Lo scempio di ngm

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Ieri sera accendo la radio per rilassarmi un pò dallo stress di questi giorni. Dopo un pò di musica su Rds mandano in onda alcuni spot pubblicitari.

Mi sono accorta come anche gli spot radiofonici non siano esenti da stereotipi sessisti, talvolta anche peggiori, forse perchè devono compensare la mancanza dell’elemento visivo.

Negli spot radiofonici l’erotizzazione della figura femminile avviene attraverso la sessualizzazione della propria voce.

Uno spot in particolare mi ha indignata, perchè oltre a sessualizzare la voce femminile erano presenti elementi vocali che riducevano la donna ad oggetto-sessuale.

Si tratta dello spot del cellulare Ngm con la testimonial Nina Senicar.

Stesso discorso che vale per la Tim nel mercato italiano i cellulari sembrano rivolti a uomini arrapati, anche quando sono prodotti destinati ad un target femminile come l’orribile Vanity, un cellulare femminilizzato che però tende a discriminare di più le donne allo stesso modo delle auto rosa cipria.

In italia c’è il vizio di femminilizzare i prodotti producendo però l’effetto contrario. Sopratutto se li pubblicizzano con testimonial ammiccanti e semi nude, in quanto sembra che vogliano rappresentare le donne con certi modelli pin-up fino a qualche tempo fa confinati nelle riviste maschili.

E’ risaputo che in italia il modello femminile spacciato per vincente è quello della Velina.

Ma ora descriviamo lo spot. Una voce maschile presenta il prodotto esordendo con: “cos’ha in comune un cellulare NGM con Nina Senicar?”

Già in questa frase è racchiusa l’identificazione della donna con la merce venduta, nonchè la riduzione ad oggetto sessuale.

La voce di Nina è  estremamente sessualizzata. La show-girl alla quale non è bastata nemmeno una laurea per sfuggire al trattamento vergognoso che il mondo dello spettacolo italiano riserva alle donne che vogliono fare spettacolo costrette a mostrarsi come oggetto-sessuale in cambio di successo, si identifica nel cellulare trasformandosi in una bambola gonfiabile tutto corpo e bellezza che dovrebbe far invidia alle altre. Perchè lei presenta il prodotto in questo modo:

Ho una linea invidiabile“. Lei si presenta in questo modo svilendo l’immagine femminile e comunicando stereotipi sessisti e pericolosi per le adolescenti incitando l’anoressia attraverso la promozione un canone estetico taglia 38.

Guarda che icone” esclama lui. Il cellulare  è un touch screen e il messaggio comunicato da qeusto spot incita le molestie sessuali, un reato vergognoso che subiscono tantissime donne in Italia e che viene normalizzato da questi spot che rimandano ad un idea di donna provocante che attraverso un sorriso comunica complicità e in mancanza di elementi visivi utilizza quest’affermazione: “ci stai provando?” aggravando ancora di più il messaggio che fornisce licenze e giustificazione a chi stupra e molesta le donne. Della serie “in fondo in fondo le piaceva!” “colpa della donna troppo bella e provocante“.

Può una casa di cellulari pubblicizzare i suoi prodotti impiegando figure femminili che recitano un compione che più appropriato ad uno per pubblicizzare una bambola gonfiabile?

Ma siamo in Italia, paese dove è vietato pubblicizzare articoli da sex shop ma è permesso pubblicizzare dei prodotti come fossero articoli per il piacere maschile, svilendo le donne in questo modo.

Questo è lo spot segnalato da una mia lattrice. Mi sorge una domanda:

Questo sarebbe un cellulare per donne?

Non vi sembra, giustamente come dice anche Maria, uno spot che riduce le donne non solo ad oggetto sessuale ma offre lo stereotipo più vergognoso e maschilista che divide le donne in sante e puttane? (o buone e cattive come si nota nel sito dove Nina viene ritratta vestita da angelo o diavolo).

Ci vorrebbe una bella letterina e non quella di Passaparola.

*Nell’immagine un’ altra pubblicità Ngm apparsa su riviste.

