Alcuni spot…

Questi sono i nuovi spot della Nivea for Men.

[Youtube=http://www.youtube.com/watch?v=bsnAFkduNVk]

Per gli uomini invecchiare è come una partita di pallone. A loro è permesso sminuire, ironizzarci su. L’invecchiamento maschile è virilità, l’invecchiamento di un uomo compromette la capacità sportiva e non l’attrazione sessuale. All’ uomo è permesso replicare che “ancora si difende bene“.

Perché non realizzare uno spot simile con una protagonista donna?

La bellezza femminile secondo la mentalità comune viene identificata come giovinezza e sex appeal. Sembra difficile proporre qualcosa di innovativo evitando la solita proposizione di 18 enni che si impiastricciano la faccia di siero antirughe.

Oppure di “energumeni” che si fanno machi proponendo allusioni esplicitamente sessuali. Perché se pari di sesso in modo rude sei un vero uomo.

 “L’importante è buttarla dentro” .

Sorge dagli spot che nonostante agli uomini venga proposto un modello estetico vincente e giovane la rappresentazione del maschile appare molto diversa da quella femminile. 

Gli uomini rappresentati sono spesso sportivi o testimonial ma non necessariamente modelli o bellezze da capogiro.

L’uomo bello degli spot non è necessariamente rappresentato come un oggetto. Può essere bello ma mantenere allo stesso tempo un ruolo decisionale dal punto di vista psicologico che sessuale (il piacere è tutto suo).

Negli spot dedicati alla bellezza femminile (compresa Nivea for woman) e più in generale nella rappresentazione delle donne i messaggi suggeriscono che essere sensuali agli occhi degli uomini è molto importante.

Guardate come Nivea si approccia alle donne. C’è poi una tendenza generale rispetto agli spot maschili Nivea, di promettere risultati allo stesso modo di come si potrebbe promettere lo sbarco immediato su Marte.

Qui è la donna che prende iniziativa sessuale. E’ comune negli spot vedere queste situazioni. Le poche donne che prendono iniziativa sessuale vengono snobbate e ignorate, come dire che solo gli uomini hanno potere decisionale nel sesso e se una donna propone perde interesse. Gli uomini quando perdono il loro status di cacciatori possono rifiutare la donna per non minare la propria virilità di fronte ad una donna che non si conforma con il modello della preda.

In questo spot si crea inoltre la competizione donne&motori, che rafforza molto il messaggio maschilista che intende veicolare. 

Questo spot, oltre che offrirci il binomio (o competizione) tra donna=motori, dove lui non ha bisogno di donne perché è appagato dall’auto.

Basta un auto nuova ed ecco che sei comunque virile anche se rifiuti una donna. L’auto è sacra, è “roba da uomini” quasi più importante di una donna. Gli spot di auto spesso rappresentano situazioni in cui compaiono donnine seminude per rafforzare il riferimento al target maschile.

La donna è sempre bella e disponibile, un classico stereotipo della pubblicità.

Il messaggio è: Di fronte a donne del genere preferisco un auto che almeno si lascia guidare (=dominare).

Guardate bene all’inizio potrebbe essere utile per comrpendere il messaggio: lui le offre un passaggio, lei fa la ritrosa e poi accetta. Lui insiste solo perchè lei si sta comportando da preda. Poi lei cambia atteggiamento e lui perde interesse. O forse anche all’inizio voleva solo guidare? Solo doppi sensi.

La sessualità femminile viene ridotta inoltre ad una sorta di contraccambio del favore, alla pari di una merce.

12 commenti

  • danzatriceorientale

    Beh, che l’uomo sia libero di essere un cesso senza tante pippe mentali, almeno in ambito lavorativo, è un fatto oramai noto: basta vedere il fantomatico gigolo del GF che, appena l’ho visto, ho pensato 1) dovrebbe essere lui a pagare me, se accetto di andarci a letto e 2) le escort devono essere perfette anche nel buco del sedere, mentre l’uomo anche in questo caso, poco importa se sia un mostro.

