Genova vieterà le affissioni sessiste

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Ieri sera l’associazione Usciamo dal Silenzio mi ha comunicato che Genova ha approvato la delibera contro la pubblicità lesiva alla dignità delle donne.

Era un anno che l’associazione assieme all’Udi chiedevano misure contro la pubblicità lesiva alla dignità femminile e ora il sì finalmente è definitivo.

 Il comune di Genova ha aderito alla risoluzione sul tema del Parlamento Europeo e ora chiede a regione e Governo di fare altrettanto.

Per valutare quali e in che misura le pubblicità siano lesive della dignità femminile Palazzo Tursi costituirà una commissione costituita da un avvocato, uno psicologo, un esperto di Pari Opportunità ed un componente dell’ufficio affissioni. Questi membri valuteranno e analizzeranno i contenuti delle affissioni vietandole se queste ledono la dignità femminile.

L’associazione Usciamo dal Silenzio mi comunica anche che la deribera passata il 25 novembre è stata accompagnata da un assordante silenzio mediatico (questo ci conferma ancora quanta arretratezza c’è in italia sull’attenzione che viene data ai temi sull’uguaglianza tra i sessi).

Parla di questo soltanto il Corriere Mercantile (ne dedica due pagine piene) e Radio Babboleo.

Silenzio mediatico a parte, sono molto contenta per questa svolta e faccio i più vivi complimenti a queste magnifiche Donne che hanno dimostrato che nonostante la lotta sia faticosa i traguardi alla fine sono stati raggiunti e visto il contesto sessista in cui si lotta bisogna essere anche orgogliose, perchè vincere “questa guerra” non è  stato facile.

12 commenti

  • w la sindaca :)

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  • Finalmente! almeno le genovesi potranno guardarsi attorno senza il rischio di vedere un’immagine di donna a 90 gradi sotto la scritta “Montami a costo zero”

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    • Coinvolgiamo le associazioni a lavorare anche nei nostri comuni…non restiamo passive..
      Ricordiamoci che c’è un Udi in ogni provincia…rivolgiamoci a loro :))

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  • Lo spot roberta era così lesivo? Secondo me no, anche se non mostrava la faccia della “modella”… in fondo mostra il prodotto per quel che è. Nel caso dell’intimo non auspico censura anche se, ovviamente, modelle più umane farebbero meno danni al cervello delle ragazzine… ma il problema dei modelli estetici omologati e imposti inizia molto prima di arrivare sul cartellone pubblicitario (che ne è il sintomo). (imho)

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    • è lesiva la censura della testa applicata alla modella..come se per la donna conti solo avere un bel lato b.
      Io credo che un 3×6 con un culo in mostra non sia rivolto alle donne anche se il prodotto pubblicizzato è femminile.

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      • condivido molto da una parte, c’è chi su un’immagine sbava tantissimo… dall’altra dico che molte donne hanno l’ossessione del sedere perfetto… (mentre gli uomini “sani” più che criticare una Jennifer Lopez degli inizi… ci sarebbero usciti volentieri. quante donne invece la mettevano in croce per le sue forme :))

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  • Sono felicissima della notizia… L’unica cosa: i divieti sono facili da applicare, quello che ci vuole è costruire la cultura. Ed è difficile.

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  • Un sacco di belle notizie! :)

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  • danzatriceorientale

    Mi associ ai complimenti :D

    Comunque sia, una donna di questa pubblicità, la Hunziker, per essere precisi, per redimersi disse che lei non sapeva nulla dell’uso che il fotografo intendeva fare delle foto del suo sedere.

    Eh sì, poverine, è sempre colpa degli uomini: pensare che le donne che fanno queste foto credono siano destinate al nudo artistico…

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    • In realtà Michelle Hunziker pensava che quegli scatti del suo lato b (anche un pò “aiutato” dalle varie tecniche fotografiche e luci) sarebbero andati alla chiesa (in particolare ai pretini) , per la raccolta dell’ 8×1000!! :D (scherzo ovviamente !)

      P.s. Sono contenta di questa notizia :) , mi associo anche io ai complimenti!

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  • Cominciamo da Genova e andiamo avanti.

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