La pupa e il secchione

porsche

Avevamo già visto qual’è il rapporto tra donne e motori nelle pubblicità. Questo potrebbe essere un altro esempio.

Questo spot è stato importato (ovviamente in italia arrivano soltanto gli spot sessisti).

Queste volta protagonista dello spot non è una donna adulta ma una bambina.

Il padre segue e incoraggia le aspirazioni e le abilità del figlio, la figlia se ne sta chiusa e confinata nella sua camera a farsi bella.

La futura donna è rappresentata sempre con gli stessi stereotipi delle adulte : secondo lo stereotipo della pupa.

Ad un certo punto il fratello minore le sottrae l’asciugacapelli delle mani.

Il pubblicitario ha stabilito anche l’età della ragazzina: avrà sui dodici, tredici anni, quindi, non a caso deve recitare la parte dell’isterica in piena crisi premestruale.

Chi pensa ai motori è il bambino, fratellino minore ma aspirante ingegnere (e anche bulletto), il futuro macho che non deve chiedere mai.

Un vero spot formato pupa e secchione.

Il padre è contento ed elogia l’estro di suo figlio relegando la figlia  in secondo piano e sminueandola ancora di più ad un’oca senza cervello.

Il prodotto pubblicizzato è una porsche, roba da uomini machi, perché più la tua auto è potente e lussuosa e più sei macho. Ma i ricchi sono così sessisti?

Spesso la donna negli spot di auto viene rappresentata come un oggetto sessuale. Quando sei bambina ti preparano già al tuo roseo ruolo futuro. Dalla cura del corpo, alla vanità, frivolezza, alla bellezza e alla chirurgia estetica.

*Grazie a maria per la segnalazione.

2 commenti

  • Questa pubblcità è, se possibile, ancor più deleteria dell’ormai celebre “Montami”: perché quest’ultima, nella sua straripante volgarità, viene notata subito e fa svegliare persino quell’ameba di Mara Carfagna. Invece questa, subdola e apparentemente innocua, rafforza terribilmente gli stereotipi di genere utilizzando gli elementi dell’immaginario che più fanno presa, cioè la famiglia e i bambini. Mi chiedo chi possa trovare gusto in spot che non fanno che rafforzare concetti obsoleti e dicotomie uomo-donna ormai sorpassatissime. Come rappresentare un uomo o donna di colore su un albero con la banana in mano: per me questa roba non è meno ignobile.

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  • danzatriceorientale

    Se i ricchi sono sessisti? E c’è bisogno di domandarlo? Non vorrei commettere l’errore di cadere in questo stereotipo, io che sono contraria agli stereotipi, ma, di tutte le persone benestanti che ho conosciuto (e quindi allontanato perché non fanno per me), se ne fosse salvata una, da questo punto di vista: questo perché i loro modelli di riferimento sono Costantino, Daniele, Briatore e, last but not least, un certo Mister B.

    Ovviamente è un tarlo che sta contagiando anche la classe operaia, non crediate!

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