Quando il mostro è in famiglia

Sappiamo tutti che l’omertà  è un atteggiamento purtroppo ancora oggi presente nelle famiglie italiane. Lo abbiamo più o meno compreso da come la televisione parla delle famiglie italiane ogni qual volta che accade un delitto.

Da una parte l’accanimento mediatico, la speculazione su una vicenda drammatica come ad esempio quella di Sarah Scazzi che finisce nelle bocche di tutti, dall’altra il silenzio. 

Perchè queste vicende fanno audience o comunque attirano l’attenzione degli italiani?

Proprio perchè sono considerati affari di famiglia. Perchè nessuno si immaginerebbe che un familiare potrebbe compiere un reato.

Eppure sono sopratutto nelle famiglie italiane che si consumano i più tragici reati: omicidi, stupri, pedofilia e quant’altro.

Vi racconto la mia esperienza, non proprio personale in quanto è accaduta ad una persona a me cara:  mia sorella.

E’ la prima volta che lo faccio nel mio blog. Ho sempre utilizzato il blog come un mezzo per fare critica pubblicitaria, qualche post che commenta una notizia di cronaca, ma nulla di più.

Oggi vorrei proprio raccontarvi questa storia. Circa tre- o  quattro anni fa io e la mia famiglia fummo invitati a casa dei miei zii per le feste di Pasqua.

Eravamo in 20, tutti parenti stretti, fratelli di mia madre e figli. Mia zia spesso passa le feste in una casa isolata di campagna, dove invita tutti i suoi fratelli e sorelle con rispettivi figli.

Mia zia è una donna autoritaria, quando ero bambina mi rimproverava spesso e per ogni cosa che facevo, anche la più banale. Mi sgridava spesso perchè non stavo ferma, ad esempio. A me e mia sorella, mia coetanea.

E’ una donna di circa 60 anni con un marito che ha più o meno la sua età e una figlia trentenne. Suo marito è uno di quegli uomini all’apparenza sottomessi e schiacciati dalla moglie, quelli di cui ti puoi fidare e che dubiti che potrebbero essere dei “mostri”.

 Spesso ci si ferma dalle apparenze, spesso si pensa che il “mostro” non è in famiglia e se anche fosse lo si sarebbe notato dall’apparenza. Lui invece no, come poteva un uomo sottomesso a tutti fare una cosa del genere a mia sorella?

Invece è successo.  Quel giorno di Pasqua. Mentre io ero a dare da mangiare ai cani, mia sorella andò a fare una passeggiata con lo zio.

Avevo già notato da anni che lui tendeva paticolarmente per lei, ma non capivo che quella “simpatia” non era innoqua e nascondeva qualcosa.

Dopo due giorni, notammo che mia sorella aveva un atteggiamento nervoso. Le chiedemmo che avesse e dopo tanto ci raccontò che nostro zio l’aveva portata in un posto isolato della campagna e le aveva fatto delle avances, aveva tentato di baciarla e l’aveva palpeggiata più volte nelle zone più intime.

Mio padre affrontò mio zio al telefono. Prima negò e poi disse che ” non era modo di rivolgersi”, con una spavalderia allucinante. Lo affrontai anche io e mia madre ma invano.

Dopo un anno al funerale di mia nonna, davanti al suo cadavere lui ammette tutto e chiede scusa ai miei e non a mia sorella. Pensai che si era approfittato di un momento di dolore e del fatto che mia sorella teneva tanto a mia nonna.

Questo fatto fu un segreto fin quando mia madre non ebbe il coraggio di raccontare tutto alla moglie di mio zio (mia zia), sua sorella.

Mia madre si rese conto che lo zio continuava a stare appiccicato a mia sorella, anche se non provò più a molestarla ,così disse tutto.

Mia zia negò tutto e disse che mia sorella si era inventata tutto. Lo stesso dissero gli altri parenti. I rapporti con i miei parenti si sgretolarono giorno per giorno. Non ci invitavano più alle feste, anche se per un periodo di tempo qualche sorella si parlava ancora con mia madre.

Poi quest’anno, il  giorno in cui era stata trovata Sarah morta e si sono creati i sospetti sullo zio Michele Misseri, mia sorella si sentì toccata.