29 commenti

  • bella analisi, come sempre :) anche a me ha infastidito oltre misura quello spot, imbarazzante come la donna che ne è protagonista.
    per questo, scusami, ma non capisco frasi come questa:
    “La show-girl alla quale non è bastata nemmeno una laurea per sfuggire al trattamento vergognoso che il mondo dello spettacolo italiano riserva alle donne che vogliono fare spettacolo costrette a mostrarsi come oggetto-sessuale in cambio di successo, si identifica nel cellulare trasformandosi in una bambola gonfiabile tutto corpo e bellezza che dovrebbe far invidia alle altre”
    come se la Senicar fosse un’ intellettuale o un’ anima bella imprigionata nel silicone.
    lei è ben felice di farsi “sfruttare” dal sistema: dove avrebbe potuto avere successo una tipa così (inadatta al massimo grado per il mondo della moda, incapace a qualsiasi lavoro nel mondo dello spettacolo) se non in italia in questo momento? si accompagna a vecchi e calciatori, ha basato la sua vita sul suo sedere, si presta a tutto, ha una laurea conseguita chissà come in un’ Università (Bocconi) che ha suscitato non poche polemiche per l’ alta levatura intellettuale di molti laureati (un nome a caso:Sara Tommasi)….Ma dove vuole andare una così? Perché siamo costretti a vederla in tv?
    Se la televisione italiana cambierà io non è che spero di vedere la Senicar e quelle come lei valorizzate e finalmente parlanti…no: spero proprio di non vedere più sullo schermo donne così prive di ogni qualità e di ogni talento, ben contente di essere bambole gonfiabili a disposizione del portafoglio più gonfio.

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    • Condivido. Non ne posso più di essere circondata da 1000 simil-Senicar anche quando sto sentendo la radil, non mi possono imporre le donne oggetto 24 ore su 24. Se parlano, non fanno che ribadire luoghi comuni imbarazzanti e ovvietà da tv del dopopranzo, meglio che stiano zitte. E agli uomini che fanno i finti tonti, farei passare 24 ore in modo simile, con i tronisti onnipresenti al posto delle femmine oggetto: uscirebbero pazzi. Comunque la Bocconi si conferma un discreto laboratorio di figli di papà scemi e aspiranti nullità televisive.

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    • certo che è felice perchè non la obbligata a nessuno..ma visto che è una ragazza laureata non capisco perchè la Mediaset le abbia dato lo stesso ruolo di una Velina senza valutare comunque che non si tratta di una bella e scema ma una che ci è diventata per poter entrare nel mondo merdaset. Scema ci sarà diventata, bella forse lo stesso (qualche ritocco lo avrà pur fatto).
      Sono ruoli da copione quelli che la Mediaset da alle donne..non avendo altra scelta lei ha accettato. io non lo avrei fatto..quindi certto che la sua colpa è al 50%.

      “Se la televisione italiana cambierà io non è che spero di vedere la Senicar e quelle come lei valorizzate e finalmente parlanti…no: spero proprio di non vedere più sullo schermo donne così prive di ogni qualità e di ogni talento, ben contente di essere bambole gonfiabili a disposizione del portafoglio più gonfio”.

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  • A me dispiace attaccare le donne, ma in questo caso…Giuro che mi vergogno per lei quando vedo la pubblicità in tv. Non lo so, io dietro certe scelte non riesco veramente a capire. Ci posso trovare solo la disperazione di una donna che non ha una lira per campare e che non trova lavoro da nessuna parte,perchè altrimenti dovrei pensare che di donne idiote, purtroppo, ne esistono. Uno spot squallido, non direi nemmeno sessista, direi proprio idiota,povero,penoso, come la scelta di questa donna….

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  • io invece credo proprio che si tratti di una bella e scema.
    bella secondo i canoni di Berlusconi: perché una tipa disposta a massacrarsi chirurgicamente così, che negli eventi accanto alle modelle vere sembra Puffetta, scheletrica con due meloni di silicone appesi al torace, con il viso così deturpato dagli interventi da dimostrare 15 anni di più…per me bella non è e non avrebbe fatto carriera negli ambienti dove per emergere devi essere stupenda davvero (è stata il sedere di Roberta,ok, ma subito dopo solo Isola dei famosi e velinume). vi prego smettiamola di dire che donne così sono belle :)
    poi non credo basti una laurea (comprata?) per proclamarla intelligente.
    mi pare venga da un ambiente benestante, non è una morta di fame, se voleva far emergere altre doti poteva fare carriera televisiva fuori dall’ italia o mettere a frutto la sua laurea: se sta qui a fare la tacchina ripiena in tv ci sarà un motivo. mi spiace ma la mia solidarietà femminile viene meno davanti a certe oscenità ;)

    spero che quel telefono non lo compri nessunA e, a proposito di telefoni, sono proprio curiosa di vedere la prossima scelta della cara Tim

