbigliamento poco casto per giustificare o legittimare uno stupro.

Che alcuni paesi arabi abbiano una cultura patriarcale è vero, ma è così in tutto il mondo. Ci sono Paesi che  ci infibulano fisicamente come ci sono Paesi che ci infibulano moralmente, semplicemente riducendo la sessualità femminile ad uno strumento di consumo e precludendo ogni sorta di libertà sessuale al di fuori della procreazione o del consumismo voyeuristico.

Ci sono Paesi che vietano alle donne di guidare per legge come ci sono Paesi occidentali che non hanno bisogno di alcuna legge ma soltanto di alcuni stereotipi sessisti  dannosi da indurre le donne a lasciare il volante saldamente in mano agli uomini.

Come  detesto altrettanto quelli che credono che le donne non si dovrebbero offendere da questo vilipendio perchè i maschi non farebbero altrettanto se vedessero il loro culo tappezzato di scritte sessiste e quelli che ragionano allo stesso modo di chi difende gli stupratori con frasi tipo: “Se si accetta di poter dare in affitto il proprio corpo (hai addirittura usato la parola “manichino”), con evidenti allusioni sessuali, per poter vendere un prodotto, bisogna parimenti accettare che dall’altra parte ci può essere qualcuno che, vedendo svilita e reificata la figura della donna non le dà il dovuto rispetto. Considerato anche che con ogni probabilità stiamo parlando di un ragazzino in preda ad una tempersta ormonale, direi che il quadro è abbastanza chiaro.

Insomma, la stessa difesa che poi viene data agli stupratori: lui era in preda agli ormoni è colpa sua che ha provocato sopratutto in cambio di soldi, una puttana insomma che merita questo trattamento. Una legittimazione a tutti gli effetti che utilizzata in un paese che discrimina le donne è inquietante e sà ancor più di legittimazione. Tanto la colpa è nostra.

Che libertà hanno raggiunto le donne italiane se sono in fondo alla lista di Paesi che godono di uguaglianza tra i sessi?

La libertà di esporsi come merce. Ma fino a che punto è libertà se poi queste donne vengono percepite solo come oggetti sessuali?

Che libertà è se a queste donne viene limitata la libertà sessuale e se ci hanno proibito di vederci nostre?

Non è detto però che il cambiamento non stia avvenendo. Le donne non ci stanno più. Scrivono post, fanno mail bombing, firmano petizioni, realizzano video, creano blog e compiono azioni contro i cartelloni, come questa:

Sul blog Vita da Streghe è riportata la notizia di alcune donne che stanno diffondendo a Milano dei manifesti pubblicitari per dire no alla violenza sulle donne e alla pubblicità sessista.

Lo striscione affisso su una pubblicità che ritraeva una modella in pose che comunicavano disponibilità sessuale è sopravvissuto un paio di giorni e poi è stato rimosso in quanto abusivo.

Questo segnale rivela che le percezioni di Lorella Zanardo sono esatte. Il cambiamento è in corso.

Dato che i blog non si possono censurare perchè gli spazi sono nostri e non sono abusivi, sopravviveranno a lungo finchè il cambiamento che si avverte porti ad una rivoluzione.

6 commenti

  • Pensa che una volta mi è capitato di parlare di violenza sessuale con il ragazzo di mia sorella (età:40 anni). Il mentecatto ha osato sostenere che una mia amica che è stata stuprata quando aveva 14 anni “di sicuro se l’era andata a cercare, magari andava in giro con la minigonna. No? Allora era una di quelle sinistroidi che, si sa, la danno a tutti…”.
    Naturalmente da quel giorno gli ho tolto il saluto, ma ne sono rimasta scioccata: com’è possibile una persona adulta, laureata, che ostenta sani principi cristiani (messa-rosario-confessione tutte le domeniche, castità fino al matrimonio, ecc-ecc…) abbia opinioni così troglodite? Età ed istruzione dovrebbero avergli fornito un adeguato senso critico, non averglielo tolto!

    Mi piace

    • proprio quei sani principi cristiani lo rendono così troglodita. Vorei vedere se capitasse a sua figlia cosa direbbe a proposito. Non è un augurio sia chiaro

      Mi piace

    • danzatriceorientale

      Ehm, no, in genere questi ragionamenti li fanno proprio i conservatori che vanno a messa la dmenica e predicano i valori come eterosessualità, famiglia, amore ecc ecc… non a caso le peggiori uscite maschiliste vengono proprio dagli ecclesiastici contemporanei e non, anzi, ora che mi ci fai pensare, recentemente ho letto una frase di Sant’Agostino la quale, seppur con parole diverse, esprime le stesse idee del fidanzato di tua sorella. Eccola:

      “Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orre…nde ed involontarie erezioni di uomini santi.”

      Mi piace

      • Non mi sembra il caso di generalizzare così tanto. Il mio prete non avrebbe mai detto niente di tutto ciò, anzi molto spesso ha ospitato donne maltrattate e le ha aiutate con il suo tempo e i suoi soldi. Nè tanto meno lo avrebbero detto il frate che conobbi tempo fa e il ragazzo che sta per diventare prete che è venuto a scuola mia 4 volte per discutere proprio su queste tematiche importanti come questa. Sarò stata fortunata. Non frequento la chiesa ma conosco gente che è molto fedele ma mai direbbero cose del genere. Tirare fuori una frase di sant’Agostino mi sembra fuori luogo: è vissuto nel 300-400!!

        Mi piace

  • Tirare fuori una frase di Sant’Agostino non è per niente fuori luogo, poichè è uno dei molti filosofi che ha contribuito a creare la nostra cultura maschilista, e professa una religione che è l’incarnazione del maschilismo, dove la donna principale, la Madonna, non è altro che un povero mezzo nelle mani del potente dio maschio, che tramite lei farà incarnare sè stesso, nel protagonista ovviamente maschio dell’altra metà del testo sacro.

    Mi piace

  • danzatriceorientale

    Giuchan, io invece la frase di Sant’Agostino la tiro fuori eccome perché, nonostante sia vissutto secoli e secoli fa, c’è chi la pensa ancora come lui: basti vedere l’aneddoto racocntato da Corn Flake o a tutti quei bigotti che giudicano puttana una donna solo perché ha una profonda scollatura… per non parlare poi di tanti ignoranti che diedero addosso a Silvia Avallone dopo il “complimento” di Vespa e dissero che in fondo, se ha scatenato l’erezione di un bavoso, la colpa è stata solo sua e che, essendo una scrittrice, non dovrebbe vestire da velina ma indossare la giacca a quadri.

    Che poi questi commentatori andassero in chiesa o no, non saprei dirti, ma è certo che questi pregiudizi li hanno inculcati anche gli ecclesiastici nei secoli dei secoli (amen).

    Mi piace