Pochi giorni dopo mia madre riceve una telefonata da una mia zia (un’altra sua sorella) e commentarono la vicenda di Sarah e della vergonosa omertà che ancora oggi c’è in famiglia. A mia madre poi le scappa di raccontare dello zio che molestò mia sorella. Mia zia iniziò a dire che “se l’era inventata”, “che non era vero”.

Mia sorella successivamente affronta mia zia al telefono. E da lì i rapporti si ruppero con quasi tutti i parenti. Mia sorella è stata bollata come “bugiarda”, “mitomane”, “una che si vuole mettere in evidenza”.

Passa un mese. Mia sorella sta cercando lavoro e si rivolge alla cugina ( che fino a poco tempo fa era la sua preferita), chiedendo se cercava del personale presso il suo ufficio. Lei la chiama successivamente e dice di assumerla per un tot di mesi e di pagarla.

Dopo due settimane che lavora, nostra cugina la chiama in ufficio e le fa notare che “non è idonea”, tendendo la porta aperta dell’ufficio davanti ad altri dipendenti.

Mia sorella le chiese quale fu il motivo per il quale si fosse comportata in questo modo e che lei svolto il lavoro diligentemente. Lei le fece notare che non aveva rispettato un turno. Mia sorella le rispose che era proprio la cugina ad averle proposto un orario flessibile. Mia cugina si infuriò e le desse della bugiarda, della bambina e che le stava facendo fare figuracce e che non doveva più permettersi di elemosinarle del lavoro.

 Torna a casa piangendo e le chiedemmo tutti cosa avesse. La sera la chiama e le dice che non può più lavorare da lei.

Mia sorella si dispera e noi le stemmo vicino. Mia mamma le chiede come mai si fosse comportata così e lei rispose che doveva ringraziarla che aveva dato del lavoro a mia sorella e aggiunge pure che mia sorella “è bugiarda ed è colpa sua se tutti i parenti non la parlano più (a  mia madre)“.

Inizio a pensare che mia cugina odiava già mia sorella da quando hanno iniziato a circolare quelle voci.

Perchè non credono a mia sorella? perchè la vittima è passata per colpevole?

Sono tutte domande che mi chiedo ogni giorno che una donna, ragazza, bambina subisce violenze in famiglia. La vittima viene lasciata sola e fatta passare per una bugiarda per tutelare l’onore solo perchè ha avuto il coraggio di parlare. E se lo avesse denunciato?

Non posso permettere che mia sorella non venga creduta. Un giorno sarò io stessa ad affrontare mio zio davanti a tutti, spero solo capiti l’occasione.

15 commenti

  • Ciao Mary, il racconto della tua esperienza familiare conferma un’idea che forse in molte ci siamo fatte, pur non essendo psicologhe, ovvero: è compatibile con il quadro di una persona “debole”, remissiva di fronte a personalità “prepotenti” che la circondano, un suo comportamento di rivalsa, compensativo, che questa stessa persona può mettere in atto nei confronti di persone ancora più deboli di lei e, trattandosi d una cerchia familiare, proprio di una bambina, o di un bambino, cioè delle persone “strutturalmente” più deboli di tutte. Grazie della testimonianza.

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    • Infatti mia sorella è una ragazza molto sensibile, difficilmente riesce a imporre la sua personalità. Mi raccontò che il giorno che lo zio la molestò quasi non riusciva a difendersi…è scappata via senza dire una parola. Forse si è approfittato di questo.

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  • Mary, dì a tua sorella che non è sola. Ha te, i tuoi, e molte donne – e qualche uomo – che le sono vicino, per quanto è possibile farlo senza conoscersi di persona. Dàje.

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    • Grazie mille :)…sono molto contenta che la mia famiglia stia vicino amia sorella…purtroppo ho sentito un’altra vicenda simile alla sua. Quella di uno zio che molestò una ragazzina di 12 anni. Ora questa ragazza ha 26 anni e mi raccontò di questa vicenda un anno fa.
      I genitori non le credettero e quando questa andò a lavorare a casa di una signora si sfogò con lei. e’ una ragazza molto chiusa e soffre di anoressia, avevo notato che non era tranquilla. I genitori sono arrivati al punto di cacciarla di casa perchè non doveva andare ad infangare l’onore racocntando certe cose in giro che poi a moda loro erano inventate. Quando ho sentito il suo racocnto mi è venuta rabbia…Ho pensato che ancora oggi una violenza passa in secondo piano all’onore della famiglia…Roba da medioevo.