    Poi, per quanto riguarda la cura dell’estetica maschile, per carità, nessuno avrà da ridire se loro lo dicono “Lo faccio per me”, dato che il cliché vuole che la donna sia una civetta che si cura per cnquistare il sesso opposto (non metto in dubbio l’esistenza di donne che ragionano in questi termini, ci mancherebbe!).

    Per finire, oltre a preferire la macchina (almeno lei fa quel che le ordini), se la situazione fosse stata capovolta, la donna ovviamente sarebbe stata designata come “frigida”, “acida” e come una che “se la tira”, perché, pf course, non si rifiutano le avance di un uomo, assolutamente e un’altra cosa io ci vedo: lo spot vuole chiaramente dire che la donna che prende l’iniziativa non è bene accetta, perché è l’uomo il cacciatore (slogan tra l’altro utilizzato nello spot di un salame che ho sentito recentemente ma che non ti ho segnalato perché non ricordo la marca del prodotto :( )

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    • danzatriceorientale

      ah, l’allusione sessuale del “metterla dentro” non è una tua impressione, essendo oramai scontata e vecchia quanto le battute su Italo Bocchino.
      In particolare ricordo la stessa allusione in “Trainspotting” mentre i due facevano sesso e il cronista, in sottofondo, esclamava “Goal, è entrato bene!” o qualcosa del genere.

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    • Concordo in tutto quello che hai scritto!
      Verissimo l’ho notato anche io, cioè un uomo che fa sesso a pagamento come mestiere può permettersi di essere brutto? …..oh mio dio quello di grande fratello è a dir poco orrido!
      Ma poi verissimo che siamo arrivati al punto che se un uomo dice no è apprezzato, e se una donna dice no è solo una stronza, acida, frigida e fooooooooooorse anche lesbica!
      Andiamo sempre peggio..

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      • Scusate ma qui non sono d’accordocon voi. Se il gigolò è brutto ok è perchè agli uomini è permesso essere brutti, ma chi ci va con i gigolò? Le donne…quindi il problema qui è femminile qualche volta…..sono le donne a comprare.
        Se poi mi esponete il caso delle donne in politica che per andare in parlamento devono essere belle oppure quelle che non vengono assunte perchè sono troppo grasse o troppo vecchie, oppure il caso di ogni lavoro che cerca personale femminile “di bella presenza” è un altro discorso assai più grave.

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    • La marca è salame cacciatore..ne ho gia parlato ;) nn ti preoccupare a me non me ne sfugge uno! ehehehhe

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  • Oltre a ribadire lo squallore dei messaggi antidonna sempre SEMPRE presenti in tv (maremma impestata lurida!!!), quando vedo queste pubblicità mi preoccupo per l’universo maschile – che quando non è misogino mi piace molto.

    Queste pubblicità così gentili, così delicate nel trattare l’uomo come soggetto pensante e attivo, non sono SOLO maschiliste. Sono FURBE. Sono la vaselina per inculare anche gli uomini e renderli schiavi dell’estetica, com’è, schiavizzato il 90% delle donne. Quanto ci vorrà perché anche un uomo non esca di casa senza essersi passato la fondamentale cremina o il mascare? I ragazzi più giovani sono già fissati con questo o quel particolare estetico.

    Ma perché abdichiamo ai veri diritti fondamentali (lavoro, istruzione, servizi, uguaglianza sociale) per avere una libertà estetica del tutto superflua, oltre che fittizia? Qui mi ricollego a una risposta di Ercole cui non avevo replicato per mancanza di tempo. La libertà delle donne di girare con minigonna girocoscia (ehhmm… libertà molto discutibile, visto che quando io o le mie amiche usciamo in gonna becchiamo sempre qualche simpaticone che ci grida TROIA.) Dicevo, che libertà c’è nello spogliarsi se poi, di fatto, è bene accetta solo la nudità perfetta, senza peli senza filo di ciccia senza? Uomo Medio ti sentiresti più libero se anche gli uomini avessero il permesso sociale di girare seminudi, ma se e solo se forniti di ddominali scolpiti, belle gambe, pancia piatta?

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    • Non inventarti situazioni inesistenti.
      Le prime persone a criticare inestetismi delle donne sono sempre altre donne.