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  • Quoto Alina in tutto, solo che a me più che rabbia queste donne fanno pena. E non ce l’ho solo con loro, così come non ce l’ho solo con gli uomini, ma con l’intero sitema che è diventato un circolo visioso e un gatto che si morde la coda..
    Ad ogni modo anche io ho sentito questo spot in radio e volevo segnalarlo.. Possibile che tre volte che ho acceso la radio in macchina = tre volte che me lo sono beccato? Squallidume allo stato puro.

    Sfrutto l’occasione per dire anche.. due volte che ho beccato in giro la trasmissione della Ventura, Quelli che il calcio (una volta in un mediaworld e ieri al bar), due volte che mi sono imbattuta in sketch con donne mezze nude, nel primo caso in atteggiamenti lesbo e nel secondo intente a togliersi le calze.
    Insomma, un caso? Non direi.. L’orario era intorno alle 16, santo cielo, le 16!!! Ma i bambini come devono crescere in un contesto aberrante di tale portata? Non protestiamo??

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  • danzatriceorientale

    Laureata? Quindi è una delle tante laureate che bazzicano gli studi televisivi impazienti di mostrare le loro doti di certo non intellettive, salvo poi ricordarsi, quando inizieranno a sfiorire, di avere una laurea e iniziare di conseguenza a rivendicare il fatto che loro posseggono un cervello e non sono tutto culi e tette???

    No no no no, mi spiace: non sono contro la cura dell’estetica, non sono il tipo che crede che una laureata non possa essere bella, anzi, ma nel momento in cui usi come biglietto da visita le tette e poi piagnucoli dicendo “Ma io ho anche un cervello, sono laureata, perché considerano solo il mio corpo?”, allora io ti mando affanculo.

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    • Mi viene in mente la tipa del Grande Fratello dell’anno scorso (?) quella che si era fatta la sesta di seno e ovviamente la teneva sempre in mostra, che ad un certo punto si è lamentata perchè i ragazzi la consideravano solo per le tette…

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      • danzatriceorientale

        E come no? Quella che non ha fatto che rompere a tutti la balls con la storia del “Io o anche un cervello”, così ansisa di mostrarlo che poi per “Panorama” ha fatto un calendario anziché cimentarsi in una rubrica.

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  • danzatriceorientale

    Volevo un attimo tornare su questa frase: “alla quale non è bastata nemmeno una laurea per sfuggire al trattamento vergognoso che il mondo dello spettacolo italiano riserva alle donne che vogliono fare spettacolo” >>> Guarda, sarà anche vero che la gente tende a trattarti da sciacquetta (anche se poi hai il cervello di Einstein) se ti presenti esteriormente curata, però è mi domando cosa abbia inviato la Senicar (e colleghe) alle agenzie per farsi assumere: il suo curriculum o il suo book fotografico?

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  • Molte donne, anche nella vita comune, pensano di essere furbe a farsi strada con certi mezzucci, ovvero facendo le svampite (o peggio), ma non capiscono che stanno solo peggiorando la propria posizione.
    Anche se hanno benefici nell’immediato scopriranno prima o poi qual’è il rovescio della medaglia.
    Il problema è che per ogni donna che asseconda questo stereotipo, la paghiamo tutte noi.