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  • Ho letto attentamente tutta la tua vicenda, e purtroppo noto che in quasi tutte le famiglie c’è almeno uno di questi episodi!
    Come è possibile tutto ciò?
    Come mai tanti, troppi episodi, di violenza o pedofilia in famiglia?
    Purtroppo tutto ciò è accaduto pure a mia mamma, che a 5 anni subì delle “attenzioni” da un suo zio.
    Mia madre ha dimenticato e sepolto questa vicenda per più di 30 anni, ma poi i ricordi si risvegliano e non puoi più seppellirli nella parte più profonda della tua anima…sò solo che mia mamma per quell’ episodio, e soprattutto per il risveglio improvviso di esso, dopo tantissimi anni cadde in depressione, perdendo l’interesse per ogni cosa, per la vita e soprattutto per me e mio fratello che allora eravamo veramente piccoli (infatti lei certe cose mie,di mio fratello e della nostra famiglia non le ha proprio vissute, e quindi di non ha proprio ricordi ad esempio del mio primo giorno di scuola o cose simili) ha affrontato diversi anni di sedute dalla psicologa, ma grazie all’aiuto di quest’ultima (che nel frattempo per lei diventò un’ AMICA) è riuscita a riprendersi, a uscire dalla depressione e a capire che l’orco molto spesso si chiama zio, nonno, papà…

    Purtroppo c’è una vicenda molto più tragica di questa, che vorrei raccontare….
    Un paio di mesi fa, nella mia città trovarono in pieno centro e in pieno pomeriggio una donna stesa per terra, morta.
    Questa donna aveva 38 anni, io la conoscevo (di vista) , tutta la mia famiglia la conosceva sin da piccola, l’avevano vista nascere, perchè sua mamma ha sempre abitato molto vicina a una mia parente….insomma questa ragazza a 9 anni subì una violenza da un amico di suo padre, ma non è tutto ….suo padre se la vendette, la lasciò da sola a casa con questo suo amico che la violentò nel peggiore dei modi!
    Questa bambina da allora, non ha più avuto una vita normale, droga, alcool, prostituzione…figli abbandonati,tolti…io sò solo che per sua mamma la morte di sua figlia (morta appunto per overdose) è stata quasi una liberazione, lo sò sembra brutto, ma questa donna non era più un essere umano …ma un fantasma…un morto che camminava, suo padre a quanto sò io non fu manco denunciato e neanche il suo “degno” amico….
    questa storia è tremenda, assurda e sporca, perchè poi queste tragedie vengono alimentate proprio in quelle famiglie grette, ignoranti, squallide….come è possibile “vendere” tua figlia? come è possibile vederla per 30 anni morire nel corpo, nell’anima, nella dignità e fare finta di nulla (mi riferisco al padre, perchè la madre l’ha accudita, fino all’ultimo giorno a quanto sò) ?
    Da questi episodi tendo sempre meno a credere che ci sia qualcosa sopra di noi….un essere così non può essere padre, non può avere il diritto di diventarlo e di essere chiamato tale,dovrebbe pagare, ho molta rabbia ma come si può fargliela pagare ora a distanza di 30anni?

    Mi scuso, con chiunque leggerà per aver appesantito un pò, anche se Mary stessa ha raccontato una sua vicenda personale, e l’ho apprezzato tantissimo, perchè si è aperta a tutti noi (quindi ha avuto fiducia nel raccontarci questa cosa) e poi perchè parlare significa denunciare, dovremmo farlo di più, ad esempio se ci rendiamo conto che un vicino abusa di sua figlia o la pressa in modo violento o maltratta la moglie, dobbiamo sempre sempre sempre parlare…..è l’unica soluzione!
    PARLARE….DIFFONDERE….DENUNCIARE!

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    • Sono rimasta shoccata dalla storia che mi hai raccontato. L’arma più potente che abbiamo a disposizione noi donne è denunciare sempre! Purtroppo cercano di sottrarcela a causa dell’omertà, dell’indizione alla vergona…dobbiamo passarci sopra perchè la nostra vita apparitene a noi stesse come il nostro corpo!

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  • danzatriceorientale

    Senza soffermarmi sui casi specifici, una sola cosa dico: molte delle famiglie italiane (compresa la mia) guardano con morbosità (ed emettono sentenze) a vicende come quella di Sarah Scazzi solo per sentirsi superiori e per non vedere quanta merda c’è nelle loro case.

