La nanopolvere

d700middle

Mi scuso tantissimo per non aver potuto postare in tempo le vostre segnalazioni. Purtroppo il progetto “Libera Infanzia” mi sta dando parecchi problemi. Ho terminato il documentario, devo soltanto salvare il lavoro, ma a quanto pare il pc faceva i capricci.

Ho provato a cambiare pc e ho scoperto che è il progetto ad avere problemini in alcuni punti. Insomma Windows Movie maker è una bella merda, ci avessi pensato prima…Spero di riuscire a combinare qualcosa per stasera, perchè un filmato di 25 minuti e mezzo è proprio lungo e mi sta facendo venire ansia per quello che mi spetterà.

Più lettori mi hanno segnalato una pubblicità spaventosamente sessista. Avete presente quelle publbicità italiane che non ci rappresentano come oggetti sessuali ma faticano a trovare un ruolo alternativo che non sia quello della casalinga in perfetto stile “Desperate Housewives”?

Ora mi chiedo: Perchè alle donne non è concesso il privilegio di utilizzare una macchina fotografica della Nikon? Questa è uno dei prototipi pubblicitari anni ’50: lei è attratta solo dagli elettrodomestici lui per machcinari che gli consentono di esplorare il mondo. In più fanno finta che sia un bambino a parlare e non c’è consa più inquietante di veicolare un messaggio che educa i bambini a pensare ad una famiglia tradizionale.

Perchè mai la Nikon dovrebbe essere un prodotto maschile?

Dovrei pensare che secondo i pubblicitari le donne non devono fotografare, ma farsi fotografare (nude).

In poche parole “per far felice ogni coppia”, come recita il claim, basta mettere la donna a pulire casa?

Sicuri che una donna sarebbe più contenta a ricevere per Natale un’aspirapolvere nana che ti pulisce da sola la casa?

Questa pubblicità è inquietante su tutti i fronti, più l’analizzo più scopro dettagli sessisti. In Italia sono pubblicitari che invogliano gli uomini ad acquistare grazie ad un paio di tette o chiappe, relegandoci a mero oggetto sessuale e ci sono pubblicità che invogliano ad acquistare relegando la figura femminile a casalinga, con questo messaggio: “Compra il mio prodotto e avrai una moglie che ti pulirà casa. In più avrai la libertà di andartene a zonzo a scattare foto perchè sarà il robottino ad aiutarla” Eh già, in realtà il robottino serve a deresponsabilizzare il marito dal lavoro domestico. Non c’è differenza: entrambe relegano la donna a mero oggetto di desiderio maschile.

E non fatevi prendere in giro. Il “robottino” pulirà da solo ma fino ad un certo punto. Il robottino serve per deresponsabilizzare i mariti. Ti regalano  il robottino per non essere loro ad aiutarti nelle faccende domestiche.

8 commenti

  • Sempre più allibita. Ma hanno pensato al danno commerciale che si infliggono pagando questi pubblicitari? La mia digitale non è una delle macchine prodotta dall’azienda che fa questa pubblicità, ma se potessi permettermi di acquistarne una, dopo questa pubblicità non lo farei. Quante fotografe, professioniste o dilettanti, reagirebbero come me? Presumo un buon numero. E presumo pure che questa pubblicità sia tarata sul mercato italiano.

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  • avrebbero potuto cavarsela elegantemente dicendo “TUTTI (tutta la famiglia) siamo felici con Roomba” invece di infilare il solito stereotipo della casalinga oberata. stereotipi pure veri, ma la mentalità sta cambiando. deve cambiare!

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  • Ma vaffanculo, se l’avessi vista mesi fa non avrei mai comprato una reflex della Nikon.
    Beh comunque anche per la Canon, “he’s got the whole world in his hands”.
    >>http://www.youtube.com/watch?v=iHNT8NsYSAg
    notare come maschi e femmine si mettono in posa in modo differente.
    Ho comunque visto altri spot della Canon che sono del tutto paritari come questo: http://www.youtube.com/watch?v=T2MsgxOnRWI&feature=related
    Per la Nikon ci sarebbe questo che è più o meno equo:
    http://www.youtube.com/watch?v=AZctIx34qlk (Sneeuwwitje è Biancaneve, ma comunque c’è un “io sono coraggiosa”)
    o questo: http://www.youtube.com/watch?v=MrHyHfuc53s

    Ma in definitiva ho trovato più spot sessisti della Nikon.
    Morale della favola? Il sessismo è dappertutto.
    Quindi quando capitano queste cose, forse la cosa migliore da fare è comunque comprare ciò che ci piace, perchè è veramente difficile con il sistema che abbiamo ora, rifiutarci categoricamente di comprare alcune cose particolari (altre sì invece!), poichè il cambiamento è comunque minimo, possiamo farlo magari per un fatto di coerenza. Ma comunque il sessismo va combattutto con l’informazione e l’educazione, più che con queste azioni che prese singolarmente, perchè mi dispiace dirlo, ma non saranno mai di massa, non funzionano per niente. Questo è un discorso che per me vale per tutto.

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  • Oddio più guardo queste pubblicità, più mi vengono i crampi allo stomaco, qualche giorno esploderò come l’incredibile Hulk :) !

    Queste pubblicità non fanno che accrescere questa terribile cultura italiana, dove la donna una volta sposata diventa una casalinga che deve pulire,accudire figli e marito, eccitarsi per gli elettrodomestici….dall’aspirapolvere, al ferro da stiro passando per il mocho vileda, (perchè secondo loro questi compiti spettano solo e unicamente alle donne), essere tradite perchè le donne italiane devono concedere al marito qualche distrazione, ma non concedersela perchè l’uomo è fatto di carne e la donna è mamma che esempio darebbe ai suoi figli?

    Di questa pubblicità, che dire….una delle solite, che dividono le donne in due categorie : puttana o casalinga!

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  • terribile…questa l’avete vista? http://www.youtube.com/watch?v=urOePuDpLwQ

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  • @i_kiiki: deve essere la pubblicità che ha visto la futura suocera di una mia carissima amica: quando lei ed il suo fidanzato storico andarono finalmente a vivere insieme, la mamma di lui si precipitò munita di una confezione di pezze-raccogli-polvere di una nota ditta, offrendola in gentile presente… a lei, “naturalmente” , senza pensare che la ragazza aveva sempre vissuto da sola dalla maggiore età (fuori sede) e quindi forse sapeva che era necessario eliminare la polvere, mentre chi poteva non saperlo, forse, era il ragazzo, vissuto fino ad allora in casa dei genitori… Morale della favola: i due si dividono equamente e paritariamente le incombenze domestiche. Dove non può la pubblicità, e lo stereotipo da essa rinforzato, può l’autoeducazione.

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