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    • danzatriceorientale

      Il problema è che anche molte giovani donne (ossia sui 20 anni, almeno quella di cui sto per parlare ha suppergiù questìetà) dicono che questa cosa del dare il proprio corpo in cambio di favori sessuali, soldi e lavoro è una conseguenza dell’emancipazione sessuale voluta dal femminismo (parole testuali di questa ragazza: “una donna oggi è libera di dare anche il sedere in cambio di qualsiasi cosa, lo hanno voluto le femmikniste!”)… ora io non sono vissuta durante gli anni ’70, non so nemmeno se effettivamente esista una variante del movimento che sostenga questa tesi, ma in tal caso questo si chiama mestiere più antico del mondo e che io sappia, il femminismo propriamente detto esclude assolutamente che una donna debba dare il corpo in cambio di un favore da un uomo, dato che la metterebbe in una posizione di inferiorità e sottomissione nei suoi confronti (quando invece il femminismo vuole, almeno in teoria, che la donna conti esclusivamente sui propri mezzi e non mi pare proprio questo il caso!).

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  • Mi chiamo Isa Martorana e sono uno dei creativi e realizzatori della pubblicità della NGM che Lei contesta. Ho letto con interesse la Sua lettera e mi permetto di dissentire da quanto da lei riscontrato nella pubblicità della NGM per il prodotto SOAP.

    Lo Spot non vuole essere offensivo nè per le donne e neanche per Nina Senicar.
    Anzi, gentile Signora, mi permetto di ricordarle che le forme femminili sono state usate da sempre come rappresentazione dell’armonia. Già molto lontano nella storia il corpo della donna e le sue curve erano propiziatorie di maternità; da sempre l’uomo ha utilizzato la forma femminile come simbolo di perfezione, da Fidia nell’antica Grecia a Canova.
    Proprio lo stesso Canova prese in prestito le forme di Paolina Bonaparte per rendere la sua donna perfetta.

    Con l’idea creativa del SOAP si è voluto sottolineare che, ispirandosi alle forme perfette della donna, NGM ha creato un telefono che ha una forma armoniosa, con le curve, simpatico, giovane e colorato; se Nina è conquistata da una carezza, cioè con modi gentili ed appropriati, anche il telefono ha uno schermo sensibile al tatto ecc. il tutto nel più completo rispetto per la “Donna” e con nessun incitamento alla “violenza dilagante” che Lei paventa.

    Mi dispiace ma non riesco a capire come e perchè lo Spot ed il messaggio radiofonico, possano istigare nello Spettatore la violenza.

    D’altro canto, l’avvenenza femminile è indubbiamente un motivo di richiamo utilizzato da sempre in pubblicità, secondo noi non si può dire che l’abito indossato dalla Signora Senicar sia “scandaloso”, dato che è in vendita nei più grandi negozi di moda e non nei sexy shop.
    Gentile Signora, mi sembra che esistono immagini e spot dove le Modelle sono ritratte in pose o con indosso costumi o lingerie molto, ma molto, più provocanti ed offensivi.

    Rispetto ed appoggio personalmente la Vostra associazione, mi domando cosa allora si può dire delle merendine dove vengono esibite la madri, nelle assicurazioni per le auto con i guidatori, nei rasoi o profumi dove ci sono corpi di giovani uomini…
    Onestamente, dato che lei ha la possibilità di esprimere il suo parere, mi lasci risponderle: Mi sembra che consideri lo spettatore incapace di spirito.

    Ciò che penso importante per le donne è affrontare la vita con serietà, guadagnandosi il rispetto con la professionalità nel lavoro e con serietà nella vita, tenendo ben presente quali sono le cose essenziali e plasmando il nostro modo di essere sulla nostra vita di tutti i giorni con il giusto comportamento.
    Mi creda, non è sicuramente facendo guerra alla pubblicità che la donna ci guadagnerà in considerazione, ma solo con il comportamento retto di ognuna di noi singolarmente.

    Con tutto il rispetto e l’appoggio alla vostra causa la saluto cordialmente.

    Isa Martorana
    Tv Key Produzioni Cinetelevisive.