    Magari la signora che non crede a tua sorella sarà stata una delle prime poi a difendere Sarah o a indignarsi di fronte alle notizie di donne molestate… sempre così è, scusa se mi sono permessa, ma lo so perché funziona così anche nella mia: sono tutti comprensivi e moderni quando si tratta delle famiglie degli altri, l’importante è che certe cose non accadano nelle loro.

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    • Sì infatti mia zia (non la moglie dello zio molestatore) ma l’altra sorella di mia madre si era indignata ai tempi della prima versione della vicenda Sarah Scazzi, quella dello zio molestatore.
      E’ un pò come la storia dello stupratore che viene da altri Paesi.: se straniero tutti pronti ad indignarsi, se è italiano quasi non ci fanno caso e allora scattano certi processi morbosi che generano queste affermazioni “capita”, “se lo è cercata lei”, “avrà bevuto”, “e’ strano che l’abbia sturpata, era un bravo ragazzo” e via dicendo.

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  • Mary, ti ringrazio molto per questa testimonianza, preziosa e toccante. Non ti sarà stato facile ma io l’ho apprezzato e avvertito come un pugno nello stomaco che mi rende ancora più convinta della necessità del lavoro che stiamo, tutte insieme facendo.
    Ti abbraccio.

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  • Per fortuna non ho esperienza, diretta o indiretta, di fatti simili, posso solo dirti che mi dispiace tantissimo, e mandare un grandissimo abbraccio a tua sorella, e un grazie a te che hai avuto il coraggio di raccontare quest testimonianza. Non servirá a molto concretamente, ma sappi che qui ci sono persone che vi credono.

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  • Non mi riferisco a questo specifico episodio, ma faccio notare una profonda ingiustizia: per la donna c’è sempre presunzione d’innocenza, per l’uomo sempre di colpevolezza.

    Una donna puo’ accusare un uomo di molestie, violenze, senza portare delle prove, e lui verra’ sicuramente giudicato colpevole dalla società.
    Anche se lui è innocente.

    Ripeto di non riferirmi al caso citato, ma posso portarne molti ad esempio.

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    • Ma che cosa stai dicendo?
      Spero tu stia scherzando perchè hai detto una stupidagine e mostruosità enormi!

      “per la donna c’è sempre presunzione d’innocenza”
      “Una donna puo’ accusare un uomo di molestie, violenze, senza portare delle prove”

      Ma se migliaia di donne hanno fatto centinaia di denunce ai loro mariti, ex,fidanzati,compagni e sono state sempre ignorate finchè non ci fossero prove tangibili!
      Queste donne sono state credute solo dopo morte!

      Sei assurdo…non c’è altro da aggiungere!

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      • Questo commento conferma la triste realta’.

        Ai torti alle donne viene dato grande risalto mediatico, quelli agli uomini no.

        Altrimenti sapresti chi è Carlo Parlanti, un uomo innocente tutt’ora detenuto in carcere, senza prove.

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  • Cara Mary, scusami se mi permetto di suggerirti una linea per il tuo blog, che è tuo, però, noi non abbiamo bisogno di vedere scritte le pensate degli imbecilli o degli ipocriti, per sapere che esistono, per cui, per favore, non farci soffrire inutilmente: i troll, tagliali proprio.

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  • Ercole provo a risponderti, credo che sia per lo stesso motivo per cui tendiamo a credere di più all’innocenza di un bambino e alla colpevolezza di un adulto, semplicemente perchè i dati dimostrano che molti, troppi bambini subiscono violenza dagli adulti(altrimenti si crederebbe al fatto che i bambini hanno troppa fantasia e dicono troppe bugie).
    Nel caso donna uomo è lo stesso. Non vorrei cadere nel vittimismo, ma i dati confermano che le donne subiscono più violenza dagli uomini che viceversa. Questo non vuol dire che non dobbiamo preoccuparci di uomini innocenti che vengono accusati, ma sono casi isolati rispetto al quadro generale. Non sto dicendo che sia giusto cosi, ma se non si riesce a trovare giustizia per migliaia di donne che subiscono violenza dagli uomini è impensabile sperare di trovarla per dei casi isolati. Più che altro è difficile. E’ un fatto quasi più matematico che morale.

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