il “re” è nudo

sexism

Andiamo all’estero. A Londra una campagna pubblicitaria della   Suit Supply è stata rimossa su richiesta dei cittadini per contenuti espliciti.

Troviamo nella campagna lo stesso stereotipo femminile e maschile presente nel linguaggio pubblicitario nostrano: quello della donna oggetto sessuale e dell’uomo predatore, ossia quello che non deve chiedere mai.

La campagna pubblicitaria si intitola Shameless (senza vergogna) ed è stata realizzata da una ditta olandese di abbigliamento maschile: la Suit Supply. Da qui si deduce il ruolo marginale e la presenza fuoriluogo della figura femminile,  assai strumentale e decorativa.

Conforme allo stereotipo dell’uomo predatore  sta tutto nelle immagini che potete vedere nel video: colui che utilizza la donna come se fosse un oggetto sessuale e ottiene sempre quello che vuole.

Un immagine in particolare ha suscitato la mia indignazione: quella dove lei viene presa mentre beve un caffè.

Mi sono subito chiesta che messaggio volesse comunicare. Ho pensato che la pubblicità contemplasse una sessualità di tipo fallocentrica, dove il piacere è solo maschile, quella che appartiene in un certo senso alla cultura dello stupro.

Chi stupra lo fa ovvio, perchè non si chiede se un rapporto possa essere gradito anche dalla donna, sopratutto in un momento inopportuno: ad esempio quando una beve il caffè.

Cosa vuole comunicare questo messaggio? Che per la donna il sesso è un dovere che fa parte del dovere quotidiano di una coppia? Che messaggio comunica quella tazza di caffè?

Nessun moralismo, perchè qui non si tratta di moralismo. Il vero sesso, quello consensuale non viene quasi mai rappresentato dalla pubblicità. Chi approva questa pubblicità non conosce il sesso e considera la donna una sorta di ornamento da smontare, rimontare, fare, disfare e prendere a suo piacimento per il solo piacere maschile. In poche parole considera una donna alla stregua di un oggetto sessuale da accolstare a prodotti maschili. Lo stesso si può dire a chi la fa censurare per “contenuti pornografici“.

Dal video e da quello che i media hanno scritto, pare che sia esclusivamente l’allusione al sesso ad aver scandalizzato i londinesi. Non si capisce perchè. La campagna pubblicitaria della Suit Supply non allude al sesso. Le donne sono quasi completamente nude ma l’uomo è vestito, i centimetri di stoffa che coprono il corpo femminile non fanno parte del prodotto venduto e le pose assunte dai due modelli non suggeriscono sesso, ma soppraffazione sessuale dell’uomo verso la donna.

Tutto ciò mi ricorda tantissimo la pubblicità della Relish, ritirata però per contenuti sessisti.

Questo tipo di pubblicità, mostrano purtroppo quanto il sesso sia ancora tabù almeno quanto denunciare la tendenza sessista a ridurre la donna a oggetto di consumo. Questo tabù lo notiamo anche dalle polemiche dei londinesi.

I cittadini hanno preferito indignarsi più per i contenuti sessualmente espliciti che per i contenuti sessisti. Se l’allusione sessuale fosse “più lieve” ma il messaggio fosse ugualmente sessista avrebbe scatenato altrettante polemiche?

Della serie: potevate rappresentare il messaggio in maniera meno esplicita. Se i cittadini non si sono soffermati sul messaggio, sulla base del proverbio “chi tace acconsente“, possiamo dire che sia stato in qualche modo da loro approvato?

Temo di sì. Si preferisce comunicare il sessismo in modo più allusivo per mezzo di giochi di parole.

Non so ma a me ha fatto questa impressione e non mi pare giusto. Perchè una pubblicità  del genere non deve essere rimossa per contenuti pornografici ma per contenuti sessisti. Rimuoverla per questo motivo  e non per l’altro, significa che la società ha ancora quell’idea del sesso e delle donne. Perchè quello sesso non è, ma soltanto una schifosissima e indegna riduzione della donna ad oggetto sessuale.

Chiederne poi  la censura per quei motivi mi fa pensare anche che i cittadini si siano turbati nel vedere emergere ai quattro venti in maniera  esplicita come la società e quindi loro relegano la figura femminile.

In poche parole, si preferisce che la pessima reputazione che alcuni uomini hanno delle donne dovrebbe rimanere nascosta tra quattro mura domestiche o rappresentata in modo più allusivo onde evitare che qualcuno ci faccia caso e la reputi solo sexy e divertente (la maggior parte delle pubblicità considerate divertenti, allo stesso modo delle barzellette, hanno contenuti sessisti). Denunciarla per sessismo figuriamoci…

Possiamo dire dunque che i cittadini si siano sentiti in qualche modo denudati?

Concludo solamente nel dire che credevo fosse superato il concetto di pensare che quelle pubblicità sono sexy ma non sessiste, almeno in alcuni Paesi che stanno un pochino meglio di noi per quanto riguarda la condizione delle donne. Spero che qualcuno si renda conto che andrebbe rimossa per contenuti sessisti, altrimenti ssarebbe come fare passi da gambero.

2 commenti

  • Non c’è da aggiungere altro.
    E’ incredibile, si agisce da censori contro la sessualità, quando invece ci si dovrebbe educare ad essa.
    Tutti questi tabù fomentano solo la malizia. L’eliminazione di queste immagini per contenuti pornografici e non per messaggi esplicitamente sessisti è come un gatto che si morde la coda.
    Ma sì sa, il sesso, la pornografia, nella nostra società sono considerati fallocentrici. E con nostra società non intendo solo l’Italia. Siamo sicure, sicuri, di aver sdoganato davvero il piacere sessuale della donna?
    No, vige ancora la cultura dello stupro.

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  • “Nessun moralismo, perchè qui non si tratta di moralismo. Il vero sesso, quello consensuale non viene quasi mai rappresentato dalla pubblicità. Chi approva questa pubblicità non conosce il sesso e considera la donna una sorta di ornamento da smontare, rimontare, fare, disfare e prendere a suo piacimento per il solo piacere maschile. In poche parole considera una donna alla stregua di un oggetto sessuale da accolstare a prodotti maschili. Lo stesso si può dire a chi la fa censurare per “contenuti pornografici“. Dal video e da quello che i media hanno scritto, pare che sia esclusivamente l’allusione al sesso ad aver scandalizzato i londinesi. Non si capisce perchè. La campagna pubblicitaria della Suit Supply non allude al sesso.”

    non potevi spiegarlo meglio :)
    quell’immagine mi ha lasciato senza parole… (riesco ancora a rimanere senza parole! strano)
    e sì che (lo dico? ma sì) la sveltina prima di correre al lavoro non mi dispiace. purtroppo quella foto non è certo sensuale e piena di passione… ha un che di nauseabondo.
    as usual, c’entra gnente con il prodotto da vendere. il fotogramma sopra mi grida: “uomo compra i nostri vestiti! in regalo una bambola gonfiabile.”

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