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    • Gentile Sig.ra Martorana,

      Sono sorpresa nell’apprendere che ad aver ideato tale spot è stata una donna.
      Da come Lei introduce la risposta si nota come abbia frainteso le nostre polemiche. La prego di non concepire il corpo femminile come un qualcosa che l’uomo deve utilizzare, questo ci offende parecchio e conferma quanto il messaggio pubblicitario sia stato da me ben esaminato. Inoltre Lei è pure una donna.
      Non trovo per nessun motivo pertinenti i riferimenti che Lei fa con l’armonia del corpo femminile nell’era classica, per due motivi:
      Prima di tutto stiamo parlando di riferimenti inadeguati sia per quanto riguarda i canoni estetici e sia per come venivano rappresentati questi corpi.
      La modella che Lei “utilizza” per lo spot non assomiglia per niente alle divinità dell’antica Grecia in quanto si tratta di una modella in pelle e ossa, la quale comunica messaggi negativi alle adolescenti.
      Nina Senicar non ha nulla dell’armonia che Lei descrive. E’ magra, molto magra e inoltre il corpo femminile utilizzato per vendere un prodotto che nulla ha a che fare con quest’ultimo è offensivo.
      E non solo. Lei mi fa capire che non ha colto il messaggio. A noi offendono i doppi sensi veicolati nello spot radiofonico e televisivo, ben più offensivi di un quarto di coscia scoperta. Questo in era classica non accadeva. Allora il nudo femminile non aveva come oggi alcun intento erotico o commerciale.
      Suvvia, non vorrà farmi credere che i doppi sensi veicolati dallo spot radiofonico non abbiano chiare allusioni sessiste?
      Mi fa capire che Lei non abbia la minima idea di cosa sia la cultura classica e che le manchino alcune nozioni di storia dell’arte.
      Malgrado la donna nell’era classica fosse subordinata, la sua immagine non veniva svilita, in quanto quelle raffigurazioni che Lei prende come esempio di riferimento sono divinità e non Veline. E mi sembra una grande differenza.
      Nel mio spot non ho mai parlato di abiti ma di messaggi vocali.

      Circa il mio parere sull’uso del corpo maschile in pubblicità ci ho fatto parecchi post, citando inoltre alcuni atteggiamenti che anche Lei mi dimsotra con questa sua “uscita”.

      Le chiedo come può una donna guadagnarsi rispetto nella vita e nel lavoro se viene costantemente rappresentata come oggetto di desiderio? Come può guadagnare credibilità se l’unico modello femminile vincente nel nostro Paese è quello della Velina?

      Cosa intende per serietà? Mi sembra che Lei stia mettendo in discussione la nostra battaglia. Cosa c’è di più serio di Nina Senicar? Beh dovremo prendere esempio da lei, lei è una grande maestra e ha pure una laurea alla Bocconi. Peccato però che l’abbia portata in un’altra strada, quella che potrebbe fare qualsiasi bella ragazza con una quinta elementare. Mi soprende in fatti come Lei predichi bene e poi razzoli male. In un Paese più civile la signorina Senicar sarebbe un modello negativo e diseducativo magari proprio in quello da cui è stata “costretta” a emigrare.

      Non crede che l’esibizione costante e quotidiana di questo unico modello ci porti infatti a prendere strade opposte?

      Non crede che sia sbagliato pensare che non bisogna prendere in considerazione quanto la pubblicità influisca su queste singole donne?

      Non crede che queste immagini inducano a discriminare le donne?

      Cordialmente,
      Maria Grazia Verderame.

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      • danzatriceorientale

        Mi stupisco (anzi, mi “basisco”) che ogni creativo di pubblicità (uomo o donna che sia) tenda a non vedere il “male” nelle sue creazioni tirando in ballo o l’ironia o il paragone con altri spot “peggiori” e più dozzinali dei suoi, come se oggi contasse creare cose che siano meno peggio delle altre anziché crearne di migliori…

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      • Sopratutto quando fanno paragoni con epoche classiche o opere d’arte

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      • danzatriceorientale

        E oltre all’arte (nudo artistico) e all’ironia, altro cavillo al quale si appigliano è la nostra maliziosità di bigotte: secondo loro le allusioni sessuali ce le vogliamo vedere noi, perché in realtà i loro spot sono puri e candidi (come fu nel caso del wurstel della Marcuzzi: volgarità? Giammai! Era solo ironia e maligno era chi vi intravedeva una fellatio, perché lei stava solo mangiando un wurstel… del resto tutte noi lo mangiamo in quel modo, no?)..

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    • posso complimentarmi per il riferimento artistico?
      esprime benissimo la follia dei nostri tempi: all’epoca di Canova era il marmo a ispirarsi alle donne reali per sublimarle in arte marmorea, ai giorni nostri è la donna che deve ispirarsi alle statue per essere definita bella.
      e per essere usata in tv.