      E’ da secoli che agli uomini viene rimproverato di apprezzare una donna, “basta che respiri”, e adesso secondo te, di colpo, saremmo diventati i responsabili delle paranoie femminili sull’estetica ?
      Eh no, deciditi.
      Le vogliamo perfette o basta che respirano ?
      Prenditi le tue responsabilità, se non ti piaci è un problema tuo.

      E confermo quanto detto in un altro post e ti sfido a negarlo: la donna ha molta piu’ libertà di abbigliamento rispetto ad un uomo.
      Oppure saresti contenta se un uomo ti invitasse a cena e si presentasse in calzoncini ?

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      • ma assolutamente, le donne hanno grande responsabilità in questa dittatura estetica – e stanno tirando dentro pure voi. le responsabili però sono donne maschiliste, che prendono spunto dalle donne della tv e del cinema per stabilire come si può(e deve) essere.

        a monte di tutto questo ci sono casting che non tollerano nessuna imperfezione fisica – perché?
        in altri paesi, (spagna, egitto, india…) fino a qualche tempo fa – forse anche oggi – le attrici potevano avere qualche imperfezione pur restando belle e desiderabili.

        non so se il mio ragionamento è chiaro…

        sui calzoncini hai ragione :D ma un uomo che si presenta a un appuntamento con un kilt per esempio, mi starebbe molto simpatico! :D
        dico solo che tra l’essere viste come facili, e venir criticate (dalle donne e non solo) per la gamba non lunghissima, indossare quel che ci pare risulta ancora difficile

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      • Attenzione a non confondere il canone estetico italiano con quello di India od Egitto.
        Quello che per te (noi) è un inestetismo in quei Paesi è considerto un pregio.

        Un esempio su tutti: le danzatrici di danza del ventre sono considerate *molto* sensuali, ma non lo sarebbero se valutate con i canoni della bellezza dei casting del nostro Paese.

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  • Questa tua seguente frase è da ricordare:

    –> Direi anche sessista. “L’importante è buttarla dentro” . Solo io ci vedo un allusione sessuale? <–

    E dimostra, ancora una volta, che non ti è chiaro il concetto di sessismo, non lo distingui dal richiamo sessuale.

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  • danzatriceorientale

    Accidenti, non mi ha pubblicato i commento precedente :/

    Dicevo comunque che le donne con un po’ di pancetta (danzatrici del ventre incluse) in oriente erano considerate sensuali, ma da quando stiamo esportando la nostra “civiltà” da loro, diciamo che si stanno avviando a cambiare pure loro i canoni estetici.

    Con questo non sto generalizzando: come dice Ercole, spesso sono proprio le donne a cercare il difetto nelle altre con la lente di ingrandimento (io devo essere deforme, dato che nelle altre vedo solo pregi che vorrei avere io) e non tutti gli uomini vogliono una velina al loro fianco, anche se non mi spiego la sproporione tra i molti che dicono di non amare le siliconate e i tantissimi che comprano calendari e visualizzano video con protagoniste queste siliconate che stranamente a nessuno piacciono.

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  • @Ercole non faccio confusione, piuttosto hai notato che (anche) i canoni estetici di detti Paesi stanno virando verso la perfezione a tutti i costi?(perfezione occidentalglobalizzata se vuoi)
    Anche noi avevamo ben altre icone di bellezza, più naturali e varie, fino a quaranta anni fa.
    Per me questi cambiamenti così netti e precisi sono ormai manovre dall’alto più che dal basso. Non solo mode innocue.

    Come dici bene, agli uomini comuni (e non stilisti, non registi, non autori televisivi, non responsabili dei casting, non adepti del marketing) per tanto tempo è stata mossa l’accusa del “basta che respiri” quando, diosanto! :D, in tanti casi era solo amore per il genere femminile tutto… ;)

    Quanto fa guadagnare una donna (e tra poco un uomo) frustrata dai modelli estetici assurdi che ormai per piacere o per masochismo accettiamo passivamente?

    Preciso che non metto in discussione la bellezza della velina in sè, ma discuto la nostra nuova incapacità mentale di vedere bellezza anche in chi non è velina/supermodello.
    Secondo me stiamo perdendo qualcosa invece di guadagnarci.

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