      “Mi dispiace ma non riesco a capire come e perchè lo Spot ed il messaggio radiofonico, possano istigare nello Spettatore la violenza.”

      … proprio non ci arrivano… (strano! eppure è un concetto semplice. non sarà una scusa?)

      “Mi sembra che consideri lo spettatore incapace di spirito.”

      è la solita scusa dell’ironia. purtroppo l’ironia dovrebbe far risaltare l’intelligenza e non fare da copertura per la mancanza di creatività.

      “non è sicuramente facendo guerra alla pubblicità che la donna ci guadagnerà in considerazione, ma solo con il comportamento retto di ognuna di noi singolarmente.”

      grazie del consiglio.
      ovviamente se lavoriamo come modelle – o come pubblicitarie – possiamo scendere a qualsiasi compromesso con l’etica, tanto chissenefrega: le pubblicità non ha nessuna influenza sul costume. yuppi!

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  • Cara danzatrice, io c’ero, e anche per chi non c’era, ma non ha perduto quel po’ di cervello che la natura ci ha dato, è facile trarre deduzioni logiche (come fai tu) oppure documentarsi. Invece, per chi è cresciuta apprendendo dalla didattica mediatica berlusconiana, è più difficile fare una delle due cose (pensare da sola o andare a documentarsi): in questo caso il fattore di sviluppo intellettuale della ragazza in questione potresti essere tu, provaci, lo so che è una goccia in un mare, ma….

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    • Che tristezza che il fattore di sviluppo intellettuale debbano essere poche femministe per tutte le donne invece delle famiglie di ognuna. Gli uomini sono proprio fortunati, crescono relativamente più liberi e sanno che dovranno contare sulle loro forze e non sulla svendita del loro corpo, per vivere… (ah, costantini a parte, ovvio…)

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  • …”se Nina è conquistata da una carezza, cioè con modi gentili ed appropriati, anche il telefono ha uno schermo sensibile al tatto ecc. il tutto nel più completo rispetto per la “Donna””

    ma stiamo parlando di esseri umani o di cuccioli di cane? o meglio di un Tamagotchi?

    “Anzi, gentile Signora, mi permetto di ricordarle che le forme femminili sono state usate da sempre come rappresentazione dell’armonia. Già molto lontano nella storia il corpo della donna e le sue curve erano propiziatorie di maternità; da sempre l’uomo ha utilizzato la forma femminile come simbolo di perfezione, da Fidia nell’antica Grecia a Canova”

    Anche quelle maschili, che non sono meno armoniose, potenti, comunicative di quelle femminili. Il problema è che il motivo per cui oggi si sceglie la donna (e quel tipo di donna, poi) in pubblicità non ha nulla a che vedere con la bellezza, l’ armonia, il significato profondo…Io in questo spot poi non vedo una donna Bella, ma solo una donna sessualizzata alla massima potenza, nelle cui forme e proporzioni non c’ è traccia di perfezione e armonia (lo dico da amante delle magre eh, snella io stessa).

    “Onestamente, dato che lei ha la possibilità di esprimere il suo parere, mi lasci risponderle: Mi sembra che consideri lo spettatore incapace di spirito”

    Proprio perché siamo capacissime di spirito critichiamo questa pubblicità e la troviamo grottesca. Ad essere privi di spiriti sono i pubblicitari che l’hanno inventata:”oh ragazzi! prendiamo la velina in disarmo che ora costa meno di Belen, facciamole fare le mossette e mettiamola a pubblicizzare un cellulare con gli swaroski. copri qualcosa si swaroski e una femmina te la compra, garantito”

    ^_^

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    • grande :) il paragone con il tamagotchi è azzeccatissimo!
      Comunque non credo proprio che lo spot si rivolga alle donne malgrado sia un prodotto femminile :(

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  • Io non concordo con quello che scrivete, se deve essere censurata la pubblicità del cellulare soap allora si dovrebbe censurare qualsiasi pubblicità di profumi, profumi per donne dove in tutte le pubblicità viene esaltata la nudità femminile più del prodotto stesso. E l’ultima pubblicità della 3? non viene utilizzata una bellissima mora mezza nuda? censuriamo anche quella….. e cosa dire della tanto famosa bottiglietta della cocacola? la stessa cocacola ha più volte dichiarato che per la forma della bottiglietta si è ispirata alle curve del corpo femminile, io direi a questo punto di andare in tutti i supermercati e romperle tutte :)
    Se per dire che un cellulare ha una forma perfetta, viene fatto capire che i disegnatori si sono ispirati al corpo di una donna e alle sue curve io lo interpreto come un complimento ed apprezzamento del corpo femminile e delle sue curve,
    Chiunque nella vita, uomo o donna che sia, ha successo e viene stimata se lo merita, per le azioni che lei stessa compie e per il suo modo di vivere e non per quello che altre donne fanno, se qualcuna non ha successo o non riesce ad arrivare non dovrebbe nascondersi dietro ad inesistenti impedimenti e pregiudizzi.

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    • Il nostro non è nè un inno alla censura nè una battaglia contro la nudità. Noi ci battiamo per una pubblicità che non ci rappresenti all’interno di stereotipi di genere.
      Se un cellulare ha bisogno di pubblicizzarsi attraverso il corpo femminile in modo così stereotipato non è la norma ma vuol dire che qualcosa non va nel modo di comunicare sia la femminilità sia il prodotto in vendita.

      Un conto è ipirarsi al corpo femminile l’altro è usare battute da bar. E non penso proprio che tu abbia visto lo spot della Ngm sulla radio o sbaglio?
      Comunque mi sembra di averlo riassunto bene qui sopra.

      E mi dispiace ricordarti che viviamo proprio un un Paese dove ancora conta il genere di appartenenza per poter avere successo o carriera nella vita e dove gi impedimenti all’affermazione femminile sono sotto gli occhi di tutti. Mi viene da pensare che tu non sai quanto potere abbia la pubblicità.

      Oppure che il tuo punto di vista è stato da te plasmato come una sorta di corazza sicuramente perchè temi che ti diano della rompicoglioni. Ci sono passata anch’io ma a differenza tua non ho paura di mostrare come stanno le cose. Se è così ti prego non intralciare il lavoro che facciamo che non mi sembra tempo perso.
      Se no non staremmo qui a parlare di queste cose.
      un saluto

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      • danzatriceorientale

        Come si notano le persone che vengono a commentare la prima volta questo blog, lo si nota non tanto perché non ne hanno capito la causa, quanto piuttosto perché tirano in ballo degli spot di cui il blog si è già precedentemente occupato.

        Tanto più che questo spot non è un complimento al corpo femminile in genere, ma all'”armonioso” 90/50/50.

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  • Credo che per parlare di inno alla bellezza femminile si dovrebbe prendere in considerazione la realtà e non i miti dei modelli pre-impostati, altrimenti si finisce per fare un inno alle curve perfette di quel modello, e non della donna in generale. Il discorso “inno alla donna” muore qui, perchè in poche si rispecchiano nella modella dello spot. Non si tratta di invidia, ma di senso della realtà che i media non hanno o fanno finta di non avere.
    Per Canova era la donna stessa ad ispirare bellezza. La donna era il soggetto principale da cui l’artista creava l’opera
    Il pubblicitario invece prende una piccola parte di donne per creare un modello di bellezza universale a cui tutte le altre dovrebbero ispirarsi per sentirsi belle.
    Non è più quindi la donna ad essere bella in quanto tale, ma è quel tipo di bellezza a rappresentare una donna. Mentre prima la donna era musa ispiratrice e soggetto principale, ora si trova ad inseguire (se vuole) la bellezza che non le appartiene più e per farlo deve necessariamente farsi ispirare da modelli che non la rispecchiano
    Nessuno poi si fa carico del problema che la maggior parte delle donne non hanno quel tipo di corpo, e quindi nessuno ammette che la donna oggi non è vista come musa ispiratrice per creare arte e omaggiare tutte le donne, ma semplice oggetto per vendere, e in questo non c’è nessun elogio alla bellezza della donna.
    Questo spot in particolare non lo trovo offensivo, ma sciatto, povero e molto molto superficiale(swaroskwy,vanità,curve…che roba è?!?).

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